ORE 13.00


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UN GOVERNO MORIBONDO DICHIARA GUERRA AI CITTADINI

Comunicato Stampa dalla valle che resiste e non si arrende, 10 novembre 2011

LA MILITARIZZAZIONE DELLA VAL SUSA PER LEGGE, L’ULTIMO ATTO

L’ultimo atto di un governo moribondo, con l’avallo dell’opposizione, è un decreto che formalizza lo stato di militarizzazione della Val Susa.

Il cantiere-fortino della Maddalena diventerà un “sito di interesse strategico nazionale”, cioè un’area militare a tutti gli effetti, con le conseguenze previste all’art. 682 del c.p. per chi lo vìoli: una pena tra i tre mesi e l’anno oppure una multa da 51 a 309 euro.

Non solo. Lo smarino (la roccia estratta nello scavo delle gallerie), anche se inquinato da amianto, uranio, prodotti chimici legati al processo di estrazione, diventerà materiale ordinario per legge, gli iter progettuali delle semplici formalità, con ricadute su tutti i progetti di “grandi opere inutili” sul territorio nazionale, l’ennesimo regalo alle mafie del cemento.

Un pesante attacco alla libertà di manifestare e di dissentire, un segnale dato ai valsusini perché tutti gli altri lo intendano: nessuno disturbi i manovratori.

Soldati nei cantieri, decreti d’urgenza, finanziarie lacrime e sangue: difendere gli interessi di pochi a scapito dei molti.

Prosegue, dunque, lo stato di mobilitazione permanente dichiarato lo scorso maggio e, in risposta all’approvazione del decreto che formalizza la militarizzazione iniziata di fatto il 27 giugno, il Movimento NO TAV risponderà con iniziative di protesta e disobbedienza civile che coinvolgeranno tutto il territorio che va dalla Val Susa alla Val Sangone a Torino

Tutti coloro che si oppongono alle opere devastanti e ad un futuro di precarietà e miseria sono invitati a mobilitarsi in tutto il territorio nazionale per dare un messaggio forte e chiaro: a sarà dura!

No alle Grandi Opere Inutili e Devastanti!

Sì alle Piccole Opere Utili a Difesa del Suolo e dell’Ambiente !


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ESTERI


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ACCUSE DI ‘TERRORISMO’, OPPOSITORE E GIORNALISTA IN CARCERE

Le autorità di Addis Abeba hanno incriminato 24 persone, inclusi un giornalista e un oppositore politico, con l’accusa di terrorismo. Lo rende noto l’agenzia sudafricana ‘Sapa’ da un paese in cui la stampa è fortemente controllata dal governo, criticato dalle associazioni per i diritti umani che vedono nella legge antiterrorismo di recente approvazione un mezzo per stroncare il dissenso e l’informazione indipendente.

Gli imputati – agli arresti dal 14 settembre – sono accusati di aver ricevuto materiale bellico e supporto logistico dal confinante stato dell’Eritrea, finalizzati all’organizzazione di attentati all’interno del paese.

I difensori del giornalista Eskinder Nega e dell’esponente di opposizione Andualem Arage hanno definito i capi di imputazione “frutto di pura invenzione” messa a punto dal governo per “tappare la bocca” alle voci critiche nei confronti delle istituzioni.

Nei giorni scorsi, e dopo numerose pressioni internazionali, il tribunale di Addis Abeba ha archiviato il caso di due giornalisti svedesi accusati di terrorismo per “mancanza di prove”. I due reporter, in carcere da luglio, avevano documentato gli scontri tra militari regolari e ribelli indipendentisti del Fronte nazionale dell’Ogaden (Onlf).


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COLONO ISRAELIANO UCCISO E DUE FERITI AD UN POSTO DI BLOCCO

Un colono israeliano è stato ucciso e due feriti questa mattina presto dal fuoco di militari israeliani nel sud della Cisgiordania. I soldati – si legge in un comunicato diramato in seguito all’incidente e ripreso dalla stampa israeliana – hanno sparato sulla vettura a bordo della quale viaggiavano i coloni dopo che questa non si era fermata ad un posto di blocco tra la colonia di Beit Hagai e la città di Hebron.

I militari, secondo la radio militare israeliana, erano stati allertati per il passaggio di una vettura sospetta e hanno reagito in base agli ordini ricevuti. Un’inchiesta è stata aperta sulla vicenda avvenuta in un clima di crescente tensione tra comunità di coloni ultraoltranzisti e gli stessi militari israeliani, accusati dalla popolazione palestinese di vessazioni ed eccessiva violenza durante i controlli ai numerosi posti di blocco di cui è disseminata la Cisgiordania.

ITALIA

MANIFESTAZIONI STUDENTESCHE IN TUTTA ITALIA

Manifestazioni studentesche in tutta Italia, a Bologna una delle più partecipate dove migliaia di studentesse e studenti medi hanno sfilato fin sotto la sede di equitalia. Ascolta la corrispondenza con un compagno di Bologna

INIZIATIVA PER L'ACQUA PUBBLICA

Stamani iniziativa dei comitati per l'acqua pubblica prsso la sede dell'ACEA, la mobilitazione si è quindi spostata sotto la sede del Comune. La corrispondenza con Vincenzo dei COBAS.

LA STORIA DI MALIKA

Domani alle 10,30 presso il tribunale di Firenze presidio di solidarietà con Malika, sottoposta sette anni fa ad un TSO per consentire uno sfratto che ha provocato gravi danni alla bambina che all'epoca Malika aspettava. La corrispondenza con un compagno del collettivo Antonin ARtaud di Pisa

GIUSTIZIA PER GADIAGA: TUTTI IN PIAZZA SABATO

Giustizia per El Hadji: è forte lo sdegno della comunità senegalese all’indomani della pubblicazione del video che mostra gli ultimi momenti di vita di Saidou Gadiaga, cittadino senegalese malato d’asma bloccato dai militari perchè senza permesso di soggiorno e lasciato morire da solo lo scorso 12 dicembre nella caserma dei carabinieri di piazza Tebaldo Brusato. Le associazioni antirazziste di Brescia e la famiglia chiedono che l’inchiesta non sia archiviata e che ci sia invece un supplemento di indagine per chiarire i tanti interrogativi che ancora restano aperti. Dopo la lettura degli atti dell’inchiesta, corredata dalla diffusione del video che documenta gli ultimi di vita di Elhadji, i “sospetti di ombre nella vicenda sono stati fortemente rafforzati- ha osservato l’avvocato Manlio Vicini, legale della famiglia.

L’inchiesta è subito nata male, con elementi di inopportunità,: in primis l’affidamento delle indagini ad Pm Piantoni, lo stesso che aveva negato il trasferimento di Gadiaga dalla caserma dei Carabinieri al carcere di Canton Mombello. In secondo luogo risulta inadeguato chiedere di fare chiarezza su una vicenda avvenuta in una caserma dei Carabinieri agli stessi uomini dell’Arma e non ad altri corpi dello stato. Infine è indecente il premio conferito al maresciallo di turno quella notte, che non ha risposto alle richieste di aiuto di Elhadji.

Oltre al piano legale la comunità senegalese si sente colpita nella sua dignità e dunque con tanta rabbia chiama alla partecipazione al corteo di sabato, con partenza alle 15 da piazza Loggia. Babu Hastu, presidentessa della commissione femminile dell’associazione. (Da radio onda d'urto)