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'''In primo Piano'''

'''ADDIO A MIRIAM MAKEBA, MUORE UNA VOCE LEGGENDARIA DEL CONTINENTE'''

“Si è spenta la voce dell’Africa”, "l’ultima canzone per “Mama Africa": con queste parole, la stampa sudafricana annuncia oggi la morte di Miriam Makeba, 76 anni, voce leggendaria del continente e simbolo della lotta anti-apartheid. Il decesso, improvviso, dovuto ad un attacco di cuore, è avvenuto durante la notte a Castel Volturno, vicino Caserta (in Italia), dove la cantante aveva partecipato ad una serata in sostegno di Roberto Saviano, autore del romanzo ‘Gomorra’contro la criminalità organizzata. Al concerto avevano partecipato numerosi esponenti della vasta comunità di africani presenti nella zona che la cantante aveva incontrato anche domenica mattina durante la messa in inglese dedicata agli immigrati che si tiene presso la cappella dei missionari Comboniani di Castel Volturno. Nata nel 1932 a Johannesburg, Miriam Zenzi Makeba, nota a molti come ‘Mama Africa’, aveva raggiunto il successo con le sue canzoni in favore della lotta per l’indipendenza e contro il regime di segregazione razziale in Sudafrica. “La gente mi ha dato questo soprannome, affettuoso e al tempo stesso maestoso – era solita dire ai giornalisti – ed io lo porto con rispetto e orgoglio”.

'''NOTIZIE BREVI'''

'''ESTERI'''

'''GRAVI ATTENTATI SEGNANO INIZIO SETTIMANA'''

È di almeno 25 morti e 48 feriti, secondo i primi bilanci resi noti dal ministero degli Interni, il bilancio di un doppio, forse triplo attentato, avvenuto questa mattina nei pressi del mercato di Adhamiyah, quartiere settentrionale di Baghdad. In base alle ricostruzioni fornite dalla polizia, un’autobomba è esplosa vicino al mercato ferendo numerose persone e quando i primi soccorsi sono cominciati ad arrivare sul posto, un attentatore suicida o forse due si sarebbero fatti saltare in aria; tra le vittime ci sarebbero numerose donne e bambini che si recavano a scuola. Lo scorso anno Adhamiyah, quartiere in prevalenza sunnita, era stato teatro di violenti scontri e attentati dinamitardi pianificati proprio nelle zone a maggiore concentrazione di civili. Un altro attentato suicida è avvenuto sempre stamani a Baquba, dove una donna si è fatta esplodere a un posto di blocco, uccidendo almeno quattro persone e ferendone altre 15. Anche il fine settimana è stato funestato da attacchi contro civili in varie città del paese: esplosioni e attentati suicidi (in un mercato a Khalis, a nord della capitale e sabato a Ramadi) hanno causato la morte di almeno 10 civili.

'''BOMBARDAMENTO AMERICANO NEL SUD: INCHIESTA ACCERTA DECINE DI VITTIME CIVILI'''

Un'inchiesta congiunta del governo afgano e di inquirenti americani ha accertato che giovedì il bombardamento americano sul villaggio di Wech Baghtu, nella provincia meridionale di Kandahar, ha causato la morte di 37 civili e il ferimento di altri 35. Secondo le prime ricostruzioni, durante l'incursione era rimasta completamente distrutta una casa dove era in corso una festa di matrimonio. Come era già accaduto in altri casi di stragi indiscriminate causate dai bombardamenti aerei, i comandi statunitensi avevano sostenuto di non aver informazioni sulla morte di civili. Dopo aver avuto notizia dell’attacco, il presidente afgano Hamid Karzai aveva espresso la speranza che la vittoria di Barack Obama nelle elezioni presidenziali americane porti a “un cambiamento nella strategia della guerra al terrorismo”.

