Original page:http://jaromil.dyne.org/journal/first_dharma_dyne.html

Hackers che girano la Ruota del Dharma (pallotron sucone)

Sei il benvenuto a far girare con noi la Ruota del Dharma della nostra storia!

Questo documento e' una nostra "Magna Carta" programmatica, visionaria ed inclusiva. Vuole proporre un piano da condividere, che e' gia' condiviso da molti. Proprio ora il nostro network ha raggiunto gli 8 anni di vita. Otto, un numero che ha segnato la vita per molti di noi. Se siete curiosi di sapere cosa sta accadendo, allora continuate a leggere; non vi stupiremo con effetti speciali, ma con i nostri sogni, pensieri e progetti, che siamo pronti a realizzare.

Ovviamente, questo testo non parla solamente di "noi": essendo un network aperto, includiamo varie realta' in giro per il mondo, con cui adottiamo una politica di reciproco aiuto e collaborazione. Questa collaborazione e' prevalentemente tecnica, cosi' come lo e' la nostra attivita' nello sviluppo di Software Libero ed Open Source. Infatti, al di la' della generica idea di FOSS, noi siamo spinti da sogni, che pur procedendo lentamente, stanno diventando realta'...

Per tutto questo siamo infinitamente grati al Progetto GNU, che ci ha permesso di scoprire come acquisire conoscenza, prendere controllo dell'ambiente in cui viviamo e iniziare a costruire un nuovo pianeta :)

La Giovinezza del Dharma (pallotron frocione)

cerco la traduzione di Fernanda Pivano sul libro da lei tradotto in italiano - asb

Prima di tutto, vediamo chi siamo: dopo 8 anni possiamo tracciare un comune denominatore tra le persone attive nel nostro Network, interconnesse grazie ad un approccio nomadico allo sviluppo ed alla vita.

Noi siamo giovani sognatori, in quanto spesso amiamo oltrepassare i limiti ed inventare differenti modelli per imparare, comunicare, condividere e vivere, rispetto a quelli proposti dalle societa' nelle quali siamo ingabbiati. Abbiamo in comune il fatto che siamo sopravvissuti fuori dai luoghi comuni, che abbiamo coltivato le nostre speranze ed i nostri metodi di condivisione, di conoscenza ed i nostri attrezzi, tenendoli fuori da qualsiasi scatola chiusa.

Questo e' un periodo della nostra storia in cui parleremo con giovani voci; stiamo muovendo passi cruciali sui quali fonderemo la nostra struttura, sperando di mescolare l'Interiore con l'Esteriore, lo Yin con lo Yang.

Alcuni di noi sono nomadi, stanziati in differenti posti di volta in volta, alcuni vivono ai margini dei luoghi del mondo dove sono nati, alcuni lavorano per multinazionali IT, altri girano il mondo in bicicletta, alcuni danno letture nelle scuole, alcuni si esibiscono in gallerie artistiche, altri sono impegnati nell'occupazione di case abbandonate.

Quello che proponiamo qui e' un nuovo modello, ed abbiamo finalmente acquisito una visione pratica che ci consenta di svilupparlo in armonia con i nostri differenti ambienti.

Continuate a leggere se siete interessati a capire come e perche'

La liberta' della Creativita' (pallotron cazzone)

Il Software Libero ed Open Source (spesso denominati con l'acronimo FOSS) sono, quando ci si riferisce ai principi originali sviluppati dalla Free Software Foundation[1] (FSF), un nuovo modello di distribuzione, sviluppo e marketing dei beni immateriali. Sebbene vi consigliamo di dare uno sguardo alle pagine riguardanti la filosofia del Free Software, pubblicate nel sito della FSF, sottolineeremo alcune implicazioni che sono molto importanti per noi, e che hanno reso molte delle nostre attivita' possibili e motivanti.

Il FOSS implica un modello economico basato sulla collaborazione, invece che sulla competizione; e' coerente con gli ambienti della ricerca accademica, dove la condivisione della conoscenza e' fondamentale(*); lo sviluppo e' l'unione degli sforzi di differenti sviluppatori, e puo' essere meglio sostenuto quando distribuito attraverso piu' nodi. Riguardo a questo, ci piace citare John Nash (premio Nobel nel 1994): "i migliori risultati vengono da un qualsiasi elemento del gruppo che fa il meglio per se stesso ma anche per il gruppo".

