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'''Iraq'''


 Percosse e maltrattamenti, durati anche tutta la notte, ed, almeno un caso, torture con le scosse elettriche. Sono queste le denunce presentate da Said Boumedouha, il primo inviato di Amnesty International entrato in Iraq dopo la fine del conflitto, a capo della prima missione nel paese dell'organizzazione dal 1993, in un rapporto in cui le forze statunitensi e britanniche vengono accusate di aver sottoposto a torture i prigionieri iracheni. Almeno 20 iracheni detenuti, sia militari che civili, hanno dichiarato all'inviato a di Amnesty di essere stati torturati durante le loro detenzioni a Nassiriyah, nell'Iraq centrale, ed a Bassora, nel sud del paese. I prigionieri hanno denunciato di essere stati ''colpiti con calci, pugni e con il calcio dei fucili''. ''In un caso, le scosse elettriche sono state usate contro un uomo - ha continuato Boumedouha - altri sono stati percossi per tutta la notte, e gli sono stati rotti tutti i denti. Penso che si possa parlare di torture''. In molti casi, le forze della coalizione sospettavano che gli arrestati fosse membri delle milizie di fedayn, i fedelissimi di Saddam Hussein. L'inviato di Amnesty ha detto che continueranno le indagini e nei prossimi giorni presenteranno un rapporto completo ai governi britannico e statunitense.

ore 17

Iraq

  • Percosse e maltrattamenti, durati anche tutta la notte, ed, almeno un caso, torture con le scosse elettriche. Sono queste le denunce presentate da Said Boumedouha, il primo inviato di Amnesty International entrato in Iraq dopo la fine del conflitto, a capo della prima missione nel paese dell'organizzazione dal 1993, in un rapporto in cui le forze statunitensi e britanniche vengono accusate di aver sottoposto a torture i prigionieri iracheni. Almeno 20 iracheni detenuti, sia militari che civili, hanno dichiarato all'inviato a di Amnesty di essere stati torturati durante le loro detenzioni a Nassiriyah, nell'Iraq centrale, ed a Bassora, nel sud del paese. I prigionieri hanno denunciato di essere stati colpiti con calci, pugni e con il calcio dei fucili. In un caso, le scosse elettriche sono state usate contro un uomo - ha continuato Boumedouha - altri sono stati percossi per tutta la notte, e gli sono stati rotti tutti i denti. Penso che si possa parlare di torture. In molti casi, le forze della coalizione sospettavano che gli arrestati fosse membri delle milizie di fedayn, i fedelissimi di Saddam Hussein. L'inviato di Amnesty ha detto che continueranno le indagini e nei prossimi giorni presenteranno un rapporto completo ai governi britannico e statunitense.

russia

Intervenendo davanti al Parlamento federale riunito oggi in seduta comune per il consueto discorso annuale sulla Stato della Nazione il presidente Vladimir Putin ha affermato che la Russia, come insegna la storia, può restare unita "all'interno dei suoi attuali confini" solo se rimane "una grande potenza". Putin ha detto che per questo il nuovo obiettivo strategico è far si che "la Russia occupi già nel prossimo futuro una posizione salda tra gli stati veramente forti, economicamente all'avanguardia e influenti". Putin si è impegnato solennemente a estirpare dalla Cecenia la guerriglia separatista, autrice fra lunedì e l'altroieri di due nuovi sanguinosi attentati suicidi. "Certamente noi porteremo a compimento il nostro compito", ha proclamato il leader del Cremlino, alludendo all'eliminazione della resistenza opposta dai ribelli della Repubblica caucasica a Mosca. Ieri lo stesso Putin aveva peraltro presentato alla Duma, la camera bassa, un disegno di legge che prevede l'amnistia per i guerriglieri i quali depongano le arnmi prima del 1 agosto. Il presidente russo Vladimir Putin nel corso del suo discorso ha accusato implicitamente gli Stati Uniti di cercare, con il loro intervento armato in Iraq, di voler aumentare la loro zona di influenza strategica, con la scusa di lottare contro il terrorismo e la proliferazione nucleare. "Eserciti nazionali forti e bene armati sono utilizzati non per lottare contro queste minacce, ma per estendere la zona di influenza strategica", ha dichiarato il presidente russo senza fare riferimento esplicito all'intervento militare americano in Iraq. Vladimir Putin ha sollecitato una riforma dell'Onu alla luce della crisi registrata sull'Iraq. Il presidente russo ha sottolineato che le nuove minacce devono essere affrontate "con un meccanismo chiaro e trasparente riconosciuto da tutti". Il capo del Cremlino ha affermato che le Nazioni Unite rappresentano "un foro importante per le decisioni", ma ha ammesso che spesso "le decisioni vengono prese con difficoltà e non vengono prese affatto". Decisioni che peraltro "non sempre soddisfano tutti", ha osservato Putin, tuttavia "non esiste un altro foro universale e quindi dobbiamo preservarlo".

