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G.R. 13,00

IRAQ

Scontro politico tra Pentagono e Dipartimento di Stato sulla gestione irachena. Il Pentagono, guidato da Rumsfeld, che finora ha gestito totalmente la questione irachena, ha dovuto fare un passo indietro: da adesso in poi il governatore Paul Bremer riferirà non solo a Rumfeld, come avvenuto finora, ma anche al Consigliere per la Sicurezza Condoleeza Rice, al Segretario di Stato Colin Powell, ed anche al Presidente Bush. Di fatto Bremer assumerà la funzione di una sorta di "ministro degli affari iracheni", non un semplice dipendente di Rumsfeld. Questa la mediazione per ora raggiunta all'interno dell'Amministrazione Bush esprime l'enorme difficoltà che si sono verificate a causa delle difficoltà che l'occupazione statunitense incontra in Iraq e che ha fatto perdere quote consistenti di consensi al presidente Bush.

Intanto in Iraq un convoglio militare americano è stato attaccato stamattina a colpi di razzo anticarro mentre attraversava un ponte a Baghdad. Un veicolo Humvee è stato colpito. Lo ha detto il comandante della polizia irachena Ali Amid. "Un Rpg è stato lanciato contro un convoglio sul ponte al Shaab e un veicolo è stato colpito leggermente", ha detto Amid, secondo il quale non ci sono state vittime. Il ponte è stato chiuso al traffico.

Anche a MOSSUL un attacco della resistenza irachena: un soldato americano e' stato ferito stamattina in un attacco contro il convoglio con cui viaggiava a Mossul, in Iraq settentrionale. Lo ha detto una portavoce militare americana. L'attacco e' avvenuto alle 10:20 (le 08:20 italiane) contro un convoglio militare nel centro di Mossul con una carica esplosiva e spari con armi leggere, ha detto la portavoce. Un soldato e' stato ferito, ha aggiunto. Dalla Giordania arriva la notizia che un primo gruppo di un centinaio di istruttori di diversi reparti della polizia irachena ha ultimato l'addestramento ad Amman, in base ad un accordo fra l'autorita' provvisoria americana a Baghdad e il governo di Amman. Gli istruttori diplomatisi questa settimana all'accademia di polizia giordana dopo corsi di sei e otto settimane andranno a loro volta ad addestrare i loro colleghi in Iraq, riferiscono oggi i giornali locali. Re Abdallah II ha detto che l'accordo siglato in settembre fra il governo giordano e l'amministrazione americana in Iraq prevede che 32.000 poliziotti iracheni vengano addestrati in Giordania. Secondo indiscrezioni mai ufficialmente confermate, l'accordo dovrebbe fruttare al governo giordano 25 milioni di dollari circa.

GEORGIA

COMMISSIONE UE: MANTENERE LA CALMA E INDIRE ELEZIONI - Le dimissioni del presidente Shevardnadze "aprono la via al ripristino della legge costituzionale e dell'ordine in Georgia": all'indomani dell'uscita di scena del leader georgiano, la Commissione Ue si compiace "del fatto che tutte le parti si siano astenute dal ricorso alla violenza" e auspica che così si continui, sino a una nuova chiamata alle urne. "E' essenziale - sottolinea la Commissione, in una nota - "che gli sviluppi della situazione portino ad elezioni democratiche, nel rispetto degli standard internazionali. Intanto i nuovi dirigenti della Georgia, rinfrancati dal sostegno degli Stati Uniti e della Ue dopo la 'rivoluzione di velluto' che ha costretto ieri alle dimissioni il presidente Eduard Shevardnadze, fin da oggi sono alle prese con i conti disastrati della repubblica caucasica, e hanno chiesto un aiuto finanziario internazionale urgente. La situazione nella capitale Tbilisi e nel resto del Paese oggi e' calma, dopo i festeggiamenti ieri. Oggi un consigliere economico del capo di stato ad interim, la presidente del parlamento signora Nino Burdzhanadze, ha detto che Tbilisi chiedera' agli Usa cinque milioni di dollari per organizzare nuove elezioni legislative. La notte scorsa Washington ha espresso sostegno al nuovo corso: gli Stati Uniti sono pronti ad appoggiare il nuovo governo, in vista di libere elezioni come prevede la Costituzione, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Richard Boucher. In un'intervista alla Cnn, la presidente ad interim ha in qualche modo reso omaggio all'ex ministro degli esteri dell'Urss di Mikhail Gorbaciov e della Perestroika, dichiarando che intende seguire l' orientamento politico giusto che aveva scelto Shevardnadze, citando i valori occidentali, la partnership strategica con gli Stati Uniti e il miglioramento delle relazioni con la Russia. A questo proposito, oggi il presidente russo Vladimir Putin ha detto che la caduta di Shevardnadze e' stata causata dai suoi errori sia in politica interna sia in politica estera, e ha auspicato che la futura dirigenza georgiana ripristini gli antichi rapporti di amicizia con la Russia. Oscurati, negli ultimi anni, da una predilezione per gli Usa. Anche la Commissione europea, in una nota, ha espresso oggi sostegno al nuovo corso georgiano