(*) sarebbe, dato che l'ambiente della ricerca accademica e' purtroppo tutt'altra cosa. - asbesto

Immaginate allora che tutte le creazioni riprodotte in questo modo possano anche essere liberamente vendute a chiunque in ogni contesto: questo apre un orizzonte di nuovi modelli di business che sono locali, e che evitano lo sfruttamento globalizzato, mantenendo la condivisione della conoscenza globale, utile a chiunque.

In piu', nei campi come quelli dell'educazione, noi crediamo che l'independenza intrinseca del FOSS dalle influenze commerciali sia fondamentale per fornire agli studenti la conoscenza che possa appartenere veramente a loro.

??? e questo da dove minchia viene? , senza renderli dipendenti dai mercanti del software e della conoscenza, i quali impongono licenze sulle loro creazioni, che costituiscono poi gli strumenti che gli studenti stessi hanno imparato

(e che sono costretti ad utilizzare (aggiunta di asbesto))

Infine considerate (e sentitevi liberi di inventare nuovi percorsi) come l'impatto del FOSS nei campi della comunicazione, del social networking, dei giochi, dei media, e della evoluzione umana.

(cosa? il periodo non e' concluso!) ??? e questo da dove minchia viene?

Qui e' dove la differenza tra Free Software ed Open Source inizia a farsi sentire. L'Open Source si focalizza su un nuovo modello per lo sviluppo di software. Il Free Software non e' interessato in come il programma viene sviluppato. Noi siamo interessati all'Etica di come il programma viene distribuito. (Richard M. Stallman)

1. vedere http://www.fsf.org

Nessuna nazionalita' (pallotron lesbone)

Per far che i secoli tacciano di quel Trattato[2] che trafficò la mia patria, insospettì le nazioni e scemò dignità al tuo nome. (A Bonaparte liberatore, Ugo Foscolo, 1778-1827)

One Planet, One Nation (Public Enemy)

Le nostre patrie e luoghi di origine sono sparpagliati e qualche volta molto differenti tra loro; difficile manternersi o mettersi in contatto, a causa dei limiti imposti dal concetto di Nazione. Per questo pensiamo che i concetti di Stato e Nazione dovrebbero diventare obsoleti: i confini che questi impongono non coincidono con le nostre aspirazioni e le nostre capacita' di relazionarci l'un l'altro. (nota: "siano gia' obsoleti" invece di "dovrebbe diventare" ? ho corretto in plurale - asb)

Duranti i pochi anni delle nostre vite abbiamo pensato di interagire e descrivere noi stessi all'interno di schemi nazionali; ma i veri limiti tra noi sono stati la differenza tra i nostri linguaggi. Nel frattempo abbiamo studiato per oltrepassare questi limiti.

Abbiamo ereditato dalle nostre storie nazionali paure e angherie, ma grazie al nostro Network abbiamo imparato a gestirle, come se non appartenessero piu' a noi. Cio' che rimane e' solo un problema che puo' essere risolto: la finiremo di rappresentarci come parte di differenti nazioni. Anche se potremmo, non intendiamo costruire la nostra propria nazione, o proporvi una nuova idea di contratto sociale, ma piuttosto proporvi di oltrepassare questi confini e prendere la forma di un unico pianeta interconnesso, e creare quindi una nuova cartografia. (ci starebbe una citazione di ghost in the shell qui -asb)

Noi possediamo un pianeta! Ed e' sufficientemente giovane per curare le ferite lasciate dagli ultimi secoli di guerra, imperialismo, colonialismo e prevaricazione, che hanno lasciato molta della gente attorno a noi a coltivare differenze e false identita', rappresentate da bandiere e da propaganda nazionalista.

