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'''Pestaggi a roma'''
Due morti a Torino, e una sorta ancora sconosciuta per chi è stato colpito con ferocia dalla polizia a roma, nel quartiere del pigneto. Una lettera ad un giornale racconta quanto successo domenica scorsa, in via macerata. Una lettera per romepre il silenzio, ma anche per raccontare la paura.

''Vi rubo due minuti perché vorrei raccontarvi quello che ho visto la scorsa domenica (1 ottobre) a Roma, intorno alle 18.30 nella zona di via macerata al Pigneto. Si tratta di una zona piena di immigrati ma, per buona pace degli ormai diffusissimi intolleranti democratici di cui son pieni i sottoboschi dell’ignoranza, l’episodio riguarda soltanto Italiani. Un pestaggio in piena regola: tre poliziotti di cui uno veramente una "bestia” inferocita che pestavano a sangue una persona, presumibilmente ammanettata, dentro una volante. La scena di violenza è di quelle alla Rodney King, anche se non sono riuscito a vedere la persona perché tutto è avvenuto dentro la macchina. Manganelli, calci, pugni, per oltre 5 minuti...

Eravamo in pochi ad assistere (direi una donna, col figlio e il marito oltre a me e ad alcune persone affacciate alla finestra): abbiamo cercato di farli smettere ma loro erano furiosi e noi eravamo impietriti ed impauriti e la sola cosa che forse è servita è che abbiamo urlato "basta"…Ma mi resta dentro (ancora) il senso di impotenza...di non aver fatto abbastanza! e forse anche di averci messo troppo tempo ad urlare! Dopo le nostre grida i teppisti si sono accorti di noi e ci hanno invitati ad andar via, o meglio ce l’hanno imposto! E L’immagine che mi resta dentro è molto simile a quella del fellone che subito dopo l’omicidio di Carlo Giuliani a Genova accusava un cittadino di essere stato lui, “con quella pietra”, che era lui l’assassino. (...)mi domando cosa dirà ai propri figli quella "bestia" di poliziotto che ho visto all’opera l’altra sera (e che s'è accanito con un violenza, credetemi, inconcepibile e che ancora mi suscita sdegno e paura) quando ritorna a casa dopo aver pestato a sangue un uomo o una donna (perché uno così lo fa spesso!)?
(...)
E poi mi chiedo chissà che fine ha fatto la vittima! per quanto ne so potrebbero averlo anche ucciso! Il pestaggio è stato duro. (...)
Intanto vorrei che anche altri sappiano che le vittime degli abusi della polizia non sono solo in America Latina o negli USA, ma anche nella democratica città di Roma…medaglia al valore per la resistenza.''

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Gr 19:30

Sommario

In primo Piano

Editoriale

NOTIZIE BREVI

ESTERI

IRAQ 1 Autobomba contro il quartier generale dell'esercito a Ramadi

Un'autobomba guidata da un kamikaze è esplosa di fronte al quartier generale dell'esercito iracheno nella roccaforte sunnita di Ramadi. Si temono danni ingenti. Il capo della polizia della provincia di Anbar, nella quale si trova Ramadi, afferma che l'autobomba sarebbe sarebbe stata diretta su obiettivi militari statunitensi, molto vicini alla base.

IRAQ 2 Rimossa brigata della polizia compromessa con squadre della morte

Una brigata della polizia irachena, considerata compromessa con le milizie sciite che seminano morte tra i civili sunniti, è stata rimossa dai corpi in servizio attivo per il ministero dell'Interno e inviata in una base delle forze statunitensi per ripetere l'addestramento. Lo hanno annunciato fonti della coalizione a guida Usa in Iraq. Il corpo di polizia in questione è composto da circa 700 uomini, ed è stato accusato di complicità con le cosiddette squadre della morte, in particolare per un episodio avvenuto la scorsa domenica nella provincia di Amil, dove 24 operai sono stati sequestrati e due uccisi dalle milizie sciite, senza che la polizia intervenisse.

