GR ORE 19.30

Italia

Mobilitazioni

Fine settimana di mobilitazioni in tutta italia, con cortei e azioni. Sabato a cosenza un corteo di un migliaio tra compagni e compagne ha espresso la propria solidarietà agli e alle inquisit* per l'inchiesta sul sud ribelle, il cui processo è iniziato questa mattina nell'aula del tribunale di Cosenza (audio). Corteo anche a genova, contro la costruzione del nuovo Cpt, osteggiata anche dalle giunte comunali del territorio interessato. Diverse centinaia di persone hanno espresso la loro opposizione, nonostante un atteggiamento minaccioso della Digos e della polizia. A Milano, dopo la decisione del tribunale di venerdì, che ha visto rigettare per l'ennesima volata la possibilità di arresti domiciliari per Orlando, ormai da settimane in carcere, un presidio si è svolto sotto San Vittore. A Pisa, occupato per due giorni i lo stabile ex-Cnr in via s.Lorenzo 24, di proprietà della Scuola S.Anna, uno delle scuole d'eccellenza che rappresentano i poteri forti in città.Una riappropriazione per denunciare una situazione divenuta ormai insostenibile in città, una situazione di precarietà di vita che rende ormai impossibile a studenti e stuudentesse, precari/e poter accedere al diritto alla casa, ad una socialità altra, a spazi di aggregazione non mercificata. E iintanto, si moltiplicano ovunque le iniziative di dibattito e discussione intorno alla manifestazione del 4 giugno.

Lavoro, napoli

Continua la lotta degli operai della Metalfer, nella provincia di napoli, ormai da due mesi in mobilitazione. La Metalfer Sud di Torre Annunziata costituisce una delle quattro piccole imprese originate dallo smantellamento dell’ex stabilimento Dalmine. Parliamo dell’area Tess, nella quale si sono originati, negli ultimi anni, non solo le più infami manovre speculative di risorse pubbliche che non hanno prodotto un sol posto di lavoro, ma anche la normativa (tipica del contratto d’area) che sancisce la deroga dal contratto collettivo e di conseguenza legittima le gabbie salariali. L’azienda ha conosciuto, in questi anni, una serie di transazioni proprietarie (incentivate dalla sporca politica dei finanziamenti a pioggia) accompagnate da piani di risanamento sempre volti ai tagli al personale e ai salari. Oggi questa azienda impiega 108 operai, e rischia la chiusura per fallimento. Dal 12 maggio gli operai, oramai da tre mesi senza una lira di stipendio e soprattutto senza prospettive, occupano lo stabilimento ad oltranza ed attuano i primi blocchi stradali, ferroviari e dell’autostrada A3. L'ultimo blocco è del 20 maggio, ma gli operai e le operai hanno comunicato che se in questa settimana la vertenza non si sbloccherà, ricominceranno, fino al riconoscimento dei loro diritti.

lavoro, nuoro

Cancelli chiusi per l'intera giornata e accesso negato ai mezzi. S'inasprisce la protesta dei lavoratori di Montefibre che questa mattina a Ottana, assieme ai sindacati, hanno avviato una nuova azione di protesta contro la decisione dell'azienda di procedere con i licenziamenti. Dai cancelli la contestazione si è poi spostata in prefettura a Nuoro, per un incontro con il rappresentante del governo Giuseppe Oneri, al quale è stato chiesto di riferire immediatamente al ministero dell'Interno e a quello delle Attività produttive lo stato di disagio e di tensione dei lavoratori. In particolare, i sindacati territoriali, in accordo con quelli nazionali, chiedono l'immediata riapertura del tavolo nazionale di concertazione. I lavoratori infatti, a seguito di accorsi con la proprietà, dovrebbero cambiare datore di lavoro, ma solo dopo consultazione interna.

GR ORE 13.00

Italia

Cosenza

E' cominciata questa mattina l'udienza preliminare presso il tribunale di Cosenza per la richiesta di rinvio a giudizio dei compagni e delle compagne indagati nell'inchiesta del sud ribelle. Fuori dall'aula del rtibunale, un presidio di compagni e compagne

scioperi

La Coommissione di garanzia nega il diritto al Coordinamneto nazionale di lotta a scioperare il 28 maggio Prendendo come pretesto lo sciopero del 21 Maggio del P.I. la CdG ha negato il diritto a scioperare il 28 Maggio ai lavoratori e lavoratrici Coop Sociali. Proteste sono state espressi da coloro che avevano convocato la manifestazione, che ribadiscono comunque la data del 28 Maggio come Giornata di Lotta dei lavoratori e lavoratrici cooperative. Per quanto riguarda lo data dello sciopero ci sarà oggi conferma della sua indizione per il primo giorno utile ossia il 1 Giugno.

