Gr ORE 13.00

Medio Oriente

Due bambini sono stati uccisi e altre nove persone ferite dai marines americani ad un checkpoint a Nassiriya, nel centro dell'Iraq. Definendolo un tragico errore, il capitano Jay Delarosa, portavoce della 15ma Unità di Spedizione dei marines americani, ha riferito che i due bambini erano a bordo di un pullmino, il cui autista ha ignorato l'alt dei soldati. I marines sono entrati in azione per proteggersi contro quello che hanno temuto essere un attacco suicida, ha detto Delarosa, sostenendo che l'autista del mezzo ha ignorato le ripetute richieste di fermarsi. Non sono state trovate armi sul pullmino.

Medio Oriente

Non investirei il mio denaro a Damasco. Il generale Wesley Clark, ex comandante supremo della Nato, ha commentato così la possibilità di un attacco americano alla Siria. Per il momento la parola è ancora alla diplomazia -ha dichiarato in un'intervista alla Berliner Zeitung - ma se Damasco non cederà alle pressioni Usa un'azione militare e' probabile. La presenza delle forze americane nella regione, con la guerra in Iraq, e' ormai una realta' geostrategica - ha detto ancora Clark, che segue gli eventi bellici per la Cnn - e questo fatto non rimarra' senza conseguenze. Tanto il segretario alla difesa Ronald Rumsfeld, che il segretario di Stato Colin Powell hanno ammonito Damasco per le forniture di armi a Baghdad.

Fuoco sui saccheggiatori a Baghdad

Medio Oriente

Venticinque persone sono state ricoverate oggi in un ospedale di Baghdad con ferite d' arma da fuoco riportate in scontri con saccheggiatori. Lo hanno riferito fonti ospedaliere. In varie zone della città, i commercianti si sono armati e hanno aperto il fuoco contro i saccheggiatori.

Croce Rossa: situazione catastrofica in ospedale Baghdad

L'Iran agli iracheni: "Non cooperate con gli Usa"

Medio Oriente

La Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ha fatto appello oggi ai politici iracheni perché non commettano l'errore strategico di cooperare con un governo straniero instaurato dagli americani a Baghdad. Parlando come guida della preghiera del venerdì a Teheran, Khamenei ha affermato che il generale a riposo Jay Garner, scelto dagli Usa come governatore militare per l'Iraq, è un sionista, o un uomo che sostiene gli interessi sionisti".

Gran Bretagna "non gradita" al Salone del libro di Atene

11 Aprile 2003 Europa

La Gran Bretagna è stata dichiarata persona non grata al salone del libro di Atene, dove l'associazione degli editori e librai greci ha cancellato la partecipazione di editori del Regno Unito, per protestare contro il coinvolgimento britannico nella guerra in Iraq. La Gran Bretagna, spiega la stampa greca, avrebbe dovuto essere l'ospite d'onore alla 26.ma edizione della manifestazione, che si svolge dal 9 al 25 maggio ad Atene. In un comunicato, l'Associazione degli editori e dei librai ateniesi (Seva) ha affermato che la partecipazione della Gran Bretagna nell'invasione illegale dell'Iraq guidata dagli Stati uniti ha sconvolto la nostra collaborazione e modificato la natura del Salone del libro. Per la Seva, la manifestazione è dedicata alla pace, attraverso libri, fotografie e film.