Palestina

Saeb Erekat, ministro palestinese incaricato dei negoziati di pace con Israele, si è dimesso. Lo riferiscono fonti palestinesi, precisando che la lettera di rinuncia è stata inviata giovedì al presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Yasser Arafat e al primo ministro Abu Mazen (Mahmud Abbas). Per ora restano sconosciuti i motivi che hanno indotto Erekat a rassegnare le proprie dimissioni, giunte alla vigilia dell’incontro previsto per domani sera tra il premier palestinese e il capo del governo israeliano Ariel Sharon. Ai giornalisti che gli chiedevano spiegazioni, Erekat non ha voluto rispondere. Secondo alcune fonti, la decisione sarebbe legata alla gestione dei rapporti con Israele e, in particolare, al fatto che Erekat non sarebbe stato incluso nella delegazione che, per la prima volta dall’inizio nel settembre dell’Intifada del 2000, incontrerà Sharon. Secondo fonti giornalistiche locali, Arafat avrebbe chiesto allo storico caponegoziatore – impegnato dall’inizio degli Anni Novanta nelle trattative con Tel Aviv, ma non particolarmente gradito a Sharon – di tornare sui propri passi e non uscire dal governo di Ramallah. Erekat rimarrà comunque in carica all’interno del Consiglio palestinese, in rappresentanza della città di Gerico.

Israele

Israele ha trasmesso all'Italia il dossier sulle indagini sulla morte di Raffaele Ciriello, il fotografo free-lance ucciso il 13 marzo del 2002 a Ramallah. A quanto fa sapere una nota dell'ambasciata italiana a Roma, il generale Ghiora Eiland, dello Stato maggiore dell'esercito israeliano, ha di recente presentato all'ambasciatore italiano a Tel Aviv, Giulio Maria Terzi di Sant'Agata, i risultati dell'inchiesta effettuata dalle autorita' militari. L'ambasciatore israeliano in Italia, Ehud Gol, ha incontrato la vedova del giornalista, che era accompagnata da funzionari del ministero degli Esteri, e le ha presentato le conclusioni dell'inchiesta. Ne' all'ambasciata israeliana ne' alla Farnesina e' trapelato nulla sul contenuto delle informazioni arrivate in Italia. Dal momento che sulla morte di Ciriello e' in corso un'inchiesta della magistratura, al ministero degli Esteri hanno spiegato di dover mantenere "un doveroso riserbo". I documenti sarebbero gia' stati tramessi alla procura di Milano che indaga sulla morte di Ciriello. Quando fu ucciso da sei proiettili di mitragliatrice, il fotoreporter lavorava a Ramallah per conto del 'Corriere della Sera'. I colleghi che si trovavano con lui raccontarono che Ciriello era stato colpito da una raffica sparata da un carro armato dell'esercito israeliano, ma le autorita' dello Stato ebraico hanno sempre negato. Nell'agosto dello scorso anno, il governo israeliano ha anticipato le conclusioni dell'inchiesta, assicurando che non vi era "nessuna prova" che fosse stato un mezzo dell'esercito ad aprire il fuoco su Ciriello

Argentina

A due giorni dalla virtuale conquista delle Casa Rosada, dopo la rinuncia di Carlos Saul Menem a partecipare al ballottaggio per le presidenziali in programma domenica in argentina, Nestor Kirchner e' gia' in piena attivita' per prepararsi a prendere il posto di Eduardo Duhalde al vertice del Paese sud-americano. Primo compito, trovare al piu' presto alleati che gli permettano di tracciare rapidamente la tabella di marcia da seguire e ancor piu' alla svelta ottenere risultati: cosi' da supplire, grazie a essi, alla mancanza di un esplicito mandato da parte degli elettori, tra i quali al primo turno non lo voto' che poco piu' del 22 per cento. Sotto tale profilo Kirchner ha pero' dovuto incassare un primo no, quello della 'pasionaria' di sinistra Elisa Carrio', gia' candidata alla Presidenza ma esclusa dal secondo turno con solo il 14 per cento dei suffragi. Parlamentare nota per la sua combattivita' e impegnatissima sul fronte anti-corruzione, dunque contro Menem, Carrio' ha escluso di collaborare con il futuro presidente, che s'insediera' il 25 maggio. "In nessuna circostanza entreremo nel suo governo", ha tagliato corto, "ma nemmeno gli creeremo problemi. Ha bisogno di essere aiutato", ha aggiunto Carrio'. "Il voto e' stato contro Menem, e non a favore di Kirchner...": un commento che puo' forse suonare piu' allarmante di un'aperta contestazione. La gente della strada, tra l'altro, non e' parsa accogliere il successo 'a tavolino' del candidato ufficiale peronista, che se la dovra' vedere pure con i rivali interni: il punto e', si fa notare da piu' parti, che un Kirchner al posto di un Duhalde non segnala alcun reale cambiamento politico

