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VATICANO - Novecento pagine, con 78 parole-chiave con le voci su omossessualità, prevenzione e sesso sicuro. Ma il dizionario etico del Vaticano che sarà in libreria a giorni, è destinato a fare polemiche fuori dalla Santa Sede e già ha suscitato qualche perplessità all'interno. In particolar modo nell'affrontate l'argomento omosessualità: "L'omosessualità - secondo il dizionario - non ha alcun valore sociale", è "un intrigo psichico che la società non può istituzionalizzare"; bisogna smettere di "stigmatizzare tutti quelli che si interrogano sulla omosessualità" tacciandoli di "omofobia".
Un modo di affrontare l'argomento del Lexicon vaticano sul quale sarà difficile sorvolare. Le 78 parole-chiave sono analizzate dal Pontificio consiglio per la famiglia per il significato "ambiguo" nell'uso che ne fanno parlamenti e organismi culturali e internazionali "quando discutono e legiferano sui temi della famiglia e della vita".
Alla voce "omosessualità e omofobia" (il Lexicon è organizzato per definizioni accompagnate da una breve trattazione analitica) si può leggere che "oggi, con il pretesto del diritto alla differenza, gruppi di pressione spesso molto forti spingono per il riconoscimento legale" delle coppie omosessuali e del diritto per loro alla adottabilità dei bambini.
"Omofobia" secondo il dizionario è invece il "termine usato per stigmatizzare tutti quelli che si interrogano sulla omosessualita" dal punto di vista sociale e morale. "I sistemi sociali e gli individui eterosessuali", rimarca , sono spesso spinti a un "senso di colpevolezza di fronte alla omosessualità" tanto che l'interrogarsi su di essa è "assimilato a un delitto, il delitto dell'omofobia".

Holà gr aperto alle 8.45. Baci da Sandro

GR ore 9.30

MONDO

IRAQ

A Baghdad Una serie di violente esplosioni si sono udite di primo mattino (le 07.30 locali, le 05.30 in Italia) in apparenza provenienti della periferia della capitale. Pesante il bilancio di un attacco di marines americani contro un ambulanza nel centro di Baghdad, ieri sera: secondo al-Jazira, almeno due civili iracheni sono stati uccisi e altri tre feriti. A nord della capitale Pesante bombardamento aereo dopo la mezzanotte verso la città di Kirkuk, nell'Iraq settentrionale. Kirkuk, importante capoluogo petrolifero, è ancora controllata dalle truppe irachene, ma le milizie indipendentiste curde si preparano all'assalto e i peshmerga vengono segnalati a meno di 10 chilometri dalla città. Intanto fonti riservate del Pentagono riferiscono che l'aviazione statunitense sta facendo affluire verso la regione del Golfo Persico numerose bombe del tipo Moab, ordigni a guida di precisione satellitare da 9 tonnellate e mezza. E' l'ordigno più grande e potente tra quelle convenzionali esistenti. Per quanto riguarda il dopo Saddam gli Stati Uniti hanno selezionato una lista di 43 delegati iracheni che parteciperanno agli imminenti colloqui sulla formazione del nuovo governo provvisorio di Baghdad: 14 personalità finora in esilio e altri 29 rapresentanti dell'opposizione interna. I colloqui si terranno indicativamente sabato nella base aerea 'Ali ibn Abi Talib', alle porte di Nassiriya; ma gli statunitensi dicono che luogo e data potrebbero variare in relazione all'andamento dei combattimenti sul campo. Incerta la presenza degli opoositori sciiti delle regioni meridionali.

Divisa su molte cose, l'amministrazione Bush sembra concordare almeno su un elemento di fondo per quanto riguarda il futuro dell'Iraq. A sbarrare la strada alle Nazioni Unite non sono solo, com'è tradizione i 'falchi" Rumsfeld e Cheney, ma anche la colomba Colin Powell. In un'intervista al Los Angeles Times, il segretario di Stato Usa oggi è nettissimo nel rivendicare alla coalizione il ruolo guida nella ricostruzione dell'Iraq. "Crediamo che la coalizione, avendo investito vite umane, capitale politico, risorse economiche nell'impresa, debba avere ora un ruolo guida nella strutturazione di tutto questo processo" dice Powell. Gli iracheni, aggiunge, "si fideranno di noi perché siamo noi che abbiamo sinora fatto tutto". E'assolutamente da escludere, dice poi in modo ancora più netto Powell, che "ora che la coalizione ha preso l'iniziativa, agito e liberato l'Iraq" si "faccia da parte e lasci il posto al Consiglio di Sicurezza". All'Onu, ribadisce Powell, noi riserviamo un ruolo "vitale". La parola, sottolinea il segretario di stato, non "è stata scelta a caso ma con estrema attenzione. Vuol dire che l'Onu è molto importante nel processo che abbiamo in mente e che abbiamo bisogno del sostegno della sua autorità per fare quanto abbiamo in programma, per esempio iniziare da subito a vendere il petrolio secondo i giusti canali ed avere la garanzia di un regolare afflusso di aiuti umanitari".