Palestina

L'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi ha annunciato di aver consegnato oggi 86 abitazioni a rifugiati palestinesi di Rafah nel sud della Striscia di Gaza, le cui case furono distrutte dall'esercito israeliano. Le abitazioni accoglieranno 93 famiglie composte da 475 persone. Il costo del progetto e' stato di 4,6 milioni di dollari. L'agenzia dell'Onu ha precisato che fino al 10 maggio 2004, ossia prima dell'incursione israeliana lanciata lo scorso martedi' a Rafah, 1.309 alloggi dove vivevano 18.300 palestinesi sono stati distrutti o hanno subito danni irreparabili nella Striscia di Gaza dall'inizio della nuova Intifada nel settembre 2000. Le famiglie in attesa di una sistemazione hanno ricevuto per ora una tenda attrezzata. Secondo l'agenzia dell'Onu per poter restituire un alloggio ai palestinesi la cui casa e' stata distrutta, ci vorrebbe una somma pari a 35 milioni di dollari.

Palestina

Alle prime ore di questa mattina, l'esercito israeliano ha iniziato a ritirarsi dal quartiere di Tel Sultan di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, ponendo cosi' fine a un assedio durato sei giorni. Fonti militari israeliane citate dal quotidiano Haaretz spiegano che in realtà si tratta di un riposizionamento delle forze israeliane. Per alcuni giorni ancora i militari rimarranno a Rafah. Rimane ancora sotto assedio campo Brasil, un'altra sezione del campo profughi. Nell'operazione militare denominata Arcobaleno iniziata lunedi' scorso sono rimasti uccisi almeno 43 palestinesi, un centinaio fermati, e decine di abitazioni sono state rase al suolo.

Palestina

ma l'esercito israeliano ha compiuto stamattina una altra incursione a Nablus, in Cisgiordania. Nel corso dell'operazione, come ha riferito la radio militare israeliana citata dal sito Haaretz, un palestinese è stato ucciso dagli uomini di Tsahal. Sempre stamattina, un ragazzino palestinese di quattordici anni, che era rimasto ferito nel weekend, ha perso la vita nell'ospedale della città cisgiordana. Lo hanno comunicato fonti mediche palestinesi. L'adolescente era stato raggiunto da due proiettili al petto, durante scontri avvenuti ieri nella città vecchia. Nella giornata di ieri, tre attivisti palestinesi sono morti a Nablus a causa di una massiccia esplosione che ha sconvolto il centro abitato.

Palestina

Un ragazzino palestinese di quattordici anni, che era rimasto ferito nel weekend, e' morto stamane. Lo hanno reso noto fonti mediche palestinese: l'adolescente era stato raggiunto da due proiettili al petto, durante scontri avvenuti ieri nella citta' vecchia di Nablus. Intanto, la radio israeliana ha reso noto che stamane, sempre a Nablus, un miliziano palestinese armato con un fucile e' stato ucciso dai militari israeliani.

I colpi delle mitragliatrici dell'esercito israeliano hanno interrotto un corteo funebre nella città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Secondo testimoni oculari, la folla presente alla cerimonia si sarebbe dispersa dopo aver sentito raffiche d'arma da fuoco nelle immediate vicinanze. Per il momento, non si ha notizia di feriti, e l'esercito israeliano non ha voluto commentare.

Irak

Oltre 20 iracheni - tra cui un bambino - sono morti tra la scorsa notte e stamani in una serie di scontri a fuoco e in un'esplosione a Baghdad. La notte nella capitale e' stata punteggiata da incursioni delle forze americane nel quartiere sciita di Sadr City: il bilancio e' di 18 morti, secondo fonti ospedaliere e di 26, secondo fonti Usa. All'ospedale al Thooura hanno detto di aver ricevuto i cadaveri di 17 persone e sei feriti, tra cui una donna. Al General Hospital sono stati invece portati un cadavere e sei feriti e negli altri due ospedali del quartiere non si segnalano ricoveri. Fonti sanitarie affermano che la maggior parte delle vittime sono civili. In mattinata invece tre persone, tra cui un bambino, sono rimaste uccise da una bomba artigianale esplosa prima del passaggio di un convoglio americano nella parte orientale di Baghdad. Lo hanno riferito testimoni secondo cui i corpi mutilati di due adulti e di un bambino erano ancora nella loro auto distrutta diverso tempo dopo l'esplosione. Un testimone sul posto ha detto di aver udito una forte esplosione alcuni minuti prima del passaggio di un convoglio americano. Nella tarda mattinata una forte esplosione e' stata udita fuori del quartier generale della coalizione a Baghdad, nella cosiddetta 'Green Zone' e secondo i militari potrebbe trattarsi di un'autobomba. Sempre nella tarda mattinata, ma a Mossul, nel Nord del Paese, quattro attacchi con esplosivo hanno colpito simultaneamente altrettanti cinema nel centro della citta'. Verso le 13:15 (le 11:15 italiane) si sono verificate quattro esplosioni e non sappiamo ancora se ci siano vittime, ha detto il capo della polizia Salah Hassan. Da parte sua, una fonte dell'esercito Usa ha comunicato oggi che un secondo soldato americano e' morto in conseguenza dell'esplosione di una bomba che ieri aveva gia' ucciso un marine ai bordi di una strada nei pressi della citta' ribelle di Falluja, circa 50 km ad Ovest di Baghdad.

