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Sommario

In primo Piano

"Sto bene". Queste le prime parole di Daniele Mastrogiacomo dall'ospedale di Emergency a Lashkargah, dove è arrivato alle 18.35 ora afgana, poco dopo le 15 in Italia. Mastrogiacomo ha abbracciato forte Gino Strada, ha ringraziato tutti. E' in buona salute, "sta molto meglio che nel video" dicono dall'ospedale di Emergency. Mastrogiacomo: "Ho visto andare via libero anche Adijmal Naskhbandi", l'interprete afgano arrestato con lui lo scorso 5 marzo. L'autista del giornalista, invece, rapito insieme a loro, è stato ucciso pochi giorni dopo il sequestro. I Taleban, infatti, conoscevano i suoi rapporti con i servizi di sicurezza afgani.

È stata avviata in mattinata la procedura per ottenere l'estradizione dal Brasile di Cesare Battisti, condannato in Italia all'ergastolo con l'accusa di omicidio relativa ad alcuni episodi risalenti agli anni '70 e arrestato ieri. Intanto la Corte europea dei diritti dell'Uomo di Strasburgo ha dichiarato non ricevibile il ricorso presentato da Battisti contro il provvedimento di estradizione dalla Francia del 2004. Battisti aveva presentato ricorso alla Corte di Strasburgo nell'agosto 2005 contro la richiesta di estradizione delle autorità italiane in quanto gli sarebbe stato negato il diritto ad un progetto equo. Nel ricorso Battisti rilevava che in Italia era stato condannato al carcere in contumacia senza essere stato informato dei motivi dell'accusa, nè avere potuto presentare la sua difesa, e sottolineava che la legislazione italiana non gli avrebbe permesso di potere beneficiare di un nuovo processo.

Il "caso Battisti" e' entrato di prepotenza nella campagna elettorale francese per la Presidenza della Repubblica. Tutti i quotidiani sono d'accordo nel giudicare l'arresto di Battisti in Brasile come un "colpo" elettorale di Nicolas Sarkozy prima di lasciare il posto di ministro dell'Interno e dedicarsi interamente alla sua elezione. Le Monde, con il titolo "I sostenitori di Cesare Battisti denunciano un "arresto elettoralistico", pubblica la dichiarazione di Michel Tubiana, presidente della Lega per i Diritti dell'Uomo, il quale sostiene che Battisti dovra' essere giudicato nuovamente in Italia "perche' la sentenza emessa negli anni '70 non e' accettabile".

La Chiquita Brand ha ammesso di aver pagato oltre un milione di dollari ai paramilitari colombiani

Chiquita Brand, la multinazionale statunitense delle banane “dieci e lode”, ha pagato oltre 1.700.000 dollari ai paramilitari dell'Autodifesa Unita della Colombia, il gruppo di estrema destra fondato da Salvatore Mancuso, il re del narcotraffico. Lo hanno ammesso i suoi rappresentanti davanti al Tribunale federale di Washington, che l'ha condannata a una pena pecuniaria di 25 milioni di dollari. 'Durante più di sei anni – dal 1997 alla fine del 2004, quando la Chiquita ha venduto le piantagioni dell'Urabá e quelle che aveva a Santa Marta, cinquecento chilometri più a nord – la multinazionale ha versato denaro alle Auc in entrambe le regioni', riferisce il documento presentato mercoledì a Washington dal pubblico ministero.

Tutto si è svolto nella regione colombiana dell'Urabá, al confine con Panama, dove sono concentrate le piantagioni della multinazionale. Si tratta di una zona strategica e quindi presa di mira dai paramilitari. Da tempo, è al centro di un mega progetto che prevede la costruzione di un canale (un gemello di quello di Panama) che colleghi i due oceani, Atlantico e Pacifico, aprendo lo sbocco a lucrosi traffici, leciti e non. Le pattuglie dei paras minacciano chiunque si metta sulla loro strada. L'intento è indurli a scappare e a lasciar libero il prezioso territorio. E quando le minacce non bastano, si passa agli omicidi mirati e ai massacri.

Editoriale

NOTIZIE BREVI

ESTERI

Attentato a Kabul, ferito americano

L'attentato compiuto a Kabul con un'autobomba era contro un convoglio dell'ambasciata americana e non dell'Isaf. Lo ha detto la portavoce dell'ambasciata americana a Kabul Laura Gritz, secondo la quale c'e' un ferito americano che e' stato evacuato e potrebbero esserci altri feriti afghani. L'attentato, nel quale e' morto il kamikaze, e' avvenuto sulla strada per Jalalabad, verso la periferia di Kabul.