IRAQ 3 Allarme dello Iom sui profughi: 7mila persone in fuga

L'Organizzazione internazionale per l'immigrazione (Iom) ha annunciato ieri che il numero delle persone in fuga dall'Iraq è in costante aumento. Circa 7mila persone fuggono ogni settimana dalle loro case per paura della violenza. La portavoce dell'organizzazione ha spiegato che l'esodo segue le divisioni confessionali nei quartieri. Gli sciiti si dirigono verso sud mentre i sunniti a nord.

AFGHANISTAN Secondo l'Onu sarebbero 200 mila gli sfollati nel Paese

L'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati ha dichiarato che i recenti scontri nel sud dell'Afganistan avrebbero costretto un numero imprecisato tra le 800 e le 900 mila persone ad abbandonare le proprie case. Principalmente concentrati nelle province di Helmand, Kandahar e Uruzgan, in Afganistan si troverebbero attualmente 200 mila sfollati. Jennifer Pagonis, portavoce dell'Unhcr, ha inoltre affermato che l'inasprirsi degli scontri nel Paese rischia di peggiorare irrimedibilmente le condizioni dei rifugiati, impedendo loro defitivamente di tornare alle proprie case.

SOMALIA Corti islamiche combatteranno contro i soldati stranieri

Centinaia di militanti vicini alle Corti islamiche si sono riversati nelle strade di Kismayo giurando di essere disposti a combattere una guerra santa contro gli eventuali contingenti di interposizione stranieri. Il giorno dopo l'annuncio che un gruppo armato locale prometteva di riprendersi Kismayo con la forza, 400 persone hanno marciato nella città portuale per protestare. Non permetteremo che alcun soldato straniero metta piede sul suolo somalo, ha riferito Sheikh Adam Elmi, un funzionario del consiglio supremo islamico della Somalia, parlando alla folla riunita.

MAROCCO Prima donna governatore della storia del Paese

Mohammed VI, re del Marocco, ha stupito tutti nel suo Paese con la nomina, senza precedenti dall'indipendenza del paese, di una donna all'incarico di governatore. Il funzionario è la signora Fawzia Amnsar, che è stata nominata governatore di Ayen al-Shar, nella regione della Grande Casbablanca.

PALESTINA Haniyeh rifiuta l'ipotesi di elezioni anticipate

Il Primo ministro palestinese, Ismail Haniyeh, ha dichiarato oggi di essere contrario all'ipotesi di elezioni anticipate per uscire dalla crisi che minaccia di spingere in una guerra civile i territori palestinesi. Haniyeh ha invitato i palestinesi a cessare le proteste per il mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici e ha fatto appello al senso di responsabilità e di unità nazionale, promettendo che il suo governo non permetterà che si giunga a un conflitto intestino in seno all'Autorità Palestinese.

ITALIA

SGOMBERO ALL'ANGELO MAI

L'angelo mai, lo spazio occupato di via degli zingari, è stato sgomberato, nonostante sia ancora in trattativa con il comune di roma per l'assegnazione di uno spazio in piazza Numa Pompilio. Gli sgomberi ad altalena della struttura sono iniziati nel mese di giugno scorso, e dopo l'accordo con il comune, che impianterà negli spazi dell'angelo mai una sede distaccata della scuola media Visconti, sembra che questo sgombero in sordina giunga del tutto inaspettato per gli occupanti. ascoltiamo una registrazione

Torino, di nuovo occupato il centro sociale La reggia

Dopo lo sgombero di mesi fa, è stato rioccupato oggi il centro sociale la Reggia A partire da questo pomeriggio aperitivo, porta quello che vorresti trovare e vai a dare una mano nel pulire lo stabile rimasto chiuso per 3 mesi

