Gr Ore 19.30

Sommario

FIAT: Termini Imerese torna a produrre

Carcere:

Genova-G8:

Palestina:

Turchia:

F.N. a Napoli: Spostato il corteo in programma a Napoli sabato 18 gennaio.


FIAT

Le quattro banche creditrici della Fiat, Unicredit, Capitalia, SanPaolo Imi e IntesaBci che nel corso della riunione di oggi a Milano, durata oltre quattro ore, avrebbero concordato sull'ipotesi di andare avanti con l'ipotesi di scorporare il settore auto dal Lingotto. L'ultima parola, tuttavia, spettera' ai vertici del gruppo torinese al ritorno dalla trasferta statunitense per incontrare gli esperti dell'agenzia internazionale di rating Standard & Poor's e il presidente della General Motors,

Intanto la riunione tra la delegazione della Fiat guidata da Roberto Cortese e i sindacati, presso la sede dell'Assindustria di Palermo. All'ordine del giorno la ripresa dell'attivita' dello stabilimento di Termini Imerese. Al termine dell'incontro, su proposta di Fiom, Fim e Uilm, e' stata fatta slittare la data di riapertura dello stabilimento, in un primo tempo indicata per il 27 gennaio, al 10 febbraio per permettere agli operai di godere dei benefici relativi ai permessi e alle ferie. Nel dettaglio lo stabilimento riaprira' nel periodo tra il 10 e il 23 febbraio; poi un nuovo stop per riprendere tra il 17 e il 6 aprile. In tutto 5 settimane non consecutive per la produzione del contingente di fine serie della "Punto".Saranno realizzate circa 12.500 nuove 'Punto'. Rientreranno tutti i 1.600 operai che saranno impegnati su una linea produttiva e due turni di lavoro, con la stessa modalita' con cui si produceva prima della chiusura del 9 dicembre.La riapertura definitiva e' prevista a settembre, non piu' su due ma su un turno di lavoro e la produzione sara' legata alla ripresa del mercato.Ascoltiamo Roberto Mastrosimone delegato RSU Fiom di Termini Imerese. Audio

Ore 17.00

FIAT

Si e' conclusa da poco la riunione tra la delegazione della Fiat guidata da Roberto Cortese e i sindacati, svoltasi presso la sede dell'Assindustria di Palermo. All'ordine del giorno la ripresa dell'attivita' dello stabilimento di Termini Imerese. Al termine dell'incontro, su proposta di Fiom, Fim e Uilm, e' stata fatta slittare la data di riapertura dello stabilimento, in un primo tempo indicata per il 27 gennaio, al 10 febbraio per permettere agli operai di godere dei benefici relativi ai permessi e alle ferie. Nel dettaglio lo stabilimento riaprira' nel periodo tra il 10 e il 23 febbraio; poi un nuovo stop per riprendere tra il 17 e il 6 aprile. In tutto 5 settimane non consecutive per la produzione del contingente di fine serie della "Punto".

I primi a rientrare allo stabilimento Fiat di Termini Imerese non saranno i dipendenti dell' azienda, ma le tute blu di Comau e Fenice, due aziende terzializzate del gruppo.Le maestranze eseguiranno lavori di manutenzione negli impianti in vista della ripresa produttiva.Per questi operai, la fabbrica riaprira' i cancelli il 27 gennaio. Sara' formato da 150 unita' il primo gruppo di dipendenti Fiat, fra operai e impiegati, che rimettera' piede in fabbrica il 3 febbraio.Altri 50 varcheranno i cancelli nei giorni seguenti per preparare le strutture e gli impianti alla produzione che riprendera', per due settimane consecutive, dal 10 fino al 23 febbraio.A conclusione di questo periodo, lo stabilimento chiudera' nuovamente per 21 giorni.Si tornera' in fabbrica il 17 marzo per tre settimane consecutive: 17-23, 24-30 e 31 marzo-6 aprile.Nelle cinque settimane di ripresa produttiva, dallo stabilimento usciranno le vetture che sono rimaste bloccate da quando gli operai sono entrati in sciopero contro il piano industriale dell' azienda. Saranno realizzate circa 12.500 nuove 'Punto'. Rientreranno tutti i 1.600 operai che saranno impegnati su una linea produttiva e due turni di lavoro, con la stessa modalita' con cui si produceva prima della chiusura del 9 dicembre.La riapertura definitiva e' prevista a settembre, non piu' su due ma su un turno di lavoro e la produzione sara' legata alla ripresa del mercato.

