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G.R. 19.30

PALESTINA M.O./RAID A RAMALLAH, 4 MORTI NEL GIORNO DI GINEVRA

- Decine di arresti. Erekat ad Israele: date una chance alla pace Roma, 1 dic. (Apcom) - Il raid israeliano ha provocato la reazione rabbiosa dei residenti locali che sono scesi in strada per protestare. Le truppe dello Stato ebraico hanno aperto il fuoco per disperdere la folla che aveva cominciato un fitto lancio di pietre. Un bambino di nove anni è stato colpito a morte nella zona di El Bireh, nell'immediata periferia di Ramallah. Un terzo militante di Hamas, invece, è stato ucciso nel comprensorio di al-Moasyoun, una zona non lontana dalla Muqata, quartier generale del presidente palestinese Yasser Arafat. Secondo quanto comunicato dall'esercito, il militante è stato colpito dopo avere lanciato una granata in direzione delle truppe. Subito dopo la sua morte, i militari hanno distrutto un intero edificio e un cottege adiacente che sarebbero stati utilizzati dall'uomo come nascondiglio. Sessanta famiglie sono rimaste senza casa. "Credevamo che ci fossero ancora dei terroristi dentro l'edificio, così non abbiamo avuto altra scelta che distruggerlo" ha detto il colonnello Roni Numa, che ha guidato l'operazione israeliana. Secondo testimoni palestinesi, decine di persone sono state arrestate. Tra loro figura anche un leader di Hamas, Ghassan Abassi. L'esercito ha confermato "un certo numero" di arresti ed ha annunciato la scoperta di un laboratorio clandestino per la fabbricazione di armi: i militari hanno distrutto l'edificio che lo ospitava. Intanto, il capo dei negoziatori palestinesi Saeb Erekat ha chiesto al governo israeliano "di porre termine alla politica delle incursioni, degli assassinii, degli insediamenti e del muro, e di dare una chance al dialogo e al processo di pace". Un invito che, al momento non è stato raccolto da Israele. Questa mattina sono iniziati i lavori per la costruzione di un nuovo quartiere ebraico a Gerusalemme Est, operazione che gli Stati Uniti e i funzionari palestinesi hanno definito una violazione del norme previste dalla road map. Il trattato di pace elaborato dal Quartetto, infatti, vieta qualsiasi altra "attività di insediamento" da parte dello Stato ebraico. Il nuovo quartiere 'Nof Zahav', che sarà confinante con quello di Jabel Mukaber, dovrebbe includere 550 unità abitative, un hotel e degli istituti scolastici. Il primo ministro israeliano Ariel Sharon ha detto che il governo ha concesso i permessi per i lavori di costruzione degli insediamenti nell'ottica "di una crescita naturale" dello Stato. Ma stamattina a Gaza si è tenuta una manifestazione di protesta contro l'Iniziativa di Ginevra con la partecipazione del presidente del Consiglio legislativo palestinese (Clp, Parlamento), Rafiq Al-Natche. Lo hanno riferito fonti giornalistiche palestinesi. Le fonti hanno precisato che circa 700 persone si sono riunite nel Palazzo della Cultura di Gaza, dove nel corso della manifestazione numerosi intervenuti hanno condannato l' Iniziativa di Ginevra e bollato come traditori i loro promotori palestinesi, accusati di aver svenduto il diritto al ritorno dei profughi palestinesi. La causa palestinese e' cominciata per i profughi e non sara' risolta finche' non potranno ritornare nelle loro case, nei loro villaggi e nelle loro citta'. Il popolo palestinese non permettera' a nessuno di rinunciare a questo diritto, ha affermato nel suo intervento il presidente del Clp Natche. Uno dei leader della Jihad islamica, Nafiz Azzam, ha a sua volta affermato che la manifestazione di Gaza rappresenta un messaggio in questo giorno triste da parte di tutti i palestinesi, che sono contrari all'Iniziativa di Ginevra e vogliono invece confermare la scelta della resistenza e non svendere la loro terra. Nel pomeriggio, in coincidenza con l'inizio a Ginevra della cerimonia di presentazione ufficiale, analoghe manifestazioni contro il simbolico patto di pace sono in programma a Ramallah e in altre localita' della Cisgiordania. Intanto ha preso il via la costruzione di un nuovo quartiere israeliano alla periferia di Gerusalemme est ed e' stata contrastata fisicamente da abitanti dell' adiacente villaggio palestinese di Jabel Mokabber. Secondo quanto ha riferito la radio statale israeliana, il progetto edilizio prevede la costruzione di un rione israeliano, denominato 'Nof Zahav' (Panorama dorato), su una collina, in un'area pressoche' interamente circondata da case palestinesi. A lavori ultimati il rione avra' 500 appartamenti, una scuola, un albergo, un nido d'infanzia e una sinagoga. I lavori sono stati sospesi poco dopo l'inizio per un intervento del tribunale. La magistratura non si e' infatti ancora pronunciata su una serie di ricorsi presentati da palestinesi che affermano di essere proprietari delle terre sulle quali deve essere costruito il quartiere. Il parlamentare laburista Ofi Pines ha sollecitato il primo ministro Ariel Sharon a intervenire subito per impedire la realizzazione di un progetto edilizio che potrebbe provocare spargimenti di sangue in un'area di forti tensioni politiche e nazionalistiche