Non stiamo reclamando di aprire i confini alla speculazione delle multinazionali, visto che siamo tutti coscienti che questa possa essere la retorica usata dagli interessi neo-liberisti per calpestare l'autonomia delle nazioni in via di sviluppo. L'integrita' Contestuale[3] di differenti ecosistemi sociali necessita di essere rispettata; tuttavia ancora oggi i confini nazionali non hanno avuto alcun successo nel preservarla.

Con alcune eccezioni, molti dei programmi nazionali e dei fondi culturali con i quali abbiamo collaborato, pretendevano che ognuno di noi vestisse la propria bandiera nazionale, come se fossimo reclutati in un decadente gioco di orgoglio nazionale e competizione, con una agenda di dominazione fisica, economica e culturale, tracciando tutti i nostri movimenti, come fossimo pedine di una partita di scacchi di cui siamo solo pedine insignificanti.

Questo non ha piu' senso per la nostra generazione: noi rifiutiamo di essere identificati con i governi che possiedono i nostri passaporti. Noi guardiamo avanti e ci relazioniamo basandoci sul dialogo e sullo scambio, approcci e infrastrutture che possono essere immaginate come globali ma sviluppate localmente, in maniera aperta, come i canali che ci permettono di parlarti proprio in questo preciso momento.

Percio' noi dichiariamo la fine delle nazioni, in quanto la nostra generazione e' connessa in maniera molto complicata, con intersezioni di voleri, destini e, molto piu' importante, di problemi da risolvere.

2. Trattato di Campoformio

3. vedere Nissenbaum, H, (2007) Contextual Integrity - http://crypto.stanford.edu/portia/papers/RevnissenbaumDTP31.pdf

= Citta' in rete (pallotron troione) ==

Naturlamente, la nostra cartografia disegna connessioni tra i nodi, hub di intelligenza che sono piu' vicini nel cyberspazio piuttosto che nella vita reale. Nell'ultimo secolo abbiamo imparato a condividere musica, testi, storie ed immagini; nelle ultime decadi siamo stati in grado di copiare queste informazioni in tutto il mondo, senza alcun costo aggiuntivo.

Questo ci ha consentito di relazionarci tra noi con una estensione che e' amplificata dalla densita degli ambienti in cui viviamo, ambienti urbani che in qualche modo hanno offerto sufficienti lacune da sfruttare. Quelli che pretendono di governare le nostre vite sono ora impegnati a controllare questi vuoti, e ogni albero in una pubblica piazza rappresenta un ostacolo per le loro telecamere, occhi onnipresenti che vogliono controllare le nostre evoluzioni.

Abbiamo trovato riparo nelle pratiche ancestrali della Trance[4], aprendo le porte della nostra percezione verso l'ignoto, mandando in risonanza le nostre ossa, migliorando l'agilita' delle nostre lingue, per segure il flusso Hip-Hop dei pensieri radicali, surfando attraverso l'universo in cui siamo costretti, dipingendo fantasie sopra i muri imposti nelle nostre citta', saltando piu' in alto, per unirci alle questioni in sospeso dei nostri Parkour.

Queste pratiche sono adesso presenti nelle nostre citta'[5], seminate dai nostri bisogni di evolvere e di influenzare un governo che non ci da ascolto. Alcuni bambini si riversano nell'armata nera della vendetta, alcuni hanno perso la fede nel futuro, alcuni cadono negli inganni virtuali di magnetici startup scaturiti dal boom delle dot.com. Abbiamo bisogno di offrire a noi stessi un'alternativa a questo conflitto senza speranza, ed il primo passo sta nel costruirci una storia che rispetti tutte le scelte, che non dimentichi la tolleranza.

Tutta questa creativita' e disperazione e' condivisa tra le nostre citta', farcita di bisogni inutili e miraggi di successo delle "industrie della creativita'". Nel frattempo, abbiamo gia' elaborato una visione concentrica che e' collegata alla densita' delle nostre vite ed al flusso culturale della nostra conoscenza errante.

Percio' noi dichiariamo la nascita di un pianeta di citta interconnesse [6], strutture a spirale di vite roteanti sopra le nostre teste e fra le nostra dita, che si evolvono in una pratica comune di scissione e ricongiungimento, unendo le questioni in sospeso del nostro futuro.