Probabilmente non riusciremo a raggiungere la cifra necessaria sul fronte iracheno e cio' significa che molte persone nell'Africa sub-sahariana non riceveranno l'assistenza necessaria. Il vice direttore esecutivo del World Food Programme dell'Onu, Jacques Graisse, in un'intervista all'UNITA' sostiene che l'emergenza in Iraq si ripercuotera' negativamente sull'Africa. Avremo bisogno - spiega - di 1,3 miliardi di dollari per i nostri progetti in Iraq. Secondo Graisse, il costo dell'emergenza umanitaria rischia di essere pagato soprattutto dalle popolazioni africane, e questo perche' la crisi che stiamo affrontando quest'anno e' di enorme proporzioni. Il responsabile del programma alimentare conclude sottolineando che i problemi del mondo possono essere affrontati e risolti sono le le Nazioni Unite mantengono un ruolo essenziale nel dirimere le controversie internazionali.

PALESTINA Due israeliani e due palestinesi sono morti stamani in un attacco condotto da un commando palestinese contro una base militare vicino a Bekaot, nell'alta valle del Giordano. A quanto si e' appreso, poco dopo le 05.00 (le 04.00 in Italia), il commando ha aperto il fuoco contro la base. Un forte contingente di truppe ha raggiunto la localita' impegnando gli assalitori in una sparatoria nel corso della quale sono rimasti uccisi due israeliani e altri sette sono stati feriti, in gran parte leggermente. In questa fase e' stato ucciso anche uno degli attaccanti palestinesi. Il secondo e' stato ucciso al termine di un inseguimento. L'area e' stata isolata dall'esercito che teme la presenza di altri membri del commando. Intanto in altre localita' della Cisgiordania, le truppe israeliane hanno arrestato nel corso della notte 18 palestinesi, ricercati o sospettati di terrorismo. A Ramallah e' stata inoltre demolita la casa di Abdallah Jamallah, uno dei capi di Hamas, accusato di aver progettato e preparato diversi sanguinosi attacchi suicidi in Israele

ITALIA

BARI Cibi scaduti, avariati, puzzolenti e putrefatti. Pietanze ad elevata carica batterica. Pasta peperoni e cipolle ai bambini malati di fibrosi cistica. Pollo vecchio e maleodorante ai pazienti affetti da tumore o leucemia. Larve di mosca nelle confezioni di tonno, scarafaggi negli spinaci. Sono alcuni dei pasti che venivano confezionati e serviti dalla società cooperativa "La Cascina"di Roma nelle mense degli ospedali e delle scuole baresi (nel periodo dal '99 ad oggi). L'inchiesta riguarda sia la scadente qualità dei cibi serviti, sia presunte irregolarità nell'aggiudicazione di numerosi appalti per la fornitura e somministrazione di pasti. Secondi i pm sono decine gli appalti, del valore di svariate decine di milioni di euro, che la società legata a Comunione e Liberazione si è aggiudicata truffando le amministrazioni pubbliche. Agli indagati (oltre ai dieci destinatari delle misure cautelari sono iscritte nel registro anche molte altre persone) viene contestata, a vario titolo, una lunga serie di espisodi di truffa aggravata ai danni di enti pubblici; falsità ideologica e materiale; frode nelle pubbliche forniture; commercio di sostanze alimentari nocive e turbata libertà degli incanti

