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'''Italia'''


'''Castelli No Fiamma'''

I quattro giorni di festa nazionale di Fiamma ad Albano arrivano al termine di un biennio di aggressioni e sanguinose provocazioni ai danni dei centri sociali e non solo; come testimoniano le recenti vicende romane di Villa Ada, Casalbertone, il ferimento di un compagno dell’assemblea NO FLY di Ciampino, i raid vandalici dello scorso agosto contro il c.s.o.a di Marino, il danneggiamento di una enoteca nel centro di Albano non gradita agli ambienti ultrafascisti.

Dopo che già lo scorso anno era stato consentito a questi soggetti un lugubre corteo elettorale, protetto da un imponente schieramento poliziesco che aveva bastonato gli antifascisti, ora la provocazione si ripete moltiplicata per quattro.
Probabilmente gli organi di polizia e le amministrazioni locali gradiscono il fatto che il Movimento Politico occidentale e Veneto Fronte skinheads, già sciolti in esecuzione del decreto Mancino, si siano facilmente riciclati in una formazione che punta a rinverdire i “fasti” del vecchio MSI.
Tanto più adesso che tromboni del fascismo ruspante come Storace e Buontempo, con la benedizione e il controllo di Berlusconi, lasciano Fini, ma senza rischiare di perdere la poltrona parlamentare.
Questa aspirazione si sposa con il bisogno dei capi-bastone di passare dalle clientele locali, tipo Mattei, a quelle nazionali, tipo Berlusconi.

Come sempre, spetta a noi contrapporsi alle tante forme di repressione padronale e fascismo: l’aggressione al potere d’acquisto dei salari; gli affitti da strozzini; la marea montante della precarietà; l’oscurantismo e la violenza patriarcale; la devastazione aziendalistica dei territori; il razzismo sfruttatore del lavoro dei migranti. E contrapporsi anche all’utilizzo sfacciato di queste bande.

MOBILITIAMOCI CON FORZA NEI GIORNI 13-14-15-16 SETTEMBRE PER IMPEDIRE
AI NAZIFASCISTI DI SCORRAZZARE IMPUNITI NEL PAESE.

13 SETTEMBRE – PRESIDIO P.ZA SAN PIETRO ALBANO ORE 17 - 22 appuntamento ore 13.30 ferrovie laziali per prndere il treno insieme.

14 SETTEMBRE – PRESIDIO P.ZA SAN PIETRO ORE 17 - 22.
15 SETTEMBRE – CORTEO P.ZA MAZZINI ORE 16.
16 SETTEMBRE – PICCHETTI DIFFUSI NEL PAESE.


'''Trastevere'''

14 SETTEMBRE 2007---- TRASTEVERE LIBERA
MANIFESTAZIONE ORE 17,30 DA
GIOACCHINO BELLI

APERITIVO POPOLARE ED ITINERANTE PER LE VIE DEL
QUARTIERE CONTRO LA
MILITARIZZAZIONE DEL QUARTIERE, CONTRO L’ESPULSIONE
DEI CETI POPOLARI,
PER LA QUALITÀ DELLA VITA DEL RIONE

Il 5 settembre una affollata assemblea presso l’Ass.Culturale il
Cantiere ha deciso di prendere la parola su quanto sta accadendo, e su quanto si
sta
dicendo a proposito della situazione dello storico quartiere di
Trastevere.Hanno partecipato a quell’assemblea comitati, collettivi,
residenti storici, frequentatori, ambulanti, studenti e lavoratori
della
zona.


'''Anzio'''

Cinque giovani di Anzio fra i 14 e i
23 anni, di cui tre minorenni, sono stati denunciati per
danneggiamento dai carabinieri della stazione di Lavinio mentre
realizzavano dei murales.
I giovani, che erano divisi in due gruppi, avevano prima
affrescato di bianco un muro della stazione ferroviaria di
Marechiaro e mentre alcuni si fermavano per disegnare i murales,
gli altri si erano recati alla stazione ferroviaria di Lavinio
dove stavano preparando un'altra base bianca

'''ESTERI'''

'''Iraq'''

