Differences between revisions 15 and 16
Revision 15 as of 2005-03-14 07:25:07
Size: 33497
Editor: anonymous
Comment:
Revision 16 as of 2008-06-26 10:02:52
Size: 33505
Editor: anonymous
Comment: converted to 1.6 markup
Deletions are marked like this. Additions are marked like this.
Line 207: Line 207:
[http://www.andrewsaluk.com empire poker] - texas holdem empire poker poker |
[http://www.andrewsaluk.com poker] - online poker texas holdem poker |
[http://www.andrewsaluk.com online poker] - texas holdem empire poker online poker |
[http://www.andrewsaluk.com texas holdem] - online poker texas holdem empire poker |
[[http://www.andrewsaluk.com|empire poker]] - texas holdem empire poker poker |
[[http://www.andrewsaluk.com|poker]] - online poker texas holdem poker |
[[http://www.andrewsaluk.com|online poker]] - texas holdem empire poker online poker |
[[http://www.andrewsaluk.com|texas holdem]] - online poker texas holdem empire poker |

GR ORE 19.30

Palestina

Proseguono le udienze del tribunale dell’Aja sul muro israeliano, tra polemiche e mobilitazioni

Il conflitto mediorientale si è ‘trasferito’ oggi all’Aja, dove ha sede la Corte internazionale di giustizia dell’Onu che ha iniziato le udienze sulle legalità del muro in costruzione in Cisgiordania per volontà delle autorità di Israele. La città è stata teatro di contrapposte ma comunque non violente manifestazioni da parte di dimostranti dell’una e dell’altra parte. ‘Non muri ma ponti’ è stato uno degli slogan gridato dai pro-palestinesi, che hanno sfilato fino dal Parlamento dell’Aja fino al Palazzo della pace, che ospita la Corte. Tragitto diverso – disposto dalla polizia locale per evitare qualsiasi contatto tra i due gruppi – per gli attivisti pro-israeliani, riuniti dietro il simbolo degli attentati che la ‘barriera’, nelle intenzioni del governo di Ariel Sharon, dovrebbe prevenire: la carcassa di uno dei tanti bus distrutti dai kamikaze palestinesi e una serie di foto delle vittime degli attentati. Hanno chiesto ai giudici di non pronunciarsi in merito al muro. Oggi i giudici della Corte dell’Onu hanno aperto le udienze (destinate a durare tre giorni) per valutare se il ‘muro della vergogna’ sia legale oppure no; il parere dei magistrati dell’Aja non avrà comunque valore vincolante, ma è stato richiesto a stragrande maggioranza nei mesi scorsi dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nasser al-Kidwa, osservatore permanente dell’Autorità nazionale palestinese a Palazzo di vetro di New York, è stato il primo a prendere la parola davanti alla Corte. "Il muro, se completato, lascerà i palestinesi con metà della Cisgiordania isolata, spezzata e racchiusa in diverse enclave" ha detto, spiegando che la recinzione di cemento voluta da Tel Aviv renderà impossibile stabilire uno stato palestinese. Nelle stesse ore nlla periferia di Gerusalemme Est, il premier palestinese Abu Ala ha guidato i dimostranti che manifestavano contro il ‘muro’ che, ha detto il capo del governo di Ramallah "non darà sicurezza agli israeliani". A mezzogiorno, ora locale, in tutti i Territori occupati al suono delle sirene d’allarme si sono fermate tutte le attività, in segno di protesta contro la barriera. "È illegale" ha detto oggi il ministro degli esteri britannico Jack Straw", che ha tuttavia definito il ricorso alla Corte dell’Aja "inopportuno".

Intanto, Israele ha avviato, tra le proteste, la costruzione di un altro pezzo della barriera di sicurezza attorno alla Cisgiordania. Sharon si e' scagliato contro 'la campagna di ipocrisia condotta nel Circo internazionale dell'Aja'. Ha poi attaccato il Governo di Abu Ala, 'Governo di omicidi e menzogne con cui non potremo raggiungere accordi'. Ma l’esternazione più grottesca arriva oggi in giornata ed è del viceministro israeliano alla Difesa, il quale, interrogandosi ad alta voce sulle cause del “terrorismo” palestinese, afferma, in diretta sulla radio militare israeliana che “in questa continua volontà omicida, può esserci una qualche lacuna culturale o un difetto genetico”