11 April - 11:36

Domani, 12 aprile, sarà in tutta Italia il giorno di mobilitazione nazionale contro la Esso. Centinaia di volontari delle cinque associazioni promotrici della campagna "Stop Esso War" (Greenpeace, Rete Lilliput, Bilanci di Giustizia, Botteghe del Mondo e Centro nuovo modello di sviluppo) si ritroveranno in trenta città, in oltre cento distributori in tutta Italia, per informare i gestori ed il pubblico sulla campagna e i motivi per non fare più rifornimento alla Esso. A Firenze cittadini e volontari di Greenpeace, Rete di Lilliput, Verdi, Emergency, Operatori per la pace, Donne in nero, Ds Isolotto, presidieranno per tutto il giorno sette stazioni di servizio Esso: verranno distribuiti volantini e adesivi che invitano gli automobilisti a non essere più clienti Esso. A Bologna e Milano gli attivisti saranno mascherati da tigre, a Vicenza verranno bloccati tutti e dodici gli impianti della Esso. A Brescia ci sarà un carro armato di carta che proverà a fare rifornimento alla Esso, a Modena una "tigre" andrà in bicicletta per la città con la scritta "Stop Esso". Sarà una manifestazione pacifica, che vuole inviare alla multinazionale un messaggio forte di dissenso verso la sua politica, che ha contribuito all'uscita degli Usa dal Protocollo di Kyoto e che la lega al terribile conflitto in Iraq. "Oltre a chiedere ai consumatori di non rifornirsi più alla Esso, chiediamo alle amministrazioni locali di non rinnovare le forniture di gasolio da riscaldamento e di carburante per i mezzi garantite dalla multinazionale americana" afferma Ascanio Vitale, coordinatore della campagna "Stop Esso War". La Esso (Exxon-Mobil) è stata uno dei cinque maggiori acquirenti statunitensi e raffinatori di greggio iracheno nel 2001, ma ha fermato ogni acquisto nella primavera 2002, quando l'Iraq impose una sovrattassa illegale per le esportazioni petrolifere. Quando essa fu progressivamente ridotta fino all'azzeramento, le quote di acquisto della Exxon-Mobil ripresero a salire - da 70,000 barili/giorno in luglio a più di 200,000 b/g nel settembre 2002. "A settembre 2001 l'amministrazione Bush ha previsto, nel piano energetico nazionale, una crescita dei consumi di petrolio del 60 per cento nel 2020" - afferma Ascanio Vitale - "il controllo delle riserve di petrolio dell'Iraq è quindi strategico per garantire le forniture agli Usa per i prossimi anni". Il controllo del petrolio iracheno, secondo bacino mondiale dopo l'Arabia Saudita, darebbe agli Usa la possibilità di ridimensionare l'influenza saudita sulle politiche petrolifere, dando a Washington maggior peso sul mercato petrolifero mondiale. Greenpeace, Rete Lilliput, Bilanci di Giustizia, Botteghe del Mondo e Centro Nuovo Modello di Sviluppo chiedono a tutti i cittadini di non rifornirsi più alla Esso e aderire all'iniziativa attraverso il sito Internet: www.stopessowar.org

Bloccato deposito Esso a Marghera

11 April - 12:23 Boicottaggi Alle prime luci dell'alba, sulla strada che porta alla Petroven di Margera, e' lunga circa un chilometro la coda di autocisterne in attesa di superare il blocco dei Disobbedienti. L'azione di protesta dei manifestanti che aderiscono alla campagna di mobilitazione contro la Esso si e' risolta nel rallentamento del traffico dei mezzi pesanti diretti al rifornimento, fatti passare uno alla volta dopo la verifica delle loro destinazioni. L'annuncio della manifestazione, infatti, ha fatto modificare i turni di carico di carburante. Alcune autocisterne Esso sono rimaste all'interno dei recinti della Petroven e, secondo alcune voci, altre hanno trovato rifornimento presso le raffinerie di diverse citta'. Per i Disobbedienti, segno che il boicottaggio alla Esso ha funzionato. Sappiamo - ha detto il portavoce Michele Valentini - che ogni giorno caricano qui decine di camion della Esso: finora nessuno ha caricato, vuol dire che la mobilitazione ha funzionato. Via libera, invece, alle autocisterne di altre aziende. Momenti di tensione si sono verificati solo quando un camionista, esasperato, superando la coda, ha cercato in velocita' di forzare la postazione dei manifestanti con il rischio di travolgerli. La cabina del camion e' stata circondata dai Disobbedienti e sul posto sono giunte le forze dell'ordine che hanno portato il camionista al commissariato di Marghera per valutarne il comportamento e porre fine al battibecco con i dimostranti. Differenti sono state le reazioni di altri autotrasportatori, che, sebbene spazientiti, hanno dialogato con i Disobbedienti con reciproca e a tratti divertita ironia. Ma guarda se per fare la pace bisogna fare la guerra, ha commentato uno dei camionisti. In sottofondo i clacson impazienti della parte terminale della coda.