gr ore 13.00

IRAQ - I combattenti curdi sembrano avanzare anche a Kirkuk, dove secondo un corrispondente Bbc i curdi avrebbero preso il controllo della città. Anche una corrispondente della rete turca Ntv, dall'interno della città dell'Iraq settentrionale conferma che i peshmerga curdi hanno preso Kirkuk e la resistenza delle truppe fedeli a Saddam è finita. "La situazione è calma e non vi sono combattimenti in città", ha aggiunto la giornalista precisando che ci sono anche uomini delle forze speciali americane nella città.A Baghdad, però, la situazione è ancora molto lontana dalla normalità. In città in pratica nessuno ha il controllo dell'ordine pubblico e anche questa mattina proseguono i saccheggi mentre isolate ma combattive sacche di resistenza aprono il fuoco sui marines Usa. Gruppi paramilitari attaccano le truppe americane a loro volte impegnate a prendere il controllo della città. I marines sarebbero anche alla ricerca di Saddam. Voci non verificate lo dicevano questa mattina rifugiato in una Moschea. Ma il vero allarme riguarda una crisi umanitaria già molto grave e destinata a farsi più acuta. Le principali organizzazioni umanitarie, dall'Oms alla Croce Rossa all'Unicef, denunciano che in Iraq non arrivano aiuti e non è possibile lavorare in condizioni di sicurezza. Ma il governatore Garner, l'uomo che per gli Usa dovrebbe coordinare l'emergenza umanitaria non sembra aver fretta: sarà a Baghdad - fa sapere - entro 10 giorni. Ma per tutta risposta si registrano le dichiarazioni dell' ayatollah Mohammed Baqir al Hakim, leader della maggiore organizzazione dell'opposizione sciita irachena, il quale ha detto che essa non accetterà un governatore militare americano a Baghdad, e ha avvertito che ciò potrebbe portare a una guerra civile. "Noi, come iracheni, faremo del nostro meglio per aiutare la nazione a stabilire un governo democratico - ha detto al Hakim, citato oggi dal quotidiano iraniano Jomhuri Eslami - e non possiamo accettare le richieste degli stranieri". "Gli altri - ha aggiunto - non hanno alcun diritto di interferire nel determinare il futuro governo iracheno". L'ayatollah al Hakim è capo del Supremo consiglio per la rivoluzione islamica in Iraq (Sciri), la cui dirigenza da molti anni è in esilio a Teheran. Un portavoce dello Sciri a Londra, Hamid al Bayati, aveva detto ieri sera che l'organizzazione non avrebbe partecipato a colloqui con le diverse anime dell'opposizione che gli Usa intendono organizzare per la prossima settimana in Iraq a Nassirya.

Palestina - L'anno scorso, esattamente il 10 ottobre, Jenin, in Cisgiordania, crollava dopo 8 giorni d'assedio e veniva in gran parte distrutta: quasi a voler celebrare un macabro anniversario (non si è mai saputo in quanti morirono nell'aprile 2002), un ordigno è stato fatto esplodere ieri in un scuola media in località al Jabar ..Sono stati feriti 29 studenti. Con una dichiarazione alla stampa, il gruppo ebraico che si fa chiamare 'Vendetta degli Infanti' ha rivendicato l'attentato, precisando di aver agito per "vendicare gli assassinii di bambini ebrei per mano palestinese”. Le prime indagini sembrano condurre a un'organizazione di coloni. A distanza di 30 minuti dall’accaduto, radio Gerusalemme ha comunicato che uno sconosciuto di nome ‘Dan’ aveva diffuso un messaggio negli apparecchi cerca-persone di alcuni giornalisti in cui si leggeva la rivendicazione degli estremisti israeliani. In passato, i seguaci della ‘Vendetta degli Infanti' si erano assunti la responsabilità di altri fatti di sangue. Il 6 marzo 2002 erano venuti alla ribalta dopo che una deflagrazione aveva distrutto un asilo nido palestinese nel quartiere Zur Baher di Gerusalemme est. In quell’occasione i media parlarono di strage sfiorata. Otto furono i feriti. Nell'arco dell'ultimo anno ci sono poi stati attentati contro due scuole arabe, una a Hebron e l’altra a Gerusalemme est. Gli inquirenti israeliani sotengono che gli attentati potrebbero anche essere opera di singoli elementi. In passato, però, sul Monte degli Ulivi, furono catturati due coloni che stavano piazzando una bomba di fronte a una scuola. Più tardi la polizia scoprì la presenza di depositi di esplosivi all’interno di una grotta vicino a Betlemme. Alle prime ore del giorno un commando palestinese, composto da due persone, ha attaccato con armi automatiche una base militare vicino l’insediamento ebraico di Beakot, nell’alta valle del Giordano in Cisgiordania. I palestinesi e i soldati hanno ingaggiato una violenta sparatoria. Secondo quanto riferito dalle forze militari di Tel Aviv, i due assalitori sono caduti sotto il fuoco israeliano ma non prima che fossero riusciti ad uccidere due uomini e ferirne, in modo non grave, altri 8. Durante la notte 18 palestinesi, ricercati o sospettati di terrorismo, sono stati arrestati in nuovi rastrellamenti in diverse località della Cisgiordania. A Ramallah è stata rasa al suolo l’abitazione di Abdallah Jamallah, uno dei capi del gruppo estremista Hamas.

