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Il governo tedesco ha accolto positivamente l'iniziativa di un vertice europeo straordinario sull'Iraq annunciata dalla presidenza greca della Ue. Un portavoce governativo ha detto a Berlino che a un tale vertice, naturalmente, il cancelliere Gerhard Schroeder prenderebbe parte. Schroeder, ha osservato il portavoce, ha sempre sottolineato che l'obiettivo e' giungere a una politica estera europea comune. IRAQ: QUASI PRONTO ACCORDO USA-TURCHIA PER "FRONTE NORD" = (AGI/REUTERS) - Ankara, 31 gen. - Sembra ormai in dirittura d'arrivo l'accordo tra Stati Uniti e Turchia per l'utilizzo della basi e del territorio orientale del Paese per quello che e' stato gia' battezzato il "fronte nord" della guerra contro l'Iraq. Ma il tempo stringe: la Casa Bianca e gli strateghi militari hanno fatto capire che l'attacco potrebbe essere lanciato tra la meta' di febbraio e la meta' di marzo, se l'ultima "finestra diplomatica" divesse richiudersi per mancanza di risultati. Oggi si riunisce il potente Consiglio Nazione di Sicurezza della Turchia, l'organismo che comprende militari, governo e presidenza e che deve decidere sulle richieste di Washington. La Turchia ha il problema della sua opinione pubblica interna e quindi finora ha preso tempo. Inoltre, l'8 febbraio comincia una settimana di festa nazionale: non sarebbe il periodo migliore per preparare il paese ad entrare in guerra. Ma d'altra parte, i comandi militari Usa hanno bisogno di spostare truppe e mezzi in tempo utile per una eventuale invasione via terra dal fronte nord, opzione che, secondo gli strateghi, potrebbe rendere il conflitto piu' breve. Pare che le truppe Usa di stanza in Germania abbiano gia' le valigie pronte.

SU NEW YORK TIMES: MASSACRO HALABJA FU COLPA IRAN (ANSA) - NEW YORK, 31 GEN - L'esperto della Cia che negli anni ottanta fu il capo del desk iracheno all'agenzia di Langley ha rovesciato le accuse fatte piu' volte dalla Casa Bianca all'Iraq di avere usato gas chimici letali contro i curdi del nord. Secondo Stephen Pelletiere, i centomila civili curdi che persero la vita nel 1988 ad Halabja furono coinvolti in una delle ultime battaglie della guerra tra Iran e Iraq e i gas che li uccisero partirono probabilmente dalle artiglierie iraniane. ''Possono esserci mille ragioni per andare in guerra contro Saddam Hussein, ma il massacro di Halabja non puo' essere una di queste'', ha concluso l'ex esperto della Cia. Il presidente Bush ha piu' volte citato il massacro di Halabja come una delle ragioni per rovesciare Saddam Hussein: ''Noi pero' non possiamo affermare con certezza che i gas che li uccisero fossero iracheni'', ha scritto Pelletiere in un articolo pubblicato oggi nella pagina degli editoriali del New York Times. Autore di 'Iraq e il sistema internazionale del petrolio', un saggio sulla prima guerra del Golfo, Pelletiere ha riassunto sul Times le sue credenziali: durante gli otto anni della guerra Iran-Iraq fu a capo del desk iracheno della Cia. Dopo aver lasciato l'agenzia di Langley, nel 1991 guido' un'inchiesta dell'Esercito Usa su come l'Iraq avrebbe combattuto in una guerra contro gli Usa: questo studio si basava in gran parte su materiale top secret su Halabja. Pelletiere ha concluso che i civili curdi furono intossicati dal gas i nel corso di una battaglia combattuta dall'Iraq per riconquistare la citta' nel nord non lontano dal confine iraniano: ''Ebbero la sfortuna di essere presi in mezzo tra le parti in guerra, ma non furono il principale obiettivo iracheno''. Se dunque gli iracheni furono responsabili del massacro, non fu per disprezzo dei diritti umani ma per un tragico atto di guerra, ha sostenuto l'ex esperto della Cia. Secondo Pelletiere tuttavia i soldati di Saddam Hussein sarebbero stati accusati ingiustamente del massacro: ''Subito dopo la battaglia, la Defense Intelligence Agency del Pentagono indago' sul campo di battaglia e, in un rapporto fatto circolare nella comunita' di intelligence, concluse che il gas colpevole della morte dei civili non era il gas mostarda (iprite) presente negli arsenali iracheni, ma un altro gas al cianuro gia' usato in altre occasioni dall'Iran''.