Genova

Una commissione di inchiesta parlamentare per accertare la verita' dei fatti accaduti durante il G8 di Genova con violenze, pestaggi e insulti ed una campagna "Adotta un manifestante" per la raccolta di fondi necessari alle spese legali. Sono queste le due richieste formulate oggi in una conferenza stampa dal Comitato "Verita' e giustizia per Genova" secondo cui circa trecento ragazzi e ragazze sarebbero stati oggetto di violenza, pestaggi ed insulti da parte delle forze dell'ordine durante il G8. A formularle il presidente del Comitato, Enrica Bartesaghi, Lorenzo Gaudagnucci, autore di 'Noi della Diaz' e il presidente nazionale dell'Arci, Tom Benetollo, che non hanno mancato di mettere al centro dell'attenzione le rivelazioni fatte da Vincenzo Canterini, comandante del Reparto mobile, (ex celere) di Roma secondo il quale a Genova c'era una "catena di comando che ha progettato e fatto eseguire la perquisizione alla scuola Diaz

Carcere

Continua la discussione alla camera sul cosidetto provvedimento di 'indultino' cadono le pregiudiziali di incostituzionalità presentate in mattinata.Intanto in un anno i suicidi nelle carceri italiane e' diminuito di circa il 25%: a togliersi la vita nel 2002 sono stati 52 detenuti contro i 69 nel 2001. Una flessione, questa, che secondo il Dipartimento dell' amministrazione penitenziaria (Dap) va di pari passo con un incremento fino al 30% del lavoro negli istituti penitenziari. I detenuti che svolgono attivita' di lavoro subordinato per conto di ditte estranee al Dap sono passati da 1.648 (al 30 giugno del 2001) a 2.211 (allo stesso mese del 2002). L'incremento e' stato dunque del 30%. Piu' in generale, sempre nello stesso periodo, il numero degli occupati negli istituti di pena e' cresciuto da 13.704 nel 2001 a 14.348 nel 2001, di cui 12.137 alle dipendenze del Dap e 2.211 di ditte private.

Palestina

Le truppe israliane hanno lanciato oggi una massiccia operazione di sicurezza nei distretti autonomi palestinesi di Betlemme, Jenin e Nablus, arrestando svariati presunti estremisti, abbattendo numerosi edifici privati ed effettuando controlli a tappeto. A Betlemme, in particolare, e' stato inasprito il coprifuoco mentre, stando a testimoni oculari, i soldati con la Stella di David facevano irruzione "in modo aggressivo" in decine di abitazioni situate nei pressi del mercato vecchio e della Basilica della Nativita', al centro l'anno scorso di un interminabile assedio per stanarne circa duecento militanti palestinesi. Tutti i residenti nella zona sono stati costretti a uscire in strada onde permettere ai militari di effettuare perquisizioni capillari. A Zaatra, un villaggio vicino al sobborgo di Beit Sahour, a molti abitanti e' stata notificata la decisione di demolire le loro case

Il gruppo comunista dell'Europarlamento ha annunciato oggi a Strasburgo che inviera' una delegazione di 5 osservatori per seguire in Israele l'apertura del processo contro il dirigente palestinese Marwan Barghuti, accusato di terrorismo dalle autorita' israeliane. Il processo riprendera' il 19 gennaio davanti al tribunale di Tel Aviv. La delegazione comunista europea, guidata dalla Prc Luisa Morgantini, giungera' in Israele gia' domani. Prima del processo incontrera' nei territori palestinesi il presidente dell'Anp Yasser Arafat e la moglie di Barghuti, Fadwa. Marwan Barghuti era stato arrestato il 15 aprile scorso a Ramallah dalla polizia israeliana e accusato di terrorismo.

