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CHAPARE: ‘COCALEROS’ SOSPENDONO COLTIVAZIONI FINO A INCONTRO COL GOVERNO FISSATO PER VENERDÌ (STANDARD, POLITICS/ECONOMY) Bolivia Rappresentanti del governo boliviano e delle sei federazioni di ‘cocaleros’ (produttori di coca) del Tropico di Cochabamba si riuniranno nuovamente venerdì prossimo per tentare di scongiurare lo scoppio di un nuovo conflitto nella turbolenta regione del Chapare. Guidati dall’ex candidato presidenziale Evo Morales Ayma, i ‘cocaleros’ hanno infatti accettato di sospendere temporaneamente le coltivazioni fino al delicato incontro. Allo stesso tempo, tuttavia, Morales ha avvertito che se l’esecutivo del presidente Gonzalo Sanchez de Lozada ‘farà orecchie da mercante’ alle loro richieste, utilizzeranno altri ‘metodi di persuasione’. Da parte sua, il governo non ha escluso di indire una ‘pausa’ nelle operazioni di sradicamento delle coltivazioni illegali. Intanto, la cosiddetta ‘Unità mobile per il pattugliamento delle aree rurali’ (Umopar) ha annunciato di aver impedito la produzione di 700 chili di cocaina, smantellando una serie di laboratori clandestini a Yapacaní, nel dipartimento di Santa Cruz. “Nel corso dell’operazione – ha riferito il generale dei reparti speciali anti-droga Edgar Pardo – sono stati distrutti 233mila chili di foglia di coca, proveniente per l’80 per cento dagli Yungas (dove la produzione limitata è legale, n.d.r.) e per il restante 20 per cento dal Chapare”. Nelle installazioni illegali – ha aggiunto Pardo “sono stati tra l’altro rinvenuti oltre 1.500 litri di acido solforico, 18mila litri di gasolio, 546 chili di carbonato di sodio e altrettanti di calce, oltre a 164 chili di permanganato di potassio, necessari alla preparazione della pasta di coca”, prima tappa della preparazione della cocaina. Secondo Pardo, è ormai certo che alcuni narcotrafficanti del dipartimento di Cochabamba abbiano spostato le loro attività criminali a Yapacaní. Per evitare che la coca legale di Yungas sia destinata al narcotraffico, ha concluso il generale, le forze dell’ordine aumenteranno la vigilanza nella regione. (misna)

Argentina, continuano le occupazioni dei luoghi di lavoro

Oggi é stata occupata dai lavoratori una grande pizzeria, Imperio, a Villa Crespo, quartiere centrale di Buenos Aires. I padroni, che non pagano l'affitto da mesi e che per anni non hanno versato nulla alle casse pensioni dei lavoratori (ai quali venivano peró regolarmente riscossi i contributi...), stavano per vendere l'attivitá e i possibili compratori avevano giá fatto sapere che avrebbero licenziato tutti i lavoratori (alcuni di loro sono in questa pizzeria, che é un posto frequentato da tutto il quartiere, da 30 anni), chiuso il ristorante e rinnovato tutto il locale. La risposta dei lavoratori é stata quella di formare una cooperativa, occupare il ristorante e autogestirlo. Ora comincia una stagione di resistenza per i 35 lavoratori di Imperio e le loro famiglie: il mese prossimo infatti avrebbe dovuto chiudere la pizzeria e molto probabilmente dovranno confrontarsi con un tentativo di sgombero.

Dopo le assemblee, le fabbriche, il supermercato (el Tigre a Rosario), le cliniche, la panetteria....ora l'autogestione in Argentina ha anche il suo ristorante....