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'''cessione della vodafone causa 914 licenziamenti''' '''genova 106ennesima udienza della diaz'''

CORRISPONDENZA


'''Editoriale'''

'''NOTIZIE BREVI'''

'''ESTERI'''

'''CHI DIFENDE I DIFENSORI DEI LAVORATORI?'''

E salito del 25% il numero dei sindacalisti uccisi nel mondo. Lo sostiene la Confederazione sindacale internazionale (Csi), precisando che lo scorso anno sono stati 144 i funzionari degli organismi di tutela dei lavoratori uccisi in tutto il pianeta a fronte dei 115 dell’anno precedente. Nel rapporto, la Csi segnala che la situazione è particolarmente preoccupante in Africa e in Asia, anche se “il paese più pericoloso per svolgere attività sindacale resta la Colombia”. Ma non ci sono solo i morti, secondo lo stesso rapporto ben 168 milioni di difensori dei diritti dei lavoratori sono vittime, nei 153 paesi del pianeta, di violenze, arresti, percosse, torture, incarcerazioni o licenziamenti. Il documento critica fortemente anche i paesi industrializzati. Negli Stati Uniti “milioni di lavoratori sono stati privati dei loro diritti di organizzazione e di negoziazione collettiva”, mentre in Europa, secondo uno studio realizzato dalla società Viego specializzata in controlli sociali, le aziende che rispettano pienamente le libertà sindacali non superano il 10%. Infine, a qualsiasi latitudine, le donne, che “costituiscono la maggioranza della mano d’opera sfruttata nelle zone franche” non si vedono riconoscere i propri diritti oltre ad essere le più esposte agli abusi di licenziamenti arbitrari.

'''ITALIA'''

'''CASSAZIONE: È REATO LA PROTESTA DEI PRECARI SUL POSTO DI LAVORO''

dopo la decidione di giudicare il mobbing come un non reato la cassazione decide ancora sulle lotte dei lavoratori.
infatti risulta essere reato la protesta portata avanti dai precari sul posto di lavoro per ottenere un posto fisso. Lo sottolinea la Cassazione in una sentenza della Seconda sezione penale (la numero 35178) con cui ha condannato per interruzione di pubblico servizio due lavoratrici precarie impiegate a tempo parziale in una scuola di Rossano, nel cosentino, che avevano occupato l'edificio per ottenere dalla pubblica amministrazione un contratto di lavoro definitivo. Per la Suprema Corte il loro comportamento era volto si ad eliminare una «situazione effettivamente antisociale» ma «non possono certo essere riconosciuti nel comportamento di chi commette consapevolmente un reato per indurre la pubblica amministrazione a trasformare in definitivo un contratto di lavoro a tempo parziale». Nei confronti delle due lavoratrici, dunque, è stata annullata la condanna , inflitta sia in primo che in secondo grado, per invasione di edifici mentre è stata convalidata quella per interruzione dei pubblici servizi prevista dall'art. 340

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'''Editoriale'''

'''NOTIZIE BREVI'''

'''ESTERI'''

'''ITALIA'''

CASSAZIONE: È REATO LA PROTESTA DEI PRECARI SUL POSTO DI LAVORO = OCCUPARONO SCUOLA PER AVERE POSTO FISSO, NON È MORALE- CONDANNATE LAVORATRICI PER INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO Roma, 20 set. (Adnkronos) - È reato la protesta portata avanti dai precari sul posto di lavoro per ottenere un posto fisso. Lo sottolinea la Cassazione in una sentenza della Seconda sezione penale (la numero 35178) con cui ha condannato per interruzione di pubblico servizio due lavoratrici precarie impiegate a tempo parziale in una scuola di Rossano, nel cosentino, che avevano occupato l'edificio per ottenere dalla pubblica amministrazione un contratto di lavoro definitivo. Per la Suprema Corte, che ha respinto parzialmente il ricorso di Graziella P. e di Rosetta R., «i motivi di particolare valore morale e sociale», rivendicati dalla difesa delle due operatrici scolastiche secondo le quali il loro comportamento era volto unicamente ad eliminare una «situazione effettivamente antisociale», «non possono certo essere riconosciuti nel comportamento di chi commette consapevolmente un reato per indurre la pubblica amministrazione a trasformare in definitivo un contratto di lavoro a tempo parziale». Nei confronti delle due lavoratrici, dunque, è stata annullata la condanna , inflitta sia in primo che in secondo grado, per invasione di edifici mentre è stata convalidata quella per interruzione dei pubblici servizi prevista dall'art. 340 c.p.

'''CHI DIFENDE I DIFENSORI DEI LAVORATORI?'''