Torino, morte di immigrati

L'ennesima applaudita retata antidroga delle Forze dell'Ordine si è trasformata, venerdì 29 settembre, in una caccia all'uomo dagli esiti tragici. Due giovani migranti vengono caricati insieme ai loro compagni e cadono nella Stura, annegando Da sabato in C.So Giulio, verso la periferia dopo il palazzone dell'inps nei pressi del ponte della stura, 150 migranti hanno continuato a presidiare di giorno in attesa che le forze dell'ordine recuperassero i cadaveri dei loro compagni. Domenica la rabbia ha raggiunto un'intensità tala da far sfociare il presidio in un blocco della strada. Da ieri, il presidio continua ininterrotamente, per ricordare come l'ennesimo blitz della Questura si trasforma nuovamente in tragedia

Pestaggi a roma Due morti a Torino, e una sorta ancora sconosciuta per chi è stato colpito con ferocia dalla polizia a roma, nel quartiere del pigneto. Una lettera ad un giornale racconta quanto successo domenica scorsa, in via macerata. Una lettera per romepre il silenzio, ma anche per raccontare la paura.

Vi rubo due minuti perché vorrei raccontarvi quello che ho visto la scorsa domenica (1 ottobre) a Roma, intorno alle 18.30 nella zona di via macerata al Pigneto. Si tratta di una zona piena di immigrati ma, per buona pace degli ormai diffusissimi intolleranti democratici di cui son pieni i sottoboschi dell’ignoranza, l’episodio riguarda soltanto Italiani. Un pestaggio in piena regola: tre poliziotti di cui uno veramente una "bestia” inferocita che pestavano a sangue una persona, presumibilmente ammanettata, dentro una volante. La scena di violenza è di quelle alla Rodney King, anche se non sono riuscito a vedere la persona perché tutto è avvenuto dentro la macchina. Manganelli, calci, pugni, per oltre 5 minuti...

Eravamo in pochi ad assistere (direi una donna, col figlio e il marito oltre a me e ad alcune persone affacciate alla finestra): abbiamo cercato di farli smettere ma loro erano furiosi e noi eravamo impietriti ed impauriti e la sola cosa che forse è servita è che abbiamo urlato "basta"…Ma mi resta dentro (ancora) il senso di impotenza...di non aver fatto abbastanza! e forse anche di averci messo troppo tempo ad urlare! Dopo le nostre grida i teppisti si sono accorti di noi e ci hanno invitati ad andar via, o meglio ce l’hanno imposto! E L’immagine che mi resta dentro è molto simile a quella del fellone che subito dopo l’omicidio di Carlo Giuliani a Genova accusava un cittadino di essere stato lui, “con quella pietra”, che era lui l’assassino. (...)mi domando cosa dirà ai propri figli quella "bestia" di poliziotto che ho visto all’opera l’altra sera (e che s'è accanito con un violenza, credetemi, inconcepibile e che ancora mi suscita sdegno e paura) quando ritorna a casa dopo aver pestato a sangue un uomo o una donna (perché uno così lo fa spesso!)? (...) E poi mi chiedo chissà che fine ha fatto la vittima! per quanto ne so potrebbero averlo anche ucciso! Il pestaggio è stato duro. (...) Intanto vorrei che anche altri sappiano che le vittime degli abusi della polizia non sono solo in America Latina o negli USA, ma anche nella democratica città di Roma…medaglia al valore per la resistenza.

Trullo, quando la stampa non dice tutto

Ne hanno scritto tutti i giornali, e non solo nelle cronache locali.Ne hanno parlato nelle televisioni, e ne hanno approfittato per chiedere, come sempre, una sicurezza legata alla repressione. Ma cos'è davvero il Trullo? Lo raccontano gli occupanti e le occupanti del centro sociale Ricomincio dal Faro, che denunciano il clima di scoop scandalistico stile reality, venutosi a creare da una campagna mediatica, sempre pronta a prendere il mostro e schiaffarlo in prima pagina. Il Trullo,dicono, è qui da sessant’anni, con problemi di degrado che non trovano mai spazio se non per fatti di cronaca, mai per le ordinarie situazioni che si vivono ogni giorno. "Abbiamo elettrodotti che ci uccidono ogni minuto, che dal 1992 devono essere interrati, abbiamo nuove antenne per i telefonini che spuntano come funghi, poveri e barboni che vivono nell’abbandono completo o nelle grotte, non abbiamo un centro sportivo e nemmeno un misero campetto da calcetto, le scuole medie e superiori sono chiuse ormai da anni, un parco (neanche quello giochi per i/le bambini/e), un qualsiasi punto di ritrovo o di socialità per le/i giovani, tranne ovviamente il Centro Sociale, non abbiamo neanche un commissariato, ma chi crede che quest’ultimo possa risolvere tutti gli altri problemi?

