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-votata alla camera il provvedimento che vanifica la legge 185, legge per l'esportazione di armi -votata alla camera il provvedimento che vanifica la legge 185, legge per l'esportazione di armi.
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-Per fronteggiare l' emergenza clandestini a Lampedusa il comando provinciale dei carabinieri ha deciso di potenziare la propria presenza sull'isola -Per fronteggiare l' emergenza sbarchi a Lampedusa il comando provinciale dei carabinieri ha deciso di potenziare la propria presenza sull'isola.
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-Palestina:
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-G8

Si apre oggi il vertice del g8, che per due giorni vedrà isolati dal mondo i leader dei paesi considerati puiù industrializzati.

Tra le cose in discussione i sette si interrogheranno sull'economia mondiale, e avranno il loro daffare per convincere i mercati, in piena discesa, del vigore della ripèresa economica mondiale. Sarà anche difficile non parlare della caduta del dollaro, che comincia a d essere minacciosa per la ripresa.

Un piano per rendere i cieli più sicuri: gli Stati Uniti ne prevedono il varo in occasione del G8, come testimonianza dell'impegno dei grandi del mondo contro il terrorismo. Lo indicano fonti di alto rango della Casa Bianca, citate dalla stampa americana, senza fornire ulteriori particolari. La lotta contro il terrorismo, insieme all'economia e all'adozione di un piano per l'Africa, sono i punti forti dell'agenda di questo Vertice, organizzato dal Canada all'insegna della riservatezza e della sicurezza.
Oltre che nella guerra contro il terrorismo il presidente Bush conta anche di ricevere dal G8 sostegno per il piano di pace per il Medio Oriente presentato lunedì. Gary Edson, un consigliere di Bush per la politica estera ed economica, ha detto che gli Otto pubblicheranno un documento per il punto delle iniziative anti-terrorismo finora adottate e vareranno un piano d'azione su come rendere i trasporti di persone e di merci più sicuri.
Intanto migliaia di persone stanno arrivando con ogni mezzo da tutta l'area nord est degli Usa a Ottawa, Calgary, Kananasky, per manifestare contro il G8, e mentre gli otto leader dei Paesi che detengono il 65 per cento della ricchezza, ma rappresentano solo il 14 per cento della popolazione, discuteranno di come affrontare terrorismo, crisi economiche, libero mercato e sviluppo del resto del mondo, si terranno numerose manifestazioni.
All'ordine del giorno c'e' di nuovo l'effettiva apertura dei mercati, per esempio quello dell'acciaio, e le frontiere che si devono aprire sono quelle di Giappone, Usa ed Europa e non del resto del mondo.
Mentre otto capi di stato dsi riuniscono a Kananasky, l'universita' di Calgary ospita G6b (G 6 miliardi) conference, alla quale partecipano circa un migliaio di delegati provenienti da tutto il mondo. Le priorita' sono le stesse del G8, con alcune differenze: promuovere attivita' economiche alternative e non l'adozione dello stesso modello economico a livello globale , come la New partnership for Africa's development o Nepad, promossa da un gruppo di presidenti africani e perfettamente in linea con gli schemi di sviluppo (modernizzazione dell'agricoltura, costruzione di dighe) occidentali, o i piani per risolvere l'indebitamento promossi da chi ha gia' contribuito a indebitare i due terzi del mondo.
Fuori dalla conferenze ufficiali migliaia di persone stanno preparando eventi e manifestazioni nelle strade di Calgary, Ottawa, Kananasky per esprimere il proprio rifiuto per la gestione della politica internazionale secondo gli schemi degli otto potenti che rappresentano la minoranza della popolazione mondiale.
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-Argentina

L'argentina si trova ancora oggi ad affrontare una grossa crisi economica, che non si è certo conclusa con lo spegnersi delle luci della ribalta mondiale. Secondo un rapporto di recente pubblicato, un totale di 4.138.000 bambini e ragazzi argentini sono indigenti cioè non hanno accesso ad una alimentazione di base, tanto che la devaluacion si è convertita in una macchina fabbrica poveri, se è vero che venticinquemila persone al giorno sono passate ad appartenere a questa categoria da quando il governo ha deciso di abbandonare la convertibilità. Questi dati sono emersi da un rapporto informale diffuso dal gruppo Sophia, nel quale si legge, nel dettaglio, che vivono sulla soglia della povertà 18.219.000 argentini, poco più della metà della popolazione del paese, concentrata in 4.050.000 famiglie

Di questo totale di poveri, 8.319.00 sono bambini e ragazzi, e tra questi 40138.000 sono indigenti, non potendo da sé coprire le proprie necessità di sostentamento. Il rapporto conferma come l'indigenza cresca in argentina a un ritmo più intenso della povertà, e come più di quattro milioni di bambini vivano in famiglie in cui l'entrata economica mensile è inferiore a un peso al giorno. Quello che emerge è che, da quando il governo ha deciso di svalutare il peso, nel gennaio scorso, 3.813.000 persone sono passate nella categoria dei poveri, al ritmo di 762.000 per mese, o se preferite di 25.000 al giorno.