Turchia

La Turchia ha aderito oggi alla Convenzione Europea dei Diritti Umani, che proibisce l'esecuzione della pena di morte in tempo di pace. 'Riteniamo questo nuovo passo della Turchia come un segnale della determinazione del governo di Ankara a proseguire sulla strada delle riforme democratiche importanti', ha commentato il segretario genErale del Consigli d'Europa, Walter Schwimmer.Già lo scorso agosto il parlamento turco aveva abrogato la pena di morte per i delitti commessi in tempo di pace, anche se la condanna a morte non era stata più eseguita dal 1984.

Forza nuova

Fn ha spostato il corteo in programma a Napoli sabato 18 gennaio, posticipandolo al 25 gennaio. Il movimento napoletano aveva gia' in programma per il 18 un corteo contro la guerra globale, che aveva assunto i temi principali dell'antifascismo contro l'ideologia della razza. Il corteo del 18 gennaio , indetto dal movimento napoletano viene confermato, con partenza alle ore 16:00 da Piazza del Gesu'. Il 25 gennaio nuovamente in piazza per impedire ai fascisti di Forza Nuova di sfilare nella citta' medaglia d'oro alla resistenza, nella citta' delle quattro giornate contro i fascisti.

GR ORE 13.00

ESTERI

Iraq

L'amministrazione americana vuole boicottare il piano del capo degli ispettori delle Nazioni Unite, Hans Blix, per emettere un altro rapporto sul disarmo iracheno a fine marzo, oltre a quello previsto per il 27 gennaio. Lo rivela il ‘Washington Post’, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero intenzione di fare pressione sui 15 membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite perche' venga abbandonata l'ipotesi di un nuovo rapporto il 27 marzo, che allontanerebbe troppo i tempi di un possibile attacco contro Saddam. Il capo degli ispettori dell'Onu, Hans Blix, chiedera' ai leader iracheni, che incontrera' a Baghdad la prossima settimana, di fornire maggiori informazioni sulle armi di sterminio che possiedono, o che hanno posseduto, se vogliono evitare la guerra. Blix lo ha dichiarato a giornalisti delle Nazioni Unite, che lo riferiscono, prima di lasciare New York per contatti in Europa e, poi, per raggiungere Baghdad insieme al direttore dell'Aiea Mohammed el Baradei. Ai leader iracheni, Blix intende dire che la situazione e' ‘molto pericolosa’: ‘Il messaggio e' che la situazione e' tesa e che noi vogliamo che loro collaborino di piu' nella sostanza e ci forniscano maggiori informazioni’. Il capo degli ispettori ha riconosciuto che gli iracheni, finora, sono stati ‘molto cooperativi in termini logistici e ci hanno fornito pronto accesso’. Ma -ha aggiunto- ‘devono fare molto meglio nel fornire informazioni se dobbiamo evitare ogni sviluppo negativo’. A chi gli chiedeva se la visita a Baghdad sia 'la missione dell'ultima chance', Blix ha detto: ‘Penso che non dovremmo mai parlare di ultima chance: c'e' ancora tempo perche' gli iracheni si tirino da soli fuori da una situazione molto pericolosa’. Ma quanto tempo ci vorra?, e ci sara' questo tempo?, gli e' stato ancora chiesto. ‘Se gli iracheni danno le informazioni che chiediamo, faremo abbastanza in fretta’, ha assicurato Blix - L'Iraq ha protestato presso le Nazioni Unite contro l'accordo raggiunto tra Onu e Washington per la fornitura di aerei da ricognizione U-2 e aerei spia automatici Predator americani agli ispettori per il disarmo. Lo ha reso noto il capo di stato maggiore americano, generale Richard Myers. La protesta irachena e' venuta sotto forma di una lettera a Hans Blix, capo dell'Unmovic, la commissione dell'Onu che si occupa del disarmo dell'Iraq, in cui Baghdad afferma che avrebbe difficolta' a distinguere gli U-2 dagli aerei americani e britannici che pattugliano, illegalmente secondo l'Iraq, le zone di non volo nel Sud e nel Nord del paese, ha precisato Myers. Al ministro della difesa americano Donald Rumsfeld e' stato chiesto se la protesta avra' l'effetto di fare decadere l'accordo. ‘Deve essere deciso tra gli iracheni e gli ispettori’ e' stata la sua risposta