La repressione non può cancellare il degrado. Tutto il resto è una scontata conseguenza di una mancata e di una chiara volontà politica e sociale di non risolvere i problemi della vivibilità del nostro quartiere di periferia, ma solo, nell’emergenza, di reprimere, per evitare l’esplosione di fatti di cronaca comuni ad altre metropoli italiane ed europee.

Siparietto


Gr 13:00

In primo Piano

Dietro la crisi tra Mosca e Tbilisi lo scontro tra Usa e Russia per il controllo del Caucaso

Il presidente georgiano Mikheil Saakashvili alla fine ha ottenuto quello che voleva: far perdere la pazienza alla Russia. Visto che il Cremlino non ha raccolto nessuna delle innumerevoli provocazioni militari attuate nelle regioni georgiane controllate dai separatisti sostenuti da Mosca (Abkazia e Ossezia del Sud), giovedì scorso il nazionalista e filo-americano “Sasha” ha deciso di colpire direttamente l’orgoglio nazionale russo arrestando a Tbilisi quattro agenti segreti russi accusati di spionaggio. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

La Russia, dopo aver accusato la Georgia di “terrorismo di Stato”, ha interrotto le relazioni diplomatiche con Tbilisi espellendo i rappresentanti georgiani in Russia e richiamando i propri dalla Georgia. Ha interrotto anche le comunicazioni stradali, ferroviarie, aeree e marittime tra i due Paesi. Le basi militare russe in Georgia, e lungo tutto il confine, sono state messe in stato di massima allerta e ai soldati è stato dato ordine di usare “forza letale” in caso di necessità. Oltre ai 2.500 “caschi blu” russi schierati in Abkazia e Ossezia del Sud, Mosca ha ancora 3.500 soldati e mezzi corazzati nelle due basi russe ancora esistenti in territorio georgiano. Inoltre, la flotta navale russa nel Mar Nero è stata mobilitata per non meglio precisate esercitazioni al largo della costa georgiana. La Georgia ha risposto mobilitando le proprie forze armate e ha preannunciato il richiamo di 100 mila riservisti.

La Duma, il parlamento russo, sta inoltre preparando un provvedimento che bloccherà anche i trasferimenti monetari dalla Russia verso la Gerogia, una misura che impedirebbe a 300 mila georgiani che lavorano in Russia di inviare le proprie rimesse in patria, che per l’economia georgiana rappresentano un risorsa assai rilevante, pari al 4 per cento del Pil. “Le autorità georgiane devono capire che non si può umiliare colui che ti nutre”, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Il pretesto che la Russia vuole utilizzare per giustificare questa mossa è la lotta al traffico e al riciclaggio di denaro sporco. A Tbilisi non si esclude che il Cremlino possa decidere, come misura estrema, il blocco delle forniture di gas ed energia elettrica, per le quali la Georgia dipende quasi completamente dalla Russia. Un inverno senza riscaldamento e luce sarebbe un colpo durissimo per la popolazione georgiana e per la popolarità di Saakashvili. Putin ha già dimostrato con l’Ucraina di non farsi troppi scrupoli nel colpire la popolazione civile per togliere consenso a un governo sgradito: con Yushenko la manovra aveva funzionato alla perfezione.