Mentre almeno due giovani sono morti oggi durante gravi scontri avvenuti ad Avellaneda (provincia di Buenos Aires) fra polizia e manifestanti. Lo riferisce l'agenzia di stampa DyN. Citando una fonte della polizia, l'agenzia aggiunge che altre due persone sono ricoverate con ferite gravi. Il movimento dei 'piqueteros' (disoccupati che bloccano le strade) avevano indetto per oggi una giornata di protesta nazionale contro il governo chiedendo pane e lavoro.
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Questa mattina presso la Camera dei deputati italiana il voto di ratifica dell'accordo quadro europeo sul commercio delle armi, contestato da numerose associazioni per le pesanti limitazioni che introdurrà alla normativa fin qui in vigore, la legge 185 del 1990. Ieri sera si è concluso il dibattito in aula, con scarsa soddisfazione degli attivisti della campagna “Difendiamo la 185”, che hanno denunciato come la maggioranza di governo abbia fatto quadrato intorno al testo in discussione, respingendo gli emendamenti presentati dall’opposizione e facendo perfino marcia indietro riguardo ad alcuni punti su cui sembrava che fosse stato raggiunto un accordo in sede di commissione parlamentare. Così, il disegno di legge 1927 dovrebbe essere approvato stamani nella formulazione che sottrae al regime di controlli previsti dalla 185 le operazioni svolte nell’ambito di programmi congiunti intergovernativi. Come dire che se un sistema d’arma viene coprodotto da più Paesi europei, la sua commercializzazione non è soggetta ad alcun tipo di verifica da parte del parlamento o di associazioni e ong in rappresentanza dell’opinione pubblica. Il testo non prevede neppure la trasparenza delle transazioni finanziarie relative alla vendita di materiale bellico ma soltanto l’indicazione del tipo di armamento, della quantità (ma non del valore dell’operazione) e dei Paesi di destinazione, senza alcuna distinzione fra quelli che sono i reali fruitori del prodotto e quelli che fungono da semplici intermediari. La legge, infine, prevede che le armi non possano essere vendute a Paesi responsabili di “gravi violazioni” dei diritti umani, purché definite come tali da Onu, Unione Europea o Consiglio d’Europa. E’ chiaro, in ogni caso, che la 185 viene di fatto neutralizzata ed è proprio contro questa deregulation in un settore critico come quello del commercio di armamenti che si batte la campagna sostenuta da tante associazioni e ong. AUDIO
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Questa mattina presso la Camera dei deputati italiana il voto di ratifica dell'accordo quadro europeo sul commercio delle armi, contestato da numerose associazioni per le pesanti limitazioni che introdurrà alla normativa, il disegno di legge 1927 sottrae al regime di controlli previsti dalla 185 le operazioni svolte nell'ambito di programmi congiunti intergovernativi. Come dire che se un sistema d'arma viene coprodotto da più Paesi europei, la sua commercializzazione non è soggetta ad alcun tipo di verifica da parte del parlamento o di associazioni.'''Audio'''
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Da vent’anni è sospettato di essere il responsabile dei massacri palestinesi nei campi profughi di Sabra e Chatila, avvenuti nel 1982 durante la guerra in Libano. Oggi finalmente si saprà se l’attuale premier israeliano Ariel Sharon dovrà rispondere davanti a una corte di presunti crimini di guerra. E’ atteso in serata il verdetto di una corte speciale del Belgio, che deciderà se il falco del Likud sarà sottoposto a giudizio davanti a un tribunale per queste pesanti accuse . Il processo ha preso avvio un anno fa, quando alcuni sopravvissuti palestinesi si sono rivolti ai giudici belgi chiedendo che Sharon venisse inchiodato alle proprie responsabilità. Al momento delle stragi nei campi di Sabra e Chatila, nelle quali vennero massacrati un migliaio di civili, tra cui donne e bambini, l’attuale premier d’Israele sedeva come ministro della difesa nel governo di Tel Aviv. L’esercito israeliano circondò l’insediamento palestinese e autorizzò le truppe della Falange Cristiana a entrare nel campo profughi fornendo un appoggio logistico. Una commissione di inchiesta israeliana, all’epoca, stabilì che Sharon doveva essere rimosso dal suo incarico di ministro della difesa. Secondo la legge belga, la Corte di Stato può giudicare casi di violazione di diritti umani. Tuttavia i giudici dovranno valutare se la corte abbia il diritto di condurre il processo. Alcuni esperti legali, sia in Europa che in Israele, ritengono improbabile che i magistrati possano processare un primo ministro in carica. Anche secondo Irit Kahan, direttrice del Dipartimento internazionale del ministero della giustizia israeliano, Sharon gode dell’immunità diplomatica per l’incarico attualmente ricoperto. Se anche la sentenza attesa per oggi andrà in questa direzione, non è escluso che davanti ai giudici finiscano gli altri protagonisti dei massacri: Rafael Eitan, ex capo di Stato maggiore, il generale Amir Dori, e Amos Yaron, ex comandante di divisione ed attuale direttore generale del ministero della difesa israeliano. (EB) Da vent’anni è sospettato di essere il responsabile dei massacri palestinesi nei campi profughi di Sabra e Chatila, avvenuti nel 1982 durante la guerra in Libano. Oggi finalmente si saprà se l’attuale premier israeliano Ariel Sharon dovrà rispondere davanti a una corte di presunti crimini di guerra. E’ atteso in serata il verdetto di una corte speciale del Belgio, che deciderà se il falco del Likud sarà sottoposto a giudizio davanti a un tribunale per queste pesanti accuse . Il processo ha preso avvio un anno fa, quando alcuni sopravvissuti palestinesi si sono rivolti ai giudici belgi chiedendo che Sharon venisse inchiodato alle proprie responsabilità. Al momento delle stragi nei campi di Sabra e Chatila, nelle quali vennero massacrati un migliaio di civili, tra cui donne e bambini, l’attuale premier d’Israele sedeva come ministro della difesa nel governo di Tel Aviv. L’esercito israeliano circondò l’insediamento palestinese e autorizzò le truppe della Falange Cristiana a entrare nel campo profughi fornendo un appoggio logistico. Una commissione di inchiesta israeliana, all’epoca, stabilì che Sharon doveva essere rimosso dal suo incarico di ministro della difesa. Secondo la legge belga, la Corte di Stato può giudicare casi di violazione di diritti umani. Tuttavia i giudici dovranno valutare se la corte abbia il diritto di condurre il processo. Alcuni esperti legali, sia in Europa che in Israele, ritengono improbabile che i magistrati possano processare un primo ministro in carica. Anche secondo Irit Kahan, direttrice del Dipartimento internazionale del ministero della giustizia israeliano, Sharon gode dell’immunità diplomatica per l’incarico attualmente ricoperto. Se anche la sentenza attesa per oggi andrà in questa direzione, non è escluso che davanti ai giudici finiscano gli altri protagonisti dei massacri: Rafael Eitan, ex capo di Stato maggiore, il generale Amir Dori, e Amos Yaron, ex comandante di divisione ed attuale direttore generale del ministero della difesa israeliano. (EB)