IRAN – elezioni

I conservatori si sono aggiudicati la maggioranza nel parlamento iraniano con almeno 149 seggi su 290, ma il numero potrebbe ancora aumentare intanto che si avvia a concludersi lo scrutinio dei voti delle consultazioni dello scorso venerdì. Gli ultimi aggiornamenti sullo spoglio sono stati diffusi dall’agenzia nazionale Irna. Al momento i riformisti hanno ottenuto solo 40 rappresentanti nel Majlis (parlamento), rispetto ai 190 nella precedente legislatura. Le forze riformatrici iraniane hanno boicottato le elezioni come protesta per l’esclusione di oltre 2300 candidati riformisti, che a gennaio erano stati depennati dalle liste elettorali per decisione del ‘Consiglio dei guardiani della rivoluzione’, organismo di 12 elementi controllato dai conservatori e che deve valutare la legittimità delle leggi e delle candidature alla luce dei principi della rivoluzione islamica del 1979. Non sembra però che la chiamata dei riformisti a disertare le urne abbia avuto il riscontro sperato, essendo stata l’affluenza tra il 50 e il 51 per cento, la più bassa nei 25 anni della Repubblica islamica dell’Iran ma comunque superiore al 40 per cento pronosticato dai riformisti. Almeno 20 dei trenta deputati eletti nella circoscrizione elettorale della capitale Teheran, roccaforte dei riformisti, sono andati ai conservatori; i candidati indipendenti hanno ottenuto 30 seggi, 5 sono riservati alle minoranze religiose cristiana, zoroastriana ed ebrea. Un’ulteriore consultazione sarà necessaria per assegnare 55 seggi poiché nessuno dei candidati delle circoscrizioni pertinenti ha superato il tetto del 25 per cento per accedere al parlamento. Si va quindi configurando una situazione politica in cui il presidente riformista Mohammad Khatami e il suo gabinetto dovranno governare con un’assemblea controllata dai conservatori. Ieri l’Unione Europea aveva espresso “profonda delusione e rammarico per l’esclusione dalla corsa elettorale di numerosi candidati”, circostanza che induce a considerare le elezioni in Iran “un passo indietro per la democrazia del Paese”. Anche il Dipartimento di Stato americano, attraverso il portavoce Richard Boucher, ha definito il voto iraniano “una battuta di arresto per la democrazia” poiché le elezioni non si sarebbero tenute nel rispetto delle regole internazionali. Critiche che oggi il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Hamid Reza Asefi, ha respinto come “inaccettabili” bollandole come “interferenze” straniere nella vita politica di uno stato sovrano. In ogni caso, il nuovo assetto di governo viene oggi battezzato con un’azione repressiva della polizia iraniana, che ha fatto irruzione in una festa privata in un appartamento di una cittadina a 150 chilometri a nord-ovest di Teheran, arrestando nove uomini e quattordici donne. Le donne sono state accusate di non portare abiti che le coprissero completamente. Sono formalmente vietate infatti in Iran le feste miste se le donne non sono vestite da capo a piedi.

Aiea

Gli ispettori dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (Aiea) hanno scoperto che l'Iran ha prodotto e condotto esperimenti con il polonio, elemento che può essere impiegato per avviare la reazione a catena che produce un'esplosione nucleare. La notizia è pubblicata oggi dal Washington Post, che anticipa le conclusioni di un rapporto degli ispettori che verrà consegnato in settimana alle Nazioni Unite. Il governo di Teheran avrebbe ammesso gli esperimenti con il materiale radioattivo, giustificandolo con un altro impiego possibile del polonio, che riguarda la produzione di energia. L'Aiea ha preso nota di questa versione dei fatti e ha lasciato la questione in sospeso.

