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Nei cantieri di Sestri Ponente (Genova) la battaglia degli operai della Fincantieri mantiene - anche lì, come sta avvenendo in altri stabilimenti - la sua duplicità di resistenza, contro l'accordo separato e contro la chiusura del polo cantieristico annunciato dal gruppo Fincantieri per il sito ligure e per quello napoletano (Castellammare).
Fincantieri che nell'incontro concertativo che si è tenuto a Roma ha di fatto confermato la volontà di dismissione rispetto alla vocazione crocieristica del sito genovese, rilanciando la cassa integrazione straordinaria per 741 lavoratori.Lotta Fincantieri che riprenderà con la riapertura del cantiere ai primi di gennaio 2012, in mobilitazione anche per contrastare i 1200 esuberi dichiarati dall'azienza, che fanno ovviamente il paio con la cassa integrazione e quindi con la prospettiva di chiusura per lo stabilimento di Sestri Levante ma anche di Castellamare.se le mobilitazioni di quest'estate erano state capaci di costringere l'azienda a rinviare l'annuncio della chiusura dinnanzi alla forza operaia espressa, oggi il problema si ripresenta ugualmente se non aggravato dalla crisi e dal ricatto padronale ma gli operai di sestri sono irremovibili nella loro scelta di mantenere occupata la fabbrica e la volontà di non continuare a costruire l'ultima nave presente in cantiere finchè non gli verrà garantito un piano di produzione e la garanzia del reintegro di tutti i lavoratori.L'azienda ha dipendenti con una media di età di 35-40 anni, la più alta è tra gli impiegati (38 anni).
'''Resiste l'occupazione degli operai fincantieri a sestri'''

Nei cantieri di Sestri Ponente (Genova) la battaglia degli operai della Fincantieri mantiene - anche lì, come sta avvenendo in altri stabilimenti - la sua duplicità di resistenza, contro l'accordo separato e contro la chiusura del polo cantieristico annunciato dal gruppo Fincantieri per il sito ligure e per quello napoletano(Castellammare).Fincantieri che nell'incontro concertativo che si è tenuto a Roma ha di fatto confermato la volontà di dismissione rispetto alla vocazione crocieristica del sito genovese, rilanciando la cassa integrazione straordinaria per 741 lavoratori.Lotta Fincantieri che riprenderà con la riapertura del cantiere ai primi di gennaio 2012, in mobilitazione anche per contrastare i 1200 esuberi dichiarati dall'azienza, che fanno ovviamente il paio con la cassa integrazione e quindi con la prospettiva di chiusura per lo stabilimento di Sestri Levante ma anche di Castellamare.se le mobilitazioni di quest'estate erano state capaci di costringere l'azienda a rinviare l'annuncio della chiusura dinnanzi alla forza operaia espressa, oggi il problema si ripresenta ugualmente se non aggravato dalla crisi e dal ricatto padronale ma gli operai di sestri sono irremovibili nella loro scelta di mantenere occupata la fabbrica e la volontà di non continuare a costruire l'ultima nave presente in cantiere finchè non gli verrà garantito un piano di produzione e la garanzia del reintegro di tutti i lavoratori.L'azienda ha dipendenti con una media di età di 35-40 anni, la più alta è tra gli impiegati (38 anni).

'''WAGON LITS'''