Il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, in una conferenza stampa, ha detto che lui e Hans Blix, il capo dell'Unmovic (Commissione Onu di controllo, verifica e ispezione) chiederanno di prolungare il mandato degli ispettori ‘di qualche mese’. ‘Noi abbiamo l'intenzione di chiedere al Consiglio di sicurezza dell'Onu di prolungare di qualche mese il mandato (degli ispettori) per riuscire a portare a termine il lavoro’, ha detto el Baradei. Il capo dell'Aiea ha affermato che il lavoro degli ispettori si intensifichera' ‘nelle prossime settimane e nei prossimi mesi’. El Baradei nella conferenza stampa ha anche detto che l'Iraq deve fornire agli ispettori ‘prove concrete, documenti’ che provino che non possiede armi di distruzione di massa; e deve inoltre acconsentire a colloqui ‘in privato’ fra gli ispettori e scienziati iracheni

Il Premier canadese, Jean Chretien, ha dichiarato che il mondo ‘deve parlare e agire attraverso il Consiglio di sicurezza’ e che se gli ispettori hanno bisogno di piu' tempo, hanno diritto a ottenerlo A scommetere sulla guerra è l'esercito israeliano. Secondo un reportage del quotidiano israeliano Haaretz, fonti militari israeliane ritengono che, nonostante le voci di un possibile ritardo nelle operazioni, sarebbe sorprendente se Washington facesse un passo indietro e rinunciasse all'attacco. L'interevento ci sarà fra due o tre mesi: comunque, prima dell'estate e con larghissimo anticipo sulle elezioni USA del prossimo anno. Shaul Mofaz, ministro della Difesa di Israele, ha detto che i preparativi dell'esercito del suo Paese per far fronte a un'eventuale rappresaglia irachena sono quasi conclusi e che attende il discorso che Bush pronuncerà il 28 gennaio, 24 ore dopo la relazione degli ispettori al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Israele

Israele avrebbe deciso di adottare un approccio piu' aggressivo contro la piaga del terrorismo allargando anche agli Stati Uniti e ad altri paesi amici il terreno su cui praticare le cosiddette uccisioni mirate, secondo l'agenzia Upi citate da siti del giornalismo online. L'Upi ha appreso la notizia da ex funzionari dei servizi segreti israeliani. Finora, precisa l'agenzia, il primo ministro Ariel Sharon aveva proibito gli assassinii nei paesi alleati. Con la nomina di Meir Dagan a capo del Mossad, i servizi segreti israeliani, Sharon starebbe anche intenzionato ad autorizzare un ‘ingente aumento’ del bilancio per l'agenzia spionistica. Dal suo avvento al potere, Sharon ha sempre limitato le uccisioni mirate alla Cisgiordania e Gaza. L'Upi, che afferma di aver avuto la conferma della notizia da ‘una decina’ di funzionari responsabili della politica estera e dell'intelligence americane. Secondo le fonti Sharon ha deciso di cambiare politica ‘anche a costo di complicare i rapporti bilaterali di Israele con i suoi amici’

L'esercito israeliano ha demolito stamane otto abitazioni palestinesi nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti della sicurezza palestinese. Cinque abitazioni sono state distrutte dai bulldozer del genio israeliano nel campo profughi di Brazil, a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza e a ridosso del confine con l'Egitto. Altre tre abitazioni sono state invece demolite a Beit Hanun, a nord del capoluogo Gaza. Fonti giornalistiche palestinesi hanno aggiunto che, dall' inizio dell'anno, l'esercito israeliano ha gia' demolito una quarantina di abitazioni nei campi profughi di Rafah.