IRAQ

Le donne irachene chiedono il 40% di rappresentatività nel Consiglio di Governo iracheno Vari membri del Consiglio di Governo Iracheno nominato dagli Usa affermano di voler raddoppiare il numero dei rappresentanti al Consiglio per renderlo più leggittimo. A tutto'oggi il Consiglio è composto di 25 membri, dei quali solo 3 sono donne. Inoltre non ci sono rappresentanti donne nell'Assemblea Costituente. Secondo Mercury News, più di 600 donne hanno partecipato all'incontro del Consiglio Nazionale iracheno delle donne, per trovare delle strategie comuni per far sentire la loro voce nella società; a questo incontro una delle tre rappresentanti del Consiglio di Governo, Rajaa Khuzai, ha affermato che le donne irachene "devono costruire una loro presenza forte nella società, contro coloro i quali vorrebbero opprimerci... vogliamo che le donne abbiano almeno il 40% di rappresentatività nella prossima fase di governo”. Intanto secondo l'agenzia France Presse, il legale di uno dei membri del Concilio si è espresso in proposito, sottolineando la preoccupazione riguardo la scarsa considerazione per i diritti delle donne tra coloro che stanno lavorando alla nuova costituzione; questi afferma “è molto scoraggiante sentire atteggiamenti paternalistici da parte di molti membri dell'Assemblea, questo mette fortemente in pericolo la tutela dei diritti delle donne” Nel frattempo, una donna italiana, Barbara Contini, esperta del ministero degli esteri italiano in Iraq, è stata nominata responsabile dell’Amministrazione provvisoria della coalizione di una delle quattro province del sud iracheno (Bassora, Mysan, Tiqar, Muthan), tutte sotto comando britannico.

Haiti

Ad Haiti i ribelli hanno presentato un loro piano per uscire dalla crisi, che fissa al 18 marzo le dimissioni del presidente Jean Bertrand Aristide. Durante una conferenza stampa che si è tenuta a Port-au-Prince uno dei leader dell'opposizione politica, Paul Denis, ha detto che "Aristide non ha alcuna legittimità al di fuori di quella che gli conferisce la comunità internazionale”, esortandolo ad abbandonare l’incarico “entro il 18 marzo”. Il nodo da sciogliere, come confermato anche nei giorni scorsi da fonti della società civile, resta quindi l’abbandono di Aristide. L’opposizione avrà ancora 24 ore di tempo, ovvero fino alle 23:00 italiane di oggi, per esprimersi sul piano dei ‘facilitatori’ internazionali. Intanto, secondo fonti locali, dopo aver conquistato la secondo città del Paese, Cap-Haïtien, i ribelli del neonato ‘Fronte per la liberazione e la ricostruzione nazionale' avrebbero iniziato ad arrestare persone ritenute vicino al governo. Nel frattempo, Il presidente haitiano, nel tentativo di andare incontro alle richieste dell'opposizione, ha proposto l'organizzazione di elezioni parlamentari entro novembre.

Uganda

sono 257 le persone uccise nella notte tra sabato e domenica nel campo profughi di Barlonyo nel nord dell'uganda. l'attacco e' stato compiuto dalle armate di resistenza del signore, lra he combatte per stabilire un governo fondato sui 10 comandamenti biblici si tratta di uno degli attacchi piu' saguinosi degli ultimi anni Si calcola che siano oltre un milione e mezzo gli sfollati in tutto il nord Uganda, costretti ad abbandonare i villaggi e rifugiarsi nei cosiddetti ‘campi protetti’, dove l’esercito dovrebbe garantire sicurezza. E ancora questa mattina un attacco nei pressi del villaggio di Gulu, sempre nel nord del paese, ha causato la morte di cinque persone. si tratterebbe di un imboscata anche questa messa in atto dai miliziani dell'LRA. E oggi in Parlamento, il senatore dei Verdi Martone ha fatto un’interrogazione. "Il sedicente 'esercito di liberazione del signore', il movimento di guerriglia ugandese responsabile del massacro di almeno duecentoventi persone nel campo profughi di Barloonyo, nella regione di Lira, usa anche armi di fabbricazione italiana?". È quanto chiede il senatore dei Verdi Francesco Martone, in un'interrogazione urgente al Governo. "Secondo testimoni oculari di organizzazioni non governative, che di recente hanno avuto la possibilità di viaggiare in Uganda”, ha affermato Martone, ‘i banditi dell'esercito di liberazione del signore' farebbero uso di armi di fabbricazione italiana, specialmente armi cosiddette 'leggere', come le note pistole Beretta. Chiediamo al Governo se è in grado di fornire assicurazione sul fatto che armi italiane non siano arrivate in alcun modo nel paese africano, verso il quale, è il caso di ricordarlo, non è prevista alcuna limitazione al commercio di armi".