ALLA FINE HANNO APPROVATO LA LAPIDAZIONE DI AMINA

Il Tribunale supremo della Nigeria ha ratificato la condanna a morte per lapidazione di AMINA; ha solamente posticipato l'esecuzione di due mesi per permetterle di allattare il suo bambino. Trascorso questo termine la sotterreranno fino al collo e l'ammazzeranno a sassate, a meno che una valanga di dissensi non riesca a dissuadere le Autorit?igeriane. Amnesty International chiede il tuo appoggio tramite la tua firma nelle sue pagine web. Mediante una campagna di firme come questa si salv?? passato un'altra donna, Safiya, nella stessa situazione. Sembra che per AMINA abbiano ricevuto pochissime firme. Contatta subito:

www.amnistiapornigeria.org o www.amnistiaporsafiya.org e firma per AMINA

Non pensare che non serva a niente; all'altra donna salv?? vita. E scusa se ?oco.

Fai circolare questo messaggio fra le persone che sai sensibili a questa orribile minaccia di morte.

Il G8 alla commissione sui diritti umani dell'Onu

11 April - 10:31 Genova I fatti del G8 a Genova sono approdati alla Commissione dell'Onu sui diritti umani, riunita in sessione annuale a Ginevra. Nel voluminoso addendum al rapporto generale presentato alla Commissione, il relatore speciale sulla questione della tortura Theo Van Boven si occupa anche dell'Italia evocando il caso di quattro persone che avrebbero subito violenza da parte delle forze dell'ordine in relazione ai fatti di Genova del luglio 2001, già affrontati nel rapporto dell'anno scorso. - RAPPORTO CITA CASO DI QUATTRO PERSONE VITTIME DI VIOLENZE: Due delle oltre 400 pagine del rapporto sono dedicate all'Italia per riferire della richiesta di informazioni rivolte dal relatore alle autorità italiane sui fatti di Genova. Ed in particolare sul caso di Sara Bartesaghi Gallo "che sarebbe stata arrestata e picchiata da membri delle forze dell'ordine il 21 luglio 2001 mentre si trovava alla scuola Diaz dove erano riuniti alcuni partecipanti del Genova Social Forum", si legge nel rapporto, che si sofferma poi sul trasferimento in ospedale e poi al centro di detenzione di Bolzaneto della giovane. Ma anche di Matteo Bertola, che "sarebbe stato detenuto e picchiato da membri delle forze di sicurezza il 21 luglio 2001 alla scuola Diaz", di Fabrizio Lungarini, "avvocato, sarebbe stato detenuto e picchiato dalla polizia il 21 luglio 2001 per aver preso foto di manifestanti" mentre venivano picchiati "violentemente dalle forze dell'ordine", e Alessandro Minisci che - si legge - "sarebbe stato colpito dalle forze dell'ordine alla scuola Diaz". Nella sua risposta al relatore (15 novembre 2002), il governo italiano ha fatto sapere che la magistratura aveva aperto inchieste volte ad identificare i responsabili dei saccheggi ed altre distruzioni da una parte e verificare presunti abusi subiti dai manifestanti dall'altra. Le inchieste - si legge - sono in corso. "Tuttavia, è possibile anticipare che gli elementi riuniti nel corso delle inchieste hanno permesso di procedere all'imputazione a carico di alcuni funzionari pubblici, alcuni dei quali di grado elevato, appartenenti alle forze dell'ordine". Il governo ha inoltre affermato che trasmetterà i risultati definitivi delle inchieste "non appena possibile". Il governo ha inoltre fornito risposta a precedenti richieste di informazione del relatore sui fatti di Genova (febbraio 2002), affermando tra l'altro che nove inchieste, incluse due su presunti abusi e violenze da parte delle forze di polizia, erano in corso. -INFORMAZIONI SUL CARCERE DI SASSARI: In una lettera del 16 agosto 2002, infine, il governo ha risposto anche alla richiesta di informazione sulle condizioni di detenzione nel carcere di Sassari, informando il relatore delle indagini in corso e delle misure provvisorie adottate (agenti dimessi dalle loro funzioni). -DIBATTITO SUI FATTI DI GENOVA E LA REPRESSIONE: Proprio oggi a Ginevra, i fatti di Genova sono stati evocati in un dibattito promosso in margine ai lavori della Commissione dal Centro Europa-Terzo Mondo sul tema della repressione delle manifestazioni. Presente Enrica Bartesaghi, del Comitato Verità e Giustizia per Genova, che ha raccontato la storia della figlia, Sara, di 21 anni. "Quando mi ha chiamato per dirmi che era alla scuola Diaz, che non era sola, ma che c'erano anche tante persone tra cui avvocati e giornalisti, mi sono sentita rassicurata", ha raccontato. Ma poi la figlia è stata "massacrata nel corpo e nell'anima", ha affermato. Presente al dibattito anche l'avvocato Gilberto Pagani, membro del Comitato internazionale per la protezione dei diritti fondamentali di fronte alla globalizzazione. Pagani ha tra l'altro denunciato la tendenza a criminalizzare i manifestanti e l'amalgama che si sta creando tra terrorismo e protesta sociale.