Usa

Per il secondo giorno consecutivo, il carcere di Huntsville nel Texas e' stato teatro di un'esecuzione capitale: mercoledi' sera, a essere messo a morte con un'iniezione letale e' stato un uomo che, durante una sparatoria a casaccio, uccise una bambina di 5 anni e feri' altre due persone. John Baltazar, 30 anni, era stato condannato a morte per l'omicidio di Adriana Marines, avvenuto il 27 settembre 1997 a Corpus Christi, una cittadina sulla costa texana del Golfo del Mexico. All'esecuzione ha assistito Arturo Marines, lo zio di Adriana, l'uomo che Baltazar voleva uccidere perche' aveva una relazione con sua madre e la picchiava, e altri parenti della bambina uccisa. Baltazar non ha fatto nessuna dichiarazione. Entro fine mese, altre cinque esecuzioni sono previste in Texas. Quella di mercoledi' sera e' stata la 291.a da quando, nel 1982, le condanne hanno ripreso a essere eseguite nel Texas

Turchia

"Riteniamo questo nuovo passo della Turchia come un segnale della determinazione del governo di Ankara a proseguire sulla strada delle riforme democratiche importanti", ha commentato il segretario genErale del Consigli d'Europa, Walter Schwimmer.

Già lo scorso agosto il parlamento turco aveva abrogato la pena di morte per i delitti commessi in tempo di pace, anche se la condanna a morte non era stata più eseguita dal 1984.

Corea

L'émissaire américain quitte Pékin après des entretiens sur la Corée du Nord Le secrétaire d'Etat adjoint américain James Kelly a quitté la Chine jeudi matin pour Singapour, après une journée de discussions avec de hauts responsables chinois à propos de la crise nucléaire nord-coréenne, a indiqué l'ambassade américaine à Pékin.Les entretiens, auxquels a notamment pris part le vice-ministre chinois des Affaires étrangères, Li Zhaoxing, se sont déroulés mercredi à Pékin et aucun détail n'a été révélé sur leur contenu."Nous avons eu de très bons entretiens", a déclaré aux journalistes M. Kelly avant de partir."Mais on ne va pas résoudre un problème aussi compliqué en quelques minutes", a précisé le diplomate en charge de l'Asie au sein du gouvernement Bush."Il ne doit pas y avoir d'armes nucléaires dans la péninsule coréenne. C'est un point sur lequel la Chine, les Etats-Unis, la Corée du Sud, le Japon et la Russie ainsi que la communauté internationale sont d'accord", a ajouté M. Kelly.Membre permanent du Conseil de sécurité de l'ONU et principal allié du régime nord-coréen, la Chine avait offert, mardi, d'accueillir d'éventuels pourparlers entre les Etats-Unis et la Corée du Nord qui a décidé de réactiver son programme nucléaire, à des fins militaires selon Washington.Après Singapour, M. Kelly se rendra en Indonésie puis au Japon.Un émissaire du président russe Vladimir Poutine, le vice-ministre des Affaires étrangères Alexandre Lossioukov, est attendu jeudi à Pékin d'où il partira pour Pyongyang, la capitale de la Corée du Nord. In un ennesimo innalzamento del livello di scontro, la Corea del Nord ha minacciato oggi di uscire dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), dopo il recente ritiro dal Trattato di non proliferazione nucleare e il rifiuto ieri, come ‘messa in scena ingannevole’, dell'offerta Usa di dialogo sulla crisi nucleare. ‘La Aiea si e' trasformata in uno strumento nelle mani degli Stati Uniti per distruggere il nostro paese. Non c'e' piu' alcun motivo per rimanerne membri’, afferma in un comunicato l'Agenzia di stampa ufficiale del regime nord coreano 'Kcna' ricevuta a Seul

Venezuela

Un "Gruppo di paesi amici del Venezuela", di cui fanno parte Brasile, Stati Uniti, Cile, Messico, Spagna e Portogallo, è stato creato mercoledì a Quito allo scopo di collaborare con l'Organizzazione degli stati americani (Osa), per cercare una via d'uscita alla crisi del paese. Lo ha reso noto il ministro degli esteri brasiliano Celso Amorim, al termine di un vertice effettuato da cinque presidenti latinoamericani - di Brasile, Cile, Colombia, Bolivia e Perù - presenti nella capitale ecudoriana per l'insediamento del neocapo di stato Lucio Gutierrez.