Sullo sfondo di questa crisi c’è la “guerra fredda” tra Usa e Russia per il controllo sul Caucaso meridionale e, in prospettiva, sulle rotte del petrolio e del gas del bacino del Mar Caspio. Una partita che al momento vede Washington in netto vantaggio, con la Georgia che il 16 settembre ha ricevuto il via libera definitivo all’ingresso nella Nato, previsto per l’anno prossimo. Per accelerare i tempi, il Senato Usa ha approvato sabato (due giorni dopo l’arresto delle spie russe) un finanziamento di 10 milioni di dollari destinati alla Georgia. Mosca, furente all’idea di trovarsi la Nato ai confini meridionali, potrebbe essere tentata di agire prima che sia troppo tardi, provocando un cambio di regime a Tbilisi.

NOTIZIE BREVI

ESTERI

PALESTINA

1)Ucciso capo locale di Hamas a Habla

Questa mattina,un leader di Hamas, Muhammad Uda, è stato ucciso nel villaggio di Habla, nei pressi di Kalkilya, in Cisgiordania. Lo affermano testimoni oculari secondo cui il 37enne Uda sarebbe stato ucciso all'uscita dalla moschea di Habla, dove si era recato per le preghiere della mattina. Tre uomini con il volto coperto avrebbero sparato all'esponente di Hamas da un'auto che, riferiscono i testimoni, aveva una targa israeliana.

2)Haniyeh rifiuta l'ipotesi di elezioni anticipate

Il Primo ministro palestinese, Ismail Haniyeh, ha dichiarato oggi di essere contrario all'ipotesi di elezioni anticipate per uscire dalla crisi che minaccia di spingere in una guerra civile i territori palestinesi. Haniyeh ha invitato i palestinesi a cessare le proteste per il mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici e ha fatto appello al senso di responsabilità e di unità nazionale, promettendo che il suo governo non permetterà che si giunga a un conflitto intestino in seno all'Autorità Palestinese.

3)Disoccupazione al 25 per cento in Medio Oriente e Maghreb

E intanto anche gli elefanti finanziari internazionali si sono accorti della grave situazione che si vive in Medio Oriente.Secondo un rapporto della Banca Mondiale, il più alto tasso di disoccupazione al mondo si trova in Medio Oriente e nel Nord Africa, dove sarebbe superiore al 25 per cento. Secondo l'istituto internazionale,le cause della disoccupazione nei Paesi di quelle regioni sarebbero da individuare principalmente nel loro sistema scolastico, che non è in grado di fornire ai giovani una preparazione adeguata alle richieste del mercato del lavoro.

IRAN, nucleare

Il premio Nobel per la pace, l'avvocatessa iraniana Shirin Ebadi, in una conferenza stampa tenuta ieri a Oslo ha affermato che gli Stati Uniti agiscono in Iran seguendo una doppia morale. "Quanto agli amici degli Stati Uniti nella regione, quali sono? Il Pakistan, l'Arabia Saudita, il Bahrein e il Kuwait", ha afferamato la Ebadi." Alcuni di questi Paesi non sono democrazie avanzate". Sulla questione iraniana l’avvocatessa ha sottolineato che “le sanzioni economiche all'Iran danneggeranno soprattutto il popolo. "É interessante – ha sottolineato il premio Nobel - che il Pakistan disponga di armi nucleari" nonostante il suo presidente, Pervez Musharraf, "non sia giunto al potere per vie democratiche". Da mesi, parte della comunità internazionale, Stati Uniti in testa, è impegnata in pressioni politico-diplomatiche per costringere Teheran a sospendere l'arricchimento d'uranio, procedura fondamentale per l’uso sia civile sia militare della tecnologia nucleare. L'Iran ha più volte ribadito che il suo programma nucleare ha scopi esclusivamente civili e pacifici e da mesi respinge con fermezza le accuse americane relative a progetti bellici. Washington ha più volte minacciato Teheran, utilizzando lo spettro dell'adozione di sanzioni da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu, scontrandosi però con la contrarietà di Russia e Cina, membri permanenti del Palazzo di Vetro.