ITALIA

Referendum

  • In caso di raggiungimento del quorum, si preannuncia una vittoria dei si' al referendum per l'estensione dell'art.18 anche alle imprese sotto i 15 dipendenti. Questo, almeno, quanto emerge dagli esiti di una ricerca condotta da Simulation Intelligenze Research su un campione di 800 italiani tra il 12 e il 14 maggio. Se si votasse domani, il 45% dei nostri connazionali voterebbe si', il 18% no, il 21% si asterrebbe mentre il 16% non sa. Ed al di la' del referendum ben il 71% degli intervistati e' dell'idea che l'art.18 debba essere mantenuto nelle aziende sopra i 15. Per gli italiani, comunque, oggi il lavoro e' meno tutelato rispetto a 10 anni fa: tale convinzione e' salita al 54% dal 50% del 2002. Allo stesso modo, sale dal 54 al 56% la percentuale di chi ritiene che in Italia ci siano condizioni lavorative peggiori rispetto al resto d'Europa. Ed il 69% (il 67% lo scorso anno) dichiara che il Governo dovrebbe occuparsi piu' dei lavoratori che di liberalizzare il mercato del lavoro.

Contratto scuola

A 17 mesi dalla scadenza e dopo sette mesi di trattative è stato siglato il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori della scuola. Definiti anche gli ultimi dettagli, lo Snals e la federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno apposto la loro sigla poco dopo le 13,30.

  • Il nuovo contratto riguarda circa un milione di persone, tra docenti e personale Ata, amministrativi, tecnici e ausiliari. La parte normativa dell'intesa decorre dal primo gennaio del 2002 e scadrà il 31 dicembre del 2005. La parte economica, invece, decorre sempre dal primo gennaio del 2002, ma scade il 31 dicembre del 2003.

processo sme

Colpo di scena al processo Sme: dopo una nuova richiesta di legittimo impedimento ad essere presente in aula avanzata dai legali di Silvio Berlusconi, il tribunale della prima sezione penale ha disposto lo stralcio della posizione del capo del Governo. Si mostrano insoddisfatti gli avvocati della difesa, che contavano sul rinvio, e accusano la magistratura di voler imprimere una accellerazione al processo. Ma con la decisione del tribunale appare superato il ocsidetto Lodo Maccanico, che avrebbe rimandato il processo per il presidente del consiglio fino alla fine del suo mandato. Cadute le motivazioni per approvare il lodo maccanico, non ci sono più neanche i tempi per una sua riforma, cghe avrebbe consentito, nelle ipotesi della maggiornaza, di salvare dal processo anche cesare previti.

ORE 13,00

PALESTINA

Si dimette il ministro palestinese per i Negoziati Saeb Erekat - Si è dimesso il ministro palestinese per i Negoziati Saeb Erekat. Lo riferisce l'agenzia israeliana Itim. Le dimissioni giungono alla vigilia dell'atteso incontro di domani fra il primo ministro israeliano Ariel Sharon e l'omologo palestinese Abu Mazen. Erekat, si apprende questa mattina, ha presentato nella notte le sue dimissioni al presidente palestinese Yasser Arafat e al primo ministro Abu Mazen, citando la sua insoddisfazione per il modo con il quale vengono condotti i contatti diplomatici con Israele.

A quanto riferiscono fonti palestinesi, a far precipitare le dimissioni è stata la decisione di Abu Mazen di non includere Erekat nella delegazione che domani lo accompagnerà a Gerusalemme per l'atteso incontro con il premier israeliano Ariel Sharon. Con Abu Mazen andranno il responsabile della Sicurezza Mohammed Dahlan e il presidente del parlamento palestinese Abu Ala.