I canali televisivi arabi hanno trasmesso un filmato con le immagini del matrimonio finito in un bagno di sangue perche' colpito da un raid aereo statunitense, la scorsa settimana, in un'area desertica al confine tra l'Iraq e la Siria. Il filmato, dell'Associated Press Television News, e' stato trasmesso da Al-Jazira e Al-Arabiya: nelle immagini si vede la sposa vestita di bianco portata a un convoglio di automobili decorate; in alcune tende, gli uomini cantano ritmi tradizionali, un ragazzo e una ragazza ballano, gli uomini fumano le pipe ad acqua. Insomma, tutto farebbe pensare a un matrimonio beduino. Poi la scena cambia improvvisamente e si vedono le tende distrutte e i cadaveri di iracheni apparentemente uccisi nel raid aereo: almeno tre i cadaveri distesi a terra, compreso quello di un organista che poco prima suonava nel gruppo musicale che allietava la festa. Il raid americano si era trasformato in un bagno di sangue, con circa una quarantina di iracheni uccisi: sabato il generale Mark Kimmitt aveva comunque confermato la versione data sin dall'inizio dalla coalizione, ovvero che era stato colpito un covo di miliziani stranieri penetrati in Iraq. "Magari c'era anche una qualche festa, anche i criminali- aveva osservato Kimmitt- fanno le feste".

IRAQ RISOLUZIONE ONU

Questo pomeriggio Stati Uniti e Gran Bretagna presenteranno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu la prima bozza della nuova risoluzione sull'Iraq. La riunione del Consiglio di sicurezza e' convocata al Palazzo di Vetro per le 10 ora locale le 16 in Italia). Gli ambasciatori potranno leggere il testo elaborato da Washington e Londra, che non sara' comunque del tutto una sorpresa. I due alleati nelle ultime settimane hanno lavorato a stretto contatto con gli altri 13 membri del Consiglio per tracciare il percorso che dovrebbe portare l'Iraq alle elezioni nel gennaio 2005. Gli Stati Uniti hanno chiesto invece di rinviare la discussione su un'altra risoluzione che dovrebbe garantire ai propri soldati l'immunita' davanti al Tribunale penale internazionale. Bush dovra' convincere il mondo che il futuro esecutivo transitorio avra' poteri reali: sul concetto di 'sovranita' degli iracheni,che sarà molto limitata,si gioca tutta la partita diplomatica. Secondo le indiscrezioni circolate, la bozza tendera' comunque limitare i compiti del futuro governo cui non dovrebbe essere concesso di varare legislazioni a lungo termine e norme costituzionali, iniziative che spettano solo a un governo democraticamente eletto. L'esecutivo transitorio, invece, sara' ancora di nomina esterna. Se ne sta occupando l'inviato dell'Onu Lakhdar Brahimi che a giorni dovrebbe presentare la lista dei 26 ministri, un presidente, un premier e due vicepresidenti. Il destino della forza multinazionale dispiegata in Iraq, e i suoi rapporti con il governo e l'esercito locale, resta poi la questione piu' controversa. Francia e Germania vorrebbero che nella risoluzione fosse inserita una clausola di uscita dei contingenti stranieri, a meno che il nuovo esecutivo non chieda loro di restare. Washington e Londra propendono invece per una soluzione ponte, avviare il processo, ei tra un annovalutare la situazione per decidere sull'eventuale proroga del mandato. In ogni caso, il timone della sicurezza restera' nelle mani del Pentagono. La bozza dovrebbe comunque garantire all'esecutivo iracheno il controllo sulla polizia e sulle prigioni e probabilmente la disponibilità sul greggio, anche se sara' mantenuto il comitato internazionale di consulenti istituito subito dopo la caduta di Baghdad. Secondo i giornali americani, Bush con questa iniziativa cercherà di rimontare la discesa nei sondaggi che lo danno in picchiata negli ultimi mesi. Il problema è convincere i paesi musulmani a inviare proprie truppe per la stabilizzazione dell'Iraq, ma la Lega Araba ha chiarito ieri che nessun governo membro dell'organizzazione partecipera' all'operazione.