E il medio oriente continua ad essere martoriato infatti dopo Gianfranco Fini, un altro esponente di spicco di An, visitera' Israele. Giovanni Alemanno, ministro per le politiche agricole, sara' a Tel Aviv sabato 6 dicembre. Una visita ufficiale durante la quale incontrera' il suo omologo israeliano, Shiri Yisrael Katz e poi i rappresentanti dei vari dipartimenti e istituti di ricerca che fanno capo al ministero per l'agricoltura israeliano.

CINA

È stata liberata Liu Di, una studentessa cinese 23enne detenuta da più di un anno in una prigione di Pechino, della quale da tempo si erano perse le tracce. Lo ha riferito il ‘Centro d’informazione per i diritti dell'uomo e la democrazia’, con sede a Hong Kong. La giovane, che navigava in Internet sotto lo pseudonimo di ‘Mouse d’acciaio senza macchia’, era stata arrestata il 7 novembre 2002 dopo essere stata prelevata dalla polizia nel dormitorio dell’Università Normale di Pechino, nel quale viveva, per aver pubblicato in rete degli scritti con i quali contestava le limitazioni imposte dal governo alle informazioni che circolano su Internet. La scarcerazione di Liu era stata chiesta all’inizio del novembre di quest’anno dalla stessa magistratura cinese per mancanza di prove a carico della ragazza. Secondo il ‘Centro d’informazione’, venerdì scorso sarebbero stati liberati altri due ‘cyber dissidenti’: il 34enne Wu Yiran e il 29enne Li Yibin.

CROAZIA

SERBIA

Lavoro Roma oggi i lavoratori e le lavoratrici della casa dei diritti sociali riuniti in assemblea hanno deciso di occupare la sede della cooperativa. L a casa dei diritti sociali gestisce molti appalti per conto del comune di Roma centri di prima accoglienza per minori e per adulti. svolge attività di segretariato sociale, progetti sui migranti; tra le cose di cui si dovrà occupare nei prossimi mesi c'è anche la vertenza dei suoi lavoratori. ascoltiamo la corrispondenza