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Un summit "per dare voce ai poveri" ha preso il via ieri sera a Siby (52 chilometri da Bamako) alla vigilia del Vertice del G8 che si svolgerà oggi e domani nella località canadese di Kananaskis. All’incontro, organizzato dalla sezione nazionale di 'Jubilee 2000’ – campagna internazionale per la cancellazione del debito estero dei Paesi poveri - prendono parte circa 200 delegati provenienti da Mali, Niger, Senegal, Guinea e Burkina Faso. Nel villaggio di Siby, un agglomerato di capanne dove la povertà è endemica, i lavori si svolgono all’aria aperta, a fare ancor di più da contraltare all’imponente organizzazione allestita dai ‘Grandi’ sulle montagne canadesi, anche per sottrarsi alle manifestazioni dei ‘no global’. "Non possiamo lasciare la parola solo ai ricchi", ha dichiarato Donantié Dao, segretario locale di ‘Jubilee 2000’, rete che riunisce una cinquantina di organizzazioni non governative (ong) maliane. "Nel momento in cui loro si ritroveranno a parlare del nostro destino, noi abbiamo scelto di non restare in silenzio". Al contro-Vertice, che si concluderà venerdì, si parla, tra l’altro, della cancellazione del debito dei Paesi poveri, della sicurezza alimentare, del ‘commercio iniquo’, dei cosiddetti ‘programmi di aggiustamento strutturale’ e del Nuovo partenariato per lo sviluppo dell’Africa (Nepad), considerato "un’iniziativa certo generosa ma lasciata in mano alle multinazionali". I contadini del Mali insistono inoltre sulle difficoltà dello sviluppo agricolo, tornando a puntare il dito contro la "concorrenza sleale" dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) per le restrizioni imposte all’export degli Stati del Sud del mondo. "Vedremo cosa sapranno fare in proposito i Paesi ricchi a Kananaskis", ha commentato scettico un delegato. (FB) Un summit "per dare voce ai poveri" ha preso il via ieri sera a Siby (52 chilometri da Bamako) alla vigilia del Vertice del G8 che si svolgerà oggi e domani nella località canadese di Kananaskis. All’incontro, organizzato dalla sezione nazionale di 'Jubilee 2000’ – campagna internazionale per la cancellazione del debito estero dei Paesi poveri - prendono parte circa 200 delegati provenienti da Mali, Niger, Senegal, Guinea e Burkina Faso. Nel villaggio di Siby, un agglomerato di capanne dove la povertà è endemica, i lavori si svolgono all’aria aperta, a fare ancor di più da contraltare all’imponente organizzazione allestita dai ‘Grandi’ sulle montagne canadesi, anche per sottrarsi alle manifestazioni dei ‘no global’. "Non possiamo lasciare la parola solo ai ricchi", ha dichiarato Donantié Dao, segretario locale di ‘Jubilee 2000’, rete che riunisce una cinquantina di organizzazioni non governative (ong) maliane. "Nel momento in cui loro si ritroveranno a parlare del nostro destino, noi abbiamo scelto di non restare in silenzio". Al contro-Vertice, che si concluderà venerdì, si parla, tra l’altro, della cancellazione del debito dei Paesi poveri, della sicurezza alimentare, del ‘commercio iniquo’, dei cosiddetti ‘programmi di aggiustamento strutturale’ e del Nuovo partenariato per lo sviluppo dell’Africa (Nepad), considerato "un’iniziativa certo generosa ma lasciata in mano alle multinazionali". I contadini del Mali insistono inoltre sulle difficoltà dello sviluppo agricolo, tornando a puntare il dito contro la "concorrenza sleale" dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) per le restrizioni imposte all’export degli Stati del Sud del mondo. "Vedremo cosa sapranno fare in proposito i Paesi ricchi a Kananaskis", ha commentato scettico un delegato. (FB)
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Questa mattina presso la Camera dei deputati italiana il voto di ratifica dell’accordo quadro europeo sul commercio delle armi, contestato da numerose associazioni per le pesanti limitazioni che introdurrà alla normativa fin qui in vigore, la legge 185 del 1990. Ieri sera si è concluso il dibattito in aula, con scarsa soddisfazione degli attivisti della campagna “Difendiamo la 185”, che hanno denunciato come la maggioranza di governo abbia fatto quadrato intorno al testo in discussione, respingendo gli emendamenti presentati dall’opposizione e facendo perfino marcia indietro riguardo ad alcuni punti su cui sembrava che fosse stato raggiunto un accordo in sede di commissione parlamentare. Così, il disegno di legge 1927 dovrebbe essere approvato stamani nella formulazione che sottrae al regime di controlli previsti dalla 185 le operazioni svolte nell’ambito di programmi congiunti intergovernativi. Come dire che se un sistema d’arma viene coprodotto da più Paesi europei, la sua commercializzazione non è soggetta ad alcun tipo di verifica da parte del parlamento o di associazioni e ong in rappresentanza dell’opinione pubblica. Il testo non prevede neppure la trasparenza delle transazioni finanziarie relative alla vendita di materiale bellico ma soltanto l’indicazione del tipo di armamento, della quantità (ma non del valore dell’operazione) e dei Paesi di destinazione, senza alcuna distinzione fra quelli che sono i reali fruitori del prodotto e quelli che fungono da semplici intermediari. La legge, infine, prevede che le armi non possano essere vendute a Paesi responsabili di “gravi violazioni” dei diritti umani, purché definite come tali da Onu, Unione Europea o Consiglio d’Europa. E’ chiaro, in ogni caso, che la 185 viene di fatto neutralizzata ed è proprio contro questa deregulation in un settore critico come quello del commercio di armamenti che si batte la campagna sostenuta da tante associazioni e ong. Questa mattina presso la Camera dei deputati italiana il voto di ratifica dell’accordo quadro europeo sul commercio delle armi, contestato da numerose associazioni per le pesanti limitazioni che introdurrà alla normativa fin qui in vigore, la legge 185 del 1990. Ieri sera si è concluso il dibattito in aula, con scarsa soddisfazione degli attivisti della campagna “Difendiamo la 185”, che hanno denunciato come la maggioranza di governo abbia fatto quadrato intorno al testo in discussione, respingendo gli emendamenti presentati dall’opposizione e facendo perfino marcia indietro riguardo ad alcuni punti su cui sembrava che fosse stato raggiunto un accordo in sede di commissione parlamentare. Così, il disegno di legge 1927 dovrebbe essere approvato stamani nella formulazione che sottrae al regime di controlli previsti dalla 185 le operazioni svolte nell’ambito di programmi congiunti intergovernativi. Come dire che se un sistema d’arma viene coprodotto da più Paesi europei, la sua commercializzazione non è soggetta ad alcun tipo di verifica da parte del parlamento o di associazioni e ong in rappresentanza dell’opinione pubblica. Il testo non prevede neppure la trasparenza delle transazioni finanziarie relative alla vendita di materiale bellico ma soltanto l’indicazione del tipo di armamento, della quantità (ma non del valore dell’operazione) e dei Paesi di destinazione, senza alcuna distinzione fra quelli che sono i reali fruitori del prodotto e quelli che fungono da semplici intermediari. La legge, infine, prevede che le armi non possano essere vendute a Paesi responsabili di “gravi violazioni” dei diritti umani, purché definite come tali da Onu, Unione Europea o Consiglio d’Europa. E’ chiaro, in ogni caso, che la 185 viene di fatto neutralizzata ed è proprio contro questa deregulation in un settore critico come quello del commercio di armamenti che si batte la campagna sostenuta da tante associazioni e ong.
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Aperto da salvo,paoletta,massimo ore 9.15....buona giornata. cri se vedi il messaggio chiami in radio? grazie. C: dalle 11.10 ci sono anch'io.