800 LICENZIAMENTI CIECA STRATEGIA COMMERCIALE Milano, 28 dic.
i tre ferrovieri che da 16 giorni si trovano sulla torre faro della Stazione Centrale di Milano.Per spostare traffico sull'alta velocità - continua Balotta - le ferrovie hanno voluto sopprimere drasticamente i treni notte nord - sud. Sono stati soppressi anche quelli della linea adriatica Milano - Bari - Lecce, non interessati dall'alta velocità. Il risultato è stato pessimo: nel periodo natalizio tra il 20 e il 24 dicembre da Milano sono partiti almeno 80 autobus straordinari gestiti da autolinee private per circa 4mila viaggiatori diretti a Bari, Lecce, Reggio Calabria e Messina. Molti sono rimasti a terra a dimostrazione che questo mercato ha una consistente domanda di traffico nonostante i voli low cost (che non raggiungono però tutto il meridione) e nonostante l'alta velocità che ha tariffe nettamente superiori». «Negli ultimi 5 anni la ferrovia italiana è l'unica in Europa ad aver perso il 5% dei passeggeri, sempre nonostante l'alta velocità - insiste Balotta - mentre nelle altre nazioni hanno tutte un saldo positivo di due cifre. Il settore dei treni notte ha avuto negli ultimi anni un coefficiente di utilizzazione del 70%, per questo i tagli sono da considerarsi come una scura cieca, al punto di vanificare gli investimenti di 40 milioni di euro per trasformare le vecchie cuccette e le vetture letto con nuovi servizi di letto matrimoniale e con doccia, tutte vetture ora abbandonate negli scali di mezza Italia».

Più a sud, a Roma, altri lavoratori degli appalti ferroviari dipendenti dalla società Wagon Lits hanno protestato sempre oggi all'interno della Stazione Termini durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo servizio del Leonardo Express. «Le speculazioni le pagano sempre i lavoratori» recitavano le magliette indossate dai manifestanti che hanno esposto anche un cartello con su scritto «lavoratori treni notte e cuccette licenziati». Sono quasi mille i lavoratori che in tutta Italia rimarranno senza lavoro a partire dal prossimo 11 dicembre. Nei giorni scorsi hanno protestato occupando l'ultimo piano di un palazzo delle FS in via Prenestina, a Roma, e sempre nella capitale manifestando durante l'inaugurazione della nuova stazione Tiburtina.
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BILANCIO DEL TIFONE NELLE FILIPPINE '''EDITORIA: LIBERAZIONE NON SARA’ IN EDICOLA DAL PRIMO GENNAIO'''

Nulla di fatto nell’incontro a Roma tra Mrc, società editrice del quotidiano Liberazione, giornalisti e lavoratori della testata. Il socio unico della Mrc, ovvero il Partito della Rifondazione Comunista ha preso la decisione irrevocabile di sospendere le pubblicazioni del quotidiano e mettere in cassa integrazione a zero ore tutti i lavoratori già dal 1 gennaio. La motivazione è il taglio deciso dal governo al Fondo Unico per l’Editoria e l’incertezza dei criteri con i quali verranno elargiti i pochi soldi stanziati. Rifondazione comunista attraverso la società editrice Mrc ha dichiarato che il taglio del fondo determina costi insostenibili per Liberazione. Mrc propone quindi di proseguire l’attività on line del quotidiano “fino a quando il governo non abbia definito il nuovo regolamento e le quantità esatte di finanziamento pubblico disponibile”.
“Le ipotesi avanzate dai lavoratori – replicano le rappresentanze sindacali in una nota – non sono nemmeno state prese in considerazione. L’azienda ha solo reiterato la propria decisione ‘irrevocabile’ di sospendere le pubblicazioni dal 1 gennaio. Decisione sostanziata, prima dell’inizio di qualsiasi confronto sindacale, dall’annullamento dei contratti di stampa e distribuzione”. “I problemi economici ci sono, nessuno lo mette in dubbio” scrivono ancora le Rsu e il Cdr “ma addossare tutta la responsabilità dell’uccisione della testata al governo Monti, specie in presenza di proposte concrete e praticabili da parte dei lavoratori, è un’interpretazione dei fatti che l’assemblea unitaria permanente di Liberazione non si sente più di avallare”. Così le Rsu e il Cdr del quotidiano, che parlano di “suicidio preventivo inspiegabile”. Conclude la nota: “resisteremo un minuto di più di coloro che vogliono dilapidare un patrimonio collettivo che non è loro proprietà privata: lettori e professionalità non si buttano dalla finestra. Nessuno, neanche Rifondazione Comunista può permetterselo”.