Armi di distruzione di massa

Un gruppo di scienziati americani è riuscito a confezionare un ordigno nucleare acquistando componenti sul mercato libero e lavorando senza alcuna struttura messa a disposizione dal governo. Un tentativo che era stato commissionato dalla commissione esteri del Senato Usa.

A questo esperimento si ispira un nuovo rapporto dell'Università di Harvard, a cura di Matthew Bun e Anthony Wier. Uno studio di 111 pagine in cui si denuncia l'insufficienza dell'impegno dell'amministrazione americana nel proteggere gli arsenali di materiali fissili nel mondo e il "pericoloso mito" degli stati "canaglia" come fonte di armi di sterminio per gruppi terroristici. I dati parlano chiaro: a due anni e mezzo dagli attentati dell'11 settembre, vi è meno materiale fissile in siti sicuri che non prima di allora.

ROMANIA/ ESPLOSIONE CAMION

E' salito a 13 il numero delle vittime, la maggior parte dei quali pompieri, della potente esplosione di un camion prodottasi questa mattina a Mihailesti, a circa 70 chilometri da Bucarest, in Romania. Lo ha comunicato Gabriel Oprea, il ministro della pubblica amministrazione. I rapporti precedenti parlavano di almeno 7 vittime e di 9 feriti, la maggioranza dei quali in condizioni critiche per le gravi ustioni riportate. Il colonnello dei locali vigili del fuoco, ha dichiarato che i pompieri si stavano preparando a spegnere l'incendio quando è sopravvenuta l'esplosione e non erano al corrente del tipo di sostanza che trasportava il veicolo. Intanto il ministro dei Trasporti rumeno è arrivato sul luogo dell'incidente e ha detto che è stata aperta un'inchiesta per accertare le cause dell'esplosione prodottasi dopo che il camion si è rovesciato sull'autostrada e ha preso fuoco. Resti e umani erano sparsi nel raggio di alcui metri e l'esplosione ha danneggiato una sezione di 40 metri della strada.

ALBANIA

Un clamoroso equivoco nel corso di una lezione contro le mine ha provocato oggi una tragedia nella citta' di Kukes, nell'Albania del nord: l'istruttore di una organizzazione non governativa internazionale credendo di maneggiare una mina per didattica non si e' invece accorto di avere sulla cattedra un ordigno vero che e' esploso in piena aula. Il primo bilancio e' di 2 morti e di 12 feriti. Il ministero della Difesa sta organizzando con elicotteri i soccorsi: la zona di Kukes e' infatti raggiungibile via terra solo dopo oltre 5 ore di viaggio. La scorsa settimana in un villaggio poco distante dalla stessa citta', quattro persone erano morte per l'esplosione di una mina anticarro ritrovata in un bosco a ridosso del confine con la Macedonia

GR ORE 9.30

PALESTINA

ESERCITO ISRAELIANO SI RIPOSIZIONA A RAFAH = Alle prime ore di questa mattina, l'esercito israeliano ha iniziato a ritirarsi dal quartiere di Tel Sultan di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, ponendo cosi' fine a un assedio durato sei giorni. Fonti militari israeliane citate dal quotidiano Haaretz spiegano che in realtà si tratta di un riposizionamento delle forze israeliane. Per alcuni giorni ancora i militari rimarranno a Rafah. Rimane ancora sotto assedio campo Brasil, un'altra sezione del campo profughi, dove oggi i militari hanno avviato operazioni per la ricerca di tunnel sotterranei di collegamento all'Egitto. Nell'operazione militare denominata Arcobaleno iniziata lunedi' scorso sono rimasti uccisi almeno 43 palestinesi, un centinaio fermati, e decine di abitazioni sono state rase al suolo.