CROAZIA

SCRUTINIO AL 96%, SI PROFILA LA PREOCCUPANTE VITTORIA DELL'HDZ = Con il 96% dei voti scrutinati, si profila la vittoria del blocco guidato dai nazionalisti dell'Unione dei Democratici Croati (Hdz) vanno 61 seggi contro i 44 della coalizone di governo uscente, guidata dai Socialdemocratici del premier Ivica Racan. L'HDZ è il partito del defunto ultranazionalista Tugjman, che ha dato un'impronta fascista e razzista alla Croazia nei primi anni dell'indipendenza. La stampa croata ha già annunciato la vittoria dei nazionalisti di Ivo Sanader, e lo stesso leader dell'hdz ha così commentato i risultati: "Gli elettori hanno dimostrato che questo governo è stato un cattivo esperimento. Ora è nostro compito riconquistare la fiducia nel governo, in modo da riconquistare la fiducia verso il nostro partito". Un portavoce dell'Hdz ha dichiarato che sono già in corso i primi colloqui per definire le alleanze di governo e raggiungere così i 75 seggi della maggioranza parlamentare. I seggi del parlamento croato sono 160. Sanader non ha escluso la possibilità di un ruolo nel governo per la minoranza serba del Paese.

CILE

Tra i 400 e i 500 cileni, ‘desaparecidos’ durante il regime di Augusto Pinochet (1973-’90), furono gettati nell’oceano zavorrati da pezzi di ferro per farli affondare, secondo nuove prove testimoniali pubblicate in un rapporto del giudice Juan Guzman, reso pubblico dal quotidiano ‘La Nación’. Le informazioni raccolte nel nuovo dossier sono state ottenute con la collaborazione di 12 meccanici addetti alla manutenzione degli elicotteri dell’esercito che, rompendo un silenzio durato decenni, hanno raccontato anche i particolari più macabri dei ‘viaggi’ che la Dina, la temuta polizia politica del regime, realizzò fin dalla fine del 1973 e almeno fino al 1978 per eliminare ogni traccia dei suoi oppositori. I meccanici, che parteciparono ad alcuni ‘voli della morte’ tra il 1974 e il ‘78, sostengono che a pianificare e organizzare le operazioni era il comando dell’aeronautica militare, in collaborazione con la stessa Dina, guidata dal generale Manuel Contreras. Si trattò almeno di 40 viaggi a bordo di elicotteri Puma, ognuno dei quali trasportava fino a 15 sacchi contenenti i corpi, o quel che ne restava, dei ‘desaparecidos’. I velivoli partivano dall’aeroporto di Tobalaba, a La Reina, per fare scalo in una base militare a Peldehue, dove imbarcavano i sacchi con i cadaveri: poi ripartivano per Quintero prima di dirigersi verso il mare. A un’altezza predeterminata, una botola si apriva lasciandoli cadere nell’oceano Pacifico. La principale novità del documento stilato da Guzman è che porta il numero degli oppositori eliminati con i ‘voli della morte’ a oltre il doppio del bilancio fornito dalle forze armate in un rapporto consegnato nel gennaio del 2001 al ‘Tavolo del dialogo’ (151 ‘desaparecidos’ in mare con solo 29 casi attribuiti alla Dina). Secondo i dati pubblicati dalla ‘Commissione Rettig’ nei 17 anni di regime di Pinochet almeno 3.200 cileni sono stati uccisi mentre 1.200 risultano ‘desaparecidos’.