'''ESTERI'''

'''BILANCIO DEL TIFONE NELLE FILIPPINE'''

Resiste l'occupazione degli operai fincantieri a sestri

Nei cantieri di Sestri Ponente (Genova) la battaglia degli operai della Fincantieri mantiene - anche lì, come sta avvenendo in altri stabilimenti - la sua duplicità di resistenza, contro l'accordo separato e contro la chiusura del polo cantieristico annunciato dal gruppo Fincantieri per il sito ligure e per quello napoletano(Castellammare).Fincantieri che nell'incontro concertativo che si è tenuto a Roma ha di fatto confermato la volontà di dismissione rispetto alla vocazione crocieristica del sito genovese, rilanciando la cassa integrazione straordinaria per 741 lavoratori.Lotta Fincantieri che riprenderà con la riapertura del cantiere ai primi di gennaio 2012, in mobilitazione anche per contrastare i 1200 esuberi dichiarati dall'azienza, che fanno ovviamente il paio con la cassa integrazione e quindi con la prospettiva di chiusura per lo stabilimento di Sestri Levante ma anche di Castellamare.se le mobilitazioni di quest'estate erano state capaci di costringere l'azienda a rinviare l'annuncio della chiusura dinnanzi alla forza operaia espressa, oggi il problema si ripresenta ugualmente se non aggravato dalla crisi e dal ricatto padronale ma gli operai di sestri sono irremovibili nella loro scelta di mantenere occupata la fabbrica e la volontà di non continuare a costruire l'ultima nave presente in cantiere finchè non gli verrà garantito un piano di produzione e la garanzia del reintegro di tutti i lavoratori.L'azienda ha dipendenti con una media di età di 35-40 anni, la più alta è tra gli impiegati (38 anni).

WAGON LITS

800 LICENZIAMENTI CIECA STRATEGIA COMMERCIALE Milano, 28 dic. i tre ferrovieri che da 16 giorni si trovano sulla torre faro della Stazione Centrale di Milano.Per spostare traffico sull'alta velocità - continua Balotta - le ferrovie hanno voluto sopprimere drasticamente i treni notte nord - sud. Sono stati soppressi anche quelli della linea adriatica Milano - Bari - Lecce, non interessati dall'alta velocità. Il risultato è stato pessimo: nel periodo natalizio tra il 20 e il 24 dicembre da Milano sono partiti almeno 80 autobus straordinari gestiti da autolinee private per circa 4mila viaggiatori diretti a Bari, Lecce, Reggio Calabria e Messina. Molti sono rimasti a terra a dimostrazione che questo mercato ha una consistente domanda di traffico nonostante i voli low cost (che non raggiungono però tutto il meridione) e nonostante l'alta velocità che ha tariffe nettamente superiori». «Negli ultimi 5 anni la ferrovia italiana è l'unica in Europa ad aver perso il 5% dei passeggeri, sempre nonostante l'alta velocità - insiste Balotta - mentre nelle altre nazioni hanno tutte un saldo positivo di due cifre. Il settore dei treni notte ha avuto negli ultimi anni un coefficiente di utilizzazione del 70%, per questo i tagli sono da considerarsi come una scura cieca, al punto di vanificare gli investimenti di 40 milioni di euro per trasformare le vecchie cuccette e le vetture letto con nuovi servizi di letto matrimoniale e con doccia, tutte vetture ora abbandonate negli scali di mezza Italia».

