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Sommario

In primo Piano

Editoriale

NOTIZIE BREVI

ESTERI

ITALIA

Siparietto


Gr 13:00

In primo Piano

Inizia il ritiro in Cisgiordania, scontri e barricate a Sa-Nur. Ancora spari sui palestinesi

Almeno tre palestinesi sono rimasti feriti a causa di una sparatoria ingaggiata da un gruppo di estremisti con soldati israeliani nel nord della Cisgiordania, ad appena una quindicina di chilometri dagli insediamnenti ebraici di Homesh e Sa-Nur.

Sono partiti all'alba armati di cesoie e bulldozer per spaccare le barriere di fili spinati erette dai coloni. Una colonna di 5.500 tra soldati e agenti delle forze speciali della polizia israeliana si è messa in cammino verso gli insediamenti di Homesh e Sa-Nur, nel distretto di Jenin in Cisgiordania.

Lo sgombero di Gaza si è concluso ieri con la colonia di Netzarim. E ora per completare del tutto il piano di ritiro unilaterale voluto dal premier Ariel Sharon mancano solo le due colonie della Cisgiordania. Due villaggi piccoli ma in una zona molto “calda” dove i soldati temono una strenua resistenza, anche armata, sia perché si tratta di due veri covi della destra nazionalista e ortodossa ebraica sia perché in Cisgiordania girano molte armi. E non ultimo perché è in questa zona che è avvenuto la settimana scorsa l’episodio più cruento, quando un colono di nome Weir indispettito per il ritiro deciso da Sharon ha iniziato a sparare a casaccio e ha ucciso quattro palestinesi.

E infatti nelle due colonie di Homesh e Sa-Nur oltre alle barricate di spazzatura, legname, pneumatici, ammassati insieme e dati alle fiamme, i soldati si sono trovati di fronte cordoni di giovani armati di spranghe di ferro, mazze e bastoni. Le strade intorno alle mura esterne erano già state cosparse di olio e di chiodi per rallentare i mezzi militari. A Sa-Nur i ragazzi si sono asserragliati nella sinagoga e in una vicina palazzina in pietra: la più grande della colonia, già sede del commissariato della polizia coloniale britannica ai tempi in cui tutta l'area era ancora sotto il mandato conferito al Regno Unito dalla Società delle Nazioni.

A Homesh gli abitanti si sono rinchiusi nei villini, avviluppati anch'essi in reticolati di filo spinato, i balconi ingombri di pneumatici da utilizzare come proiettili. E dal collegio rabbinico sono piovuti bastoni e altri oggetti lanciati contro gli agenti. A dar man forte agli abitanti pare siano arrivati anche una settantina di estremisti dal vicino insediamento di Yitzhar.

Eldad e il rabbino Dov Lior si sono asserragliati a Sa-Nur insieme agli estremisti dentro la sinagoga, dove in tarda mattinata la polizia è comunque riuscita a entrare senza violenze.

Tra i giovani di Sa-Nur vi sarebbero molti esponenti del movimento di estrema destra Kach e della «gioventù delle colline», lo stesso del diciannovenne Nathan Zada che ha compiuto la strage sull'autobus Haifa-Shefram, in Cisgiordania, ed è morto linciato dalla folla prima dell'inizio del ritiro. In nottata la polizia ha arrestato il rabbino Shlomo Eliyahu che nei giorni scorsi aveva inneggiato alla resistenza contro lo sgombero e invitato i soldati a disobbedire agli ordini.

Nella mattinata, di fronte alla resistenza dei coloni, è arrivata anche un'autoblindo con un cannone ad acqua, un potente idrante per disperdere la folla. Una decina di estremisti sono stati montati di peso su un autobus e portati fuori . Poi gli agenti in tenuta antisommossa hanno forzato il blocco e sono entrati dentro la sinagoga. Una colona ha lanciato loro contro un fumogeno che però per errore ha ferito lievemente i suoi figli.

NOTIZIE BREVI

ESTERI

Iraq. Rinviato di 3 giorni il voto sulla Costituzione

Il Parlamento iracheno, dopo essersi riunito brevemente ieri sera, ha annunciato che il testo della nuova Costituzione e' pronto, ma che sono necessari ancora tre giorni prima di procedere alla votazione. Il presidente dell'Assemblea nazionale, Hajim al Hassani, ha spiegato che i tre giorni sono necessari per arrivare a un chiarimento con i membri sunniti della Commissione e non per modificare il testo. Il testo prevede un Iraq federale e l'Islam come fonte principale del diritto.

L’Italia principale partner economico dell’Iran

In questi giorni negli ambienti conservatori di Teheran, noti come osulgarayan (fedeli ai principi), circola un documento che dovrebbe costituire la base della politica estera del nuovo governo. Il recente documento, prende in esame l'insieme delle relazioni economiche tra la Repubblica Islamica e i 25 paesi dell'Unione Europea. Le conclusioni di questa analisi sui rapporti tra l'UE e Iran sono riportate nell’introduzione: La presenza attiva e ampia dei paesi europei in Iran - si legge - sono la carta vincente che i negoziatori iraniani devono presentare ai loro avversari durante le trattative relative alle nostre attività nucleari.