AIDS: CGIL E-R, ILLEGITTIMI TEST PREVENTIVI IN LUOGHI LAVORO (ANSA) -

MIGRANTI

IMMIGRATI: SUBISCONO UNA AGGRESSIONE FISICA OGNI 36 ORE = (ASCA) - Roma, 1 dic - Uno straniero vittima di aggressione fisica, di atteggiamento discriminatorio o di offese verbali ogni 36 ore. E' la poco edificante statistica contenuta nel quinto rapporto sulla violenza contro gli stranieri in Italia: Questione di pelle che presenta una sorta di quadro di insieme dell'intolleranza nel nostro paese. Il rapporto, presentato stamane nella sala della Protomoteca a Roma , e' realizzata dall'Associazione per le liberta', dal Centro ricerche studi sociali e da 'Save the children' Italia. Secondo quanto reso noto oggi nel 2001 i casi rilevanti di aggressione verso immigrati erano stati 253 in tutto e 236 nel 2002. I decessi erano stati 48 nel 2001 e 50 l'anno seguente mentre le lesioni permanenti erano state, rispettivamente, 19 e 16. Le fasce deboli risultano essere ancora le piu' esposte e colpite. La violenza contro le donne risulta, infatti, in costante aumento e rappresenta, sul totale dei casi del 2001 e del 2002, il 20,4%. Quella contro i minori raggiunge, invece, addirittura il 16,1%. res-

SBARCATI SULL'ISOLA I 14 CLANDESTINI =

G.R. 13,00

ITALIA OCCUPAZIONE

L'Istat, a settembre 0,1% in meno posti lavoro in grandi imprese L'occupazione nelle grandi imprese industriali è diminuita su base tendenziale del 3% al lordo della Cig(Cassa Integrazione Guadagni) e del 3,3% al netto della Cig. Rispetto ad agosto il calo al lordo della CIG è stato dello 0,1%. A settembre è calata ancora l'occupazione nelle grandi imprese. Lo rende noto l'Istat, precisando che si sono persi 22.000 posti di lavoro rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, pari a un -1,1% del totale. Il calo dell'occupazione nelle grandi imprese, "è una tendenza che dura ormai da anni". Così il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ha commentato il dato diffuso oggi dall'Istat e che ha evidenziato un calo dell'1,3% su base annua. Per quanto riguarda i singoli settori di attività economica, a settembre l'indice dell'occupazione dipendente registra una diminuzione, in termini tendenziali, del 4,9 per cento nel settore della produzione di energia elettrica, gas ed acqua e del 2,7 per cento nelle attività manifatturiere, mentre il settore delle costruzioni segna una variazione positiva dell'1,7 per cento. Tutti i comparti delle attività manifatturiere registrano variazioni tendenziali negative. Le diminuzioni più marcate si osservano nelle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (meno 5,4 per cento), nella fabbricazione di prodotti chimici e fibre sintetiche (meno 4,7 per cento), nella produzione di apparecchi elettrici e di precisione (meno 4,0 per cento) e nelle industrie tessili e dell'abbigliamento (meno 3,6 per cento). All'interno del settore dei servizi si registrano andamenti prevalentemente positivi, con incrementi tendenziali nel comparto del commercio (più 7,3 per cento), degli alberghi e ristoranti e delle altre attività professionali ed imprenditoriali (entrambi più 2,4 per cento). I comparti dell'intermediazione monetaria e finanziaria e dei trasporti, magazzinaggio e comunicazioni presentano diminuzioni tendenziali rispettivamente del 2,2 per cento e dell'1,7 per cento.

NATO

LA DIFESA EUROPEA TORNA A DIVIDERE GLI ALLEATI = - E' partita a Bruxelles la maratona della Nato, con una settimana che vede dapprima riuniti i ministri della difesa dell'Alleanza (oggi e domani per il Consiglio Atlantico) seguiti da quelli degli Esteri (giovedi' e venerdi'). Gia' ieri sera nella capitale belga e' arrivato il segretario americano alla Difesa Donald Rumsfeld, mercoledi' sara' la volta del segretario di Stato Colin Powell. In agenda del primo vertice, quello del Consiglio Atlantico, sono Iraq, Afghanistan, Bosnia e il nuovo battaglione per la difesa contro le armi ABC (atomiche, batteriologiche e chimiche, solennemente presentato oggi), ma in realta' su entrambi vertici aleggia ancora una volta la questione della difesa europea. Dopo il tempestoso vertice di poche settimane fa, quando - secondo indiscrezioni - l'ambasciatore Usa presso la Nato Nicolas Burns batte' il pugno sul tavolo contro le proposte di un quartier generale indipendente dell'Unione Europea, le acque erano sembrate calmarsi, soprattutto grazie al fedele alleato britannico Tony Blair durante l'ultimo Consiglio europeo (12-13 ottobre). Ma gli accordi presi a Napoli su iniziativa anzitutto di Francia, Germania e della stessa Gran Bretagna hanno fatto risalire la temperatura in modo drastico, anche perche' i tre paesi, lanciando l'accordo sulla cooperazione rafforzata in materia di difesa sul modello dell'euro, tornano a parlare di un centro di pianificazione europea, sia pure all'intero del comando militare Nato a Mons, vicino a Bruxelles.