BAGHDAD: IN CENTINAIA MANIFESTANO CONTRO MURO DI SEPARAZIONE
Centinaia di iracheni, sunniti e sciiti, hanno manifestato oggi a Baghdad contro il progetto americano di costruzione di un muro di separazione nei quartieri nord-occidentali della capitale. Il muro, la cui costruzione è stata avviata la scorsa settimana, sarà lungo due chilometri, e dividerà il quartiere a maggioranza sciita di al-Shula e quello a maggioranza sunnita di Ghazaliya. I manifestanti – che hanno detto di non essere stati interpellati per il progetto - hanno lamentato il fatto che questa barriera di divisione non farà altro che acuire il settarismo e gli episodi di intolleranza tra le due comunità. Gli abitanti dei due quartieri hanno chiesto l’intervento del governo per fermare i lavori e garantire che la parte di muro già eretta venga subito demolita. In un comunicato diffuso dagli organizzatori si spiega che “questa barriera dividerà famiglie da famiglie e non contribuirà a riportare la stabilità nel paese”. L’imam radicale sciita Moqtada al Sadr ha invitato gli abitanti a “dipingere con colori accesi i muri eretti dagli invasori, mostrando il volto brutale e la devastazione causata dall’occupazione”. In aprile le truppe americane avevano edificato un muro circolare, lungo cinque chilometri, intorno al quartiere sunnita di Adhamiyah, sulla riva orientale del Tigri, per prevenire – secondo il comando statunitense – gli attacchi dei miliziani sciiti. Nonostante le proteste della popolazione civile e del governo, la costruzione del muro è stata portata a termine ed è bersaglio ancora oggi di accese polemiche nel paese.


'''Siria'''

Nuove restrizioni per gli iracheni in fuga verso Damasco
L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha denunciato le nuove restrizioni riguardanti i visti che permettono agli iracheni di soggiornare in Siria. Le autorità di Damasco hanno dichiarato di aver disposto il provvedimento a causa dell'"insostenibile afflusso di rifugiati in fuga dall' Iraq". Immediate le repliche delle agenzie umanitarie e della Unhcr, che si dichiarano all'unisono "preoccupate per le sorti di milioni di persone, d'ora in poi costrette a restare nelle pericolosissime zone dell'Iraq battute da conflitti e violenze". Le nuove restrizioni riguarderanno tutti coloro che attraversano il confine siriano senza un regolare permesso di soggiorno, ma per adesso restano esonerati dai controlli gli uomini di affari e le autorità accademiche.



'''Stephen Biko'''

Il 12 settembre del 1977, il corpo senza vita di Steve Biko veniva ritrovato nella cella dove era stato rinchiuso dal 18 agosto precedente. Biko aveva allora 30 anni ed era stato il fondatore del primo sindacato studentesco di soli neri in Sudafrica (l’Organizzazione degli studenti africani). All’epoca, i medici e le autorità del carcere dove era stato rinchiuso sostennero che la morte era stata causata da uno sciopero della fame, ma la giornalista Helen Zille (attuale capo del principale partito di opposizione, Alleanza democratica) era riuscita a provare che Biko era deceduto per le torture inflitte dalla polizia. Con la scomparsa di Biko, arrivarono anche nuove sanzioni internazionali contro il regime di apartheid.
Nel XXX anniversario della scomparsa dell’attivista anti-apartheid Steve Biko, morto per le ferite alla testa causate dalla polizia sudafricana durante un interrogatorio, 266 medici di istituti e centri universitari di tutto il mondo hanno pubblicato una lettera sull'ultimo numero della rivista medica inglese “The Lancet” facendo un parallelo tra quella vicenda e la situazione di Guantanamo. Allora, un medico fu espulso dall’ordine per aver fornito cure inadeguate e aver mentito sulle vere cause della morte di Biko (inizialmente si affermò che l’attivista era morto a causa di uno sciopero della fame) e un altro venne ammonito; nel centro di Guantanamo (sull’isola di Cuba, ma sotto la giurisdizione americana) dove sono detenuti i prigionieri della cosiddetta guerra contro il terrore, il personale medico presente – secondo i firmatari della lettera – sta venendo meno alle regole della professione. “Lo scorso anno – si legge – abbiamo consigliato di consultare gli organismi professionali competenti in merito alla pratica da parte dei medici di Guantanamo di nutrire a forza i prigionieri che si rifiutavano di mangiare venendo così meno a principi etici da internazionalmente riconosciuti. Ma l’Associazione medica americana (Ama), dopo 18 mesi, non ci ha ancora risposto, le autorità californiane ci hanno detto di non essere competenti per territorio e quelle della Georgia hanno concluso che non c’erano prove sufficienti per continuare l’inchiesta.