Guantanamo

Non c’è stato neanche il tempo di esprimere soddisfazione per la liberazione di sei prigionieri, uno danese e cinque britannici, rinchiusi nel campo di prigionia di Guantanamo, avvenuta il 20 febbraio, che subito giunge la notizia dell’esclusione, voluta dal Pentagono di Amnesty International, Human Rights Watch e Human Rights First come osservatori al Processo contro i detenuti sospettati di appartenere ad Al Qaida. Potranno invece assistere al Processo la Croce Rossa Internazionale e giornalisti da tutto il mondo.

Sempre a Guantanamo, gli Stati Uniti stanno allestendo un campo profughi, dove accogliere un potenziale esodo di decine di migliaia di haitiani dall'isola dei Caraibi sull'orlo di una guerra civile. Lo hanno reso noto funzionari delle organizzazioni umanitarie invitate dal Dipartimento di Stato per sentire la presentazione del piano per ospitare fino a 50.000 profughi. Il campo si sta allestendo in un'altra parte della zona della baia cubana rispetto a dove si trova la prigione

Terremoto in Marcco e Macedonia

Si aggrava con il passare delle ore il bilancio della forte scossa di terremoto, di 6,5 gradi sulla scala Richter, che ha colpito questa mattina un'area dello stretto di Gibilterra non lontana dalla costa nord del Marocco. Secondo un ultimo bilancio, che rimane comunque parziale, i morti sarebbero almeno 226 e 120 i feriti. A risentire in particolare degli effetti della scossa è stato il villaggio di Ait Kamara, città portuale sul Mediterraneo. Un portavoce della protezione civile ha detto che il villaggio è stato "completamente distrutto" L'ultimo forte terremoto nella regione si era verificato nel 1994, provocando due morti e molti danni. Il sisma più devastante in Marocco risale al 1960: distrusse la città di Agadir, uccidendo 12mila persone.

E una scossa tra il quarto e il quinto grado della scala Mercalli è stato avvertito questa mattina intorno alle 9.30 a Skopje, in Macedonia. La scossa ha scatenato il panico nella popolazione, che ancora ricorda il tragico terremoto del 1963 che rase al suolo gran parte della capitale macedone, provocando un alto numero di vittime.

INDIA

Oltre un milione di funzionari pubblici è sceso oggi in sciopero in India per chiedere salari più elevati. Alla manifestazione, indetta dalle organizzazioni sindacali di sinistra, hanno aderito molti impiegati di istituti bancari e compagnie assicurative. Gli scioperanti hanno raggiunto l’obiettivo, riuscendo a paralizzare quasi del tutto le attività dei mercati finanziari. A Mumbai (ex Bombay), principale centro finanziario dell’India occidentale, gli scambi economici si sono fermati; lo sciopero ha colpito anche Bangalore, città meridionale leader nella tecnologia informatica, e tutto lo Stato del Bengala occidentale, dove aerei, treni e autobus hanno interrotto ogni attività, costringendo la gente a rimanere a casa. Al termine della giornata, il governo si è detto disponibile ad avviare il dialogo con i sindacati, che contestavano tra l’altro la decisione dell’anno scorso della Corte suprema: i magistrati avevano stabilito che “nessun partito politico o organizzazione può rivendicare il diritto a paralizzare le attività economiche e industriali dei singoli Stati o dell’intera nazione”. A seguito di questo pronunciamento, il governo dello Stato del Tamil Nadu aveva licenziato il mese scorso 176.000 impiegati scesi in sciopero. In seguito la maggior parte era stata reintegrata nel posto di lavoro, ma solo dopo aver presentato scuse scritte e aver assicurato che non avrebbe più preso parte a scioperi futuri.

WASHINGTON - BUSH CONTRO MATRIMONI GAY

George W. Bush metterà mano alla costituzione degli Stati Uniti pur di proibire i matrimoni tra omosessuali. La Casa Bianca ha annunciato che oggi il presidente annuncerà il suo appoggio a una riforma della costituzione per porre un freno alle unioni tra gay. Un portavoce della Casa Bianca ha annunciato: "Il presidente darà il suo appoggio per un articolo costituzionale che protegga la sacralità del matrimonio.

"La Casa Bianca ha esaminato la questione con grande attenzione da molti mesi" ha precisato il portavoce Scott McClellan, che ha aggiunto però che la decisione del presidente è stata motivata dall'aumento di sentenze dei giudici della nazione che autorizzano le unioni omosessuali.