IRAQ

PRESSIONI SU ONU E USA PER LA GUIDA DI FUTURO GOVERNO - Mentre si avvicina la scadenza fissata per la presentazione del nuovo governo provvisorio iracheno che si insedierà il prossimo 1 luglio, a Baghdad i rappresentanti di Usa e Onu stanno predisponendo i nominativi dei ministri di questa specie di governo. I problemi di sicurezza non hanno agevolato la scelta dei membri del futuro governo - riferisce oggi il New York Times - condotta dall'inviato speciale dell'Onu, Lakhdar Brahimi, in stretta collaborazione con l'inviato speciale di Bush in Iraq, Robert D. Blackwill. "Quello che è accaduto a Fallujah riassume i problemi di Brahimi", ha spiegato un alto funzionario dell'amministrazione americana, riferendosi alla decisione Usa di affidare il controllo dlela roccaforte sunnita a ex generali di Saddam Hussein. I curdi hanno chiesto a Brahimi e a Blackwill la carica di presidente o primo ministro. Anche gli sciiti hanno fatto pressioni per avere il controllo del nuovo governo iracheno. Persone che hanno avuto contatti con i funzionari iracheni hanno dichiarato che Blackwill ha avuto richieste costanti per un ruolo di primo piano per Adnan Pachachi, esponente sunnita nell'attuale Consiglio iracheno. Sono otto le cariche contese: il ruolo di premier, considerato il più influente, quello di presidente e dei due vicepresidenti, considerate più formali, e la guida di quattro ministeri: difesa, esteri, finanza e petrolio. Un portavoce di Brahimi, Ahmad Fawzi, ha precisato che l'inviato Onu sta ancora consultando le fazioni irachene e molti dei 400 partiti politici emersi nel Paese dopo la caduta di saddam Hussein. Mentre un funzionario dell'amministrazione Usa ha detto che ormai "Brahimi sta per concludere le sue scelte

IRAQ

Almeno 20 persone sono rimaste ferite negli scontri di questa notte a Najaf tra le forze americane e l'esercito del leader sciita Muqtada al Sadr. Secondo quanto riferito da fonti ospedaliere, il bilancio potrebbe aumentere al rientro delle ambulanze inviate a soccorrere altri feriti. La stessa fonte ha precisato che la struttura ospedaliera è in attesa del riconoscimento di quattro persone morte negli scontri della notte tra sabato e domenica, che sono state decapitate. Non ci sono notizie di vittime tra le forze americane.

CONCLUSO VERTICE ARABO TRA DOCUMENTI SCONTATI E NUVOLETTE DI FUMO

In apertura, l’altro ieri, se ne era andato subito il libico Muammar Gheddafi; alla cerimonia di chiusura ieri pomeriggio non ha voluto partecipare l’egiziano Hosni Mubarak: il 16esimo vertice della Lega Araba (capi di Stato e ministri degli Esteri), svoltosi a Tunisi, ha prodotto comunque un paio di documenti imperniati sulla questione del conflitto arabo-israeliano, la situazione irachena, le sanzioni statunitensi alla Siria e la questione delle riforme dei sistemi politici nei Paesi arabi.

AFFONDANO TRAGHETTI, CENTINAIA DI DISPERSI

Due traghetti sono affondati ieri nel sud del Bangladesh, lungo il fiume Meghna: sono circa 240 i dispersi. Il primo a inabissarsi è stato il ‘M.V. Lighting Sun’, partito in direzione della capitale Dhaka, con 250 passeggeri a bordo (300 secondo altre fonti). L’imbarcazione è colata a picco dopo essere stata colpita da un’improvvisa tempesta vicino a Chandpur (170 chilometri a est di Dhaka). Solo 50 passeggeri sono stati portati in salvo fino a questo momento. L’altro disastro è avvenuto a un chilometro di distanza, sullo stesso fiume: il traghetto ‘M.V. Diganta’ era partito da Narayanganj, vicino alla capitale, diretto verso il distretto costiero di Gournadi, quando, poco dopo aver fatto tappa a Chandpur, è stato travolto dal maltempo ed è affondato. A bordo c’erano circa 40 passeggeri, ma solo sei sarebbero stati portati in salvo.

COLOMBIA

Almeno cinque persone sono morte e 93 sono rimaste ferite in un attentato dinamitardo avvenuto in una discoteca di Apartadó (dipartimento di Antioquia, nordest della Colombia). Quattro persone sarebbero morte sul colpo, una quinta dopo essere stata ricoverata in ospedale, ma alcune fonti giornalistiche locali parlano anche di un sesto deceduto. I feriti (82 secondo alcuni bilanci, 93 per altri) hanno riportato in maggioranza lesioni non gravi. Secondo il sindaco del municipio, Fidel Banguero, "per le caratteristiche dell’attentato si presume che gli autori siano le Farc, Forze armate rivoluzionarie della Colombia",