Per gli autori del documento, Paesi europei come la Germania, la Gran Bretagna, la Francia, la Norvegia o l'Italia hanno una presenza talmente estesa nell'economia iraniana e i loro interessi sono di tali dimensioni che non potranno rinunciarvi aderendo ad eventuali azioni ostili nei nostri confronti. Il documento calcola in 20 miliardi d'euro il volume dell'interscambio economico e commerciale tra la Repubblica Islamica e i 25 paesi membri dell'Unione Europa. A questa somma, secondo gli autori, vanno aggiunti anche i 17 miliardi di dollari di debiti della Repubblica Islamica nei confronti delle maggiori banche europee. Debiti che, nel caso di una crisi nelle relazioni tra Iran e Occidente, potrebbero essere congelati.

L'Italia viene indicata come il principale partner economico del paese, seguita dalla Germania e dalla Francia. Nel 2004 - si legge nel documento - l'interscambio tra l'Italia e l'Iran ha raggiunto i 4 miliardi di euro. Le esportazioni di Teheran, soprattutto gas e petrolio, hanno superato 2,1 miliardi di euro, mentre le importazioni dall'Italia sono state pari a 1,9 miliardi di euro.

L'Europa, e per quanto ci riguarda l'Italia, si fa notare nel documento, dipende in modo non indifferente dalla Repubblica Islamica per soddisfare il suo fabbisogno energetico. Una dipendenza destinata ad aumentare notevolmente nei prossimi anni, con l'inaugurazione di due gasdotti che attraverso la Turchia e l'Ucraina collegheranno i giacimenti iraniani alle maggiori città europee.

Un'ulteriore conferma di una svolta radicale nella politica estera della Repubblica Islamica viene anche da due nomine cruciali, quella del Ministro degli Esteri e del Segretario Generale del Consiglio Superiore di Sicurezza Nazionale.

Stati Uniti: Gatti clonati, nati 8 cuccioli

Un istituto statunitense ha fatto nascere in cattivita' otto cuccioli di gatto selvatico, incrociando esemplari a loro volta clonati. Secondo il centro di New Orleans, responsabile della nascita dei gattini, si tratta della prima volta che si sono riprodotti dei cloni di specie selvatiche. Le cucciolate, avvenute nell'ultimo mese, sono state due e sono nate da due diverse madri e un unico padre.

ITALIA

ALITALIA: Sciopero confermato per il 30 e il 31 agosto, in arrivo al precettazione governativa

Nulla di fatto nell'incontro con la Commissione di Garanzia: sciopero confermato. Si è svolto ieri l'incontro previsto con la Commissione di Garanzia, nel merito della vertenza in atto con Alitalia.

Lo sciopero del 30 e 31 agosto è stato confermato a seguito della mancata conciliazione tra le parti. Era infatti più che prevedibile che incontri separati non avrebbero portato a nulla.

Rimane confermato anche il giudizio del SULT fortemente critico e negativo nei confronti della Commissione stessa, che è ormai diventata esclusivamente uno strumento per soffocare il diritto di sciopero, senza neanche tutelare il diritto dell'utenza, in quanto dalla non risoluzione delle vertenze, giudicate a senso unico dalla Commissione, i conflitti aumentano invece che diminuire.

Il SULT ora si aspetta che il Governo, come preannunciato dal Ministro Maroni, si faccia promotore di una mediazione, di un incontro congiunto nel quale affrontare i problemi di questa vertenza.

L'opinione pubblica, i cittadini, i lavoratori italiani, - dichiara il SULT - devono capire che questa è tutt'altro che una battaglia corporativa: al contrario è una vertenza che sta facendo emergere, giorno dopo giorno, le reali contraddizioni esistenti in Italia nel merito della rappresentanza sindacale e più in generale della democrazia. Gli assistenti di volo, i lavoratori di Alitalia e dei trasporti, reagiranno con determinazione a questo ennesimo atto violento e antidemocratico e non si fermeranno neanche rispetto ad atti autoritari che non riterremmo legittimi.

Donna violentata dal branco a Roma: 6 arresti

Sarebbe rimasta nelle mani della banda dal 17 al 21 agosto, nel parco del Colle Oppio. Un italiano, un romeno, un russo, un ucraino e due moldavi, fra i 54 e i 38 anni, sono accusati di violenza sessuale, sequestro di persona e rapina ai danni di una 37enne italiana

Secondo il racconto della vittima, il gruppo l'avrebbe sottoposta a violenze nel parco del Colle Oppio costringendola ad assumere bevande alcoliche dal 17 agosto alla notte di domenica scorsa, 21 agosto. E' stata la donna, fuggita dal parco seminuda e soccorsa nei pressi della stazione Termini, ad indicare agli agenti del Commissariato Esquilino i componenti della banda.

La vittima ha raccontato alla polizia di essere finita a Colle Oppio dopo aver conosciuto un polacco in una comunità di assistenza per senzatetto. L'uomo l'avrebbe fatta ubriacare e quindi l'avrebbe portata nel parco dove il 'branco' l'ha rapinata di alcuni oggetti di valore. A nulla sarebbero valsi i tentativi della donna di convincere i suoi aguzzini a lasciarla andare né le richieste di aiuto fatte ad un uomo che, in un primo tempo, avrebbe dato ascolto alla vittima ma che dopo l'avrebbe riaccompagnata ubriaca dalla banda.

Siparietto


Gr 9:30

ESTERI

ITALIA


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