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Gr Flash di venerdi 7 giugno - ore 17.00

Dal Mondo USA - Con un discorso televisivo in prima serata, il presidente Usa, George W. Bush, ha annunciato ieri sera cambiamenti radicali nel sistema della sicurezza nazionale, con l’obiettivo dichiarato di prevenire e contrastare la minaccia del terrorismo. Quattro le aree d’intervento del nuovo dipartimento ministeriale permanente destinato alla missione di difesa: sicurezza dei confini e dei trasporti, stato di preparazione all'emergenza e alla risposta, misure contro il bio-terrorismo e protezione delle infrastrutture. La nuova struttura assorbirà, almeno in parte, poteri e funzioni dai ministeri della giustizia, del tesoro, dei trasporti, dell'agricoltura e della sanità e da altre agenzie già esistenti. Intanto Sempre ieri l'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Mary Robinson, ha criticato le misure statunitensi tese a rafforzare la sicurezza nei punti di ingresso degli Usa per impedire l'entrata a tutti coloro che sono potenzialmente pericolosi per la sicurezza nazionale. La signora Robinson ha sollevato timori che in nome della guerra al terrorismo possano essere introdotte legislazioni che ledono le libertà civili. Le nuove misure, stando al ministro della giustizia Usa John Ashcroft, solo nei primi 12 mesi porterebbero a schedare più di 100mila persone prima dell'ingresso, con particolare attenzione a tutti coloro che provengono dal Medio Oriente, da nazioni musulmane o da tutti quei Paesi notoriamente legati al movimento terroristico che fa capo a Osama bin Laden. Secondo l'Alto Commissario la tragedia delle ‘Twin Towers’ e del Pentagono ha fatto capire "come le varie parti del mondo siano interconnesse fra di loro e che nessun Paese resta immune dagli effetti delle ostilità che si vengono costruendo". In questa prospettiva, secondo la signora Robinson non è lecito “restringere i confini del nostro mondo". Ex presidente irlandese, la signora Robinson aveva già in passato fortemente criticato il trattamento riservato ai prigionieri talebani e di al Qaeda affermando anche allora che le misure anti-terrorismo introdotte in alcuni Paesi venivano usate per frenare il legittimo dissenso politico.

Dall'Italia


Gr serale di venerdi 7 giugno - ore 19.30

SOMMARIO

Dal Mondo

Dall'Italia

DAL MONDO

DALL'ITALIA


Aggiornamento delle ore 11.00

Palestina

Dopo Ramallah ieri, Betlemme e Hebron nella notte, in mattinata truppe israeliane appoggiate da una trentina di carri armati hanno compiuto un'ennesima irruzione in Cisgiordania penetrando a Jenin, ove gia' avevano fatto irruzione 24 ore fa per poi ritirarsi e attestanrsi tutto intorno, circondando la citta'. Stando a quanto riferito dalla stessa radio statale ebraica, a Jenin gli occupanti hanno anche aperto il fuoco, sebbene per lo piu' si sia trattato di colpi di avvertimento esplosi in aria a scopo intimidatorio. Non si ha in effetti notizia di combattimenti con la resistenza palestinese. I soldati hanno poi preso a effettuare rastrellamenti casa per casa alla ricerca di presunti estremisti da catturare.

La polizia di Gerusalemme e' presente in forze stamane nelle vie del centro a presidiare la sfilata - senza precedenti nel suo genere nella citta' - di omosessuali e lesbiche convocata con lo slogan: 'Amore senza confini'. I partecipanti - fra cui una delegazione italiana di Arcigay guidata dal responsabile per l'estero Renato Sabbadini - prevedono di lanciare in aria palloncini neri in ricordo degli israeliani e dei palestinesi uccisi in 20 mesi di intifada. La sfilata ha destato fortissima ostilita' negli ambienti ebraici ortodossi della citta'. Secondo la lista cittadina di Shas, quella odierna e' in realta' una sfilata della vergogna, conodotta da gente malata e disgustosa. Rabbini ultraortodossi, pur deprecando la iniziativa, hanno fatto appello ai loro fedeli di non avvicinarsi affatto alla manifestazione, anche per non esporre i timorati alla vista di persone degne di essere condannate. Militanti del gruppo di estrema destra Kach hanno invece preannunciato che cercheranno di compiere azioni di disturbo, ad esempio lanciando uova contro la sfilata. Al di la' di queste polemiche, la polizia di Gerusalemme teme che la presenza di una folla di persone - gli organizzatori prevedono l'arrivo di alcune migliaia di persone - possa indurre militanti palestinesi a compiere nuovi attentati.