La partecipazione alla riunione del presidente cubano Fidel Castro e del venezuelano Hugo Chavez, annunciata in un primo tempo, è stata poi smentita.

Colombia

Almeno quattro persone, tra le auali un bambino di otto anni, sono morte ed altre sette sono rimaste ferite nel corso dell' attacco di un commando di guerriglieri dell' 'Esercito di liberazione nazionale' (Eln) ad un autobus di linea nei pressi della localita' di San Carlos, nel nord est della Colombia. Secondo la versione della polizia, il commando di terroristi ha cominciato a sparare all' impazzata subito dopo che il conducente dell' automezzo si era rifiutato di fermarsi ad un posto di blocco organizzato dagli stessi guerriglieri. Le vittime sono lo stesso conducente ed il suo assistente e due passeggeri, tra i quali il bambino. I feriti sono stati ricoverati nell' ospedale di medellin. Sempre secondo le stesse fonti, i guerriglieri avrebbero voluto sequestrare tutti gli occupanti dell' autobus, ma avrebbero desistito dal loro proposito per la presenza nella zona di un elicottero dell' esercito

ITALIA

Indulto

La proposta di legge approvata dalla commissione Giustizia per il cosidetto 'indultino' e' un bluff che viola la Costituzione perche', nonostante si autodefinisca ‘sospensione dell'esecuzione della pena’, nel suo dettato sostanziale configura ‘una proposta di indulto’. E come tale e' soggetto alla previsione costituzionale di una maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera per la sua approvazione. E' la motivazione della pregiudiziale di costituzionalita' sulle proposte di indultino depositate in assemblea dalla Lega, sulla quale la Camera votera' a fine mattina. Alla pregiudiziale di costituzionalita' firmata da Giuseppe Rossi, la Lega ne ha aggiunta un'altra di merito di Luciano Dussin. Quest'ultima nega, come invece affermano i sostenitori dell'indultino che si tratti di una 'misura alternativa alla pena', considerandola invece ‘vero e proprio atto di clemenza’, che ‘risolve solo in modo contingente il problema del sovraffollamento carcerario’, da affrontarsi poiuttosto, per la Lega, con il nuovo piano di edilizia carceraria del governo.

Referendum

‘Il referendum sull'articolo 18 parte gia' sconfitto’. Lo ha detto Silvio Berlusconi, conversando con i cronisti al termine della cerimonia di inaugurazione della mostra filatelica sulla Repubblica italiana. ‘Non e' minimamente pensabile -ha aggiunto il presidente del Consiglio- che degli imprenditori che hanno due, tre o quattro collaboratori con i quali non e' possibile continuare un rapporto di lavoro, magari anche per incompatibilita' insanabili, siano costretti a non poter porre fine al rapporto di lavoro con queste persone...’. ‘Questo significa -ha detto ancora il premier- imbalsamare la volonta' degli imprenditori, che nel nostro Paese sono circa tre milioni e mezzo. Penso che gli italiani daranno la loro risposta con un secco 'no' a questo referendum’. Fassino ha detto che e' un referendum sbagliato...’Condivido la posizione di Fassino. E' un referendum soltanto costoso che non portera' a niente’

‘Dopo la sentenza della Corte costituzionale, che ha ieri dichiarato ammissibile il quesito referendario sull'art.18, ci auguriamo che possa avviarsi quella campagna di informazione su liberalizzazioni e mercato del lavoro che da anni viene negata al Paese da un giornalismo sempre piu' 'di ordine’'. Lo afferma Daniele Capezzone, segretario dei radicali italiani, insieme a Benedetto Della Vedova e Michele De Lucia. Secondo gli esponenti radicali, ‘e' l'occasione per avere finalmente un ampio e duro confronto su una proposta che, se passasse, lungi dal garantire piu' diritti, in realta' assicurerebbe ancora meno liberta', rendendo piu' difficili le opportunita' di occupazione anche per quella parte del sistema produttivo italiano che e' piu' dinamica e competitiva’. Il 7 agosto e' stato costituito il Comitato per il no, del quale fanno parte, tra gli altri, il professor Giuliano Cazzola, il professor Giuseppe Pennisi, docente di finanza pubblica presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione, Luigi Castiglione, ex sindacalista Cgil, Giuseppe Stolfa, ex sindacalista Cisl.