'''Londra - Pegah'''

Pegah è finalmente libera e si trova a casa di amici a Sheffield". La notizia della liberazione di Pegah Emambakhsh dal centro di detenzione di Yarl's Wood è arrivata nella tarda serata dell' 11 settembre 2007 a Matteo Pegoraro, Roberto Malini e Dario Picciau del Gruppo EveryOne. La lesbica iraniana che rischiava la deportazione dal Regno Unito, dove le era stato negato l'asilo come rifugiata, all'Iran, dove la attendeva la morte certa, è stata infatti rilasciata dalle autorità inglesi in seguito alla mobilitazione internazionale guidata dall'italiana EveryOne, in collaborazione con IRQO e Friends of Pegah Campaign, e cui hanno aderito decine di migliaia di cittadini e centinaia di associazioni e organizzazioni per i diritti umani a livello internazionale.

"Ora che Pegah è fuori del carcere possiamo tirare un sospiro di sollievo" dichiara Matteo Pegoraro, leader con Malini di EveryOne. "Queste ultime ore sono state piene di tensione, eravamo preoccupati per la salute di Pegah e ci attendevamo una risposta da Yarl's Wood, dopo le nostre ultime campagne per la sua liberazione".
Pegah è finalmente libera e si trova a casa di amici a Sheffield". La notizia della liberazione di Pegah Emambakhsh dal centro di detenzione di Yarl's Wood è arrivata nella tarda serata dell' 11 settembre 2007 a Matteo Pegoraro, Roberto Malini e Dario Picciau del Gruppo EveryOne. La lesbica iraniana che rischiava la deportazione dal Regno Unito, dove le era stato negato l'asilo come rifugiata, all'Iran, dove la attendeva la morte certa, è stata infatti rilasciata dalle autorità inglesi in seguito alla mobilitazione internazionale guidata dall'italiana EveryOne, in collaborazione con IRQO e Friends of Pegah Campaign, e cui hanno aderito decine di migliaia di cittadini e centinaia di associazioni e organizzazioni per i diritti umani a livello internazionale.

"Ora che Pegah è fuori del carcere possiamo tirare un sospiro di sollievo" dichiara Matteo Pegoraro, leader con Malini di EveryOne. "Queste ultime ore sono state piene di tensione, eravamo preoccupati per la salute di Pegah e ci attendevamo una risposta da Yarl's Wood, dopo le nostre ultime campagne per la sua liberazione".

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Sommario

Italia

Castelli No Fiamma

I quattro giorni di festa nazionale di Fiamma ad Albano arrivano al termine di un biennio di aggressioni e sanguinose provocazioni ai danni dei centri sociali e non solo; come testimoniano le recenti vicende romane di Villa Ada, Casalbertone, il ferimento di un compagno dell’assemblea NO FLY di Ciampino, i raid vandalici dello scorso agosto contro il c.s.o.a di Marino, il danneggiamento di una enoteca nel centro di Albano non gradita agli ambienti ultrafascisti.

Dopo che già lo scorso anno era stato consentito a questi soggetti un lugubre corteo elettorale, protetto da un imponente schieramento poliziesco che aveva bastonato gli antifascisti, ora la provocazione si ripete moltiplicata per quattro. Probabilmente gli organi di polizia e le amministrazioni locali gradiscono il fatto che il Movimento Politico occidentale e Veneto Fronte skinheads, già sciolti in esecuzione del decreto Mancino, si siano facilmente riciclati in una formazione che punta a rinverdire i “fasti” del vecchio MSI. Tanto più adesso che tromboni del fascismo ruspante come Storace e Buontempo, con la benedizione e il controllo di Berlusconi, lasciano Fini, ma senza rischiare di perdere la poltrona parlamentare. Questa aspirazione si sposa con il bisogno dei capi-bastone di passare dalle clientele locali, tipo Mattei, a quelle nazionali, tipo Berlusconi.