IRAQ: USA, OFFENSIVA MEDIATICA CHIESA METODISTA CONTRO LA GUERRA
La campagna rientra nella piu' vasta mobilitazione mediatica - Tv, radio e carta stampata - della coalizione che negli Stati Uniti si oppone alla guerra in Iraq, "Win Without War" (WWW) cioe' vincere senza fare la guerra, di cui oltre al National Council of Churches, fanno parte molte organizzazioni, tra le quali il gruppo internet MoveOn.org (nato in California nel 1998 per opporsi al procedimento di impeachment dell'allora presidente Clinton) - cui va il merito di aver raccolto circa 1 milione di dollari per la campagna attraverso le donazioni private - la True Majority, il Sierra Club, il Now (Organizzazione Nazionale delle Donne), i Medici per la Responsabilita' Sociale e i Business Leaders for Sensible Priorities (che si puo' tradurre come "imprenditori che si battono per priorita' ragionevoli"). Il primo spot di WWW, mandato in onda a partire dal 16 gennaio, era stato il controverso "la margherita", che riprendeva un'idea, che al tempo fece scalpore, della campagna presidenziale di Lyndon Johnson del 1964: una bambina che sfoglia una margherita al tempo del conto alla rovescia del lancio di un missile: staccando l'ultimo petalo si azione l'espolosione, e sullo schermo appare il fungo atomicoIl governo tedesco ha accolto positivamente l'iniziativa di un vertice europeo straordinario sull'Iraq annunciata dalla presidenza greca della Ue. Un portavoce governativo ha detto a Berlino che a un tale vertice, naturalmente, il cancelliere Gerhard Schroeder prenderebbe parte. Schroeder, ha osservato il portavoce, ha sempre sottolineato che l'obiettivo e' giungere a una politica estera europea comune.
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Ore 19.30

Ore 17.00

Iraq

Il Presidente americano Bush ha autorizzato esplicitamente la risposta con armi nucleari ad attacchi con armi chimiche e biologiche, oltre che nucleari, contro gli Stati Uniti, le forze americane all'estero o i Paesi amici e alleati. La versione resa pubblica alla fine dello scorso anno dell'aggiornamento della dottrina americana si limitava invece a precisare la possibilita' del ricorso a tutte le nostre opzioni. Secondo quanto rende noto il Washington Times citando fonti dell'Amministrazione, l'uso delle parole armi nucleari offre ai militari qualcosa in piu' della semplice direttiva di assicurare al Presidente tutte le opzioni possibili.

IRAQ: QUASI PRONTO ACCORDO USA-TURCHIA PER "FRONTE NORD" = (AGI/REUTERS) - Ankara, 31 gen. - Sembra ormai in dirittura d'arrivo l'accordo tra Stati Uniti e Turchia per l'utilizzo della basi e del territorio orientale del Paese per quello che e' stato gia' battezzato il "fronte nord" della guerra contro l'Iraq. Ma il tempo stringe: la Casa Bianca e gli strateghi militari hanno fatto capire che l'attacco potrebbe essere lanciato tra la meta' di febbraio e la meta' di marzo, se l'ultima "finestra diplomatica" divesse richiudersi per mancanza di risultati. Oggi si riunisce il potente Consiglio Nazione di Sicurezza della Turchia, l'organismo che comprende militari, governo e presidenza e che deve decidere sulle richieste di Washington. La Turchia ha il problema della sua opinione pubblica interna e quindi finora ha preso tempo. Inoltre, l'8 febbraio comincia una settimana di festa nazionale: non sarebbe il periodo migliore per preparare il paese ad entrare in guerra. Ma d'altra parte, i comandi militari Usa hanno bisogno di spostare truppe e mezzi in tempo utile per una eventuale invasione via terra dal fronte nord, opzione che, secondo gli strateghi, potrebbe rendere il conflitto piu' breve. Pare che le truppe Usa di stanza in Germania abbiano gia' le valigie pronte.