Più a sud, a Roma, altri lavoratori degli appalti ferroviari dipendenti dalla società Wagon Lits hanno protestato sempre oggi all'interno della Stazione Termini durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo servizio del Leonardo Express. «Le speculazioni le pagano sempre i lavoratori» recitavano le magliette indossate dai manifestanti che hanno esposto anche un cartello con su scritto «lavoratori treni notte e cuccette licenziati». Sono quasi mille i lavoratori che in tutta Italia rimarranno senza lavoro a partire dal prossimo 11 dicembre. Nei giorni scorsi hanno protestato occupando l'ultimo piano di un palazzo delle FS in via Prenestina, a Roma, e sempre nella capitale manifestando durante l'inaugurazione della nuova stazione Tiburtina.

EDITORIA: LIBERAZIONE NON SARA’ IN EDICOLA DAL PRIMO GENNAIO

Nulla di fatto nell’incontro a Roma tra Mrc, società editrice del quotidiano Liberazione, giornalisti e lavoratori della testata. Il socio unico della Mrc, ovvero il Partito della Rifondazione Comunista ha preso la decisione irrevocabile di sospendere le pubblicazioni del quotidiano e mettere in cassa integrazione a zero ore tutti i lavoratori già dal 1 gennaio. La motivazione è il taglio deciso dal governo al Fondo Unico per l’Editoria e l’incertezza dei criteri con i quali verranno elargiti i pochi soldi stanziati. Rifondazione comunista attraverso la società editrice Mrc ha dichiarato che il taglio del fondo determina costi insostenibili per Liberazione. Mrc propone quindi di proseguire l’attività on line del quotidiano “fino a quando il governo non abbia definito il nuovo regolamento e le quantità esatte di finanziamento pubblico disponibile”. “Le ipotesi avanzate dai lavoratori – replicano le rappresentanze sindacali in una nota – non sono nemmeno state prese in considerazione. L’azienda ha solo reiterato la propria decisione ‘irrevocabile’ di sospendere le pubblicazioni dal 1 gennaio. Decisione sostanziata, prima dell’inizio di qualsiasi confronto sindacale, dall’annullamento dei contratti di stampa e distribuzione”. “I problemi economici ci sono, nessuno lo mette in dubbio” scrivono ancora le Rsu e il Cdr “ma addossare tutta la responsabilità dell’uccisione della testata al governo Monti, specie in presenza di proposte concrete e praticabili da parte dei lavoratori, è un’interpretazione dei fatti che l’assemblea unitaria permanente di Liberazione non si sente più di avallare”. Così le Rsu e il Cdr del quotidiano, che parlano di “suicidio preventivo inspiegabile”. Conclude la nota: “resisteremo un minuto di più di coloro che vogliono dilapidare un patrimonio collettivo che non è loro proprietà privata: lettori e professionalità non si buttano dalla finestra. Nessuno, neanche Rifondazione Comunista può permetterselo”.

ESTERI

BILANCIO DEL TIFONE NELLE FILIPPINE ad oggi si parla di 1200 morti e di almeno 2000 dispersi. Purtroppo il totale delle vittime è destinato a cambiare nei prossimi giorni e si teme che aumenterà”. Le ultime notizie dall’isola di Mindanao, nel sud dell’arcipelago delle Filippine, giungono dal sito di MISNA “La situazione nelle zone colpite continua ad essere grave nelle aree settentrionali dell’isola spazzate via dal tifone tra il 16 e il 18 dicembre. “Nonostante la gara di solidarietà che sta coinvolgendo tutti in tutte le zone non colpite, i sopravvissuti stanno soffrendo e molti sono traumatizzati al punto di aver bisogno di incontrare uno psicologo. Molti volontari sono a disposizione e al lavoro. Le palestre comunali solo colme di profughi e con l’ affollamento e la mancanza di servizi igienici cresce il pericolo di epidemie” . “Ormai – conclude – qui si parla di quanto è successo come di uno tsunami inverso, ossia dal retroterra al mare”.