E salito del 25% il numero dei sindacalisti uccisi nel mondo. Lo sostiene la Confederazione sindacale internazionale (Csi), precisando che lo scorso anno sono stati 144 i funzionari degli organismi di tutela dei lavoratori uccisi in tutto il pianeta a fronte dei 115 dell’anno precedente. Nel rapporto, la Csi segnala che la situazione è particolarmente preoccupante in Africa e in Asia, anche se “il paese più pericoloso per svolgere attività sindacale resta la Colombia”. Ma non ci sono solo i morti, secondo lo stesso rapporto ben 168 milioni di difensori dei diritti dei lavoratori sono vittime, nei 153 paesi del pianeta, di violenze, arresti, percosse, torture, incarcerazioni o licenziamenti. Il documento critica fortemente anche i paesi industrializzati. Negli Stati Uniti “milioni di lavoratori sono stati privati dei loro diritti di organizzazione e di negoziazione collettiva”, mentre in Europa, secondo uno studio realizzato dalla società Viego specializzata in controlli sociali, le aziende che rispettano pienamente le libertà sindacali non superano il 10%. Infine, a qualsiasi latitudine, le donne, che “costituiscono la maggioranza della mano d’opera sfruttata nelle zone franche” non si vedono riconoscere i propri diritti oltre ad essere le più esposte agli abusi di licenziamenti arbitrari.

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Gr 19:30

Sommario

In primo Piano

ROMA: NUOVO ASSALTO AL CAMPO NOMADI DI PONTE MAMMOLO, UN FERMO

Questa notte, il campo rom di via Furio Cicogna a Ponte Mammolo è stato nuovamente preso di mira. Verso le 23, infatti si è ripetuta la stessa scena della notte precedente, quando alcuni motorini, transitando sul viadotto della via Tiburtina, hanno lasciato cadere di sotto altre due bottiglie incendiarie che sono divampate, a pochi metri dalle baracche, in una fiammata estintasi immediatamente dopo, senza provocare danni o feriti. I Carabinieri della Stazione S. Basilio, avvisati dagli stessi nomadi, sono subito intervenuti sul posto e hanno potuto notare che più di 40 persone, di età apparentemente compresa tra i 25 ed i 40 anni, con il volto camuffato e armati di bastoni, catene, sassi e bottiglie, a gran voce gridavano verso la baraccopoli sfidando i nomadi ad uscire dall'accampamento, con il chiaro intento di provocare uno scontro. I militari, temendo che la situazione potesse precipitare, dopo aver chiesto rinforzi alla Centrale Operativa, sono intervenuti e i giovani hanno iniziato a scappare, dopo aver lanciato sassi, bastoni e bottiglie in direzione dei Carabinieri e dei nomadi. Nella concitazione del momento, i Carabinieri, di lì a poco raggiunti anche da altre pattuglie, sono riusciti a bloccare un romano di 40 anni, pluripregiudicato. L'uomo, portato in caserma e sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di un taglierino e di un lungo coltello da cucina ed arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma bianca ed oggetti atti ad offendere.

La versione invece di un compagno di ponte mammolo che stava li parla di persone appiedate e con il volto scoperto con sassi e bastoni. Di volanti in borghese arrivate dopo 5 minuti con le pistole in mano, pronti a fermare i rom che volevano rincorrere gli assalitori. Arrivano altre volanti in tutto 7. Nessuna di queste volanti va in cerca degli assalitori che a detta del compagno si erano rifuggiati nei palazzi vicini e sono andati via al solito molto indisturbati. Ricordiamo che questo campo era già stato attaccato martedi notte e che l'intera area come ormai tutti i campi rom di roma sono pattugliati dalle cosidette forze dell'ordine.

genova 106ennesima udienza della diaz

CORRISPONDENZA

Editoriale

NOTIZIE BREVI

ESTERI

CHI DIFENDE I DIFENSORI DEI LAVORATORI?

E salito del 25% il numero dei sindacalisti uccisi nel mondo. Lo sostiene la Confederazione sindacale internazionale (Csi), precisando che lo scorso anno sono stati 144 i funzionari degli organismi di tutela dei lavoratori uccisi in tutto il pianeta a fronte dei 115 dell’anno precedente. Nel rapporto, la Csi segnala che la situazione è particolarmente preoccupante in Africa e in Asia, anche se “il paese più pericoloso per svolgere attività sindacale resta la Colombia”. Ma non ci sono solo i morti, secondo lo stesso rapporto ben 168 milioni di difensori dei diritti dei lavoratori sono vittime, nei 153 paesi del pianeta, di violenze, arresti, percosse, torture, incarcerazioni o licenziamenti. Il documento critica fortemente anche i paesi industrializzati. Negli Stati Uniti “milioni di lavoratori sono stati privati dei loro diritti di organizzazione e di negoziazione collettiva”, mentre in Europa, secondo uno studio realizzato dalla società Viego specializzata in controlli sociali, le aziende che rispettano pienamente le libertà sindacali non superano il 10%. Infine, a qualsiasi latitudine, le donne, che “costituiscono la maggioranza della mano d’opera sfruttata nelle zone franche” non si vedono riconoscere i propri diritti oltre ad essere le più esposte agli abusi di licenziamenti arbitrari.