Dal 12 febbraio scorso la "campagna di disobbedienza civile" promossa dal sindaco di San Francisco Gavin Newsom ha permesso più di tremila unioni tra gay nella città californiana. Nello stato del Massachussets, inoltre, un giudice ha stabilito il diritto degli omosessuali a contrarre matrimonio e a Boston c'è un ampio dibattito legale in proposito.

Ma se c'è una parte dell'America che si interroga sui diritti dei gay, non sono mancate nei giorni scorsi le prese di posizione decise contro i matrimoni tra omosessuali. Il governatore dello stato della California Arnold Schwarzenegger, aveva infatti chiesto al ministro della Giustizia dello Stato di mettere fine alla formalizzazione di queste unioni perché, a suo avviso, costituiscono una minaccia diretta all'ordine civile.

L'iniziativa di Bush, comunque, non avrà effetto imediato, potrebbero essere necessari molti mesi perché l'emendamento completi il suo iter. Perché si introduca un nuovo articolo nella costituzione degli Stati Uniti sono infatti necessari i voti a favore di due terzi delle due camere del Congresso. Dopo il via libera del Congresso è indispensabile la ratifica dei tre quarti degli Stati che compongono l'Unione.

Se l'iniziativa di Bush non avrà valore pratico immediato, sarà comunque molto importante per la sua campagna elettorale. I sondaggi mostrano infatti che la mossa potrebbe rivelarsi vincente per i repubblicani, che contano sull'appoggio dei cristiani conservatori, elemento chiave della loro base politica. "Ha sempre creduto che il matrimonio è un'istituzione sacra tra un uomo e una donna - ha commentato il portavoce della casa Bianca su Bush - Quella di oggi è una decisione che si basa su un credo profondo".

UZBEKISTAN

Scarcerata per l'arrivo di Rumsfeld la madre del ragazzo torturato a morte è stata finalmente scarcerata Fatima Mukadyrova che il 12 febbraio scorso era stata condannata a sei anni di reclusione e lavoro forzati. La pena è stata convertita in una multa di 280 dollari. la donna era stata accusata di sovversione a causa della battaglia che stava portando avanti per ottenere giustizia sulla morte di suo figlio Muzzafar Avazov, accusato di essere un sovversivo islamico, torturato e ucciso in carcere. la scarcerazione avviene apoche ore dell'arrivo in Uzbekistan del Segretario della Difesa americana Donald Rumsfeld. Il regime uzbeko del presidente Islam Karimov è considerato da Washington l'alleato strategico nella regione centroasiatica.

Algeria

Louisa Hanoun, di un partito di opposizione algerina di derivazione trozkista, il partito dei lavoratori, ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali dell'8 aprile. e' la prima volta che una donna si presenta alle presidenziali non solo in algeria ma in tutto il mondo arabo. gia' negli anni passati la hanoun piu' volte aveva dichiarato che l'equilibrio dell'algeria era minacciato dalle politiche neoliberiste imposte dalla banca mondiale e dal fondo monetario internazionale e docilmente applicate dalle autorita' algerine. madame hanoun dice oggi di volere operare in favore dei diritti delle donne in questo paese appena uscito da un sanguinoso decennio di violenza ed e' proprio l'appoggio delle donne a far prevedere una prossibile vittoria, sempre che il suo partito non venga con qualche scusa escluso, come gia' e' avvenuto in passato.

CPT di Lecce: Don Cesare Lodeserto rinviato a giudizio di Taysir Hasan

Lecce - Tutti rinviati a giudizio: si conclude così la prima fase di una vicenda drammatica, iniziata più di un anno fa al Centro di Permanenza Temporanea di Lecce. I rinviati a giudizio sono: il gestore del Regina Pacis Don Cesare Lodeserto, 5 suoi collaboratori e 11 carabinieri che erano di servizio il giorno in cui si verificarono i fatti. Tutti imputati di violenza, maltrattamenti e comportamento razzista per aver costretto con la violenza alcuni immigrati maghrebini a mangiare carne di maiale durante il Ramadan. I fatti risalgono ai giorni 22 e 23 novembre del 2002 quando alcuni immigrati maghrebini tentano la fuga dal Centro di Permanenza Temporanea Regina Pacis di Lecce. Gli immigrati vengono ripresi praticamente subito e, secondo l’accusa, pestati. Il 30 novembre 2002, nel corso di una manifestazione contro i CPT, una delegazione dei manifestanti entra dentro il Centro, Dino Frisullo che faceva parte della delegazione intuisce cosa è accaduto e, insieme all’On. Bulgarelli e agli altri componenti della delegazione, denuncia di aver trovato gente ferita, pestata, con fratture e lussazioni non curate.