Come sempre, spetta a noi contrapporsi alle tante forme di repressione padronale e fascismo: l’aggressione al potere d’acquisto dei salari; gli affitti da strozzini; la marea montante della precarietà; l’oscurantismo e la violenza patriarcale; la devastazione aziendalistica dei territori; il razzismo sfruttatore del lavoro dei migranti. E contrapporsi anche all’utilizzo sfacciato di queste bande.

MOBILITIAMOCI CON FORZA NEI GIORNI 13-14-15-16 SETTEMBRE PER IMPEDIRE AI NAZIFASCISTI DI SCORRAZZARE IMPUNITI NEL PAESE.

13 SETTEMBRE – PRESIDIO P.ZA SAN PIETRO ALBANO ORE 17 - 22 appuntamento ore 13.30 ferrovie laziali per prndere il treno insieme.

14 SETTEMBRE – PRESIDIO P.ZA SAN PIETRO ORE 17 - 22. 15 SETTEMBRE – CORTEO P.ZA MAZZINI ORE 16. 16 SETTEMBRE – PICCHETTI DIFFUSI NEL PAESE.

Trastevere

14 SETTEMBRE 2007


TRASTEVERE LIBERA MANIFESTAZIONE ORE 17,30 DA GIOACCHINO BELLI

APERITIVO POPOLARE ED ITINERANTE PER LE VIE DEL QUARTIERE CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DEL QUARTIERE, CONTRO L’ESPULSIONE DEI CETI POPOLARI, PER LA QUALITÀ DELLA VITA DEL RIONE

Il 5 settembre una affollata assemblea presso l’Ass.Culturale il Cantiere ha deciso di prendere la parola su quanto sta accadendo, e su quanto si sta dicendo a proposito della situazione dello storico quartiere di Trastevere.Hanno partecipato a quell’assemblea comitati, collettivi, residenti storici, frequentatori, ambulanti, studenti e lavoratori della zona.

Anzio

Cinque giovani di Anzio fra i 14 e i 23 anni, di cui tre minorenni, sono stati denunciati per danneggiamento dai carabinieri della stazione di Lavinio mentre realizzavano dei murales. I giovani, che erano divisi in due gruppi, avevano prima affrescato di bianco un muro della stazione ferroviaria di Marechiaro e mentre alcuni si fermavano per disegnare i murales, gli altri si erano recati alla stazione ferroviaria di Lavinio dove stavano preparando un'altra base bianca

ESTERI

Iraq

BAGHDAD: IN CENTINAIA MANIFESTANO CONTRO MURO DI SEPARAZIONE Centinaia di iracheni, sunniti e sciiti, hanno manifestato oggi a Baghdad contro il progetto americano di costruzione di un muro di separazione nei quartieri nord-occidentali della capitale. Il muro, la cui costruzione è stata avviata la scorsa settimana, sarà lungo due chilometri, e dividerà il quartiere a maggioranza sciita di al-Shula e quello a maggioranza sunnita di Ghazaliya. I manifestanti – che hanno detto di non essere stati interpellati per il progetto - hanno lamentato il fatto che questa barriera di divisione non farà altro che acuire il settarismo e gli episodi di intolleranza tra le due comunità. Gli abitanti dei due quartieri hanno chiesto l’intervento del governo per fermare i lavori e garantire che la parte di muro già eretta venga subito demolita. In un comunicato diffuso dagli organizzatori si spiega che “questa barriera dividerà famiglie da famiglie e non contribuirà a riportare la stabilità nel paese”. L’imam radicale sciita Moqtada al Sadr ha invitato gli abitanti a “dipingere con colori accesi i muri eretti dagli invasori, mostrando il volto brutale e la devastazione causata dall’occupazione”. In aprile le truppe americane avevano edificato un muro circolare, lungo cinque chilometri, intorno al quartiere sunnita di Adhamiyah, sulla riva orientale del Tigri, per prevenire – secondo il comando statunitense – gli attacchi dei miliziani sciiti. Nonostante le proteste della popolazione civile e del governo, la costruzione del muro è stata portata a termine ed è bersaglio ancora oggi di accese polemiche nel paese.