SU NEW YORK TIMES: MASSACRO HALABJA FU COLPA IRAN (ANSA) - NEW YORK, 31 GEN - L'esperto della Cia che negli anni ottanta fu il capo del desk iracheno all'agenzia di Langley ha rovesciato le accuse fatte piu' volte dalla Casa Bianca all'Iraq di avere usato gas chimici letali contro i curdi del nord. Secondo Stephen Pelletiere, i centomila civili curdi che persero la vita nel 1988 ad Halabja furono coinvolti in una delle ultime battaglie della guerra tra Iran e Iraq e i gas che li uccisero partirono probabilmente dalle artiglierie iraniane. Possono esserci mille ragioni per andare in guerra contro Saddam Hussein, ma il massacro di Halabja non puo' essere una di queste, ha concluso l'ex esperto della Cia. Il presidente Bush ha piu' volte citato il massacro di Halabja come una delle ragioni per rovesciare Saddam Hussein: Noi pero' non possiamo affermare con certezza che i gas che li uccisero fossero iracheni, ha scritto Pelletiere in un articolo pubblicato oggi nella pagina degli editoriali del New York Times. Autore di 'Iraq e il sistema internazionale del petrolio', un saggio sulla prima guerra del Golfo, Pelletiere ha riassunto sul Times le sue credenziali: durante gli otto anni della guerra Iran-Iraq fu a capo del desk iracheno della Cia. Dopo aver lasciato l'agenzia di Langley, nel 1991 guido' un'inchiesta dell'Esercito Usa su come l'Iraq avrebbe combattuto in una guerra contro gli Usa: questo studio si basava in gran parte su materiale top secret su Halabja. Pelletiere ha concluso che i civili curdi furono intossicati dal gas i nel corso di una battaglia combattuta dall'Iraq per riconquistare la citta' nel nord non lontano dal confine iraniano: Ebbero la sfortuna di essere presi in mezzo tra le parti in guerra, ma non furono il principale obiettivo iracheno. Se dunque gli iracheni furono responsabili del massacro, non fu per disprezzo dei diritti umani ma per un tragico atto di guerra, ha sostenuto l'ex esperto della Cia. Secondo Pelletiere tuttavia i soldati di Saddam Hussein sarebbero stati accusati ingiustamente del massacro: Subito dopo la battaglia, la Defense Intelligence Agency del Pentagono indago' sul campo di battaglia e, in un rapporto fatto circolare nella comunita' di intelligence, concluse che il gas colpevole della morte dei civili non era il gas mostarda (iprite) presente negli arsenali iracheni, ma un altro gas al cianuro gia' usato in altre occasioni dall'Iran.