Parte così la denuncia da parte del Lecce Social Forum, poi a dicembre i ragazzi maghrebini denunciano anche loro l’accaduto. Il P.M. Carolina Elia, successivamente, dopo aver ascoltato le testimonianze, effettuati i riconoscimenti e raccolte tutte le prove, chiede il rinvio a giudizio per i protagonisti del pestaggio e degli abusi. Uno degli accusatori ha raccontato che lo stesso Don Cesare lo avrebbe afferrato per i capelli e lo avrebbe scaraventato contro un muro facendogli sbattere la faccia e la nuca. Don Cesare avrebbe inoltre spezzato due denti sempre allo stesso ospite con il manganello di un carabiniere, sputato in faccia ad un altro e infine partecipato ad un pestaggio con i militari. Le accuse a vario titolo, per tutti gli indagati, sono: lesioni personali, abuso di mezzi di correzione, omissione di intervento per impedire i maltrattamenti e anche falso. Con l'aggravante di abuso di potere e violazione dei doveri di chi ricopre una funzione pubblica, e l’aggiunta della crudeltà.

A fine gennaio del 2004 il giudice ha respinto la richiesta degli imputati di archiviazione ed ha disposto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati, accogliendo la richiesta della P.M. Carolina Elia e l'aggiunto Giuseppe Vignola. Il 13 maggio 2004 inizierà il processo.

BATTISTI: BULGARELLI, REGIA ITALIANA PER ARRESTO?

"Sarebbe grave se, come riportato dal quotidiano francese Liberation, l'arresto di Cesare Battisti fosse conseguenza di trattative riservate tra il ministero della giustizia francese e quello italiano". Così il Verde Mauro Bulgarelli è intervenuto sulla vicenda e ha presentato sull'argomento un'interrogazione parlamentare.

"Occorre capire - ha spiegato Bulgarelli - se gli ultimi arresti di esuli siano il frutto di una precisa strategia che mira a smantellare o a sottoporre a radicale revisione la cosiddetta 'dottrina Mitterrand' e quale ruolo in questa operazione giochi il governo italiano. L'arresto di Paolo Persichetti prima e di Cesare Battisti ora, entrambi completamente inseriti da anni nella società civile francese, appaiono fatti inspiegabili senza una regia politica dietro le quinte. Se ciò fosse confermato - ha concluso il deputato - il segnale sarebbe estremamente preoccupante, poiché testimonierebbe che non esiste alcuna volontà di uscire dalla logica dell'emergenza e chiudere definitivamente la partita degli anni Settanta". Ricordiamo che Battisti e' rifugiato in Francia ormai da quattordici anni. Su di lui pende una domanda di estradizione presentata dal governo italiano, sulla base di una condanna pronunciata in contumacia oltre un ventennio fa.

manifestazione contro la guerra del 20 marzo

si e' tenuta oggi una assemblea parlamentare che ha discusso la partecipazione alla manifestazione per la pace del 20 marzo prossimo. l' appuntamento era stato lanciato dal Forum sociale europeo di Parigi in risposta all'appello dei pacifisti americani, ed avra luogo contemporaneamente in tutto il mondo per richiedere il ritiro delle truppe occupanti dall'Iraq. nei giorni scorsi, l'annuncio della volonta di partecipare da parte del segretario dei ds fassino, aveva provocato molte reazioni nel movimento contro la guerra e fra i pacifisti italiani . anche se in maniere diverse molti dei rappresentanti dei vari movimenti contro la guerra , dai disobbedienti alla rete lilliput, da agnoletto a gino strada, avevano sottolienato l'ipocrisia della partecipazione di quei parlamentari che al momento del voto non si erano espressi contro l'intervento militare in iraq. la polemica prosegue, sebbene siano di oggi le rettifiche di gino strada che dice- nessuno può vietare a qualcuno di partecipare alla manifestazione per la pace in Iraq sentiamo una corrispondenza con sara menafra del manifesto presente all'assemblea parlamentare Mps, Fazio indagato per favoreggiamento in truffa \repubblica.it h. 18.00\ Il governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, è indagato dalla procura di Trani per favoreggiamento reale in truffa aggravata e continuata ai danni di migliaia di persone per l'inchiesta sul collocamento di prodotti finanziari ritenuti ingannevoli emessi da Banca 121, poi acquisita dal Monte dei Paschi di Siena.