ESTERI:

SIRIA: CAPO OSSERVATORI, NON HO VISTO NULLA DI TERRIFICANTE

  • Il capo della missione di osservatori della Lega araba in Siria, il generale sudanese Mustafa Dabi, ha detto riguardo alla città di Homs (roccaforte della ribellione) che «in alcune aree le condizioni non sono state buone», ma che a una prima ricognizione non ha visto «nulla di terrificante» . non ci rassicurano queste dichiarazioni di fronte alle centinaia di vittime della repressione del regime di Assad

PALESTINA ANCORA RAID ISRAELIANI A Gaza ancora due raid dell'aviazione israeliana che hanno causato almeno un morto e una ventina di feriti. Un portavoce militare ha detto che sono stati colpiti membri della Jihad Islamica che stavano preparando un attacco contro Israele partendo dal confine con l'Egitto nel Sinai. Un razzo lanciato dalla striscia di Gaza è caduto stamane in Israele, nel Neghev, senza scoppiare e senza perciò causare vittime e neppure danni, secondo un portavoce della polizia israeliana

EGITTO: OGGI RIPRENDE PROCESSO A MUBARAK

  • Dopo oltre tre mesi di sospensione riprende oggi il processo all'ex presidente egiziano Hosni Mubarak, destituito a febbraio da una rivolta popolare. Mubarak, riportano i media egiziani, dovrà difendersi dall'accusa di aver ordinato l'uccisione di 850 persone durante la rivoluzione. Sul banco degli imputati, insieme all'ex rais, ci sono anche l'ex ministro dell'Interno, Habib al-Adli, sei esponenti delle forze di sicurezza e i due figli di Mubarak, Alaa e Gamal, accusati di corruzione. Tutti gli imputati finora si sono dichiarati non colpevoli. Le autorità hanno stabilito ingenti misure di sicurezza : sostenitori dell'ex presidente hanno fatto sapere che stanno organizzando un grande raduno di fronte alla sede del tribunale nella capitale egiziana. Il processo procederà d'ora in avanti a 'tappe forzatè per concludersi entro il 3 giugno. In particolare, oggi saranno ascoltate le richieste della difesa e si deciderà quali testimoni interpellare tra i seimila citati nel dossier del processo.

GRECIA

La polizia greca ha arrestato stamattina l’ Archimandrita Efrem, abate

  • del monastero di Vatopedi sul Monte Athos, dove si trova la reliquia della santa cintura della santissima madre di Dio (!). Il prete si era presentato ieri sera in tribunale e, dopo l’arresto, ha passato la notte in questura perché la legge greca non contempla il trasferimento in carcere dopo il tramonto. L'ufficio del procuratore accusa don Efrem di aver ceduto fraudolentemente diversi appezzamenti di terreno a buon mercato, che appartengono al monastero di Vatopedi, in cambio di costose proprietà ad Atene. Gli inquirenti ritengono che queste permute abbiano causato la perdita di almeno 100 milioni di euro al governo. L’abate ha dichiarato la sua innocenza e ha respinto le accuse contro di lui. Rimarrà agli arresti fino alla fine del procedimento giudiziario. Nella notte si sono radunati fuori dalla questura monaci, suore e altri manifestanti per protestare l’innocenza del prelato, armati di candele accese.

BILANCIO DEL TIFONE NELLE FILIPPINE ad oggi si parla di 1200 morti e di almeno 2000 dispersi. Purtroppo il totale delle vittime è destinato a cambiare nei prossimi giorni e si teme che aumenterà”. Le ultime notizie dall’isola di Mindanao, nel sud dell’arcipelago delle Filippine, giungono dal sito di MISNA “La situazione nelle zone colpite continua ad essere grave nelle aree settentrionali dell’isola spazzate via dal tifone tra il 16 e il 18 dicembre. “Nonostante la gara di solidarietà che sta coinvolgendo tutti in tutte le zone non colpite, i sopravvissuti stanno soffrendo e molti sono traumatizzati al punto di aver bisogno di incontrare uno psicologo. Molti volontari sono a disposizione e al lavoro. Le palestre comunali solo colme di profughi e con l’ affollamento e la mancanza di servizi igienici cresce il pericolo di epidemie” . “Ormai – conclude – qui si parla di quanto è successo come di uno tsunami inverso, ossia dal retroterra al mare”.