IRAQ: USA, OFFENSIVA MEDIATICA CHIESA METODISTA CONTRO LA GUERRA La campagna rientra nella piu' vasta mobilitazione mediatica - Tv, radio e carta stampata - della coalizione che negli Stati Uniti si oppone alla guerra in Iraq, "Win Without War" (WWW) cioe' vincere senza fare la guerra, di cui oltre al National Council of Churches, fanno parte molte organizzazioni, tra le quali il gruppo internet MoveOn.org (nato in California nel 1998 per opporsi al procedimento di impeachment dell'allora presidente Clinton) - cui va il merito di aver raccolto circa 1 milione di dollari per la campagna attraverso le donazioni private - la True Majority, il Sierra Club, il Now (Organizzazione Nazionale delle Donne), i Medici per la Responsabilita' Sociale e i Business Leaders for Sensible Priorities (che si puo' tradurre come "imprenditori che si battono per priorita' ragionevoli"). Il primo spot di WWW, mandato in onda a partire dal 16 gennaio, era stato il controverso "la margherita", che riprendeva un'idea, che al tempo fece scalpore, della campagna presidenziale di Lyndon Johnson del 1964: una bambina che sfoglia una margherita al tempo del conto alla rovescia del lancio di un missile: staccando l'ultimo petalo si azione l'espolosione, e sullo schermo appare il fungo atomicoIl governo tedesco ha accolto positivamente l'iniziativa di un vertice europeo straordinario sull'Iraq annunciata dalla presidenza greca della Ue. Un portavoce governativo ha detto a Berlino che a un tale vertice, naturalmente, il cancelliere Gerhard Schroeder prenderebbe parte. Schroeder, ha osservato il portavoce, ha sempre sottolineato che l'obiettivo e' giungere a una politica estera europea comune.

IRAQ: USA; NEWYORCHESI CONTRO LA GUERRA

New York e' contro la guerra, o quantomeno contro una guerra in Iraq senza avallo dell'Onu: e' quanto rivela un sondaggio pubblicato oggi dal Daily News. Otto abitanti di New York su dieci sono favorevoli a dare piu' tempo agli ispettori del Palazzo di Vetro, una maggioranza assai piu' vasta della media in America. E solo due su dieci approverebbero un'azione militare decisa a Washington senza il beneplacito delle Nazioni Unite. 36 su cento sono comunque contro la guerra, con o senza la benedizione dell'Onu, mentre una percentuale analoga ritiene il via del Consiglio di Sicurezza imprescindibile per l'uso della forza.

Messico

NAFTA, MIGLIAIA DI CONTADINI A CITTA' DEL MESSICO CITTA' DEL MESSICO, 31 GEN - Molte migliaia di contadini sono giunti da tutto il paese a Citta' del Messico dove oggi e' prevista una marcia di protesta contro l'Accordo di libero commercio del Nord-America (Nafta). Numerose strade e quartieri della capitale si sono risvegliate con un nuovo aspetto per la presenza di decine di trattori, autobus e carretti portati dai contadini della regione che vestono gli abiti tradizionali da lavoro e impugnano falci e machete. Gli organizzatori della protesta hanno assicurato che le almeno 50.000 persone che parteciperanno lo faranno in modo totalmente pacifico. Dalla Germania, dove si trova in visita ufficiale, il presidente messicano Vicente Fox ha detto oggi che il governo si muovera' per definire un nuovo progetto agro-zootecnico, affinche' si possano avere nuove possibilita', una nuova speranza e nuove realta' nel settore agricolo messicano. Inoltre Fox ha assicurato che si battera' perche' nei paesi dell'emisfero settentrionale termini la pratica dei sussidi all'agricoltura. Ma fra le richieste piu' urgenti che avanzano i manifestanti vi e' quella di spingere il governo a rinegoziare con gli Usa i termini del capitolo agricolo del Nafta

Fiat

Continuano le lotte dei lavoratori dell'Alfa Romeo.E' iniziato ieri e prosegue anche oggi il blocco di tutta l'area dismessa dell'Alfa Romeo di Arese che appartiene al Consorzio di Reindustrializzazione . Ai picchetti che impediscono l'accesso all'area partecipano sia i cassintegrati che i lavoratori ancora attivi in fabbrica.

SCIOPERO FIAT A BRESCIA: PER FIOM 95% DI ADESIONI Brescia, 31 gen. - Sciopero di 8 ore nelle aziende del sito Iveco, programmato nell'ambito delle mobilitazioni indette dalla Fiom a livello nazionale a sostegno della vertenza Fiat. la quota di adesione e' stata del 95% dei lavoratori interessati. Al centro della protesta -si legge nel documento - la rivendicazione di ottenere il cambio del piano industriale presentato da Fiat e Governo, ma anche l'apertura di una discussione chiara e trasparente sul futuro del gruppo Iveco e dello stabilimento di Brescia, poiche' non e' accettabile sapere dalla stampa che e' in corso una trattativa 'segreta' per la vendita della societa' stessa ad altri gruppi industriali quali Mercedes e altri. La straordinaria riuscita dello sciopero - conclude la Fiom nel comunicato - dovrebbe indurre le altre organizzazioni sindacali 'che invitano i lavoratori a non scioperare' a una seria riflessione.