Iraq: Kirkuk, serie attentati: Diciotto le persone uccise e 37 ferite

Diciotto persone sono state uccise e 37 ferite oggi in cinque attacchi a Kirkuk, in Iraq settentrionale. Lo ha detto la polizia. Gli attacchi sono stati fatti in diverse zone della citta' con 3 autobomba e 2 ordigni deposti su strade, a pochi minuti di distanza uno dall'altro. Un'autobomba ha preso di mira gli uffici del partito laico dell'ex premier Iyad Allawi; un'altra un edificio del governo; e una terza e' esplosa in una strada commerciale.

Un kamikaze si e' fatto saltare in aria a Baghdad tra i fedeli di una moschea, provocando un numero ancora imprecisato di morti e feriti. Lo ha riferito la Tv irachena Al-Iraqiya, precisato che l'attentato suicida e' avvenuto all'interno della moschea Hassan Ibn Rawah, nel quartiere di Shorja, nel centro di Baghdad. E intanto una trentina di uomini armati ha attaccato due caserme della polizia nella cittadina di Duluiya, facendole poi saltare in aria.

MO: viceministro Oslo vede Haniyeh

Il viceministro norvegese Johansen si e' incontrato oggi a Gaza col premier Haniyeh, prima breccia nel boicottaggio internazionale contro Hamas. Il governo di Oslo aveva annunciato la normalizzazione dei rapporti col nuovo esecutivo guidato da Haniyeh subito dopo l'insediamento del governo di unita' nazionale palestinese, lo scorso sabato. Johansen e' il primo diplomatico Ue a incontrarsi con Haniyeh nella sua veste di premier del nuovo governo palestinese.

Un militante della Jihad Islamica è morto e altre nove persone, fra cui quattro bambini, sono rimaste ferite per una misteriosa esplosione in un'abitazione di Gaza city. Lo riferisce la sicurezza palestinese, aggiungendo che il militante, 30 anni, stava probabilmente preparando una bomba che è esplosa accidentalmente. Le brigate Al Qassam hanno invece rivendicato il ferimento di un israeliano, in gravi condizioni dopo essere stato colpito oggi nella Striscia di Gaza. L'attacco che ha infranto la tregua dichiarata da Hamas lo scorso novembre.

Intanto la Bbc lancia un nuovo appello perchè venga "rilasciato al più presto possibile" Alan Johnston, il giornalista dell'emittente britannico rapito, secondo quanto hanno riportato fonti della sicurezza dell'Anp, la scorsa settimana a Gaza. "Speriamo che tutti quelli che possano avere una qualche influenza nel garantire il rilascio in sicurezza di Alan agiscano subito" ha dichiarato oggi a Londra Mark Byford, vice direttore generale della Bbc. "Noi stessi rimaniamo in constante contatto con le autorità che posoano aiutare il suo rilascio e noi speriamo che sia ottenuto al più presto possibile".

ISRAELE

Una chiara maggioranza degli israeliani, secondo un sondaggio d'opinioni, e' favorevole a un dialogo col governo di unita' nazionale palestinese o almeno con i ministri che sono di Al Fatah. Stando al sondaggio, i cui risultati sono stati pubblicati oggi dal quotidiano Yedioth Aharonoth, il 39% degli israeliani approva l'avvio di un dialogo col governo palestinese e un altro 17% e' per un dialogo limitato pero' ai soli ministri di Al Fatah, per un totale del 56%. Mentre il 40% e' sulla stessa posizione del governo del premier Ehud Olmert, che si rifiuta di dialogare col governo palestinese fino a quando questo non avra' chiaramente accettato le condizioni dei mediatori internazionali del Quartetto (Usa, Ue, Russia, Onu): riconoscimento di Israele, accettazione degli accordi firmati con Israele e rinuncia alla violenza. Il 4% non ha espresso un parere. Nel campione sono state incluse 517 persone. Il margine d'errore e' del 4,3%.

RUSSIA: esplosione in miniera

Sono 61 i minatori morti a causa dell'esplosione avvenuta nella miniera di carbone di Ulyanovskaya, nella regione siberiana di Kemerovo, probabilmente causata da una fuga di gas. La notizia è stata riportata dall'agenzia Interfax ma non ancora confermata dalle autorità. Al momento dell'esplosione nella miniera, situata vicino alla città siberiana di Novokuznetsk, 3.000 chilometri a est di Mosca, stavano lavorando 168 minatori.