E la guerra continua Per tutta la notte e ancora in mattinata le truppe israeliane hanno continuato a effettuare un po' ovunque rastrellamenti, perquisizioni e demolizioni di case appartenenti a presunti estremisti o alle loro famiglie: la morsa è stretta in particolare sulla Striscia di Gaza, teatro da ieri di un'occupazione in forze al nord, ove complessivamente sono state uccise già cinque persone, tra cui un bambino di 12 anni, un ragazzino di 15 e uno di 17; un sesto palestinese è stato invece colpito a morte nel sud, presso Rafah. In Cisgiordania per contro oggi una israeliana è rimasta ferita dai proiettili esplosi contro la sua vettura da almeno cinque cecchini palestinesi, appostati lungo uno strada vicino a Ramallah.

IRAQ

242 PERSONE MORTE A BAGHDAD IN TRE SETTIMANE - Nelle ultime tre settimane sarebbero morte a Baghdad 242 persone, rimaste uccise quasi tutte da colpi di arma da fuoco. Lo scrive il quotidiano britannico The Independent nella sua edizione on-line, secondo cui questo sarebbe il "prezzo del dopoguerra che la capitale irachena sta pagando per il fallimento delle forze di occupazione" nel garantire la sicurezza nelle strade. E' il dottor Fa'ak Amin Bakr, il direttore dell'obitorio di Baghdad, a riferire del triste bilancio di 242 vittime negli ultimi 25 giorni, delle quali 9 su 10 uccise in sparatorie. Prima della guerra, ha osservato Bakr, la media nella capitale era di un morto al giorno per ferite da armi da fuoco. Negli ultimi 10 giorni, a Baghdad, sono state uccise con armi da fuoco 124 persone, il 60% in più rispetto ai dieci giorni precedenti.

LIBERIA

ACNUR: “LA SITUAZIONE È DISASTROSA” - “La situazione in Liberia è chiara: è un disastro”. Lo ha detto ieri l’Alto commissario dell’Onu per i rifugiati, Ruud Lubbers, in visita ufficiale a Monrovia, il quale incontrando i giornalisti ha anche invitato il presidente liberiano Charles Taylor a dividere il potere con i ribelli del Lurd (Liberiani uniti per la riconciliazione e la democrazia) che da mesi combattono per rovesciare il capo di Stato. “Taylor deve condividere il potere con gli altri; è un’illusione pensarla in un’altra maniera", ha detto Lubbers. Il vostro presidente dovrebbe capire che si sta cacciando dalla padella nella brace”. La visita in Liberia del 'numero uno' dell’Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Acnur) cade proprio mentre sul terreno i ribelli del Lurd sembrano aver intensificato la loro offensiva. Intensi combattimenti si sono registrati ieri per tutta la giornata nella cittadina di Sasstown, una ventina di chilometri a nord ovest di Monrovia; secondo alcune testimonianze l'eco della battaglia avrebbe causato scene di panico tra gli sfollati che si trovano nel campo di Brewerville alla periferia della capitale. Ma l’avanzata dei ribelli, che secondo alcune fonti di stampa controllano ormai gran parte del Paese, continua anche su altri fronti e ieri la ‘Bbc’ ha diffuso la notizia che gli uomini del Lurd sono riusciti a sfondare i posti di blocco dei militari governativi nella città di Klay, meno di 40 chilometri ad est di Monrovia. La conferma dei combattimenti è arrivata anche dal ministro della difesa liberiano Daniel Chea, il quale ha detto però di non essere a conoscenza dei particolari. Da metà marzo del 2003 gli uomini del Lurd hanno intensificato i loro attacchi nel tentativo di rovesciare il presidente Taylor, che ad ottobre cercherà di concorrere per un secondo mandato nelle elezioni presidenziali in programma. Il governo liberiano formalmente si è detto disposto a sedersi al tavolo dei negoziati di pace in programma il 2 giungo prossimo ad Accra in Ghana. La guerra civile liberiana ha causato circa 250mila morti e decine di migliaia di sfollati

USA

PENA DI MORTE/ TEXAS GIUSTIZIA UN FOLLE OMICIDA, FLORIDA RINVIA - C'è differenza negli Usa, ai fini della esecuzione della pena di morte, tra malato di mente e ritardato mentale. Il primo può essere giustiziato, il secondo no. Nel Texas, un uomo di 56 anni, Bruce Charles Jacobs, è stato giustiziato ieri sera con una iniezione letale. Nel 1986 lo avevano condannato a morte per aver ucciso in un accesso di follia un ragazzo che festeggiava in casa il sedicesimo compleanno. L'uomo è stato riconosciuto dal padre della vittima, presente alla brutale aggressione, messa in atto con un coltellaccio da macellaio. In Florida, il governatore Jeb Bush ha sospeso all'ultimo minuto ieri sera l'esecuzione di Newton Carlton Slawson, 48 anni, che uccise a rivoltellate un famiglia di Tampa nel 1989. Se un esame psichiatrico accerterà la sua capacità di intendere e di volere, sarà giustiziato nelle prossime ore. Slawson nel 1989 aveva sterminato un'intera famiglia: padre, madre incinta e due bambini di tre e quattro anni. Dopo la strage, mutilò la donna e il feto.