Il nostro piano e' semplice e il nostro progetto e' gia' in movimento. Infatti, se vi guardate intorno, ci troverete gia' vicini a voi. Mentre gli attuali sistemi politici e econimici stanno combattendo la difficolta' di nascondere le proprie incoerenze, noi siamo in grado di implementare meglio i loro principi e, cosa piu' importante, ne stiamo elaborando di nuovi.

Noi stiamo reclamando una infrastruttura, la liberata' di adattarla ai nostri bisogni, il nostro diritto di proprieta' senza lacci, la liberta' di confrontare idee senza nessuna manipolazione mediatica, peer to peer, faccia a faccia, citta' a citta', essere umano ad essere umano.

La possibilita' di crescere in comunita' locali ed economiche, l'eliminazione dei monopoli globali, la possibilita' di vivere grazie alle nostre creazioni, e' li. Stiamo riempiendo gli spazi vuoti lasciati nelle nostre stesse citta', stiamo definendo i nostri desideri e siamo collettivamente gia' in grado di soddisfarli.

In piu', alcuni di noi stanno cercando contatti con gli strati bassi delle societa', per condividere una autonomia crescente: piu' sono esclusi dalla societa' che servono, piu' sono vicini alla liberta'; e' chiaro che questa autonomia e' la soluzione della crisi corrente. Queste comunita' marginali erano i contadini delle zone rurali che, principalmente a causa della poverta' rurale, non potevano sopravvivere solo sull'agricoltura, cosi' come gli immigrati e rifugiati che hanno dovuto fuggire dai luoghi di nascita, o che non hanno mai avuto una casa. Queste persone sono venute nelle citta' e non hanno trovato ne' lavoro ne' rifugio. Hanno creato i propri spazi di lavoro in barba alle ciniche logiche del capitalismo, principalmente riciclando rifiuti. Queste persone appaiono brutte nei confronti della minoranza che e' al potere, mentre architetti e pianificatori urbani ingiustamente chiamano "stanziamenti illegali" i loro rifugi. Alcuni di loro si organizzano per guadagnare potere con la solidarieta', e sono chiamati gli "squatter".

Durante i decenni passati abbiamo imparato a migliorare la nostra autonomia all'interno dei contesti urbani[7], immergendoci nei differenti contesti che compongono le citta', svelando la struttura interna delle loro reti chiuse, e sviluppando una differente trama fatta di relazioni che nessuna azienda puo' comprare.

Noi siamo i Weaver Birds, burung-burung manyar [8], noi condividiamo i nostri nidi nella rete, scorriamo come il fiume degli insediamenti spontanei di codice nello Yogyakarta[9], i vicini zingari di Sulukule ad Instanbul, il Chaos Computer Club, tutti gli hacklab sparsi per il mondo, gli squatter auto-gestiti ad Amsterdam, Berlino, Barcellona eccetera, i nascondigli di 2600 e tutti gli altri spazi hacker temporanei dove il nostro ed il vostro futuro viene costruito.

Questo documento e' solo l'inizio di un nuovo corso, contestualizza un'analisi che e' condivisa da un numero sempre crescente di giovani hacker ed artisti, ed e' nutrito dalla loro autonomia e conoscenza. I nostri spazi hacker stanno proliferando rapidamente, in quanto non necessitiamo di nuovi spazi ma penetriamo quelli spazi vuoti; ci adattiamo velocemente e puntiamo a connetterci invece che a separarci; puntiamo ad essere inclusivi invece che esclusivi, ad essere effettivi invece di acquisire uno status.

A coloro che si sentono minacciati chiediamo: non resisteteci, lasciateci spazio. Fatelo per il bene di tutti noi, perche' noi siamo i vostri figli.