Gr serale di ROR

Sommario

DAL MONDO

-Palestina: Il tribunale belga non processerà Sharon mentre continuano le occupazioni nei territori controllate dall'ANP,Israele mette in orbita Ofek-5.

-Canada: Prima giornata del vertice dei G8

-Argentina: Bilancio dei primi mesi di governo Dualde

Dall'Italia

-votata alla camera il provvedimento che vanifica la legge 185, legge per l'esportazione di armi.

-Per fronteggiare l' emergenza sbarchi a Lampedusa il comando provinciale dei carabinieri ha deciso di potenziare la propria presenza sull'isola.

MONDO

-Palestina:

Sharon non sarà processato in Belgio per crimini di guerra. Con un testo di 22 pagine, I tre giudici del tribunale speciale hanno dichiarato "inammissibile" la richiesta di aprire un processo nei confronti del premier israeliano avanzata da alcuni sopravvisuti ai massacri del 1982 ,"Se una persona non si trova sul territorio nazionale, la richiesta è inammisibile" hanno sostenuto i giudici. Sharon è accusato di aver ordinato i massacri del 1982 nei campi profughi in Libano di Sabra e Shatila, quando furono uccise 800 persone dalle milizie cristiane alleate e appoggiate dall'esercito di Israele. I legali dei sopravvissuti di Sabra e Shatila non si arrendono e presenteranno appello. Audio

Continuano frattanto le perquisizioni in sette delle otto citta' cisgiordane.Continua la morsa delle truppe ebraiche sulle principali localita' cisgiordane amministrate dall'Autorita' Nazionale Palestinese: Ramallah, Betlemme, Nablus, Jenin, Tulkarem, Hebron e Qalqilya. Proseguono i rastrellamenti e le catture di persone sospettate di coinvolgimento in atti terroristici; in vigore il coprifuoco. Ultima vittima Un bambino di sei anni ucciso dal fuoco israeliano in un campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Lo ha reso noto un'emittente tv israeliana e la notizia e' stata riportata dall'edizione on-line del quotidiano Haaretz.

Ofek-5

Israele e' in grado di colpire con i suoi missili qualsiasi obiettivo del pianeta. Lo afferma il prof. Moshe Gelman, direttore dell'Istituto Technion di tecnologia, commentando il recente lancio del satellite Ofek-5. Lo Stato israeliano, precisa a Haaretz lo scienziato israeliano, puo' lanciare una testata contro qualsiasi punto della Terra grazie alle capacita' sviluppate con la messa in orbita di Ofek-5.

Probabilmente favorita dalle forti pressioni americane, la decisione del presidente dell'autonomia palestinese Yasser Arafat e' stata resa nota in mattinata dal suo ministro Saeb Erekat: elezioni generali, politiche e presidenziali, si svolgeranno nei territori dell'autonomia tra il 10 e il 20 gennaio del 2003. Parallelamente Erekat ha annunciato che l'Anp procedera' ad una serie di riforme nel settore della giustizia e in campo finanziario.

-G8

Si apre oggi il vertice del g8, che per due giorni vedrà isolati dal mondo i leader dei paesi considerati puiù industrializzati.

Tra le cose in discussione i sette si interrogheranno sull'economia mondiale, e avranno il loro daffare per convincere i mercati, in piena discesa, del vigore della ripèresa economica mondiale. Sarà anche difficile non parlare della caduta del dollaro, che comincia a d essere minacciosa per la ripresa.

Un piano per rendere i cieli più sicuri: gli Stati Uniti ne prevedono il varo in occasione del G8, come testimonianza dell'impegno dei grandi del mondo contro il terrorismo. Lo indicano fonti di alto rango della Casa Bianca, citate dalla stampa americana, senza fornire ulteriori particolari. La lotta contro il terrorismo, insieme all'economia e all'adozione di un piano per l'Africa, sono i punti forti dell'agenda di questo Vertice, organizzato dal Canada all'insegna della riservatezza e della sicurezza. Oltre che nella guerra contro il terrorismo il presidente Bush conta anche di ricevere dal G8 sostegno per il piano di pace per il Medio Oriente presentato lunedì. Gary Edson, un consigliere di Bush per la politica estera ed economica, ha detto che gli Otto pubblicheranno un documento per il punto delle iniziative anti-terrorismo finora adottate e vareranno un piano d'azione su come rendere i trasporti di persone e di merci più sicuri. Intanto migliaia di persone stanno arrivando con ogni mezzo da tutta l'area nord est degli Usa a Ottawa, Calgary, Kananasky, per manifestare contro il G8, e mentre gli otto leader dei Paesi che detengono il 65 per cento della ricchezza, ma rappresentano solo il 14 per cento della popolazione, discuteranno di come affrontare terrorismo, crisi economiche, libero mercato e sviluppo del resto del mondo, si terranno numerose manifestazioni. All'ordine del giorno c'e' di nuovo l'effettiva apertura dei mercati, per esempio quello dell'acciaio, e le frontiere che si devono aprire sono quelle di Giappone, Usa ed Europa e non del resto del mondo. Mentre otto capi di stato dsi riuniscono a Kananasky, l'universita' di Calgary ospita G6b (G 6 miliardi) conference, alla quale partecipano circa un migliaio di delegati provenienti da tutto il mondo. Le priorita' sono le stesse del G8, con alcune differenze: promuovere attivita' economiche alternative e non l'adozione dello stesso modello economico a livello globale , come la New partnership for Africa's development o Nepad, promossa da un gruppo di presidenti africani e perfettamente in linea con gli schemi di sviluppo (modernizzazione dell'agricoltura, costruzione di dighe) occidentali, o i piani per risolvere l'indebitamento promossi da chi ha gia' contribuito a indebitare i due terzi del mondo. Fuori dalla conferenze ufficiali migliaia di persone stanno preparando eventi e manifestazioni nelle strade di Calgary, Ottawa, Kananasky per esprimere il proprio rifiuto per la gestione della politica internazionale secondo gli schemi degli otto potenti che rappresentano la minoranza della popolazione mondiale.

