Cina

Brucia ancora la miniera di carbone esplosa nella Cina centrale, secondo quanto riferisce la televisione pubblica cinese. Man mano che passano le ore si affievoliscono sempre più le speranze di trovare ancora vivi i 103 minatori rimasti intrappolati nei pozzi. Le vittime potrebbero essere 166, anche se i corpi recuperati sono ancora 63. Tra i superstiti non meno di 43 sono rimasti gravemente ustionati, ma la maggior parte versa adesso in buone condizioni. Il bilancio aggiornato e' stato reso noto dall'agenzia di stampa ufficiale 'Xinhua', che citava fonti delle autorita' locali. In Cina i mass media hanno dedicato molta attenzione all'ennesima tragedia in miniera e, stando al quotidiano in lingua inglese 'China Daily', dall'inchiesta in corso sarebbe gia' emerso un elemento agghiacciante: i minatori sarebbero cioe' stati costretti a scendere nei cunicoli malgrado le condizioni di sicurezza fossero palesemente insufficienti. Una settimana prima del disastro, in uno dei pozzi del giacimento era infatti divampato un primo rogo, tanto esteso che i vigili del fuoco avrebbero potuto riportarlo sotto controllo soltanto dopo diversi giorni di lotta incessante. I responsabili della miniera decisero tuttavia di non fermare la produzione, e chi cercava di rifiutarsi di penetrare nelle zone piu' a rischio fu minacciato di pesanti sanzioni disciplinari: si andava da ammende per un equivalente in yuan di 20 dollari, a fronte di salari mensili mediamente pari a 250 dollari, fino al licenziamento in tronco. Anche i recalcitranti alle fine dovettero quindi cedere andando incontro alla morte, reale o presunta; e sembra che, persino a qul punto, per raggiungere i rispettivi punti di lavoro abbiano incontrato difficolta' enormi. Stando a un altro giornale in inglese, ' The Bejing Morning Post, all'origine della folle imposizione vi sarebbe stata la bramosia dei dirigenti dell'impianto estrattivo di assicurarsi a ogni costo un lucroso premio di sovrapproduzione offerto dal governo.

Afghanistan

Ricerche sono in corso in tutto l'Afghanistan per tentare di localizzare un piccolo aereo civile disperso dal pomeriggio di sabato scorso: lo ha reso noto il Comando Usa nel Paese centro-asiatico con una nota nella quale si precisa che a bordo, oltre ai tre membri dell'equipaggio, c'erano anche altrettanti militari statunitensi i quali viaggiavano come semplici passeggeri. Il velivolo, un Casa 212, era decollato dall'aeroporto militare di Bagram, una quarantina di chilometri a nord di Kabul, e da allora se ne sono perse le tracce: non ha piu' raggiunto la destinazione stabilita ne' risulta essere atterrato in un qualunque altro scalo; la meta originaria non e' stata resa nota.

Iraq

Un soldato americano è morto in seguito alle ferite riportate a causa dell'esplosione di una bomba esplosa sulla strada mentre transitava la sua pattuglia a nord di Baghdad. Lo ha comunicato oggi il comando americano. La morte del soldato, di cui come consuetudine non sono stati forniti elementi identificativi, porta a 134 il numero dei caduti americani nel mese di novembre in Iraq. L'attacco alla pattuglia della prima divisione fanteria è avvenuto vicino alla città di Alazu alle 22 circa, riferisce il comunicato. Il ferito è stato portato in un ospedale da campo, dove poco dopo è morto.

L'esercito americano ha annunciato ieri il decesso di cinque soldati americani uccisi da sabato a ieri in Iraq. Sono ora 130 i militari statunitensi caduti nel mese di novembre nel Paese. Due soldati americani sono stati uccisi e tre altri feriti nell'esplosione di una bomba su una strada nel nordovest di Baghdad, ha riferito il comando militare americano. In un altro episodio, un soldato americano è stato ucciso e altri due feriti in un incidente stradale a 50 chilometri a nordovest della città di Kut nell'est del Paese. Durante il weekend, due marines hanno trovato la morte in un attentato a sud della capitale, ha detto un responsabile americano. Inoltre, tredici marines sono stati feriti ieri in un attacco con mortai a sud di Baghdad, secondo quanto ha comunicato l'esercito Usa, che non ha fornito altri particolari. Le offensive militari americane a Fallujah e in altre parti dell'Iraq hanno fatto di questo novembre uno dei mesi più luttuosi per le truppe americane dall'invasione del Paese nel marzo 2003. Secondo i dati forniti il 2 novembre scorso dal Pentagono, almeno 1.117 soldati americani sono stati uccisi dall'inizio della guerra in Iraq, tra cui almeno 858 sono morti in combattimento o a seguito di un'azione ostile. Con le vittime del mese di novembre, il totale si eleva a più di 1.200 morti americani.

Palestina

Accusati di collaborazionismo con gli israeliani, Mohammed Abu Keymas, 50 anni di eta', e suo figlio Rami, 20 anni, sono stati condannati a morte oggi da un tribunale civile a Gaza. I due sono stati giudicati colpevoli di avere passato ai militari israeliani informazioni che portarono al fallito attentato del giugno 2003 alla vita di Abdelaziz al-Rantissi, capo della milizia Hamas. Rantissi e' stato poi ucciso lo scorso aprile, durante un'incursione aerea israeliana.

Sciopero generale in Italia

Quattro ore di sciopero generale sindacati organizzato da confederali e di base contro la finanziaria. La manifestazione di CGIL-CISL e UIL parte stamattina alla Bocca della Verita', l'appuntamento fissato dai confederali era per le 9.30. I Cobas, invece, danno appuntamento a Palazzo Madama in corso Rinascimento alle ore 10:00. L'USI, invece, organizza un presidio per le ore 15 a Palazzo Chigi.

Sgomberi a Catania

Polizia e carabinieri hanno circondato all' alba di oggi l' isolato di viale Nitta, del popoloso quartiere Librino di Catania, dove due giorni fa oltre 400 persone hanno occupato illegalmente 96 appartamenti di tre palazzine a otto elevazioni costruite da una cooperativa di dipendenti pubblici. Le forze dell' ordine sono pronte a intervenire per fare sgombrare le case. Alcuni degli 'abusivi' hanno gia' lasciato i locali che aveva occupato, ma la maggior parte delle 96 famiglie hanno deciso di 'resitere'. Ieri sera, sempre nello stesso rione Librino, una citta' satellite di Catania con circa 70 mila abitanti, altre 25 famiglie hanno tentato di occupare altrettanti alloggi di casa di proprieta' del Comune in viale Moncada, ma la polizia e' subito intervenuta bloccandoli. Alcuni sono riusciti a entrare ma sono stati successivamente accompagnati fuori dal palazzo. La maggior parte degli 'abusivi' sono giovanissimi, sposati, con uno o piu' figli, disoccupati o con lavori in nero da 400 euro al mese. Tutti hanno motivato l' occupazione con la disperazione dettata dallo stato di necessita.