Petrolchjimico

I vertici dell' azienda petrolchimica dell' Enichem di Priolo sono stati arrestati dalla guardia di finanza di Siracusa nell' ambito di un' inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti speciali. Le fiamme gialle hanno eseguito un' ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Siracusa su richiesta del pm Musco. La guardia di finanza ha notificato il provvedimento restrittivo a 18 indagati: otto sono stati condotti in carcere mentre ad altri dieci sono stati concessi gli arresti domiciliari. Tra i destinatari dell' ordinanza di custodia ci sono i vertici dell' Enichem di Priolo e anche uno degli ex vicedirettori, che attualmente era alla guida dell' Enichem di Gela. Tutti devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata allo smaltimento di rifiuti tossici. Secondo quanto si e' appreso, le indagini delle fiamme gialle di Siracusa sono durate oltre un anno. Gli investigatori avrebbero accertato che l' azienda non rispettava le leggi per lo smaltimento di rifiuti tossici, ed in particolare del mercurio. Per la Procura di Siracusa, i rifiuti dell' Enichem di Priolo non venivano portati in centri specializzati, ma erano trattati come rifiuti normali. Inoltre, accertamenti della guardia di finanza avrebbero evidenziato come parti di mercurio sarebbero state buttate in alcuni tombini. Gli investigatori avrebbero stimato che il mancato rispetto delle norme sull' ambiente avrebbe fatto risparmiare all' azienda diversi milioni di euro

I vertici dell'azienda petrolchimica dell' Enichem di Priolo sono stati arrestati dalla guardia di finanza di Siracusa nell' ambito di un' inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti speciali. La drammatica situazione ambientale e sanitaria del complesso di Gela-Priolo e' nota da tempo ed i livelli di malformazioni neonatali riscontrati sono allarmanti. ‘Finalmente la Magistratura si sta muovendo, come ha fatto anche a Porto Marghera, Ferrara, Mantova e Brindisi, ma questi arresti non cambieranno la situazione se non vi corrispondera' un'azione politica adeguata- spiega Fabrizio Fabbri, direttore scientifico di Greenpeace-. Eppure questo governo sta cercando di risolvere il problema dei rifiuti chiamandoli in un altro modo. Nell'articolo 7 della legge delega, ora in discussione, e' sancita la declassificazione dei residui ferrosi da rifiuti a materie prime e secondarie, nonostante la Commissione Europea definisca rifiuto tutti i residui di lavorazione: per questo ha aperto una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia’. Le modifiche introdotte dalla legge delega in tema di rifiuti violerebbero almeno 10 direttive europee, secondo Greenpeace. ‘E' ora - aggiunge Fabbri - che le aziende si assumano le loro responsabilita': a Porto Marghera i rifiuti tossici sono stati interrati o gettati in laguna, a Priolo finivano nei tombini. In Italia viviamo ancora in un far west, dove gli unici investimenti delle aziende sono in campagne pubblicitarie

Genova G8

A due anni dagli scontri avvenuti durante il vertice del G8 a Genova, la ‘zona rossa’ torna di attualita'. Il prossimo 27 febbraio il Tar della Liguria si dovra' esprimere sul ricorso presentato dal legale Dario Rossi riguardo la legittimita' dell'istituzione della ‘zona rossa’ alla vigilia del G8. Nell'udienza, si inserira' anche la vicenda dell'unica no global arrestata per resistenza per aver violato la ‘zona rossa’ in piazza Dante. Si tratta di Valery Vie, esponente di Attac Francia. La scelta di inserirsi nel processo -spiega ‘Il Secolo XIX’- e' tecnica. Ma per il Genoa Legal Forum assume anche un significato politico: tentare di arrivare, comunque, alla discussione sul merito delle ordinanze che autorizzarono la ‘zona rossa’ -