-Argentina

L'argentina si trova ancora oggi ad affrontare una grossa crisi economica, che non si è certo conclusa con lo spegnersi delle luci della ribalta mondiale. Secondo un rapporto di recente pubblicato, un totale di 4.138.000 bambini e ragazzi argentini sono indigenti cioè non hanno accesso ad una alimentazione di base, tanto che la devaluacion si è convertita in una macchina fabbrica poveri, se è vero che venticinquemila persone al giorno sono passate ad appartenere a questa categoria da quando il governo ha deciso di abbandonare la convertibilità. Questi dati sono emersi da un rapporto informale diffuso dal gruppo Sophia, nel quale si legge, nel dettaglio, che vivono sulla soglia della povertà 18.219.000 argentini, poco più della metà della popolazione del paese, concentrata in 4.050.000 famiglie

Di questo totale di poveri, 8.319.00 sono bambini e ragazzi, e tra questi 40138.000 sono indigenti, non potendo da sé coprire le proprie necessità di sostentamento. Il rapporto conferma come l'indigenza cresca in argentina a un ritmo più intenso della povertà, e come più di quattro milioni di bambini vivano in famiglie in cui l'entrata economica mensile è inferiore a un peso al giorno. Quello che emerge è che, da quando il governo ha deciso di svalutare il peso, nel gennaio scorso, 3.813.000 persone sono passate nella categoria dei poveri, al ritmo di 762.000 per mese, o se preferite di 25.000 al giorno.

Mentre almeno due giovani sono morti oggi durante gravi scontri avvenuti ad Avellaneda (provincia di Buenos Aires) fra polizia e manifestanti. Lo riferisce l'agenzia di stampa DyN. Citando una fonte della polizia, l'agenzia aggiunge che altre due persone sono ricoverate con ferite gravi. Il movimento dei 'piqueteros' (disoccupati che bloccano le strade) avevano indetto per oggi una giornata di protesta nazionale contro il governo chiedendo pane e lavoro.

ITALIA

Questa mattina presso la Camera dei deputati italiana il voto di ratifica dell'accordo quadro europeo sul commercio delle armi, contestato da numerose associazioni per le pesanti limitazioni che introdurrà alla normativa, il disegno di legge 1927 sottrae al regime di controlli previsti dalla 185 le operazioni svolte nell'ambito di programmi congiunti intergovernativi. Come dire che se un sistema d'arma viene coprodotto da più Paesi europei, la sua commercializzazione non è soggetta ad alcun tipo di verifica da parte del parlamento o di associazioni.Audio

IMMIGRAZIONE -

Per fronteggiare l' emergenza sbarchi di migranti a Lampedusa il comando provinciale dei carabinieri ha deciso di potenziare la propria presenza sull'isola, raddoppiando il numero di militari. Il centro temporaneo d' accoglienza ormai non riesce piu' a dare ospitalita' a tutti gli immigrati giunti nei giorni scorsi sull' isola, tanto che questa mattina e' stato necessario inviare a Lampedusa un aereo militare, poi ripartito con a bordo un centinaio di persone. Dall' inizio dell' anno, sono giunti sull' isola circa 2 mila e 700 migranti, quasi quanto quelli che sono sbarcati complessivamente a Lampedusa tra il 1999 ed il 2001.


Aggiornamento ore 9.30

Palestina

Cinque palestinesi, di cui due ricercati, sono stati arrestati questa notte dalle forze israeliane nella zona di Hebron, nel sud della Cisgiordania. Continuano frattanto le perquisizioni in sette delle otto citta' cisgiordane, nel quadro di una vasta offensiva lanciata dopo i due recenti attentati che hanno fatto 31 morti. Due dei cinque arrestati -ha riferito una fonte militare - erano ricercati con l'ambigua accusa di avere un ruolo in attivita' ostili allo stato di Israele. Continua così la morsa delle truppe ebraiche sulle principali localita' cisgiordane amministrate dall'Autorita' Nazionale Palestinese: Ramallah, Betlemme, Nablus, Jenin, Tulkarem, Hebron e Qalqilya. Proseguono i rastrellamenti e le catture di persone sospettate di coinvolgimento in atti terroristici; in vigore il coprifuoco. Ieri Sharon aveva escluso operazioni direttamente nell'enclave palestinese di Gaza, avvertendo che chi conosce bene la zona sa che non vi si deve restare; il premier non aveva tuttavia escluso blizt contro le cellule della resistenza palestinese che proprio a Gaza hanno le loro basi Intanto da Washington Il messaggio del Presidente Bush a Yasser Arafat e' inequivocabile. Lo afferma il Segretario di Stato Usa Colin Powell, ribadendo che il leader palestinese deve essere sostituito. Da registrare altresi' il commento entusiastico del ministro per l'Ambiente ebraico, Tzahi Hanegbi, al piano di pace per il Medio Oriente illustrato lunedi' da George W. Bush, che prevede la creazione di uno Stato palestinese indipendente ma senza la permanenza al vertice di yasser Arafat: "in suo onore", ha sichiarato Hanegbi in tono raggiante, "emetteremo una tessera onoraria di appartenenza al nostro partito, il Likud"