Lavoro

E' confermato per il 2 marzo prossimo lo sciopero generale della provincia di Cosenza, indetto dai Sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. I Sindacati intendono richiamare l'attenzione dei Governi nazionale e regionale circa l'incremento della disoccupazione in conseguenza dell'accentuata deindustrializzazione, verificatasi per la chiusura di numerosissime piccole e medie aziende, dal tessile al metalmeccanico, dal ridimensionamento della banche a quello di numerose aziende ex statali (Telecom, Poste, Enel, ecc.). Allo sciopero generale aderisce anche il Comune di Cosenza. Lo annuncia, con una lettera ai Segretari provinciali delle Confederazioni, il Sindaco Eva Catizone

GR ORE 13.00

Terremoto

Si aggrava con il passare delle ore il bilancio della forte scossa di terremoto che ha colpito questa mattina un'area dello stretto di Gibilterra non lontana dalla costa nord del Marocco. Sono almeno 150 i morti secondo l'agenzia ufficiale Map, e centinaia i feriti. Ma fonti governative temono che le vittime possano arrivare a 300. Secondo l'Osservatorio di Strasburgo il sisma ha avuto un'intensità di 6,5 gradi sulla scala Richter.

A risentire in particolare degli effetti della scossa è stato il villaggio di Ait Kamara, a 14 chilometri da Al Hoceima, città portuale sul Mediterraneo. Un portavoce della protezione civile ha detto che il villaggio è stato "completamente distrutto" e che ci sono "molti morti". Decine i corpi estratti dalle macerie finora, ma si teme che le vittime siano molte di più.

L'ultimo forte terremoto nella regione si era verificato nel 1994, provocando due morti e molti danni. Il sisma più devastante in Marocco risale al 1960: distrusse la città di Agadir, uccidendo 12mila persone.

Terremoti

Una forte scossa di terremoto e' stata registrata questa mattina alle 9,20 (ora locale e italiana) a Skopje, capitale della Macedonia. La scossa ha scatenato il panico nella popolazione, che ha abbandonato case, scuole e uffici pubblici e si e' riversata nelle strad

Palestina

  • Si e' aperta stamani all'Aja la seconda giornata del procedimento della Corte internazionale di Giustizia che dovra' pronunciarsi sulla legalita del muro israeliano in Cisgiordania. In apertura della sessione interverra' il rappresentante del Belize. Successivamente parleranno i delegati di Cuba, Indonesia, Giordania e, nel pomeriggio, quelli di Madagascar, Malaysia e Senegal.

Palestina

Al confine tra Israele e il Libano questa mattina una persona è stata uccisa da una pattuglia militare mentre tentava di entrare nel territorio israeliano dopo aver superato la recinzione di frontiera all'altezza del villaggio di Mayan Baruch

Aiea

Gli ispettori dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (Aiea) hanno scoperto che l'Iran ha prodotto e condotto esperimenti con il polonio, elemento che può essere impiegato per avviare la reazione a catena che produce un'esplosione nucleare. La notizia è pubblicata oggi dal Washington Post, che anticipa le conclusioni di un rapporto degli ispettori che verrà consegnato in settimana alle Nazioni Unite. Il governo di Teheran avrebbe ammesso gli esperimenti con il materiale radioattivo, giustificandolo con un altro impiego possibile del polonio, che riguarda la produzione di energia. L'Aiea ha preso nota di questa versione dei fatti e ha lasciato la questione "appesa",

Armi di distruzione

a scendendo il numero degli americani che credono al possesso di armi di sterminio da parte del regime iracheno di Saddam Hussein, al momento dell'attacco sferrato l'anno scorso dalle forze della coalizione anglo-americana. Secondo il risultato del sondaggio di opinione Harris Interactive, rivelato oggi, il 51 per cento degli americani interpellati crede all'esistenza di quelle armi di sterminio nelle mani dei militari agli ordini del presidente Saddam Hussein: a meta' dicembre, dopo la cattura dell'ex dittatore, a crederci erano il 61 per cento dei cittadini americani interpellati. Il 43 per cento e' invece convinto che il governo di Washington "esagero' deliberatamente" le notizie portate dai servizi segreti americani, "allo scopo di aumentare il favore per la guerra".