Sciopero dei sindacati di base nei trasporti

TRASPORTO LOCALE: SINDACATI BASE, OTTIMA ADESIONE SCIOPERO Ottima adesione da parte dei lavoratori allo sciopero nazionale del Trasporto Pubblico Locale promosso da tutte le organizzazioni del sindacalismo di base degli autoferrotranvieri. In molte citta' d'Italia il traffico privato ha prodotto ingorghi e lunghe code, le attese alle fermate degli autobus e dei vaporetti sono state lunghissime. Dalle prime stime che provengono dalle maggiori citta' in cui lo sciopero e' iniziato questa mattina - sostengono Cnl, SinCobas, FltuCub, SlaiCobas, RdBCub trasporti

Maroni contro il referendum su articolo 18

MARONI, IN CDM PROPORRO' COMITATO PER IL NO Al Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio il ministro per il Welfare Roberto Maroni proporra' che il governo promuova il Comitato per il No al referendum sull'art. 18. Lo ha riferito lo stesso ministro conversando con i giornalisti a margine di un convegno sulle radici culturali della Casa delle Liberta'. Oggi al Consiglio dei ministri portero' il mio parere positivo alla creazione del comitato - ha detto Maroni - anche se poi la decisione sara' politica.

Bill Gates a Roma

Si e' conclusa la protesta contro la visita di Bill Gates al senato italiano.

Sono scesi in piazza pinguini in carne ed ossa dietro uno striscione che recitava: "informatica libera per l'Italia", ma anche addetti del settore, hackers, titolari di aziende produttrici di software, curiosi, per protestare contro la visita di Bill Gates al senato Italiano. Presenti anche molti giornalisti. I partecipanti alla protesta, organizzata da ASsociazione SOftware LIbero, LUG Roma, Lug Firenze, Free Software Europe, si sono poi spostati per la conferenza stampa dei Verdi che illustrano le proprie strategie riguardo il software libero. Se la pubblica amministrazione utilizzasse il software libero, e non i prodotti Microsoft o comunque sotto licenza, otterrebbe un risparmio enorme, che potrebbe essere reinvestito in servizi al pubblico. E' quanto afferma il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, proprio mentre Bill Gates sta parlando a istituzioni e membri del governo nella sala Zuccoli del Senato. Durante una conferenza stampa organizzata per illustrare i benefici del free software, Cortiana ricorda che i Verdi hanno gia' presentato una proposta di legge per l'adozione di software libero da vincoli, e soprattutto da licenze, negli uffici pubblici. Il ministro per l'Innovazione tecnologica, Lucio Stanca, ci ha ascoltato -dice Cortiana- e infatti ha nominato una commissione per studiare come adottare free software nella Pa. Ma il resto del governo, come si vede anche dalla Finanziaria, su questo e' sordo e muto

Ore 13.00

Iraq

Il Presidente americano Bush ha autorizzato esplicitamente la risposta con armi nucleari ad attacchi con armi chimiche e biologiche, oltre che nucleari, contro gli Stati Uniti, le forze americane all'estero o i Paesi amici e alleati. La versione resa pubblica alla fine dello scorso anno dell'aggiornamento della dottrina americana si limitava invece a precisare la possibilita' del ricorso a tutte le nostre opzioni. Secondo quanto rende noto il Washington Times citando fonti dell'Amministrazione, l'uso delle parole armi nucleari offre ai militari qualcosa in piu' della semplice direttiva di assicurare al Presidente tutte le opzioni possibili.