PALESTINA

L'alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea, Javier Solana, ha espresso oggi il proprio appoggio alla cosiddetta 'iniziativa di Ginevra' per la soluzione del conflitto in Medio Oriente, che sarà approvata oggi. "Sosteniamo questa iniziativa molto coraggiosa che viene dalla società civile", ha detto Solana, sottolineando che si tratta di una proposta "compatibile con la Road map". "La sosteniamo - ha aggiunto - allo stesso modo di tutte le altre iniziative che vanno in direzione della pace e che offrono soluzioni e parametri da utilizzare al momento dei negoziati finali". Rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto di commentare il giudizio negativo del primo ministro israeliano Ariel Sharon sull'iniziativa, Solana ha osservato che "bisogna distinguere tra iniziative dei governi e quelle che vengono dalla società civile con la volontà di contribuire alla soluzione del problema".

Questi gli elementi centrali dell'accordo alternativo che sarà firmato oggi a Ginevra: l'accordo prevede la creazione di uno stato palestinese smilitarizzato. La frontiera fra Palestina e Israele sarà stabilita sulla base dei confini del 1967, ma con alcune modifiche: in pratica il nuovo stato nascerebbe sul 97,5 per cento della Cisgiordania e la Striscia di Gaza e sul 2,5 per cento del territorio oggi ebraico nella parte sud del deserto del Negev. Gli insediamenti israeliani dovranno essere evacuati. Israele e Palestina avranno due capitali riconosciute reciprocamente nell’area di Gerusalemme. Due consigli comunali si incaricheranno del coordinamento della città, affiancati da un comitato consultivo con rappresentanti ebraici, cristiani e musulmani. I quartieri cristano e musulmano di Gerusalemme, compreso il Monte del Tempio/Spianata delle Moschee, saranno sotto sovranità palestinese. I confini e i luoghi santi a Gerusalemme sarebbero garantiti da una forza internazionale. Per quanto riguarda i tre milioni e mezzo di profughi palestinesi nel mondo, è previsto il riconoscimento del diritto al ritorno. Un numero limitato di palestinesi potrà rientare in Israele nell’ambito di un piano di ricongiungimento familiare. L’accordo, presentato in ottobre, ha ottenuto il sostegno di diversi esponenti del campo pacifista israeliano, i primi firmatari sono l’ex ministro della giustizia israeliano, Yossi Beilin, uno degli architetti degli accordi di Oslo, e l’ex ministro palestinese dell’Informazione, Yasser Abed Rabbo.

Ma stamattina a Gaza si è tenuta una manifestazione di protesta contro l'Iniziativa di Ginevra con la partecipazione del presidente del Consiglio legislativo palestinese (Clp, Parlamento), Rafiq Al-Natche. Lo hanno riferito fonti giornalistiche palestinesi. Le fonti hanno precisato che circa 700 persone si sono riunite nel Palazzo della Cultura di Gaza, dove nel corso della manifestazione numerosi intervenuti hanno condannato l' Iniziativa di Ginevra e bollato come traditori i loro promotori palestinesi, accusati di aver svenduto il diritto al ritorno dei profughi palestinesi. La causa palestinese e' cominciata per i profughi e non sara' risolta finche' non potranno ritornare nelle loro case, nei loro villaggi e nelle loro citta'. Il popolo palestinese non permettera' a nessuno di rinunciare a questo diritto, ha affermato nel suo intervento il presidente del Clp Natche. Uno dei leader della Jihad islamica, Nafiz Azzam, ha a sua volta affermato che la manifestazione di Gaza rappresenta un messaggio in questo giorno triste da parte di tutti i palestinesi, che sono contrari all'Iniziativa di Ginevra e vogliono invece confermare la scelta della resistenza e non svendere la loro terra. Nel pomeriggio, in coincidenza con l'inizio a Ginevra della cerimonia di presentazione ufficiale, analoghe manifestazioni contro il simbolico patto di pace sono in programma a Ramallah e in altre localita' della Cisgiordania.