HONG KONG

Il partito filo-Pechino è uscito sconfitto dalle elezioni amministrative svoltesi ieri per eleggere i 18 ‘consigli distrettuali’ di Hong Kong. Florence Chan, portavoce del ‘Partito Democratico’ all’opposizione nell’isola, ha annunciato che il suo schieramento ha guadagnato 92 seggi nei consigli distrettuali, sei in più delle amministrative del 1999. La radio governativa Rthk ha aggiunto che il partito pro-governativo e filo-Pechino, Dab (Alleanza democratica per il miglioramento di Hong Kong) ha avuto 64 seggi, mentre dal quartier generale dello schieramento politico parlano di 62. In ogni caso si tratta di una ventina di seggi di meno rispetto a quelli ottenuti nel 1999. A detta di numerosi osservatori, il Dab ha pagato il prezzo di aver sostenuto il capo dell’esecutivo locale, Tung Chee-hwa, il quale intendeva far promulgare al suo governo una controversa ‘legge antisovversione’ che rischiava di limitare in modo pesante le libertà personali e religiose. Ieri si è recato alle urne circa un milione di persone, ovvero il 44 per cento degli aventi diritto al voto: una percentuale più alta rispetto al 1999, quando l’affluenza era stata del 36 per cento.

NUCLEARE

COREA SUD, BUAN COME SCANZANO JONICO IN RIVOLTA CONTRO SCORIE - Si chiama Buan, e' una cittadina sudcoreana in riva al Mar Giallo in Corea del sud e la popolazione e' scesa in rivolta contemporaneamente e per le stesse ragioni dell'italiana Scanzano Jonico in Basilicata: contro il progetto di un deposito permanente di scorie radioattive nel suo mare davanti alla sua spiaggia, nell'isolotto di Wido. Buan si trova nella regione di Jeolla settentrionale, a lungo abbandonata al suo destino dal governo centrale e lasciata indietro nel miracolo economico del resto del paese. E come a Scanzano, a Buan si sono dati convegno migliaia di attivisti e esponenti di movimenti civici ed ecologici, in protesta contro il governo. Il clima e' teso nella cittadina: memori di stagioni di lotte studentesche violente contro le dittature militari prima e i governi democratici e civili poi, a colpi di bottiglie incendiare, sassi e spranghe, estremisti ed ex leader studenteschi e sindacali hanno introdotto le armi e i metodi di un tempo tra i residenti locali. Che erano gia' furibondi per conto loro contro il massiccio dispiegamento di polizia, intervenuta per far rispettare a colpi di manganello e di idranti il decreto approvato dal governo del presidente Roh Moo Hyun, senza alcuna consultazione con le autorita' regionali e comunali. Mercoledi' scorso migliaia di abitanti, armati di bottiglie incendiarie e spranghe, si sono scontrati con gli agenti in assetto antisommossa, con un centinaio di feriti. Undici mandati di cattura sono stati spiccati per altrettanti dirigenti della rivolta.

G.R. 9,30

Russia incendio in ostello studentesco a Mosca: 32 morti

E' di almeno 32 morti e di diverse decine di feriti il bilancio provvisorio dell'incendio divampato nella notte a Mosca, in Russia, all'interno di un dormitorio per studenti universitari. Un portavoce della polizia ha detto che l'incendio è scoppiato al secondo piano dell'edificio di cinque piani alla periferia sudoccidentale di Mosca, che ospita 521 studenti provenienti dall'Asia, dall'Africa e dall'America latina. Secondo la radio "Eco di Mosca" il rogo è divampato nella stanza di due studentesse nigeriane.

AFGHANISTAN

Cinque militari americani sono morti e almeno sette sono rimasti feriti quando un elicottero è precipitato nei pressi della base aerea di Bagram. E' quanto riferisce un comunicato del comando militare americano, specificando che due dei feriti si troverebbero in condizioni gravi. Il comunicato diffuso dalle forze armate statunitensi non specifica le cause della caduta dell'apparecchio ma annuncia l'apertura di "un'inchiesta militare". I soldati che si trovavano a bordo dell'elicottero erano impegnati nell'operazione "Mountain Resolve" contro le milizie talebane che si rifugiano nelle zone montagnose al confine con il Pakistan. Altri due militari americani sono rimasti feriti nei pressi della frontiera pachistana quando il veicolo sul quale si trovavano a bordo è saltato su una mina.