4. Lapassade, G. (1976) Essai sur la transe, Éditions universitaires

5. De Jong, A, Schuilenburg, M. (2006) Mediapolis. Popular culture and the city, Rotterdam: 010-Publishers

6. Batten, D.F. (1995), Network Cities: Creative Urban Agglomerations for the 21st Century, SAGE

7. Lapassade, G. (1971), L'Autogestion pédagogique, Gauthiers-Villars

8. Burung-Burung Manyar means "Weaver Birds" in bahasa indonesia, is a book by Romo Mengun published in 1992 by Gramedia (Jakarta)

9. la riva del fiume Code fu considerata uno stanziamento illegale di squatter, mentre Romo Mengun e' stato attivo tra il 1981 e il 1986, raccogliendo le simpatie degli intellettuali che credevano che questi poveri membri della societa' dovessero essere accettati e aiutati per migliorare le loro condizioni di vita. Il governo dell'Indonesia pianifico' la rimozione forzata nel 1983, ma in seguito alle proteste, i piani furono cancellati. Nove anni dopo nel 1992 il Kampung Code fu selezionato come vincitore dell'Aga Khan Award for Architecture in the Muslim World. Lo stanziamento sulla riva del fiume Code continua ad esistere fino ai giorni nostri, come un esempio notevole di architettura urbana.

Media orizzontali (pallotron cacchione)

Le nostre preoccupazioni riguardo la liberta' nei media e' seria: la situazione corrente e' urgente e giustifica le nostre azioni di ribellione, in quanto necessarie. Una delle nostre attivita' principali e' tessere pazientemente i fili di reti aperte, che mettano tutti noi in contatto. Ma gli avidi regimi nazionali e le organizzazioni criminali ci trattano come se loro potessero evitare la loro natura fascista, mentre i provocatori opportunisti usano la nostra apertura per ottenere il diritto di offendere e generare nuove guerre.

Riguardo ai media, abbiamo certamente accumulato abbastanza conoscenza per tracciare un percorso chiaro per il nostro sviluppo, come abbiamo iniziato a fare fin dai primi anni della nostra esistenza: siamo attivi nell'implementare le liberta' che l'era digitale puo' garantirci. Questa liberta' intellettuale e' molto importante per lo sviluppo dell'umanita', per la sua capacita' di analizzare le proprie azioni, e tessere la propria fiducia in armonia.

Il nostro piano e' di continuare a sviluppare molti spazi di discussione on-site e on-line, seguendo un pattern decentralizzato che garantisca accesso alla maggioranza di persone nel nostro pianeta. Abbiamo creato strumenti per i media indipendenti, per moltiplicare le voci, per proteggere le visioni comuni, per evitare che pochi magnati della comunicazione e dei media controllino le democrazie, come sta succedendo in molte parti del mondo.

Siamo consci dei limiti dell'implementazione presente della democrazia: mentre loro sono impegnati con i loro successi personali sopra i regimi arcaici, questi sistemi non riescono ad aggiornare le loro strutture, ed hanno fallito nel controllo dei nuovi nemici che non riescono piu' a riconoscere.

La soluzione che noi proponiamo e' semplice: massimizzare le possibilita' di riciclare le infrastrutture dei media esistenti, aprire piu' canali possibile, liberare le onde radio, lasciare che la comunicazione fluisca nella sua molteplicita', evitarne l'uso monodirezionale, dare a chiunque la possibilita' di fare la propria radio o stazione TV per i suoi vicini fisici o digitali, seguendo un pattern organico che modularizzera' la condivisione dei sensi e consentira' alle idee di propagarsi in modo orizzantale e non gerarchico.

Se queste strutture di media saranno collegate con i modelli educativi che allevano tolleranza, avremo speranze di accelerare l'evoluzione del nostro pianeta, e di garantire protezione alle minoranze che lo popolano.

Liberta' di identita' (pallotron sborrone, but help needed at the end)

Noi crediamo che lo sforzo attuale dei governi riguardo alle tecnologie biometriche, al data mining privato operato dalle compagnie e dalle scuole sulle attivita' di cittadini e studenti, con programmi di profiling che hanno come target tutta la popolazione mondiale, sia un crimine contro l'umanita'.

Ciascuno di questi sforzi non sta tenenendo in considerazione cosa puo' essere fatto quando regimi dittatoriali prendono il controllo di questi sistemi; questo e' infatti gia' successo mezzo secolo fa, quando le prime azioni Naziste furono quelle di censire la popolazione e marchiarla con simboli relativi alla loro etnia biologica (come la biometria puo' fare oggi).