Sharon sotto accusa

Il primo ministro isareliano Ariel Sharon saprà oggi se sarà perseguito dalla giustizia belga per il suo ruolo nel massacxro nei campi palestinesi di sabra e chatila, avvenuto nel 1982 in libano. La camera d'accusa della corte d'appello di bruxelles si deve pronunciare sulla ricevibilità di un'accusa per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e atti di genocidio, accusa depositata contro di lui nel giugno del 2001 da 23 palestinesi sfuggiti al massacro. Noin ci sarà udienza pubblica, ma il contenuto della decisione sarà comunicato agli avvocati delle parti e alla stampa nella mattinata. L'accusa è basata su una legge belga, detta di competenza universale, che permette ai tribunali belgi di giudicare gli autori di crimini di guerra, cerimini contro l'umanità e genocidi, qulae che si a il luogo dei crimini, le nazionalità e i luoghi di residenza delle vittime e degli accusati.

Ofek-5

Israele e' in grado di colpire con i suoi missili qualsiasi obiettivo del pianeta. Lo afferma il prof. Moshe Gelman, direttore dell'Istituto Technion di tecnologia, commentando il recente lancio del satellite Ofek-5. Lo Stato israeliano, precisa a Haaretz lo scienziato israeliano, puo' lanciare una testata contro qualsiasi punto della Terra grazie alle capacita' sviluppate con la messa in orbita di Ofek-5.

Canada G8

si apre oggi il vertice del g8, che per due giorni vedrà isolati dal mondo i leader dei paesi considerati puiù industrializzati. Come vuole la tradizione, prima sdi convocare il presidernte russo Putin a raggiungerli, i sette sdi interrogheranno sull'economia mondiale, e avranno il loro daffare per convincere i mercati, in piena discesa, del vigore della ripèresa economica mondiale. Sarà anche difficile non parlare della caduta del dollaro, che comincia a d essere minacciosa per la ripresa. Unica novità, l'invito fatto a quattro capi di stato africani e al segretario dell'onu Kofi annan. Intanto, Calgary, la più vicina delle città si prepara alle manifestazioni antimondializzazioni nella più grande incertezza, poichè si ignorano ancora i percorsi accessibili per raggiungere questa città ricca e isolata, dove anche i trasporti sono costosissimi ed escludenti. Molte manifestazioni, infatti, sono state dirottare a Ottawa.

Aggiornamento ore 11.00

Palestina

Da vent’anni è sospettato di essere il responsabile dei massacri palestinesi nei campi profughi di Sabra e Chatila, avvenuti nel 1982 durante la guerra in Libano. Oggi finalmente si saprà se l’attuale premier israeliano Ariel Sharon dovrà rispondere davanti a una corte di presunti crimini di guerra. E’ atteso in serata il verdetto di una corte speciale del Belgio, che deciderà se il falco del Likud sarà sottoposto a giudizio davanti a un tribunale per queste pesanti accuse . Il processo ha preso avvio un anno fa, quando alcuni sopravvissuti palestinesi si sono rivolti ai giudici belgi chiedendo che Sharon venisse inchiodato alle proprie responsabilità. Al momento delle stragi nei campi di Sabra e Chatila, nelle quali vennero massacrati un migliaio di civili, tra cui donne e bambini, l’attuale premier d’Israele sedeva come ministro della difesa nel governo di Tel Aviv. L’esercito israeliano circondò l’insediamento palestinese e autorizzò le truppe della Falange Cristiana a entrare nel campo profughi fornendo un appoggio logistico. Una commissione di inchiesta israeliana, all’epoca, stabilì che Sharon doveva essere rimosso dal suo incarico di ministro della difesa. Secondo la legge belga, la Corte di Stato può giudicare casi di violazione di diritti umani. Tuttavia i giudici dovranno valutare se la corte abbia il diritto di condurre il processo. Alcuni esperti legali, sia in Europa che in Israele, ritengono improbabile che i magistrati possano processare un primo ministro in carica. Anche secondo Irit Kahan, direttrice del Dipartimento internazionale del ministero della giustizia israeliano, Sharon gode dell’immunità diplomatica per l’incarico attualmente ricoperto. Se anche la sentenza attesa per oggi andrà in questa direzione, non è escluso che davanti ai giudici finiscano gli altri protagonisti dei massacri: Rafael Eitan, ex capo di Stato maggiore, il generale Amir Dori, e Amos Yaron, ex comandante di divisione ed attuale direttore generale del ministero della difesa israeliano. (EB)

L'Esercito israeliano ha imposto in mattinata il coprifuoco in tutta Hebron, mentre i carri armati che circondano gli uffici del governatore palestinese aprivano sporadicamente il fuoco in direzione dell'edificio. Al personale asserragliato all'interno gli occupanti hanno intimato la resa servendosi degli altoparlanti; si ignora quante persone vi siano dentro.Fonti palestinesi hanno inoltre denunciato che sono state confiscate e fatte saltare in aria numerose vetture private; i militari hanno ribattuto che si trattava di auto rubate in Israele, e che sono state distrutte per paura che fossero state imbottite d'esplosivo onde essere poi utilizzate in nuovi attentati terroristici.

Le elezioni palestinesi si terranno tra il 10 e il 20 gennaio 2003. Lo ha annunciato oggi il capo dei negoziatori palestinesi Saeb Erekat che ha anche dichiarato che l'autorita' nazionale palestinese attuera' una serie di riforme delle sue istituzioni, in particolare quelle del sistema giudiziario e finanziario, entro la fine di settembre.