Intanto ha preso il via la costruzione di un nuovo quartiere israeliano alla periferia di Gerusalemme est ed e' stata contrastata fisicamente da abitanti dell' adiacente villaggio palestinese di Jabel Mokabber. Secondo quanto ha riferito la radio statale israeliana, il progetto edilizio prevede la costruzione di un rione israeliano, denominato 'Nof Zahav' (Panorama dorato), su una collina, in un'area pressoche' interamente circondata da case palestinesi. A lavori ultimati il rione avra' 500 appartamenti, una scuola, un albergo, un nido d'infanzia e una sinagoga. I lavori sono stati sospesi poco dopo l'inizio per un intervento del tribunale. La magistratura non si e' infatti ancora pronunciata su una serie di ricorsi presentati da palestinesi che affermano di essere proprietari delle terre sulle quali deve essere costruito il quartiere. Il parlamentare laburista Ofi Pines ha sollecitato il primo ministro Ariel Sharon a intervenire subito per impedire la realizzazione di un progetto edilizio che potrebbe provocare spargimenti di sangue in un'area di forti tensioni politiche e nazionalistiche

CINA

È stata liberata Liu Di, una studentessa cinese 23enne detenuta da più di un anno in una prigione di Pechino, della quale da tempo si erano perse le tracce. Lo ha riferito il ‘Centro d’informazione per i diritti dell'uomo e la democrazia’, con sede a Hong Kong. La giovane, che navigava in Internet sotto lo pseudonimo di ‘Mouse d’acciaio senza macchia’, era stata arrestata il 7 novembre 2002 dopo essere stata prelevata dalla polizia nel dormitorio dell’Università Normale di Pechino, nel quale viveva, per aver pubblicato in rete degli scritti con i quali contestava le limitazioni imposte dal governo alle informazioni che circolano su Internet. La scarcerazione di Liu era stata chiesta all’inizio del novembre di quest’anno dalla stessa magistratura cinese per mancanza di prove a carico della ragazza. Secondo il ‘Centro d’informazione’, venerdì scorso sarebbero stati liberati altri due ‘cyber dissidenti’: il 34enne Wu Yiran e il 29enne Li Yibin.

MILANO

Da oggi al 12 dicembre si terrà a Milano la nona Conferenza delle Parti, il vertice mondiale sul clima durante il quale i Governi si confronteranno sulle politiche da perseguire, le strategie da adottare e gli accordi da sottoscrivere per ridurre l' impatto ambientale delle proprie azioni nel rispetto della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. La Convenzione sul Clima nasce dalla consapevolezza che i cambiamenti di clima del pianeta ed i suoi effetti negativi provocati dalle attività umane che hanno notevolmente aumentato le concentrazioni atmosferiche di gas a effetto serra, costituiscono un pericolo concreto per l'umanità, dal quale non è più possibile prescindere. L'obiettivo della Convenzione è quello di stabilizzare la concentrazione di gas serra nell'atmosfera a un livello tale da scongiurare pericolose interferenze di emissioni sul sistema climatico, nell'arco di un periodo sufficiente a permettere agli ecosistemi di adattarsi naturalmente a cambiamenti di clima, in modo da garantire uno sviluppo economico e produttivo sostenibile. La nona COP, potrà divenire un evento di portata storica nel caso in cui la Russia ratifichi il Protocollo di Kyoto, sancendone così l'entrata in vigore. Le questioni cruciali di COP9 a Milano riguarderanno le regole di funzionamento del Protocollo di Kyoto in relazione agli impegni successivi al 2008-2012 e al coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo nel raggiungere i livelli quantitativi di emissione di gas serra stabiliti dal trattato. In concreto i negoziati verteranno sul ruolo dei meccanismi flessibili e sulla possibilità ed i limiti al loro utilizzo, e sulle sanzioni in cui gli Stati che hanno ratificato ma che si dimostreanno inadempienti, incorreranno. In ogni caso, nessun Paese sarà sanzionato se non ridurrà il proprio livello di inquinamneto fino al 2012.