ITALIA :

UN'ALTRA NAVE SEQUESTRATA DAI "PIRATI"

  • L'attacco è scattato alle 5, ora italiana. Al largo delle coste dell'Oman hanno circondato la petroliera con dei barchini veloci. Poi, i pirati, sono saliti a bordo e così un'altra nave italiana è finita sotto sequestro. E dire che la Enrico Ievoli, della Marnavi Spa, nel 2006 era riuscita a sfuggire ad un altro attacco. Quella volta il cargo era al largo delle coste yemenite di Aden. Ma il comandante Agostino Musumeci, lo stesso di oggi, riuscì a dare l'allarme e bastò il sorvolo di un elicottero militare per sventare il tentativo di sequestro.Il comandante: pirati a bordo ma stiamo bene. Questa volta il finale è stato diverso. Ed ora inizia l'attesa per i 18 componenti dell'equipaggio: sei siciliani, cinque ucraini e sette indiani. Stamattina le poche e ultime parole del comandante Agostino Musumeci, riferite dall'armatore: «I pirati sono a bordo ma noi stiamo bene, al momento non ci sono problemi». Poi, più nulla. Anzi, qualcosa c'è, il dolore e la rabbia dei parenti. «È una vergogna. Nessuno di questo Stato ci ha chiamato o si è fatto sentire. Loro stanno al caldo, con le loro famiglie. Cosa gli interessa di noi?»: questo il duro commento di Rita Musumeci, la moglie del comandante. Poi, il figlio Vincenzo, ammorbidisce la linea: «Siamo in contatto con la Farnesina che ci ha tranquillizzato e ci aggiorna sulle novità. Non ci resta che aspettare». Si è «in stretto contatto con i familiari su istruzione del ministro Giulio Terzi», confermano al ministero degli Esteri. E proprio nella sede della Farnesina, nel pomeriggio, si è svolta una lunga riunione operativa «per mettere a punto le prossime mosse per seguire da vicino la vicenda».

TERZIGNO TUMORI PER TUTTI VICINO AL LAGO DEI VELENI L'oncologo: «In Campania mai vista una discarica a norma per i rifiuti industriali». E la signora Rosa, cittadina di Terzigno, aggiorna a mano la sua tragica mappa: la maggior parte della popolazione che vive nei pressi di quel lago è morta o si è ammalata, stando ai dati del registro tumori aggiornato da alcuni volontari (il registro tumori dell'Asl della zona è fermo al 2007, anno di apertura delle discariche del vesuviano). Solo oggi viene lanciato l'allarme ma per anni tutti hanno chiuso gli occhi

200 AUTOBUS ANTIAGGRESSIONE , PER IL PREZZO DEL BIGLIETTO ?

  • Entro la fine dell'anno, l'Atac metterà a disposizione 200 bus antiaggressione con cabina di sicurezza per gli autisti. I nuovi bus, che si uniscono ad una flotta di 50 già in circolazione, saranno destinati alle linee più "calde", ovvero ai tragitti più pericolosi, come Tor bella Monaca e Magliana. L'iniziativa è stata presentata oggi alla sede Atac di via Prenestina dal sindaco Gianni Alemanno, dall'assessore capitolino alla Mobilità, Antonello Aurigemma, dall'amministratore delegato di Atac, Carlo Tosti. «La sicurezza dei bus è essenziale per la vita della nostra città - ha detto Alemanno - Ringrazio Atac per lo sforzo effettuato in un momento economicamente difficile. Un'iniziativa decisiva per scongiurare eventuali aggressioni degli autisti in servizio».Probabili visti i prossimi aumenti del biglietto .

gror111228 (last edited 2011-12-28 18:50:08 by anonymous)