Palermo

Hanno trascorso la seconda notte nella Cattedrale di Palermo, i senza casa che da mercoledi' occupano pacificamente il duomo per chiedere un alloggio popolare. Per oggi pomeriggio i manifestanti, una ventina di famiglie del "Comitato di lotta per la casa", hanno indetto una assemblea cittadina per sensibilizzare l'opinione pubblica sul loro problema e sollecitare la ricerca di una soluzione. A fianco dei senza casa, si schiera intanto il Forum Sociale di Palermo che spiega come l'occupazione della Cattedrale non sia "un atto ostile verso la chiesa palermitana e il suo massimo luogo di culto, ma piuttosto l'espressione della disperazione motivata da mesi di lotte civili, pacifiche, sofferte e piene di sacrifici personali, ma ancora senza risposte certe".

Scioperi FIAT

Sciopero di quattro ore oggi a Torino per i lavoratori della Fiat, allargato anche all'indotto. L'agitazione è stata indetta unitariamente da Fiom, Fim, Uilm e Fismic. Ma anche i metalmeccanci dell'Ugl annunciano che incroceranno le braccia: "Vogliamo l'apertura di un negoziato vero" ha dichiarato ieri il segretario nazionale di categoria.

Roma

Presidio lavoratrici precarie trasporto scuola in ottavo municipio.

Aggiornamento ore 12.30

Sciopero di quattro ore e corteo a Torino, stamane, contro il piano di esuberi deciso dalla Fiat: migliaia di lavoratori - 2-3 mila secondo le forze dell' ordine, oltre 10 mila per i sindacati - sono partiti dal cancello 5 di Mirafiori per attraversare la citta' e giungere in piazza Castello. Alta l' adesione allo sciopero secondo i sindacati: per la Fiom la media e' stata dell' 80-85% con punte del 100% alla Teksid di Crescentino e alla Microtecnica, un' azienda dell' indotto. Al corteo hanno aderito anche i lavoratori di numerose aziende dell' indotto per le quali il contraccolpo della crisi Fiat sarebbe la perdita di circa 10 mila posti di lavoro. Nel corteo sventolano le bandiere dei sindacati metalmeccanici, quelle dei Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista. Uno striscione dei lavoratori della New Box rappresentava i timori dell' indotto: Non siamo operai Fiat, ma siamo legati dalla medesima situazione: 70 famiglie licenziate. [http://www.ansa.it ANSA]

I dirigenti delle Legacoop della Calabria, i presidenti delle cooperative associate e numerosi soci hanno raccolto le loro impronte digitali, corredate di dati anagrafiche. La documentazione raccolta e' stata gia' inviata al Questore di Catanzaro. Si tratta, ha spiegato Quirino Ledda, responsabile del settore servizi della Lega delle cooperative calabrese, di una forma di protesta contro la nuova legge Bossi-Fini sull'immigrazione ed in particolare contro la normativa che prevede l'identificazione degli immigrati attraverso il rilevamento delle impronte. Nei mesi scorsi l'associazione cooperativa aveva diffuso i dati di un sondaggio in base al quale la gran parte della popolazione calabrese risulterebbe favorevole alla presenza di lavoratori immigrati sul territorio regionale.

Australia

I tassi di suicidio nei centri di detezione per richiedenti asilo in Australia sono almeno 10 volte piu' alti della popolazione in generale. Lo afferma uno studio del Collegio degli psichiatri di Australia e Nuova Zelanda, presentato alla delegazione del 'Comitato Onu sulla detenzione arbitraria', che ha appena concluso un'ispezione dei centri. Secondo la presidente del Collegio degli psichiatri Louise Newman lo studio mostra che autolesioni e tentativi di suicidio sono ormai endemici in tutti i centri, anche tra i minori che non hanno ancora raggiunto la puberta. Non c'e' alcun dubbio nella mente degli psichiatri che la detenzione e' tossica per la salute mentale ed e' all'origine di una gamma di problemi di salute mentale. Ha aggiunto che le conclusioni della visita dell'Onu avallano i ripetuti appelli degli psichiatri e di altre organizzazioni religiose e di assistenza, di liberare dalla detenzione almeno i minori e le donne. La delegazione ha trascorso le ultime due settimane visitando cinque dei centri di detenzione, per lo piu' situati in zone remote dell'entroterra, e ha espresso preoccupazioni su vari aspetti, a partire dalla lunghezza ed incertezza dell'attesa di una decisione sulle domande di asilo, che portano ad una sindrome di depressione collettiva. Il capo della delegazione, il giudice Louis Joinet, ha detto che i criminali comuni hanno un futuro piu' certo dei detenuti nei campi e ha in particolare criticato la detenzione di bambini e minorenni, di donne incinte, di persone disabili e di anziani. Secondo il ministro dell'Immigrazione Philip Ruddock non e' il governo ma la delegazione dell'Onu che dovrebbe sentirsi in imbarazzo, per le critiche infondate rivolte alla politica australiana di detenzione obbligatoria. Ha aggiunto che il rapporto non e' credibile perche' basato solo su informazioni venute da gruppi di sostegno dei profughi e non e' stato sottoposto alle verifiche del governo. (ANSA). XMC

gror070602 (last edited 2008-06-26 10:07:19 by anonymous)