SCIOPERO DEL TRASPORTO

Le città nel caos, ma a Milano un problema in più dovuto all'inizio anticipato dello sciopero rispetto all'orario previsto. Secondo i sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil l'anticipo dello sciopero di oggi degli autoferrotranvieri di Milano è da addebitare alla "grave irresponsabilità " delle aziende che hanno creato uno "stato di esasperazione insostenibile". Il sindacato invita tutti i lavoratori a rispettare le regole e "a respingere i tentativi di esasperare il conflitto e di svolgere la giornata di lotta odierna con le modalità previste dalla dichiarazione di sciopero.

SANITA'

In Italia mancano 1000 specialisti dell'Area Radiologica e questo crea lunghe liste di attesa e di servizi. Il peso di questa drammatica situazione ricade sulle spalle dei cittadini che sono costretti ad attendere anche mesi per un esame o per una terapia. Ma ricade anche - denuncia il dottor Francesco Luca', presidente del Sindacato Nazionale Radiologi - su tutti gli specialisti dell'Area Radiologica che sono costretti a turni massacranti di lavoro e a lunghi trasferimenti quotidiani per assicurare la disponibilita. Questa realta', che peggiora giorno per giorno, penalizza in modo particolare i cittadini, sia quelli che sono malati sia quelli che, avendo finalmente compreso il messaggio della prevenzione, chiedono un controllo.

G.R. 9,30

PALESTINA

militari israeliani arrestano 46 persone nella notte a Ramallah. Numerose persone sono state arrestate durante la notte a Ramallah, in Cisgiordania, nel corso di una vasta operazione dell'esercito israeliano. Lo ha riferito questa mattina la radio militare israeliana precisando che le forze di sicurezza di Tel Aviv hanno fermato più di 30 persone - secondo altre fonti almeno una cinquantina - ritenute legate ad Hamas. La notizia è stata confermata anche dall'Autorità nazionale palestinese, la quale ha precisato che l'operazione, durante la quale sono stati impiegati decine di mezzi militari, è scattata all'alba ed ha interessato contemporaneamente diverse zone della città. L'esercito israeliano ha sottolineato che "non si è trattato di una rioccupazione di Ramallah", ma di un "raid" organizzato ad hoc per colpire importanti esponenti di Hamas in città. La radio militare israeliana ha poi aggiunto stamani che i soldati di Tel Aviv hanno abbandonato Ramallah al termine dell'operazione, che, come ha ribadito l'emittente, non è stata un "atto ostile" nei confronti del presidente palestinese Yasser Arafat.