G8

Un summit "per dare voce ai poveri" ha preso il via ieri sera a Siby (52 chilometri da Bamako) alla vigilia del Vertice del G8 che si svolgerà oggi e domani nella località canadese di Kananaskis. All’incontro, organizzato dalla sezione nazionale di 'Jubilee 2000’ – campagna internazionale per la cancellazione del debito estero dei Paesi poveri - prendono parte circa 200 delegati provenienti da Mali, Niger, Senegal, Guinea e Burkina Faso. Nel villaggio di Siby, un agglomerato di capanne dove la povertà è endemica, i lavori si svolgono all’aria aperta, a fare ancor di più da contraltare all’imponente organizzazione allestita dai ‘Grandi’ sulle montagne canadesi, anche per sottrarsi alle manifestazioni dei ‘no global’. "Non possiamo lasciare la parola solo ai ricchi", ha dichiarato Donantié Dao, segretario locale di ‘Jubilee 2000’, rete che riunisce una cinquantina di organizzazioni non governative (ong) maliane. "Nel momento in cui loro si ritroveranno a parlare del nostro destino, noi abbiamo scelto di non restare in silenzio". Al contro-Vertice, che si concluderà venerdì, si parla, tra l’altro, della cancellazione del debito dei Paesi poveri, della sicurezza alimentare, del ‘commercio iniquo’, dei cosiddetti ‘programmi di aggiustamento strutturale’ e del Nuovo partenariato per lo sviluppo dell’Africa (Nepad), considerato "un’iniziativa certo generosa ma lasciata in mano alle multinazionali". I contadini del Mali insistono inoltre sulle difficoltà dello sviluppo agricolo, tornando a puntare il dito contro la "concorrenza sleale" dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) per le restrizioni imposte all’export degli Stati del Sud del mondo. "Vedremo cosa sapranno fare in proposito i Paesi ricchi a Kananaskis", ha commentato scettico un delegato. (FB)

Un piano per rendere i cieli più sicuri: gli Stati Uniti ne prevedono il varo in occasione del G8, come testimonianza dell'impegno dei grandi del mondo contro il terrorismo. Lo indicano fonti di alto rango della Casa Bianca, citate dalla stampa americana, senza fornire ulteriori particolari. La lotta contro il terrorismo, insieme all'economia e all'adozione di un piano per l'Africa, sono i punti forti dell'agenda di questo Vertice, organizzato dal Canada all'insegna della riservatezza e della sicurezza.

Il premier canadese Jean Chretien, presidente di turno del Vertice, è stato il primo ad arrivare a Kananaskis, così da potervi accogliere i suoi ospiti, giunti alla spicciolata per tutta la giornata. Tutti sono scesi a Calgary - il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è arrivato alle 7 ora italiana - e di lì con un elicottero hanno raggiunto Kananaskis, dove gli echi delle proteste no global programmate a Calgary e a Ottawa non dovrebbero raggiungerli.

Oltre che nella guerra contro il terrorismo il presidente Bush conta anche di ricevere dal G8 sostegno per il piano di pace per il Medio Oriente presentato lunedì. Gary Edson, un consigliere di Bush per la politica estera ed economica, ha detto che gli Otto pubblicheranno un documento per il punto delle iniziative anti-terrorismo finora adottate e vareranno un piano d'azione su come rendere i trasporti di persone e di merci più sicuri. (red)

aggiornamento ore 12.30

FRANCIA

Scontri tra polizia e manifestanti questa mattina all'imboccatura del traforo del Monte Bianco. La polizia ha fatto ricorso ai gas lacrimogeni per disperdere circa 200 manifestanti riuniti per protestare contro la riapertura del tunnel al traffico pesante di Tir e Camion. Le forze dell'ordine sono sempre presenti questa mattina lungo i 17 chilometri della strada che collega il parcheggio di regolazione del traffico e l'ingresso del tunnel, per garantire il libero accesso dei camion. Un gruppo di circa duecento dimostranti che si oppongono alla ripresa del traffico dei tir sotto il tunnel era rimasto ieri sera ai piedi della rampa di accesso francese, in seguito alla manifestazzione che aveva riunito nel pomeriggio quattromila persone Due convogli di tir, uno per ogni senso di marcia, hanno potuto, nel corso della notte, attraversare il tunnel sotto la protezione della polizia, secondo quanto ha precisato la prefettura dell'Alta Savoia

BELGIO

Sharon non sarà processato in Belgio per crimini di guerra. Ma anche se il tribunale speciale belga che doveva pronunciarsi sull'eventuale processo per crimini di guerra al premier israeliano Ariel Sharon ha dichirato "inammissibile" la richiesta di processarlo, i legali dei sopravvissuti di Sabra e Shatila non si arrendono e presenteranno appello. Con un testo di 22 pagine, I tre giudici del tribunale speciale hanno dichiarato "inammissibile" la richiesta di aprire un processo nei confronti del premier israeliano avanzata da alcuni sopravvisuti ai massacri del 1982 . "Se una persona non si trova sul territorio nazionale, la richiesta è inammisibile" hanno sostenuto i giudici. Sharon è accusato di aver ordinato i massacri del 1982 nei campi profughi in Libano di Sabra e Shatila, quando furono uccise 800 persone dalle milizie cristiane alleate e appoggiate dall'esercito di Israele. Senza entrare nel merito della questione il tribunale Belga si è in pratica dichiarato non competente a giudicare il premier israeliano, all'epoca dei fatti ministro della difesa di Israele. Prima che venisse nota la decisione della corte, però, gli avvocati dei 23 profughi palestinesi sopravvisuti ai massacri di Sabra e Chatila avevano detto che avrebbero presentato appello in caso di una decisione di non luogo a procedere per Sharon. A influire sulla decisione della corte forse ha contribuito una precedente decisione del tribunale internazionale dell'Aja che ha recentemente statuito che i tribunali belgi non avevano l'autorità e il diritto di giudicare un ex ministro degli esteri del Congo - Abdoulaye Yerodia Ndombasi - accusato di aver incitato all'omicidio e alla strage nel corso del conflitto in Rwanda tra Hutu e Tutsi. Dopo la sentenza dell'Aja la procura di stato belga aveva accettato una richiesta degli avvocati di Sharon, e sostenuto che Sharon non avrebbe dovuto essere giudicato, a differenza di due altri imputati: il generale Amir Drori e l'ex comandante di divisione Amos Yaron, ora direttore generale del ministero della difesa. Per quanto riguarda i fatti di Sabra e Chatila, una commissione di inchiesta israeliana aveva già appurato la responsabilità indiretta di Sharon con una sentenza che aveva costretto l'attuale premier a dimettersi da ministro della difesa. La legge Belga prevede la possibilità di processare anche cittadini e leader politici di altri paesi.