Siria

Nuove restrizioni per gli iracheni in fuga verso Damasco L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha denunciato le nuove restrizioni riguardanti i visti che permettono agli iracheni di soggiornare in Siria. Le autorità di Damasco hanno dichiarato di aver disposto il provvedimento a causa dell'"insostenibile afflusso di rifugiati in fuga dall' Iraq". Immediate le repliche delle agenzie umanitarie e della Unhcr, che si dichiarano all'unisono "preoccupate per le sorti di milioni di persone, d'ora in poi costrette a restare nelle pericolosissime zone dell'Iraq battute da conflitti e violenze". Le nuove restrizioni riguarderanno tutti coloro che attraversano il confine siriano senza un regolare permesso di soggiorno, ma per adesso restano esonerati dai controlli gli uomini di affari e le autorità accademiche.

Stephen Biko

Il 12 settembre del 1977, il corpo senza vita di Steve Biko veniva ritrovato nella cella dove era stato rinchiuso dal 18 agosto precedente. Biko aveva allora 30 anni ed era stato il fondatore del primo sindacato studentesco di soli neri in Sudafrica (l’Organizzazione degli studenti africani). All’epoca, i medici e le autorità del carcere dove era stato rinchiuso sostennero che la morte era stata causata da uno sciopero della fame, ma la giornalista Helen Zille (attuale capo del principale partito di opposizione, Alleanza democratica) era riuscita a provare che Biko era deceduto per le torture inflitte dalla polizia. Con la scomparsa di Biko, arrivarono anche nuove sanzioni internazionali contro il regime di apartheid. Nel XXX anniversario della scomparsa dell’attivista anti-apartheid Steve Biko, morto per le ferite alla testa causate dalla polizia sudafricana durante un interrogatorio, 266 medici di istituti e centri universitari di tutto il mondo hanno pubblicato una lettera sull'ultimo numero della rivista medica inglese “The Lancet” facendo un parallelo tra quella vicenda e la situazione di Guantanamo. Allora, un medico fu espulso dall’ordine per aver fornito cure inadeguate e aver mentito sulle vere cause della morte di Biko (inizialmente si affermò che l’attivista era morto a causa di uno sciopero della fame) e un altro venne ammonito; nel centro di Guantanamo (sull’isola di Cuba, ma sotto la giurisdizione americana) dove sono detenuti i prigionieri della cosiddetta guerra contro il terrore, il personale medico presente – secondo i firmatari della lettera – sta venendo meno alle regole della professione. “Lo scorso anno – si legge – abbiamo consigliato di consultare gli organismi professionali competenti in merito alla pratica da parte dei medici di Guantanamo di nutrire a forza i prigionieri che si rifiutavano di mangiare venendo così meno a principi etici da internazionalmente riconosciuti. Ma l’Associazione medica americana (Ama), dopo 18 mesi, non ci ha ancora risposto, le autorità californiane ci hanno detto di non essere competenti per territorio e quelle della Georgia hanno concluso che non c’erano prove sufficienti per continuare l’inchiesta.

Londra - Pegah

Pegah è finalmente libera e si trova a casa di amici a Sheffield". La notizia della liberazione di Pegah Emambakhsh dal centro di detenzione di Yarl's Wood è arrivata nella tarda serata dell' 11 settembre 2007 a Matteo Pegoraro, Roberto Malini e Dario Picciau del Gruppo EveryOne. La lesbica iraniana che rischiava la deportazione dal Regno Unito, dove le era stato negato l'asilo come rifugiata, all'Iran, dove la attendeva la morte certa, è stata infatti rilasciata dalle autorità inglesi in seguito alla mobilitazione internazionale guidata dall'italiana EveryOne, in collaborazione con IRQO e Friends of Pegah Campaign, e cui hanno aderito decine di migliaia di cittadini e centinaia di associazioni e organizzazioni per i diritti umani a livello internazionale.