COREA DEL NORD

Meno di ventiquattr'ore dopo che la Corea del Nord aveva annunciato un prossimo test nucleare, la Cina si e' fatta sentire invitando il governo coreano a tornare al tavolo dei negoziati a sei con Seul, Washington, Tokyo, Mosca e la stessa Pechino. "Sulla questione del test nucleare" ha detto un portavoce del ministero degli Esteri, "speriamo che la Corea del Nord mantenga la calma e mostri moderazione. Auspichiamo che tutte le parti coinvolte si astengano da azioni che possano ulteriormente inasprire la tensione e usino il dialogo e le consultazioni per risolvere in modo pacifico una questione che preoccupa tutti". Dello stesso avviso il ministro sudcoreano per l'Unificazione, secondo cui, senza un ritorno al tavolo dei negoziati, e' "molto probabile" che Pyongyang porti a termine il test annunciato.

Usa, massacro in una scuola Amish: salgono a cinque le bambine uccise

Sale a cinque il numero delle vittime della strage nella scuola Amish di Nickels Mine in Pennsylvania,avvenuta due giorni fa. La notte scorsa è morta un´altra bambina in un ospedale del Delaware. Tre delle vittime sono state ritrovate senza vita nella scuola in cui è avvenuta la sparatoria, di un´altra ragazzina era stata annunciata la morte in mattinata, mentre altre cinque alunne sono ricoverate in ospedale a Filadelfia.

Charles Carl Roberts,autore della strage, era l´autista del camion per la distribuzione del latte e dopo aver fatto irruzione nella scuola armato di tre fucili, due coltelli e 600 rotoli di munizioni, si è tolto la vita. Roberts, prima di far fuoco sulle bambine, ha fatto uscire tutti i loro compagni maschi. Nella classe al momento dell'irruzione si sarebbero trovati tra i venti e i trenta bambini (l'istruzione delle scuole Amish arriva soltanto fino alla terza media).

La comunità ultraortodossa di Nickels Mine, nella campagna della Pennsylvania olandese, vive per tradizione senza contatti con la modernità, senza radio, senza televisione, senza elettricità, automobili e tanto meno armi da fuoco. Le violenze di Nickels Mine, seguono due fatti di sangue che hanno scioccato le scuole statunitensi la scorsa settimana. Venerdì uno studente di 15 anni ha ucciso il preside della sua scuola nel Wisconsin, mentre mercoledì sei studentesse di liceo nel Colorado sono state prese in ostaggio.

ITALIA

SGOMBERO ALL'ANGELO MAI

L'angelo mai, lo spazio occupato di via degli zingari, è da questa mattina in sgombero, nonostante sia ancora in trattativa con il comune di roma per l'assegnazione di uno spazio in piazza Numa Pompilio. Gli sgomberi ad altalena della struttura sono iniziati nel mese di giugno scorso, e dopo l'accordo con il comune, che impoianterà negli spazi dell'angelo mai una sede distaccata della scuola media Visconti, sembra che questo sgombero in sordina giunga del tutto inaspettato per gli occupanti. Inatnto per oggi alle 14:00 è stata indetta una conferenza stampa sotto il Campidoglio, mentre continua in questo momento il presidio in via degli zingari.

ascoltiamo la registrazione di stamattina

IMMIGRATI: LAMPEDUSA, SBARCATI ALL'ALBA 27 persone

Nuovo sbarco di migranti, all'alba di oggi, sull'isola di Lampedusa. Poco dopo le 5 sono arrivati sull'isola 27 persone, tutti uomini, immediatamente portati nel centro di permanenza temporanea dell'isola.

Siparietto


Gr 9:30

ESTERI

VENEZUELA

Sono 121 le persone sequestrate nel 2006 in Venezuela, secondo il presidente di Federcamere, Josè Luis Betancourt, che ha lanciato un appello al governo venezuelano perchè intervenga su questa piaga che "uccide tutti". Nelle giornate di ieri e di oggi si sono registrati due rapimenti. Uno questa mattina a San Cristobal, ai danni una madre e dei suoi due figli, mentre un altro nello Stato di Zulia. Dei 121 rapimenti, 25 si sono conclusi con la morte degli ostaggi.