ITALIA

CASSAZIONE: È REATO LA PROTESTA DEI PRECARI SUL POSTO DI LAVORO

dopo la decidione di giudicare il mobbing come un non reato la cassazione decide ancora sulle lotte dei lavoratori. infatti risulta essere reato la protesta portata avanti dai precari sul posto di lavoro per ottenere un posto fisso. Lo sottolinea la Cassazione in una sentenza della Seconda sezione penale (la numero 35178) con cui ha condannato per interruzione di pubblico servizio due lavoratrici precarie impiegate a tempo parziale in una scuola di Rossano, nel cosentino, che avevano occupato l'edificio per ottenere dalla pubblica amministrazione un contratto di lavoro definitivo. Per la Suprema Corte il loro comportamento era volto si ad eliminare una «situazione effettivamente antisociale» ma «non possono certo essere riconosciuti nel comportamento di chi commette consapevolmente un reato per indurre la pubblica amministrazione a trasformare in definitivo un contratto di lavoro a tempo parziale». Nei confronti delle due lavoratrici, dunque, è stata annullata la condanna , inflitta sia in primo che in secondo grado, per invasione di edifici mentre è stata convalidata quella per interruzione dei pubblici servizi prevista dall'art. 340

ancora proteste per la vivibilità di trastevere

Questa mattina una rappresentanza dei promotori della manifestazione di domnani a Trastevere si è presentata presso la sede del I Municipio in via Giulia, dove si teneva il consiglio municpale. Il gruppo, composto da una ventina di persone, ha aperto uno striscione con su scritto “trastevere libera” e megafonato per denunciare il clima di militarizzazione del quartiere (proprio ieri sera la ennesima operazione contro gli artigiani in piazza trilussa) e per avanzare le proprio proposte, contenute anche in un volantino, per la qualità della vita di tutte e tutti nel rione. Ricordiamo l’appuntamento di domani venerdì 21, alle ore 19.00 in piazza gioaccino belli, per un aperitivo itinerante per le vie del quartiere – come già avvenuto la settimana scorsa.

Siparietto


Gr 13:00

In primo Piano

CHI DIFENDE I DIFENSORI DEI LAVORATORI?

E salito del 25% il numero dei sindacalisti uccisi nel mondo. Lo sostiene la Confederazione sindacale internazionale (Csi), precisando che lo scorso anno sono stati 144 i funzionari degli organismi di tutela dei lavoratori uccisi in tutto il pianeta a fronte dei 115 dell’anno precedente. Nel rapporto, la Csi segnala che la situazione è particolarmente preoccupante in Africa e in Asia, anche se “il paese più pericoloso per svolgere attività sindacale resta la Colombia”. Ma non ci sono solo i morti, secondo lo stesso rapporto ben 168 milioni di difensori dei diritti dei lavoratori sono vittime, nei 153 paesi del pianeta, di violenze, arresti, percosse, torture, incarcerazioni o licenziamenti. Il documento critica fortemente anche i paesi industrializzati. Negli Stati Uniti “milioni di lavoratori sono stati privati dei loro diritti di organizzazione e di negoziazione collettiva”, mentre in Europa, secondo uno studio realizzato dalla società Viego specializzata in controlli sociali, le aziende che rispettano pienamente le libertà sindacali non superano il 10%. Infine, a qualsiasi latitudine, le donne, che “costituiscono la maggioranza della mano d’opera sfruttata nelle zone franche” non si vedono riconoscere i propri diritti oltre ad essere le più esposte agli abusi di licenziamenti arbitrari.