'''ELEZIONI: PRIMI RISULTATI MOLTO PARZIALI, SANDINISTI IN TESTA'''

Il ‘Frente Sandinista’ di liberazione nazionale (Fsln, sinistra ) del presidente Daniel Ortega è in testa in almeno 11 dei 16 capoluoghi di provincia in cui si sono tenute, ieri, le elezioni municipali. Secondo la commissione elettorale, che ha scrutinato circa l’8% delle schede, Alexis Argüello, ex-campione del mondo di boxe e candidato a sindaco di Managua dello Fsln, avrebbe conquistato il 55,20 % dei suffragi, contro il 41,61% dell’ex-candidato presidenziale Eduardo Montealegre, del ‘Partido Liberal Constitucionalista’ (Plc, destra). Gli elettori sono stati chiamati alle urne per scegliere sindaci, vice-sindaci e consiglieri comunali in 146 dei 153 municipi del paese; dopo un’accesa campagna elettorale tra sandinisti e liberali, al termine del voto sono state fermate 33 persone.

'''Giappone: 2007, boom reati anziani'''

Lo rivela il libro bianco del ministero della Giustizia
(ANSA) - TOKYO, 10 NOV - Nel 2007 in Giappone s'e' registrato un vero e proprio boom di crimini commessi dagli anziani, con un record di 48.605 arresti. L'incremento su base annua e' stato del 4% per reati in gran parte legati a poverta' e difficolta' finanziarie. Lo riferisce il ministero della Giustizia, che ha pubblicato il libro bianco sulla criminalita' 2008, sottolineando come gli ultimi dati relativi ai fermi per crimini commessi da persone con oltre 65 anni rappresentino il record assoluto dal 1986.

'''ITALIA'''

'''Italia: Alitalia, verso blocco totale trasporto'''

FIUMICINO (ROMA) - L'assemblea dei lavoratori di Alitalia contrari all'accordo con la Compagnia aerea italiana (CAI) ha votato all'unanimità questa mattina a Fiumicino una mozione di un immediato blocco totale del trasporto. La mozione è stata proposta dal comitato di sciopero e di lotta dei lavoratori che ha poi chiamato i sindacati Avia, Anpav, Anpac, Up ed Sdl a valutare il testo.
Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl, pur condividendo il malessere dei lavoratori dell'Alitalia, non ritengono opportuno bloccare le attivita' come previsto dalla mozione del comitato di lotta approvata stamane dall'assemblea dei lavoratori in corso a Fiumicino. "Sarebbe un errore spaccarsi ora - ha detto il presidente dell'Anpac, Fabio Berti - ora dobbiamo capire quale e' il modo giusto per andare avanti". E nel sottolineare di avere continui contatti con i lavoratori che approvano la linea seguita sin da ora, Berti ha ammonito l'assemblea sui rischi di un blocco immediato delle attivita': "Attenti - ha avvertito il 'comandante' - la lotta non finisce oggi, non sto dicendo che (il blocco, ndr) non serve a nulla ma ora non sarebbe risolutivo".

L'assemblea dei lavoratori dell'Alitalia aveva approvato una mozione per l'immediato blocco totale delle attivita' proposta dal comitato di lotta: la decisione dell'assemblea poi è divenuta oggetto di valutazione da parte delle cinque sigle sindacali che compongono il cosiddetto 'fronte del no' (Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl). I sindacati di piloti e personale di terra e di volo che non hanno firmato la proposta della Cai avevano detto di essere pronti allo sciopero dal prossimo 25 novembre e per altre 14 date.

'''Italia: sciopero trasporto pubblico, forte adesione per sindacati'''

ROMA - Supera l'80% l'adesione tra i lavoratori delle ferrovie e del trasporto pubblico locale per lo sciopero nazionale in Italia di 24 ore volto al rinnovo del contratto collettivo di lavoro. Lo riferisce il sindacato Filt Cgil. L'agitazione ha ripercussioni a livello locale, nazionale e internazionale.

