Inserisci una descrizione per PerùPERU’. Lima 28.05.03 Con un annuncio ufficiale alla nazione, il presidente Toledo ha proclamato lo stato di emergenza per 30 giorni “per porre fine alle continue violazioni delle libertà fondamentali messe in atto col pretesto della richiesta di lavoro”. Il comunicato prosegue dicendo che le scuole saranno riaperte e sarà ripristinato il transito stradale, mediante l’impiego congiunto delle Forze Armate e della Polizia Nazionale. Contemporaneamente il Governo ha dichiarato illegale lo sciopero dei maestri proclamato dal sindacato SUNEP ed ha minacciato di sospendere per un anno coloro che non torneranno al lavoro. Attualmente sono operanti 33 blocchi stradali, in particolare sulla carretera sudamericana, con kilometri e kilometri di camion bloccati dagli scioperanti in tutto il paese. E i blocchi stradali sudamericani (in particolare quelli peruviani e boliviani) non sono come quelli che siamo abituati a conoscere: sono fatti con massi di pietra, tronchi d’albero e cataste di legna pronte per essere incendiate e, quasi sempre, sono blocchi presidiati da persone armate. Gli scioperanti sono maestri (in sciopero da tre settimane) e campesinos e ora anche il settore sanità. Le richieste sono di aumenti salariali ( i maestri riciedono 30 dollari il governo ne concede13) e sussidi all’agricoltura, a fronte di una situazione di povertà generalizzata e di una impennata dei prezzi al consumo. Gli scontri con la polizia sono stati numerosi e violenti: nella regione di Junin i campesinos hanno sequestrato 2 poliziotti e feriti 15. Il comando di polizia è stato assaltato e sono state rubate tutte le armi. Ora con lo stato di emergenza e l’intervento delle forze armate si temono scontri ancora più violenti.