NIGERIA

Cinque lavoratori stranieri della compagnia petrolifera 'ExxonMobil' sono stati rapiti in un complesso residenziale nei pressi di Eket, in Nigeria.

IRAQ

Un soldato americano è morto a seguito di uno scontro a fuoco a Kirkuk, nel nord dell'Iraq. Lo ha reso noto una fonte del comando Usa a Baghdad. Sono 2.730 i militari statunitensi uccisi dall'invasione del Paese nel marzo 2003.

AFGHANISTAN

Due soldati canadesi sono stati uccisi in un attacco nell'Afghanistan meridionale. Lo rende noto l'esercito canadese, precisando che 5 altri militari sono stati feriti nell'incidente, verificatosi mentre i soldati stavano liberando la strada da alcuni ordigni esplosivi nella provincia di Kandahar. Sono 39 i soldati canadesi uccisi dal 2002 nel Paese.La regione meridionale dell'Afghanistan continua ad essere il vero e proprio teatro di guerra nel paese.

CIAD

Carri armati, elicotteri, armi chimiche (l'iprite o gas mostarda e il napalm) e almeno 600 mercenari sarebbero giunti negli ultimi giorni in Ciad. Lo denuncia, in un comunicato diffuso ieri, l'Alto Comando militare unificato dell'Opposizione ciadiana, una delle innumerevoli sigle del vasto fronte anti-governativo ciadiano, che accusa direttamente Francia e Sudafrica di fornire sostegno militare al presidente Idriss Deby. Riporta la notizia l'agenzia stampa dei missionari 'Misna'.

IRAN

Il premio Nobel per la pace l'avvocatessa iraniana Shirin Ebadi, in una conferenza stampa tenuta ieri a Oslo ha affermato che gli USA agiscono sulla base di una doppia morale in Iran. "Quanto agli amici degli Stati Uniti nella regione, quali sono? Il Pakistan, l'Arabia Saudita, il Bahrein e il Kuwait"ha afferamato la Ebadi." Alcuni di questi Paesi non sono democrazie avanzate". Sulla questione iraniana l’avvocatessa ha sottolineato che “le sanzioni economiche all'Iran danneggeranno soprattutto il popolo. "É interessante – ha sottolineato il premio Nobel - che il Pakistan disponga di armi nucleari" nonostante il suo presidente, Pervez Musharraf, "non sia giunto al potere per vie democratiche". Da mesi, parte della comunità internazionale, Stati Uniti in testa, è impegnata in pressioni politico-diplomatiche per costringere Teheran a sospendere l'arricchimento d'uranio, procedura fondamentale per l’uso sia civile sia militare della tecnologia nucleare. L'Iran ha più volte ribadito che il suo programma nucleare ha scopi esclusivamente civili e pacifici e da mesi respinge con fermezza le accuse americane relative a progetti bellici. Washington ha più volte minacciato Teheran, utilizzando lo spettro dell'adozione di sanzioni da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu, scontrandosi però con la contrarietà di Russia e Cina, membri permanenti del Palazzo di Vetro.

COREA DEL NORD

Meno di ventiquattr'ore dopo che la Corea del Nord aveva annunciato un prossimo test nucleare, la Cina si e' fatta sentire invitando il regime comunista a tornare al tavolo dei negoziati a sei con Seul, Washington, Tokyo, Mosca e la stessa Pechino. "Sulla questione del test nucleare" ha detto un portavoce del ministero degli Esteri, "speriamo che la Corea del Nord manterra' la calma e mostrera' moderazione. Auspichiamo che tutte le parti coinvolte si astengano da azioni che possano ulteriormente inasprire la tensione e usino il dialogo e le consultazioni per risolvere in modo pacifico una questione che preoccupa tutti". Dello stesso avviso il ministro sudcoreano per l'Unificazione, secondo cui, senza un ritorno al tavolo dei negoziati, e' "molto probabile" che Pyongyang porti a termine il test annunciato.

ITALIA


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gror061004 (last edited 2008-06-26 09:53:34 by anonymous)