ITALIA

Cibi scaduti, avariati, puzzolenti e putrefatti. Pietanze ad elevata carica batterica. Sono alcuni dei pasti che venivano confezionati e serviti dalla società cooperativa "La Cascina"di Roma nelle mense degli ospedali e delle scuole baresi (nel periodo dal '99 ad oggi). L'inchiesta riguarda sia la scadente qualità dei cibi serviti, sia presunte irregolarità nell'aggiudicazione di numerosi appalti per la fornitura e somministrazione di pasti. Secondi i pm sono decine gli appalti, del valore di svariate decine di milioni di euro, che la società legata a Comunione e Liberazione si è aggiudicata truffando le amministrazioni pubbliche. Agli indagati (oltre ai dieci destinatari delle misure cautelari sono iscritte nel registro anche molte altre persone) viene contestata, a vario titolo, una lunga serie di espisodi di truffa aggravata ai danni di enti pubblici; falsità ideologica e materiale; frode nelle pubbliche forniture; commercio di sostanze alimentari nocive e turbata libertà degli infanti. Lo scandalo che ha investito i vertici della cooperativa La Cascina e' arrivato in aula a Palazzo Madama. Questa mattina sono stati numerosi i senatori che sono intervenuti per chiedere alla presidenza chiarimenti sulla gestione della buvette e del bar dei dipendenti di Palazzo Madama, affidati da qualche mese alla gestione della cooperativa incriminata. Ma di fronte alla sollevazione dei parlamentari, i due senatori questori Franco Servello e Mauro Cutrufo hanno voluto rassicurare tutti sostenendo che non ci sono irregolarita' ne' problemi igienico-sanitari nella gestione della buvette.

VATICANO - Novecento pagine, con 78 parole-chiave con le voci su omossessualità, prevenzione e sesso sicuro. Ma il dizionario etico del Vaticano che sarà in libreria a giorni, è destinato a fare polemiche fuori dalla Santa Sede e già ha suscitato qualche perplessità all'interno. In particolar modo nell'affrontate l'argomento omosessualità: "L'omosessualità - secondo il dizionario - non ha alcun valore sociale", è "un intrigo psichico che la società non può istituzionalizzare"; bisogna smettere di "stigmatizzare tutti quelli che si interrogano sulla omosessualità" tacciandoli di "omofobia". Un modo di affrontare l'argomento del Lexicon vaticano sul quale sarà difficile sorvolare. Le 78 parole-chiave sono analizzate dal Pontificio consiglio per la famiglia per il significato "ambiguo" nell'uso che ne fanno parlamenti e organismi culturali e internazionali "quando discutono e legiferano sui temi della famiglia e della vita". Alla voce "omosessualità e omofobia" (il Lexicon è organizzato per definizioni accompagnate da una breve trattazione analitica) si può leggere che "oggi, con il pretesto del diritto alla differenza, gruppi di pressione spesso molto forti spingono per il riconoscimento legale" delle coppie omosessuali e del diritto per loro alla adottabilità dei bambini. "Omofobia" secondo il dizionario è invece il "termine usato per stigmatizzare tutti quelli che si interrogano sulla omosessualita" dal punto di vista sociale e morale. "I sistemi sociali e gli individui eterosessuali", rimarca , sono spesso spinti a un "senso di colpevolezza di fronte alla omosessualità" tanto che l'interrogarsi su di essa è "assimilato a un delitto, il delitto dell'omofobia".

gror030410 (last edited 2008-06-26 09:56:33 by anonymous)