Torino, 12:08 Fiat: Cig, respinto dal tribunale ricorso della Fiom

Il tribunale del lavoro di Torino ha respinto il ricorso presentato dalla Fiom Cgil contro la Fiat per condotta antisindacale in relazione alla procedura per la cassa integrazione.

A pagare la criminale guerra in Iraq o la “tranquilla”competizione imperialista sono gli oppressi, inermi sotto le bombe o squartati kamikaze o sfruttati e repressi in “pace”.

L’attacco dell’imperialismo USA all’Iraq ha indubbiamente scompaginato il processo di formalizzazione compiuta del blocco imperialista EURO che si è trovato a fare i conti con le “quinte colonne” statunitensi al proprio interno. Tuttavia si tratta di un processo irreversibile,; a Strasburgo è in fase avanzata la definizione dalla futura Costituzione Europea, il punto di contrasto semmai è su due tesi di fondo: Stati Uniti d’Europa o Stato Federale d’Europa, sono queste le posizioni su cui si gioca ruolo, peso e forma degli stati nazione e della propria percentuale di autonomia nella costituzione continentale. Oggi nello scenario di un confronto multipolare tra contrapposti blocchi imperialisti, fatto di guerre commerciali e/o finanziarie o – vedi Iraq – del colpire a “nuora perché suocera intenda” e che, tendenzialmente, non esclude un conflitto diretto, una questione è decisamente prioritaria per tutti i ladroni imperialisti: la pace sociale. La pace sociale, l’annientamento sistematico della libertà individuale e l’impossibilità di sottrarsi ai meccanismi sociali ed economici del dominio capitalista sono una vitale necessità degli stati. Le istituzioni, le leggi, i codici, il diritto, in una parola la “giustizia”, quella operante in “pace” nella normale vita di tutti i giorni, è la giustizia della borghesia. La repressione ed il carcere sono allora un elemento strutturale della politica di dominio del capitale, sono gli strumenti di cui si è dotata una classe per impedire che le regole del gioco, non condivise dalle classi sfruttate, vengano trasgredite. Il carcere altro non è che l’estensione dello sfruttamento capitalistico, ai proletari la “scelta”: o sottomettersi alle esigenze del capitale o ribellarsi alle regole rischiando quotidianamente la galera. In un percorso di liberazione deve essere dunque chiaro come lo stato democratico borghese rappresenti il presidio dei poteri forti e vada di conseguenza affrontato non con le mani alzate, ma con le mani meglio organizzate possibili, altro che appello alla società civile e alle regole democratiche. Ai proletari, a chi per vivere è ogni giorno costretto a vendere la propria forza-lavoro, ad alienare la propria vita, l’unica vera forma di difesa è rappresentata dall’abbattimento dello sfruttamento e del suo gendarme, lo stato borghese.

A FIANCO DEI PROLETARI DI OGNI PAESE CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA FUOCO ALLE CARCERI !

ONORE A TUTTI I COMPAGNI CADUTI COMBATTENDO CONTRO LO STATO ED IL CAPITALE

PRESIDIO SABATO 12 APRILE DALLE ORE 18:00 SOTTO IL CARCERE DI MAMMAGIALLA VITERBO

- MUSICA - - INTERVENTI - - MICROFONO APERTO-

COMITATO CITTADINO CONTRO IL CARCERE E LA REPRESSIONE SOCIALE VITERBO