Il governo tedesco ha accolto positivamente l'iniziativa di un vertice europeo straordinario sull'Iraq annunciata dalla presidenza greca della Ue. Un portavoce governativo ha detto a Berlino che a un tale vertice naturalmente il cancelliere Gerhard Schroeder prenderebbe parte. Schroeder, ha osservato il portavoce, ha sempre sottolineato che l'obiettivo e' giungere a una politica estera europea comune

Palestina

Si è aperta nel sangue la giornata in Medio Oriente. Mentre in Israele si vive nell’attesa del nuovo governo di Ariel Sharon, nei Territori palestinesi proseguono a pieno ritmo le incursioni e gli attacchi dell’esercito di Tel Aviv.

A Jenin, nel nord della Cisgiordania, dove da ieri è in corso una massiccia operazione dell’esercito israeliano, due palestinesi sono rimasti uccisi durante una sparatoria con i militari. Le due vittime, di 23 e 52 anni, sono stati colpiti dai colpi israeliani quando i soldati dello Stato ebraico hanno aperto il fuoco verso il municipio. Al momento è ancora in corso il vasto rastrellamento da parte delle forze armate israeliane, che da ieri sera hanno invaso Jenin con una quarantina di mezzi blindati appoggiati da elicotteri.

A Hebron, nel sud della Cisgiordania, i soldati di Israele hanno demolito due case in cui vivevano le famiglie di due attivisti palestinesi.

Per tutta la giornata di ieri, l’esercito di Israele ha condotto operazioni e rastrellamenti. Il fatto più grave è avvenuto a Tulkarem, nel nord della Cisgiordania, dove un commando di un’unità scelta israeliana (che agisce camuffandosi con abbigliamento da arabi) ha eliminato il capo locale delle ‘Brigate dei martiri di Al Aqsa’ nel corso di una sparatoria insieme alla sua guardia del corpo. Altri otto tra miliziani e civili palestinesi sono rimasti feriti e una decina sono stati arrestati dai soldati israeliani.

Nel villaggio di Tamun, non lontano da Jenin, altri 17 palestinesi sono rimasti feriti in scontri con le forze armate israeliane, mentre cercavano di opporsi alla demolizione della casa di un palestinese sospettato di essere un terrorista.

Infine, nella striscia di Gaza, alcuni colpi di cannone hanno centrato un’auto a bordo della quale viaggiavano tre miliziani di Hamas. Due di loro sono rimasti feriti.

Ariel Sharon ha iniziato le consultazioni per la formazione di un nuovo governo, ricevendo Tommy Lapid, leader del partito laico Shinui, nel suo ranch Sycamore nel deserto del Negev. L'incontro avviene dopo che i risultati definitivi del voto hanno ulteriormente premiato il Likud di Sharon, che ottiene 38 seggi. I risultati preliminari ne assegnavano 37 al partito conservatore. Lapid, il cui programma elettorale per una societa' piu' laica ha fruttato al partito 15 seggi, ha dichiarato che potrebbe far parte di una coalizione assieme alla formazione religiosa Giudaismo Unito nella Torah (5 seggi), ma non con gli ultraortodossi dello Shas (11), riferisce il sito di Ha'aretz. Ma soprattutto ha espresso la speranza che il premio Nobel Shimon Peres riesca a convincere il partito Laburista ad entrare in un vasto governo di unita' nazionale. Peres ha dichiarato che il suo partito dovrebbe presentare a Sharon una lista di condizioni per entrare al governo e non escludere ogni partecipazione ad un esecutivo guidato da Sharon, come sostiene invece il leader laburista Amram Mitzna. Sharon incontrera' Mitzna lunedi prossimo.

TRIBUNALE PENALE INTERNAZIONALE

A nessuno deve essere garantita l'impunità per i peggiori crimini conosciuti dall'umanità. Lo ha dichiarato Amnesty International, presentando una petizione a tutti i governi per chiedere che non firmino alcun accordo con gli Stati Uniti al fine di garantire ai cittadini nordamericani l'impunità davanti alla Corte penale internazionale.