NOTIZIE BREVI

ESTERI

ANCORA MOLTI DIRITTI NEGATI AI LAVORATORI, SOPRATUTTO SE HAITIANI

Un’assenza “totale di protezione per la manodopera haitiana” impiegata nella Repubblica Dominicana, in particolare nelle piantagioni di canna da zucchero, è denunciata nell’ultimo rapporto della Confederazione sindacale internazionale sull’anno 2007. “Generalmente, i datori di lavoro approfittano della congiuntura per sfruttare tale manodopera in condizioni che si avvicinano alla schiavitù” si legge nel documento; tale sfruttamento, “riguarda anche alcuni dominicani di origine haitiana, che a volte sono espulsi dalle forze dell’ordine che non tengono conto della loro doppia cittadinanza”. Violazioni dei diritti dei lavoratori vengono anche segnalate nelle ’zone franche di esportazione’ nelle quali possono installarsi solo aziende la cui produzione è essenzialmente destinata al mercato estero. Nonostante la Repubblica dominicana “faccia parte dei paesi dove i lavoratori hanno il diritto di inscriversi ai sindacati”, nelle zone franche “i titolari sono spesso ostili ai sindacati e i lavoratori che vorrebbero associarsi temono il licenziamento” dice ancora la Confederazione. Il 14 settembre scorso, gruppi di lavoratori e braccianti haitiani, anche privi di documenti in regola, avevano manifestato in diverse località del nord della Repubblica dominicana per chiedere il rispetto dei loro diritti fondamentali. Per fuggire la povertà del loro paese privo di infrastrutture, numerosi haitiani varcano il confine per trovare un lavoro nel paese vicino, economicamente più avanzato.

GAZA: “ABITANTI DI GAZA SONO CIVILI E DEVONO ESSERE PROTETTI”

“I palestinesi di Gaza sono civili e come tali devono essere protetti dal diritto internazionale, l’annuncio israeliano di limitare l’energia elettrica e i rifornimenti alla Striscia potrebbe avere conseguenze disastrose”. Lo ha detto Iyad Nasser, portavoce del Comitato della Croce Rossa Internazionale a Gaza, a proposito delle sanzioni economiche approvate oggi dal gabinetto di sicurezza del consiglio di stato israeliano, che ha dichiarato Gaza “entità nemica”. “La gente è spaventata, soprattutto dal fatto che non sa cosa succederà nei prossimi giorni – spiega – e quando, due settimane fa, gli israeliani sospesero il rifornimento della centrale termoelettrica di Gaza ci furono problemi molto seri per la popolazione”. Qualificando Gaza come ‘entità ostile, Israele potrebbe argomentare che sotto il profilo internazionale non è tenuta a fornire di energia e generi di prima necessità alla popolazione palestinese. Nasser aggiunge che “la popolazione di Gaza dipende dall’energia fornita da Israele per il 40-50%”. Se la minaccia di sospendere l’approvvigionamento si concretizzasse, le conseguenze si rifletterebbero sulla vita di tutti. “Dopo mesi di isolamento in cui anche il rifornimento di medicinali e generi di prima necessità è stato limitato notevolmente – conclude – anche le conseguenze sulla situazione umanitaria sarebbero certamente molto gravi”. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ha esortato Israele a fare marcia indietro. “Invito Israele a riconsiderare questa decisione”, ha dichiarato in una nota, perché “è contraria agli obblighi di Israele verso la popolazione civile, sanciti dal diritto umanitario internazionale”.

MO: Usa; Rice a Ramallah, incontra Fayyad e Abu Mazen

La segretaria di stato americana Condoleezza Rice è giunta stamane a Ramallah, dove è stata ricevuta a colloquio dal premier palestinese Salam Fayyad. Successivamente vedrà il presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas).

Quest'ultimo, secondo fonti palestinesi informate, chiederà alla signora Rice chiarimenti in merito alla conferenza sul conflitto israelo-palestinese che gli Stati Uniti intendono indire quest'autunno.

Da parte palestinese, secondo le fonti, si auspica un maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti nei colloqui israelo-palestinesi in corso al massimo livello, al fine di arrivare a una dichiarazione congiunta che fissi i principi per una soluzione del conflitto.

In precedenza la segretaria di stato è stata ricevuta a colloquio dal presidente israeliano Shimon Peres a Gerusalemme e nel pomeriggio è previsto un incontro col premier Ehud Olmert con il quale, già ieri sera, ha avuto un colloquio di ben tre ore focalizzato sui rapporti israelo-palestinesi.

ITALIA

AVIANO: IERI PRECIPITATO UN F16 VICINO A UN CENTRO ABITATO

Un F16 decollato dalla base Usaf di Aviano, in provincia di Pordenone, è precipitato durante un'esercitazione di routine ieri nel tardo pomeriggio nella zona di Belluno, precisamente in val di Zoldo, a poche centinaia di metri da case abitate. Non ci sono stati feriti, fortunatamente l'aereo non portava armi né munizioni a bordo e il pilota è riuscito a lanciarsi prima dell'impatto. Uno dei tantissimi incidenti che hanno segnato la storia della presenza militare statunitense in Italia, come quello forse più noto del Cermis. Nel 1992, a Vicenza, un misterioso incidente all'interno dei bunker di site Pluto costrinse i militari a murare gli ingressi ed a dichiarare chiuso il sito che, proprio in questi mesi, gli statunitensi stanno ristrutturando.

Siparietto


Gr 9:30

ESTERI

ITALIA


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Appunti e note redazionali

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gror070920 (last edited 2008-06-26 09:52:06 by anonymous)