"Ora che Pegah è fuori del carcere possiamo tirare un sospiro di sollievo" dichiara Matteo Pegoraro, leader con Malini di EveryOne. "Queste ultime ore sono state piene di tensione, eravamo preoccupati per la salute di Pegah e ci attendevamo una risposta da Yarl's Wood, dopo le nostre ultime campagne per la sua liberazione". Pegah è finalmente libera e si trova a casa di amici a Sheffield". La notizia della liberazione di Pegah Emambakhsh dal centro di detenzione di Yarl's Wood è arrivata nella tarda serata dell' 11 settembre 2007 a Matteo Pegoraro, Roberto Malini e Dario Picciau del Gruppo EveryOne. La lesbica iraniana che rischiava la deportazione dal Regno Unito, dove le era stato negato l'asilo come rifugiata, all'Iran, dove la attendeva la morte certa, è stata infatti rilasciata dalle autorità inglesi in seguito alla mobilitazione internazionale guidata dall'italiana EveryOne, in collaborazione con IRQO e Friends of Pegah Campaign, e cui hanno aderito decine di migliaia di cittadini e centinaia di associazioni e organizzazioni per i diritti umani a livello internazionale.

"Ora che Pegah è fuori del carcere possiamo tirare un sospiro di sollievo" dichiara Matteo Pegoraro, leader con Malini di EveryOne. "Queste ultime ore sono state piene di tensione, eravamo preoccupati per la salute di Pegah e ci attendevamo una risposta da Yarl's Wood, dopo le nostre ultime campagne per la sua liberazione".

In primo Piano

Editoriale

NOTIZIE BREVI

ESTERI

ITALIA

Siparietto


Gr 13:00

ESTERI

PALESTINA

Altri sei razzi Qassam sono stati sparati questa mattina dalla Striscia di Gaza contro la città israeliana di Sderot e i vicini kibbutz, senza provocare vittime; un incendio è però scoppiato in una delle comunità colpite. Intanto, sono ancora in ospedale 40 dei 67 soldati israeliani feriti ieri dalla caduta di un Qassam vicino alla loro tenda, in un campo di addestramento militare nel Negev occidentale. Il premier israeliano Ehud Olmert si è incontrato ieri con il ministro degli Esteri Tzipi Livni e con Ehud Barak della Difesa per decidere come rispondere all'attacco, ma per il momento ha escluso la possibilità di un'operazione su vasta scala nella Striscia di Gaza.


PAKISTAN

Un gruppo di militanti islamici pachistani ha cercato di far saltare in aria un Buddha gigante di 40 metri, scolpito nel settimo secolo dopo Cristo, in una montagna vicino a Mingora, capoluogo della Swat Valley, nel nord del Pakistan. Lo ha annunciato un dirigente provinciale della sovrintendenza archeologica. "I militanti hanno trapanato la roccia e riempito i buchi di dinamite che hanno fatto quindi saltare. L'esplosione ha danneggiato la parte superiore della parete di roccia, senza però danneggiare l'immagine stessa", ha detto il portavoce, che ha paragonato il gesto a quello dei Taleban del 2001, quand'erano al potere a Kabul, che distrussero con la dinamite le due statue giganti dei Buddha di Bamyan.

Circa 200 militanti filo-talebani hanno attaccato oggi una postazione militare nel Pakistan nord-occidentale, catturando 12 soldati. Lo ha annunciato un ufficiale pachistano. L'attacco è stato effettuato prima dell'alba, con il lancio di alcuni razzi Rpg, alla periferia di Bannu, nella provincia della Frontiera di nord-ovest


RUSSIA

La Russia ha presentato ieri alla televisione nazionale quella che ha definito "la bomba più potente del mondo", l'ultima delle mosse del presidente Vladimir Putin per riaffermare il ruolo del Paese a livello internazionale. La bomba a implosione, detta anche bomba a vuoto, ha detto il vice-capo delle forze armate Alexander Rukshin, pesa sette tonnellate ed è più potente dell'equivalente in dotazione nell'arsenale Usa. Quando esplode, la bomba genera una nuvola di idrocarburi che provoca una sorta di vuoto parziale che causa più danni dell'esplosione stessa. "Tutto quello che è vivo, semplicemente evapora - ha commentato Rushkin - ma non è un'arma nucleare e quindi non contamina l'ambiente". Mosca ha usato bombe a vuoto nel 1999 in Cecenia mentre gli Usa hanno fatto ricorso a un ordigno simile, la bomba termobarica, durante la guerra contro al-Qaeda in Afghanistan

Nel tentativo di innalzare il tasso di natalità, il governatore della provincia russa di Ulyanovsk ha esortato le coppie della città a prendersi un giorno di pausa dal lavoro oggi, per fare l'amore. Inoltre, se tra nove mesi esatti - il 12 giugno è festa nazionale in Russia - una donna partorirà, avrà la possibilità di vincere un elettrodomestico in premio.