Washington ha minacciato di interrompere il sostegno militare, o altro tipo di assistenza, agli Stati che rifiuteranno di garantire l'mpunità agli statunitensi.

Va ricordato che lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, ratificato finora da 87 paesi, è entrato in vigore il primo luglio 2002. La Corte dovrebbe iniziare ad operare entro il 2003.

Il 29 gennaio 2003 diciotto Stati (Afghanistan, El Salvador, Gambia, Gibuti, Honduras, India, Israele, Isole Marshall, Mauritania, Micronesia, Nepal, Palau, Repubblica Dominicana, Romania, Sri Lanka, Tagikistan, Timor Est e Uzbekistan) hanno firmato accordi dell'impunità con gli USA.

CIOCCOLATO

Gli organizzatori di Eurochocolate non inviteranno la Nestlé alla fiera in onore dei prodotti dolciari a base di cioccolato che si svolgerà a Roma la prima settimana di marzo.

Lo scorso dicembre, padre Alex Zanotelli si era rivolto al sindaco della capitale, Walter Veltroni, per chiedergli di non dare una ‘vetrina’ ad un’azienda che, come rivela l'Unicef , è corresponsabile ogni anno della morte di un milione e mezzo di bambini nei Paesi del Sud del mondo.

  • Sono anni che ong e associazioni denunciano gli effetti nocivi delle spregiudicate politiche di marketing della Nestlè che scoraggia l’allattamento al seno in favore del latte in polvere. Un battaglia a cui hanno partecipato anche i missionari attraverso la loro testata ‘Nigrizia’, che per anni ha sostenuto le campagna di controiformazione e boicottaggio della multinazionale svizzera.

Roma

  • La prima Corte d'assise d'appello di Roma, presieduta da Antonio Cappiello, si e' ritirata in camera di consiglio per decidere sulla posizione di 46 persone che ruotano intorno agli ambienti "anarco-insurrezionalisti" e che sono imputate di una lunga serie di reati, tra cui associazione eversiva, sovversiva, banda armata, strage, omicidio, rapina aggravata, ricettazione e detenzione illegale di armi ed esplosivi. Tra gli imputati figura anche Marco Camenisch, 51enne svizzero. Per lui, assolto in primo grado, il sostituto procuratore generale Antonio Marini ha chiesto una condanna a sei anni di reclusione.

Per il resto, il magistrato ha sollecitato pene che vanno da un anno e sei mesi di reclusione all'ergastolo. Il carcere a vita e' stato chiesto nei confronti di Orlando Campo, Garagin Gregorian, architetto armeno di origine libica, Rose Ann Scrocco, ex hostess americana, e Francesco Porcu, gia' condannato per il sequestro di Mirella Silocchi. Questo processo scaturisce dall'impugnazione presentata dalla procura generale contro la sentenza di primo grado del 31 maggio 2000 con la quale la prima Corte d'Assise della Capitale aveva assolto gran parte degli imputati, senza attribuire ad alcuno i reati di associazione eversiva, sovversiva e banda armata. Soltanto per Porcu fu stabilito l'ergastolo in quanto ritenuto il responsabile dell'attentato che la notte del 24 agosto '89 provoco' la morte dell'anarchico Luigi De Blasi, ucciso nell'esplosione di un'autobomba, al Prenestino, destinata, invece, a una volante di polizia. Per Alfredo Maria Bonanno, considerato l'ideologo del gruppo, il pg ha sollecitato una condanna a 14 anni di reclusione, rispetto ai 3 anni e mezzo inflittigli in primo grado per propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale relativamente al periodo '93-'96.

Fiat

Continuano le lotte dei lavoratori dell'Alfa Romeo.E' iniziato ieri e prosegue anche oggi il blocco di tutta l'area dismessa dell'Alfa Romeo di Arese che appartiene al Consorzio di Reindustrializzazione . Ai picchetti che impediscono l'accesso all'area partecipano sia i cassintegrati che i lavoratori ancora attivi in fabbrica.

gror030131 (last edited 2008-06-26 09:59:02 by anonymous)