CINA

Due navi merci si sono scontrate durante il fine settimana nel Mar della Cina orientale, causando la morte di almeno otto persone, mentre altri nove marinai rimangono dispersi. Lo riferiscono oggi i media cinesi. La collisione è avvenuta al largo della provincia di Zhejiang, tra un cargo cinese e uno di Hong Kong, che è affondato poco dopo. Delle 29 persone a bordo di quest'ultimo, 12 sono state soccorse, ma oltre agli otto corpi recuperati è ancora incerta la sorte di nove dispersi.

COREA DEL NORD

Dopo l'accordo sul nucleare, Stati Uniti e Corea del Nord hanno raggiunto un accordo per risolvere la questione dei 25 milioni di dollari di fondi nordcoreani (quasi 19 milioni di euro) "congelati" da Washington, che accusava Pyongyang di attività finanziarie illecite. Lo hanno riferito oggi i diplomatici Usa impegnati nella trattativa. Secondo l'inviato di Washington per la questione del nucleare, Christopher Hill, i colloqui a sei (con Cina, Giappone, Russia e Corea del Sud) ripresi oggi potranno ora "spostarsi sul prossimo problema, e ce ne sono tanti". I fondi verranno trasferiti su un conto nordcoreano presso la Banca cinese, e saranno usati per l'istruzione e altri scopi umanitari. Secondo Daniel Glaser, vice assistente del segretario del Tesoro, è stata Pyongyang a proporre questa soluzione. Gli Usa avevano congelato questi fondi accusando la Corea del Nord di contraffazione e riciclaggio di denaro, con l'obiettivo di finanziare il suo programma nucleare.

NIGERIA

Due cittadini stranieri, forse asiatici, sono stati rapiti da sconosciuti durante il fine settimana nella Nigeria sudorientale. Lo ha detto oggi Mike Udha, un portavoce del governo. 'I due uomini, ha aggiunto il portavoce, sono stati prelevati nel corso di un'operazione di commando dalla loro azienda a Nnewi. Con loro e' stato rapito anche un dipendente nigeriano'.

ITALIA

Coltelli a Milano

Sabato sera, quando a Lucca non era ancora terminata la giornata antifascista per l’accoltellamento di Emanuele Pardini, 2 livornesi e un pisano sono stati accoltellati a Milano a margine di una manifestazione di arti marziali. I 3 erano a Milano ad assistere ad alcuni combattimenti che vedevano impegnati atleti della palestra Rendoki di Livorno insieme ad amici e parenti degli atleti. Usciti dal palazzo dello sport dove si svolgeva la manifestazione si sono diretti alla spicciolata verso il pullman ma pochi metri fuori dalla struttura sono stati aggrediti, all’urlo di «livornesi comunisti di merda», da una ventina di skins milanesi muniti di coltelli, tirapugni e manganelli estraibili. Quando sono arrivati i compagni dei 3 ragazzi feriti ormai gli aggressori stavano scappando. Tutti e 3 hanno riportato molte ferite in particolare per colpi alla testa e alcune coltellate alla schiena e ai glutei.

Troppi debiti per le famiglie

Allarme della Uil per l'indebitamento delle famiglie. 'L'andamento del mercato del credito al consumo in Italia cresce in misura esponenziale. Secondo la Uil, solo nel 2006 i prestiti sono cresciuti in media del 12% con tipologie che pero' arrivano fino al 31%. La Uil parla di eccessivo indebitamento delle famiglie e dei prestiti a cui devono ricorrere le fasce piu' deboli come pensionati anche 'ultraottantenni', per riuscire a pagare bollette ed utenze.

Bergamo: Finanza chiude rete peer to peer

La Finanza ha denunciato 11 persone e individuato migliaia di utenti che scaricavano illegalmente file protetti dal copyright

La Guardia di Finanza di Bergamo, coordinata dalla Procura di Brescia, ha eseguito perquisizioni in tutto il territorio nazionale nei confronti degli utilizzatori di un’illecita rete di condivisione «peer to peer». Migliaia di utenti potevano accedere al network per mettere in comune o scaricare brani musicali ed altri contenuti protetti dal diritto d’autore. Sequestrati 16 computer che permettevano la messa in condivisione di milioni di brani tramite la nota piattaforma P2P Direct Connect. Migliaia di utenti potevano dunque, accedendo alla rete illegale, mettere in comune, oltre ai brani musicali, anche altro materiale tutelato dal diritto d’autore (film e software).


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