'''Istat, produzione industriale in calo a settembre dello 0,4%'''

La produzione industriale a settembre e' diminuita dello 0,4% rispetto a settembre 2007 e del 2,1% rispetto ad agosto 2008. Lo comunica l'Istat, precisando che l'indice della produzione corretto per giorni lavorativi ha registrato un calo tendenziale del 5,7% (settembre ha avuto 22
giorni lavorativi contro i 20 del settembre 2007).
   Il calo congiunturale e' il maggiore dal dicembre 1998.


'''Siparietto'''
----
=== Gr 9:30 ===

Line 88: Line 36:
'''Bolivia: ESTRADIZIONE EX-PRESIDENTE SÁNCHEZ DE LOZADA'''
L’incaricata d’affari boliviana a Washington, Erika Dueñas, ha annunciato di aver notificato ufficialmente al Dipartimento di stato americano la domanda di estradizione nei confronti dell’ex-presidente Gonzalo Sánchez de Lozada, dell’ex-ministro degli Idrocarburi Jorge Berindoague e dell’ex-ministro della Difesa Carlos Sánchez Berzaín, tutti riparati negli Usa e sotto processo in Bolivia per ‘genocidio’, violazione della costituzione e peculato. Dueñas, massima rappresentante boliviana a Washington dopo l’espulsione a settembre dell’ambasciator Gustavo Guzmán – in risposta a un’analoga misura adottata da La Paz contro l’ambasciatore americano Philip Goldberg – si è detta peraltro sorpresa della presenza di quest’ultimo al momento della consegna dei documenti per l’estradizione; Goldberg è stato dichiarato ‘persona non grata’ dal governo boliviano perché accusato di ripetute ingerenze nella politica interna del paese andino e di sostegno all’opposizione conservatrice. Sánchez de Lozada, Berindoague e Sánchez Berzaín fuggirono negli Usa nell’ottobre del 2003, quando una massiccia protesta popolare partita da El Alto e passata alla storia come la ‘guerra del gas’ costrinse alla rinuncia il loro governo: di fronte alla giustizia boliviana devono rispondere, tra l’altro, della morte di almeno 67 persone causata dalle forze dell'ordine durante le manifestazioni.

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Fonti

Gr 19:30

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In primo Piano

Editoriale

NOTIZIE BREVI

ESTERI

ITALIA

Siparietto


Gr 13:00

ESTERI

ITALIA

Bolivia: ESTRADIZIONE EX-PRESIDENTE SÁNCHEZ DE LOZADA L’incaricata d’affari boliviana a Washington, Erika Dueñas, ha annunciato di aver notificato ufficialmente al Dipartimento di stato americano la domanda di estradizione nei confronti dell’ex-presidente Gonzalo Sánchez de Lozada, dell’ex-ministro degli Idrocarburi Jorge Berindoague e dell’ex-ministro della Difesa Carlos Sánchez Berzaín, tutti riparati negli Usa e sotto processo in Bolivia per ‘genocidio’, violazione della costituzione e peculato. Dueñas, massima rappresentante boliviana a Washington dopo l’espulsione a settembre dell’ambasciator Gustavo Guzmán – in risposta a un’analoga misura adottata da La Paz contro l’ambasciatore americano Philip Goldberg – si è detta peraltro sorpresa della presenza di quest’ultimo al momento della consegna dei documenti per l’estradizione; Goldberg è stato dichiarato ‘persona non grata’ dal governo boliviano perché accusato di ripetute ingerenze nella politica interna del paese andino e di sostegno all’opposizione conservatrice. Sánchez de Lozada, Berindoague e Sánchez Berzaín fuggirono negli Usa nell’ottobre del 2003, quando una massiccia protesta popolare partita da El Alto e passata alla storia come la ‘guerra del gas’ costrinse alla rinuncia il loro governo: di fronte alla giustizia boliviana devono rispondere, tra l’altro, della morte di almeno 67 persone causata dalle forze dell'ordine durante le manifestazioni.


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gror081111 (last edited 2008-11-11 15:35:34 by anonymous)