Intanto in un messaggio diffuso oggi dall'Agenzia Afghan Islamic Press il mullah Mohammed Omar, guida dei talebani, ha invitato i propri fedeli ad attaccare le forze alleate presenti in Afghanistan ed a disertare i lavori della Loya Jirga, che dovrà ratificare la nuova Costituzione. Da parte sua il presidente afgano Hamid Karzai chiede che la presenza della missione militare Isaf a guida Nato in Afghanistan possa proseguire e che fosse potenziata, come ha promesso lord Robertson, segretario generale dell'Alleanza, anche al di la' di Kabul, Vorremmo - aggiunge Karzai- soldati dell'Isaf in molte altre parti del paese, lo chiede la nostra gente che ha fiducia e si sente protetta dai soldati alleati. E deve continuare -secondo il presidente afgano- anche la presenza delle truppe della coalizione a guida americana per la lotta al terrorismo

CINA

Quattordici minatori sono morti nell'esplosione avvenuta sabato scorso in una miniera di carbone nel cantro della Cina, e altri nove sono considerati ancora dispersi, secondo quanto riferisce oggi l'agenzia ufficiale Xinhua. L'esplosione è avvenuta alle 17 (le 10 in Italia) di sabato nella miniera di carbone Sundian, nella provincia di Henan, nella citta di Ruzhou, dove in quel momento lavoravano 57 minatori, riferisce la Xinhua citando i soccorritori. La causa dell'esplosione è oggetto di indagine. La polizia ha trattenuto per interrogarle cinque persone incaricate della sicurezza e della manutenzione della miniera, di proprietà privata.

GEORGIA

L'opposizione aveva annunciato una 'rivoluzione di velluto' e così è stata, almeno finora: il presidente georgiano Eduard Shevardnadze ha lasciato la sua carica nel tardo pomeriggio di ieri dichiarando mestamente in televisione: "Mi dimetto". L'opposizione, che ha trionfato dopo tre settimane di lotta seguite alle contestate elezioni legislative del 2 novembre, ha annunciato che avvierà subito colloqui con governi stranieri per ottenere aiuti, finanziari e tecnici; mentre la presidente ad interim, Nino Burdzhanadze, ha promesso stabilità. Shevardnadze ha seccamente affermato: "Ho visto che si andava verso un bagno di sangue - ha riferito una tv privata - e quindi era meglio lasciare il potere per evitare uno spargimento di sangue". La situazione del Paese, del resto - dopo le manifestazioni oceaniche dei giorni scorsi a Tbilisi e i tafferugli, sabato, all'irruzione degli oppositori in Parlamento - sembra rimanere calma. La gente nella capitale ha inneggiato al cambiamento, con la folla esultante per l'uscita di scena di un 'padre della Patria' che aveva perso carisma e popolarità.

Decisiva sembra essere stata la mediazione del ministro degli Esteri russo Igor Ivanov inviato in Georgia dal presidente russo Vladimir Putin sabato sera, quando ormai era chiaro che la situazione era sull'orlo di una crisi irreversibile. Lo stesso Shevardnadze ha voluto commentare il tenore dei colloqui: "Non abbiamo firmato nulla, non era necessario, è stata una conversazione tra uomini di fiducia". Leader provvisorio della Georgia, la presidente del parlamento Nino Burdzhanadze, ha rivolto un appello televisivo alla nazione. Invitando tutti alla calma e ad astenersi da qualsiasi atto di violenza, la Burdzhanadze ha anche sollecitato la popolazione a tornare al lavoro. "Abbiamo fatto in modo di superare la più grave crisi della storia recente della Georgia in modo pacifico, senza sparare un solo colpo e spargere sangue", ha detto il neo presidente che reggerà il paese sino alle prossime elezioni, previste entro un mese e mezzo. intervistata dalla Cnn La presidente ad interim della Georgia, Nino Burdzhanadze, ha annunciato che intende seguire l' "orientamento politico giusto" che aveva scelto il capo dello Stato dimissionario Eduard Shevardnadze, citando i "valori occidentali", la "partnership strategica" con gli Stati Uniti e il miglioramento delle relazioni con la Russia. In un'intervista trasmessa in serata dalla Cnn, Burdzhanadze ha confermato che la Costituzione georgiana prevede che, dopo le dimissioni del presidente, si tengano elezioni entro 45 giorni.

CENSURA DI GUERRA

Raiot, oltre 15.000 mila persone ieri sera in fila davanti Auditorium in una vera manifestazione per assistere al "Varietà di protesta" che Sabina Guzzanti ha animato a Paolo Rossi, Serena Dandini, Fiorella Mannoia, Dario Fo e Daniele Luttazzi e altri artisti per dire no alla censura e si alla satira dopo lo stop della Rai al programma Raiot. .

gror031124 (last edited 2008-06-26 09:50:03 by anonymous)