Palestina

Probabilmente favorita dalle forti pressioni americane, la decisione del presidente dell'autonomia palestinese Yasser Arafat e' stata resa nota in mattinata dal suo ministro Saeb Erekat: elezioni generali, politiche e presidenziali, si svolgeranno nei territori dell'autonomia tra il 10 e il 20 gennaio del 2003. Parallelamente Erekat ha annunciato che l'Anp procedera' ad una serie di riforme nel settore della giustizia e in campo finanziario. L'annuncio e' giunto solo due giorni dopo il duro discorso del presidente americano George W, Bush in cui il capo dell'esecutivo Usa chiedeva in pratica l'estromissione del presidente Arafat e l'indizione di elezioni democratiche precedute da ampie riforme di tutto il sistema dell'Anp, quali condizioni di base per la creazione di uno Stato palestinese provvisorio. Il presidente Arafat dichiara ufficialmente che le elezioni dell'Autorita' palestinese e le elezioni del Consiglio legislativo palestinese (parlamento, attualmente presieduto da Abu Ala, ndr) si terranno nel gennaio del 2003 tra il 10 e il 20 di quel mese, ha detto Erekat. Le consultazioni municipali, le prime della storia dell'Anp, si svolgeranno due mesi dopo, nel marzo del 2003. Nel quadro della riforma del sistema giudiziario, la nomina di giudici competenti avverra' entro settembre prossimo, ha aggiunto Erekat. Quest'ultimo ha anche chiesto ai leader del G8 riuniti in Canada di far pressioni su Bush perche' offra un programma di azioni concrete per risolvere il conflitto israelo-palestinese. (ANSA) GZ

Argentina

L'argentina si trova ancora oggi ad affrontare una grossa crisi economica, che non si è certo conclusa con lo spegnersi delle luci della ribalta mondiale. Secondo un rapporto di recente pubblicato, un totale di 4.138.000 bambini e ragazzi argentini sono indigenti cioè non hanno accesso ad una alimentazione di base, tanto che la devaluacion si è convertita in una macchina fabbrica poveri, se è vero che venticinquemila persone al giorno sono passate ad appartenere a questa categoria da quando il governo ha deciso di abbandonare la convertibilità. Questi dati sono emersi da un rapporto informale diffuso dal gruppo Sophia, nel quale si legge, nel dettaglio, che vivono sulla soglia della povertà 18.219.000 argentini, poco più della metà della popolazione del paese, concentrata in 4.050.000 famiglie

Di questo totale di poveri, 8.319.00 sono bambini e ragazzi, e tra questi 40138.000 sono indigenti, non potendo da sé coprire le proprie necessità di sostentamento. Il rapporto conferma come l'indigenza cresca in argentina a un ritmo più intenso della povertà, e come più di quattro milioni di bambini vivano in famiglie in cui l'entrata economica mensile è inferiore a un peso al giorno. Quello che emerge è che, da quando il governo ha deciso di svalutare il peso, nel gennaio scorso, 3.813.000 persone sono passate nella categoria dei poveri, al ritmo di 762.000 per mese, o se preferite di 25.000 al giorno.

Ormai esistono 7.777.000 nuovi indigenti, il 21% della popolazione, che sono persone che non arrivano a coprire le proprie necessità. Un altro dato molto preoccupante è che la metà dei bambini minori di cinque anni non ha assicurazione sanitaria, e dipende dall'assistenza che può dare lo stato. I bambini in stato di indigenza hanno un ritardo nello sviluppo intellettuale tra 5 e otto volte maggiore di quelli che accedono a un livello di alimentazione equilibrato. Inoltre, gli stessi hanno un grado di scolarizzazione minore di circa quattro anni rispetto a settori di migliore situazione economica. Dunque un giovane su quattro tra i 14 e i 18 anni si trova escluso dalla scuola secondaria, in relazione diretta alla povertà della famiglia. Secondo la INDEC, il costo degli alimenti previsti nel 'paniere di base', utilizzato per determinare quale sia la soglia di povertà, è aumentato del 357% tra gennaio e maggio di quest'anno. Questo significa che l'organismo ufficiale considera oggi povere le famiglie (composte da quattro persone) che vivono con meno di 626 pesos al mese, mentre a dicembre il livello era di 461 pesos

Dall'Italia

Questa mattina presso la Camera dei deputati italiana il voto di ratifica dell’accordo quadro europeo sul commercio delle armi, contestato da numerose associazioni per le pesanti limitazioni che introdurrà alla normativa fin qui in vigore, la legge 185 del 1990. Ieri sera si è concluso il dibattito in aula, con scarsa soddisfazione degli attivisti della campagna “Difendiamo la 185”, che hanno denunciato come la maggioranza di governo abbia fatto quadrato intorno al testo in discussione, respingendo gli emendamenti presentati dall’opposizione e facendo perfino marcia indietro riguardo ad alcuni punti su cui sembrava che fosse stato raggiunto un accordo in sede di commissione parlamentare. Così, il disegno di legge 1927 dovrebbe essere approvato stamani nella formulazione che sottrae al regime di controlli previsti dalla 185 le operazioni svolte nell’ambito di programmi congiunti intergovernativi. Come dire che se un sistema d’arma viene coprodotto da più Paesi europei, la sua commercializzazione non è soggetta ad alcun tipo di verifica da parte del parlamento o di associazioni e ong in rappresentanza dell’opinione pubblica. Il testo non prevede neppure la trasparenza delle transazioni finanziarie relative alla vendita di materiale bellico ma soltanto l’indicazione del tipo di armamento, della quantità (ma non del valore dell’operazione) e dei Paesi di destinazione, senza alcuna distinzione fra quelli che sono i reali fruitori del prodotto e quelli che fungono da semplici intermediari. La legge, infine, prevede che le armi non possano essere vendute a Paesi responsabili di “gravi violazioni” dei diritti umani, purché definite come tali da Onu, Unione Europea o Consiglio d’Europa. E’ chiaro, in ogni caso, che la 185 viene di fatto neutralizzata ed è proprio contro questa deregulation in un settore critico come quello del commercio di armamenti che si batte la campagna sostenuta da tante associazioni e ong.

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gror260602 (last edited 2008-06-26 09:54:49 by anonymous)