Sarà firmato oggi a Ginevra il testo alternativo di pace negoziato per due anni in segreto dai pacifisti israeliani e da esponenti palestinesi. L’Accordo ‘alternativo’ di Ginevra prevede la creazione di uno stato palestinese smilitarizzato. La frontiera fra Palestina e Israele sarà stabilita sulla base dei confini del 1967, ma con alcune modifiche: in pratica il nuovo stato nascerebbe sul 97,5 per cento della Cisgiordania e la Striscia di Gaza e sul 2,5 per cento del territorio oggi israeliano nella parte sud del deserto del Negev. Gli insediamenti saranno evacuati. Israele e Palestina avranno due capitali riconosciute reciprocamente nell’area di Gerusalemme. Due consigli comunali si incaricheranno del coordinamento della città, affiancati da un comitato consultivo con rappresentanti ebraici, cristiani e musulmani. I quartieri cristano e musulmano di Gerusalemme, compreso il Monte del Tempio/Spianata delle Moschee, saranno sotto sovranità palestinese. I confini e i luoghi santi a Gerusalemme sarebbero garantiti da una forza internazionale. Per quanto riguarda i tre milioni e mezzo di profughi palestinesi nel mondo, è previsto il riconoscimento del diritto al ritorno. Un numero limitato di palestinesi potrà rientare in Israele nell’ambito di un piano di ricongiungimento familiare. L’accordo, presentato in ottobre, ha ottenuto il sostegno di diversi esponenti del campo pacifista israeliano. Il progetto è nato nel 2001 su iniziativa di Keller e del politologo Pierre Allan. L’ex ministro della giustizia israeliano, Yossi Beilin, e l’ex ministro palestinese dell’Informazione, Yasser Abed Rabbo. L’idea era di riprendere il discorso lasciato in sospeso ai negoziati israelo-palestinesi del gennaio 2001 a Taba, alla vigilia della vittoria elettorale di Ariel Sharon. Il governo israeliano ha sempre avversato l’iniziativa, mentre Yasser Arafat ha mantenuto un atteggiamento flessibile, a tratti sostenendo, in altri casi boicottando il progetto. Il primo ministro israeliano Ariel Sharon ha accusato i promotori del trattato di Ginevra di minare il futuro negoziato con i palestinesi e di volersi sostituire al legittimo governo.

Intanto il Governo di Israele pone un rifiuto anche all'inviato americano. La costruzione della cosiddetta 'barriera di separazione' in Cisgiordania continuerà, e la richiesta palestinese di cessare i lavori per rimuovere un serio ostacolo a un incontro tra il premier israeliano Ariel Sharon e quello palestinese Abu Ala (Ahmed Qrei) non sarà accolta. Inoltre gli Stati Uniti farebbero meglio a evitare di sostenere iniziative "fastidiose e imbarazzanti" come quella che israeliani e palestinesi celebreranno domani a Ginevra, sulla quale il segretario di Stato Colin Powell ha già espresso parere favorevole. E' questo, stando a fonti diverse, il messaggio che sia il ministro degli Esteri Silvan Shalom sia, in serata, il premier Sharon hanno inteso rivolgere all' inviato del dipartimento di Stato americano William Burns, giunto da Amman dove ieri ha visto il premier palestinese.

IRAQ

Nella battaglia di ieri a Samarra, In Iraq, nel cosiddetto "triangolo sunnita", militari Usa hanno ucciso anche otto civili iracheni tra cui una donna e un bambino. I feriti sono una sessantina. Lo ha reso noto il direttore dell'ospedale della città, Abed Toufic. "Abbiamo ricevuto ieri i corpi di otto civili, tra cui una donna e un bambino", ha precisato un anestesista. Il direttore ha anche detto che "sono state ricoverate 60 persone rimaste ferite da colpi di arma da fuoco e dallo scoppio di proiettili di artiglieria tirati dall'esercito americano". Inoltre le truppe americane affermano di aver ucciso 46 guerriglieri iracheni che avevano teso un agguato a due convogli della logistica a Samarra, 110 km circa a nord di Baghdad, nel 'triangolo sunnita'. Intanto, tre presunti appartenenti ad al-Qaeda, sono stati arrestati a Mossul, in Iraq, dai militari statunitensi. Se la notizia fosse confermata, sarebbe la prima volta che appartenenti ad al-Qaeda vengono trovati nel Paese che fu di Saddam. A dare la notizia all'Associated Press è stato il colonnello Joe Anderson, comandante della seconda Brigata della 101ma divisione aerotrasportata.

SCIOPERO TRASPORTI NELLE CITTA

Lo sciopero del trasporto pubblico locale è stato indetto per protestare contro il mancato rinnovo del secondo biennio economico del contratto di lavoro nazionale, che interessa oltre 100 mila autoferrotranvieri. Il primo biennio economico è scaduto alla fine del 2001, i sindacati sollecitano un aumento in busta paga di 106 euro. Le controparti sostengono di avere le casse vuote. L'agitazione articolata, promossa da Filt Cgil, Fit Cisl, e Uiltrasporti, che si snoderà con modalità diverse da città a città.

gror.031201 (last edited 2008-06-26 09:49:16 by anonymous)