CILE

Ieri, 11 settembre, è stato il primo anniversario della morte dell'ex presidente Allende senza Augusto Pinochet, il dittatore deceduto nel suo letto lo scorso dicembre. L'attuale presidente Michelle Bachelet, vestita a lutto, ha lasciato un mazzo di rose bianche al memoriale costruito per ricordare il golpe del 11 settembre 1973 che ha costretto Allende a togliersi la vita. L'altro ieri, invece, durante una manifestazione, convocata dalle associazioni per i diritti umani e dei familiari di detenuti e desaparecidos, almeno 147 cittadini sono stati arrestati e centinaia sono stati fatti oggetto di lancio di lacrimogeni e getti d'acqua da parte dei Carabineros. La repressione si è scatenata quando la testa della manifestazione ha tentato di entrare nella Via Morandé (l'accesso principale della Moneda al tempo di Allende, ma considerata un luogo proibito da Bachelet) per lasciare un omaggio al Presidente.


NIGERIA

Ieri notte in una rivolta scoppiata nel carcere di Agodi, nello stato dell'Oyo, sono morti 11 detenuti e almeno 18 sono rimasti feriti. A scatenare la protesta per ottenere una migliore assistenza sanitaria, è stata la morte di un ragazzo nell'infermeria del carcere. I detenuti hanno preso in ostaggio una delle guardie e, dopo un'ora, hanno tentato di fuggire in massa. A quel punto la polizia penitenziaria ha aperto il fuoco. Nessuno è riuscito a portare a termine la fuga. Le carceri nigeriane ospitano circa 45.000 detenuti, di cui molti rimangono per anni in attesa di un processo.


ITALIA

E' iniziata oggi a Roma la Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici. Il vice direttore generale della FAO David Harcharik ha detto: "Sono 852 milioni le persone vittime della fame e 815 milioni vivono nei Paesi poveri e in via di sviluppo. Questa cifra sta aumentando e la situazione peggiora di anno in anno. Le ragioni di questa drammatica e triste realta' sono tante e complesse, ma una e' quella dei cambiamenti climatici". Secondo Harcharik, il cambiamento del clima del pianeta "e' ormai una realta'" perche' gli studi compiuti mostrano fenomeni di siccita' e alluvioni sempre piu' intensi, aumento del livello dei mari, rialzo delle temperature, incendi boschivi piu' numerosi: E quindi, "Di fronte a questa situazione non e' piu' sufficiente cercare solo di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici: dobbiamo riuscire ad adattarci a questa realta'".

Oggi, intorno alle 3 del mattino a Cagliari un'ottantina di migranti che provavano a sbarcare in Sardenga e sono stati in consegna dagli uomini della questura. L'altro ieri, ne erano arrivati altri 130, parte dei quali è stata alloggiata in alcuni hotel del litorale cagliaritano. C'erano 66 giovani nordafricani partiti dal porto algerino di Hannaba su cinque piccole imbarcazioni e un gommone, avvistati ieri pomeriggio dalla nave oceanografica "Urania" della Marina militare a circa 50 miglia a sud di Capo Spartivento, fra le localita' di Chia (Cagliari) e Teulada (Sulcis). Una sessantina sono stati poi trasferiti su motovedette della capitaneria di Cagliari, mentre gli altri sono saliti su un mezzo della capitaneria di Sant'Antioco. Un'altra dozzina di clandestini, nel frattempo, era riuscita a raggiungere la spiaggia di Santa Margherita di Pula (Cagliari), non lontano da Forte Village, ma e' stata intercettata e portata a Cagliari.

Siparietto


Gr 9:30

ESTERI

ITALIA


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Appunti e note redazionali

Servizi audio della giornata


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gror070912 (last edited 2008-06-26 09:53:18 by anonymous)