Consci della mancanza di responsabilita' dei governi in tutto il mondo, ci opporremo con tutti le motivazioni necessarie ai loro sforzi di numerare e controllare tutte le persone, nel nome della sicurezza irraggiungibile che, come hacker, possiamo dimostrare, e che non puo' essere utilizzata come scusante.

Come hacker siamo ben coscienti che le informazioni scorrono libere, e ci rendiamo conto di come diverse falle nel dominio digitale stiano attualmente svelando informazioni personali di un largo numero di persone in tutto il mondo. Noi crediamo fermamente che la gente non dovrebbe essere catalogata ed inclusa nei database: questo e' cio' che probabilmente ancora differenzia i governi dai sistemi operativi, che sopprimono meschinamente i processi che non sono ottimizzati per i task previsti. (vedete se va bene cosi -asb)

Educazione (pallotron spermone)

Man mano che la privatizzazione delle strutture educative continua, le accademie assumono modelli aziendali; nel frattempo assistiamo ad uno spostamento della missione educativa nella societa', da un modelloinclusivoad unoesclusivo. Il gioco influente delle compagnie e delle industrie ha permeato molte discipline accademiche, in particolare riguardo le tecnologie adottate. La scelta degli educatori e' stata influenzata dalle logiche del profitto a breve termine, invece che sul concetto di robusta conoscenza.

Dall'altro lato, le nozioni stanno rapidamente diventando disponibili universalmente. Le funzionieuristiche, maieutiche e strutturali fornite dalle accademie e dalle universita' vanno piu' di comune accordo con l'azione globale mossa dalle comunita' del Free Software, grazie ai loro metodi orizzontali, di condivisione, al loro modo di lavorare sulla ricerca e sviluppo basandosi su piattaforme distribuite.

ma molte universita' non funzionano assolutamente in questo modo! -asbesto

Siccome i componenti possono essere combinati e ri-distribuiti, copiati e modificati[10], gli studenti elaborano una conoscenza che e' durabile, libera dalle "proprieta' intellettuali" che restringono i loro diritti di produrre e ridistribuire le creazioni. Questa situazione portera' un vantaggio per le nuove generazioni, cosi' come per i paesi in via di sviluppo.

I media hub e gli spazi hacker costituiscono un grande potenziale per attivare una crescita culturale soddisfacente ed un ruolo educativo che sta progressivamente scomparendo dalle scuole superiori e dalle universita'.

Nel 1998 si tenne la prima edizione dell'hackmeeting[11] a Firenze. In quella occasione la sua assemblea lancio' l'idea delle Universita' Indipendenti dell'hacking, generando numerosi hacklab lungo le varie citta' collegate in rete, con meeting annuali che hanno avuto luogo fino ad oggi in varie parti del sud Europa. Noi crediamo che i risultati di queste iniziative abbiano avuto grande influenza per la nostra crescita tecnica e culturale, in quando hanno ospitato una conoscenza errante altrimenti dispersa e trascurata dalle accademie, con la partecipazione di gente come Wau Holland, Richard Stallman, Tetsuo Kogawa, Andy Muller-Magoon, Emmanuel Goldstein e molti altri, individui e collettivi.

Con questa storia cosi' breve, ma anche intensa, noi siamo ben motivati a continuare lo sviluppo dei nostri percorsi alternativi di conoscenza: una letteratura auto-didatta che libera gli studenti dagli interessi delle corporation, ed apre un orizzonte di varieta' e creativita' che non puo' essere raffigurato dalle piu' avanzate, ed ancora difettose, implementazioni della cosidetta "industria creativa".

10. seguire la filosofia del progetto GNU e altre applicazioni in vari campi della conoscenza umana.

11. vedere http://www.hackmeeting.org e il libro Networking Art http://www.networkingart.eu/english.html (Costa & Nolan) 88-7437-047-4 978-88-7437-047-4

Consolidation (newmark working on this!)

Infrastructure (newmark working on this!)

On site

On line

Collaboration (newmark working on this!)