SCIOPERO METALMECCANICI

MILANO - Secondo la Fiom sarebbero oltre 15 mila le persone che oggi a Milano stanno manifestando e scioperando contro il contratto dei metalmeccanici siglato da Fim e Uilm. Il segretario cittadino Maurizio Zipponi ha dichiarato che, nelle fabbriche medio-piccole, l'adesione allo sciopero è stata del 70 per cento. A Milano si sono dati appuntamento gli aderenti alla Fiom di Milano, Lecco, Pavia, Lodi e di tutta la Brianza. Da Porta Venezia fino alla sede di Assolombarda i manifestanti hanno sfilato in corteo gridando lo slogan "Contratto, contratto", sottolineando così implicitamente come la Fiom non consideri valido quello siglato dalle altre due organizzazioni sindacali che, ha detto Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, "insieme rappresentano meno di metà della nostra organizzazione e hanno siglato un contratto che invece è valido per tutti i lavoratori". Insieme a striscioni contro Cofferati, che avrebbe sbagliato a decidere di non votare il referendum sull'art. 18, altri contro il Governo, alcuni che irridono il presidente del Consiglio, molti contro il terrorismo che solidarizzano, invece, con la Cisl (davanti alla cui sede di Cagliari è esploso ieri un ordigno).

TORINO - Quattro ore di sciopero oggi nelle aziende metalmeccaniche del torinese. La protesta è stata dichiarata unilateralmente dalla Fiom e si inquadra nelle iniziative contro la recente firma del contratto nazionale dei metalmeccanici. L'adesione secondo la Fiom del Piemonte è stata molto alta e ha coinvolto 50.000 addetti alla produzione in 280 aziende. Tra le percentuali, i metalmeccanici della Cgil, segnalano il 100% nel comprensorio di Mirafiori, l'80% alla Pininfarina e il 60% alla Olivetti. Contemporaneamente allo sciopero che terminerà alle 13 si sono svolti dei presidi e in particolare ce ne sono stati due: uno alla porta 5 di Mirafiori e l'altro davanti agli ingressi dell'Iveco. Commentando la giornata il segretario torinese della Fiom, Giorgio Airaudo ha sosteuto "il contratto per noi non si è concluso e con lo sciopero di oggi riapriamo la vertenza. Il grande numero di aziende e di lavoratori coinvolti ci fa capire che dobbiamo continuare a mantenere alti i toni della protesta". Ovviamente diverse, nell'ambito del solito balletto di cifre, le percentuali che ha comunicato la Fiat riguardo alla partecipazione allo sciopero. Il Lingotto, infatti, con un suo portavoce parla di un'adesione del 9,7% alle meccaniche, dell'11% alle presse e del 14% alle carrozzerie dell'impianto di Mirafiori.

ECONOMIA

CONTRATTO SCUOLA: C'E' INTESA, SI DEFINISCONO DETTAGLI - L' intesa, secondo quanto si e' appreso, e' stata gia' raggiunta e si stanno definendo gli ultimi dettagli da parte dei capi delegazioni di Cgil, Cisl, Uil e Snals e dei rappresentanti dell' Aran. La seduta, cominciata nel tardo pomeriggio di ieri, e' andata avanti, ad oltranza, sino a questa mattina.

RICERCA: VERSO IL COMMISSARIAMENTO DEGLI ENTI - Il ministro della ricerca Letizia Moratti proporra' oggi al consiglio dei ministri il commissariamento di alcuni enti di ricerca: Cnr, Agenzia spaziale italiana e Istituto nazionale di astrofisica.

POSTE IN SCIOPERO PER RINNOVO CONTRATTO - Gli uffici postali rimarranno chiusi tutto il giorno per lo sciopero dei 160.000 dipendenti del gruppo Poste, che chiedono il rinnovo del contratto scaduto da 16 mesi. Non saranno pagate le pensioni in scadenza, mentre nelle grandi citta' saranno garantiti solo i servizi minimi previsti dalla legge. A proclamare lo sciopero, tutte le sigle sindacali del settore. Manifestazioni e comizi sono previsti in tutti i capoluoghi di Regione.

gror030516 (last edited 2008-06-26 09:53:55 by anonymous)