Haiti

Ad Haiti i ribelli hanno presentato un loro piano per uscire dalla crisi, che fissa al 18 marzo le dimissioni del presidente Jean Bertrand Aristide. Durante una conferenza stampa che si è tenuta a Port-au-Prince uno dei leader dell'opposizione politica, Paul Denis, ha detto che "Aristide non ha alcuna legittimità al di fuori di quella che gli conferisce la comunità internazionale".

Guantanamo

Gli Stati Uniti stanno allestendo un campo profughi a Guantanamo, Cuba, dove accogliere un potenziale esodo di decine di migliaia di haitiani dall'isola dei Caraibi sull'orlo di una guerra civile. Lo hanno reso noto funzionari delle organizzazioni umanitarie invitate dal Dipartimento di Stato per sentire la presentazione del piano per ospitare fino a 50.000 profughi a Guantanamo. Il campo si sta allestendo in un'altra parte della zona della baia cubana rispetto a dove si trova la prigione in cui sono detenuti i combattenti nemici presi in consegna nell'ambito della guerra contro il terrorismo in Afghanistan. Una fonte protetta dall'anonimato ha riferito che il Dipartimento di Stato ha invitato le organizzazioni non governative (Ong) a prendere cura degli eventuali profughi haitiani. Le Ong stanno considerando la richiesta. OGM

La Cina, il maggiore importatore al mondo di Ogm, ha annunciato che ratificherà presto il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza. Ne dà notizia l'organizzazione Greenpeace, che chiede a Stati Uniti, Canada e Argentina di smettere di ostacolare il processo di ratifica e seguire l'esempio della Cina e degli altri 87 Paesi che hanno finora ratificato il Protocollo.

Cina

Sono almeno 24 le vittime del'esplosione causata da gas grisou in una miniera di carbone della Cina nordorientale. Lo riferisce l'agenzia Xinhua, spiegando che il gas ha impedito l'intervento dei soccorritori. Altri 13 lavoratori sono ancora intrappolati sotto terra. Altri 29 minatori che erano prigionieri nella miniera sono stati portati in salvo. L'esplosione è avvenuta alle 6.10 di ieri mattina, ora locale (le 23.10 di domenica in Italia), alla miniera di carbone di Baixing, appena fuori Jixi, città della provincia di Heilongjiang. Incidenti di questo tipo sono tra le principali cause di morte in Cina. Migliaia di minatori cinesi muoiono ogni anno a causa di incendi, alluvioni, esplosioni di gas, per le scarse condizioni di sicurezza delle miniere.

Lavoro

- E' confermato per il 2 marzo prossimo lo sciopero generale della provincia di Cosenza, indetto dai Sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. I Sindacati intendono richiamare l'attenzione dei Governi nazionale e regionale circa l'incremento della disoccupazione in conseguenza dell'accentuata deindustrializzazione, verificatasi per la chiusura di numerosissime piccole e medie aziende, dal tessile al metalmeccanico, dal ridimensionamento della banche a quello di numerose aziende ex statali (Telecom, Poste, Enel, ecc.). Allo sciopero generale aderisce anche il Comune di Cosenza. Lo annuncia, con una lettera ai Segretari provinciali delle Confederazioni, il Sindaco Eva Catizone

Arresti

Gli uomini della Digos di Firenze si sono presentati stamani intorno alle 6 nell'abitazione di Pisa di due fratelli impiegati alle poste arrestati nell'ambito dell'inchiesta sulle nuove Br in Toscana. L'arresto, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Firenze, è stato portato a termine dalla Digos di Firenze, dal personale dell'ex Ucigos, in collaborazione con la Digos di Pisa. Contemporaneamente è scattata la perquisizione nell'abitazione alla ricerca di documenti che potrebbero aiutare gli inquirenti nella ricostruzione delle attività del gruppo. Gli arrestati sono stati condotti, invece, alla questura di Pisa e successivamente, secondo quanto si è appreso, dovrebbero essere trasferiti nel carcere fiorentino di Sollicciano, dove si trovano anche gli altri quattro arrestati degli ultimi mesi nell'ambito della stessa inchiesta.

empire poker - texas holdem empire poker poker | poker - online poker texas holdem poker | online poker - texas holdem empire poker online poker | texas holdem - online poker texas holdem empire poker |

gror040224 (last edited 2008-06-26 10:02:52 by anonymous)