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'''GAZA''' '''GAZA: EUROCOMMISSARIO, ISRAELE VIOLA NORME UMANITARIE''' Secondo il commissario europeo per lo Sviluppo e gli Aiuti Umanitari, il belga Louis Michel, con la sua offensiva nella Striscia di Gaza "Israele non sta rispettando le norme del diritto internazionale umanitario", e di cio' ci sono prove "sulle quali concordano gli esperti". Lo denuncia lo stesso euro-commissario in un'intervista rilasciata al quotidiano 'La Libre Belgique'. "Il primo obbligo di una Potenza occupante consiste nel rispettare le vite degli abitanti, nel proteggere la popolazione, nel garantire il nutrimento e nel prendersene cura", puntualizza Michel. "Nel caso specifico cio' palesemente non avviene, e io non posso accettarlo. Quando poi una cosa del genere viene da una democrazia, accettarla diventa ancora piu' difficile". Sul giornale il commissario allo Sviluppo sembra poi prendere le distanze dalla decisione dell'Unione Europea, il mese scorso, d'intensificare i rapporti con lo Stato ebraico. "Dobbiamo stare attenti a non ricorrere a strumenti che possano rafforzare una delle parti, e consolidare l'idea secondo cui non siamo capaci di un approccio equilibrato", avverte infatti Michel. |
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Sommario
In primo Piano
Editoriale
NOTIZIE BREVI
ESTERI
GAZA
GAZA: EUROCOMMISSARIO, ISRAELE VIOLA NORME UMANITARIE Secondo il commissario europeo per lo Sviluppo e gli Aiuti Umanitari, il belga Louis Michel, con la sua offensiva nella Striscia di Gaza "Israele non sta rispettando le norme del diritto internazionale umanitario", e di cio' ci sono prove "sulle quali concordano gli esperti". Lo denuncia lo stesso euro-commissario in un'intervista rilasciata al quotidiano 'La Libre Belgique'. "Il primo obbligo di una Potenza occupante consiste nel rispettare le vite degli abitanti, nel proteggere la popolazione, nel garantire il nutrimento e nel prendersene cura", puntualizza Michel. "Nel caso specifico cio' palesemente non avviene, e io non posso accettarlo. Quando poi una cosa del genere viene da una democrazia, accettarla diventa ancora piu' difficile". Sul giornale il commissario allo Sviluppo sembra poi prendere le distanze dalla decisione dell'Unione Europea, il mese scorso, d'intensificare i rapporti con lo Stato ebraico. "Dobbiamo stare attenti a non ricorrere a strumenti che possano rafforzare una delle parti, e consolidare l'idea secondo cui non siamo capaci di un approccio equilibrato", avverte infatti Michel.
PAKISTAN uccisa ballerina
Shabana, la più famosa delle ballerine di Mingora, poco a nord di Peshawar, nella meravigliosa e una volta turistica valle di Swat parallela al confine afghano, è stata uccisa qualche giorno fa con un inganno.
Quattro «clienti» l'avevano contattata nel Banr Bazar, a casa del padre-manager, e chiesto di danzare per loro. Era tanto che non si esibiva in pubblico, troppo pericoloso: solo qualche video o festa privata. Magari quella sera un sospetto lo ha avuto, Shabana. Ma ha aperto lo stesso, si è vestita per ballare. Per l'ultima volta: gli uomini l'hanno prima insultata, poi trascinata in piazza, le hanno sparato. Sul corpo hanno gettato pallottole, banconote, cd, dvd e foto con le sue performance «anti- islamiche». Un avvertimento ben più potente delle lettere recapitate ad altre sue compagne da mesi. O degli insulti misti a minacce che Maulana Shah Dauran, numero due dei talebani di Swat, trasmette sulla sua radio Fm, illegale ma ascoltata da tutti: «Se non altro per sapere cosa rischiamo», dicono gli abitanti. I giornalisti locali nell'area — i pochi rimasti dopo la presa di controllo da parte dei talebani, da dicembre assoluta — segnalano che il messaggio è arrivato, chiaro e forte.
SOMALIA L'Etiopia ritira le sue truppe
L'ETIOPIA si ritira. Abbandona la Somalia. Lo aveva annunciato più volte. Ma oggi, alle prime luci dell'alba, dopo l'ennesimo scontro a colpi di mortaio con i miliziani islamici degli "al Shabaab" che ha lasciato sul terreno altri 11 civili, i 3000 soldati di Addis Abeba hanno abbandonato la più importante base di Mogadiscio e hanno iniziato a ritirarsi verso nord. in questi 23 mesi, i combattimenti hanno provocato 16 mila morti e la fuga di oltre un milione di persone Sul terreno restano solo 3500 soldati ugandesi e burundesi che l'Unione africana ha spedito sul posto undici mesi fa. Sia Kampala sia Bujumbura hanno fatto sapere nei giorni scorsi di non essere disposti a restare altro tempo. Temono di rimanere impantanati in un Paese che ha visto fallire ogni missione di pace. Se non arriveranno altri soldatri di rinforzo - ne sono stati chiesti altri cinquemila - lasceranno la Somalia nel giro di un mese. L'Unione africana non ha più soldi. Non è in grado di finanziare altre missioni. Ha chiesto aiuto all'Onu. Gli Usa hanno già pronta la bozza di una risoluzione che chiede l'invio di una forza di pace di altri 6000 caschi blu. Ma si sa che il segretario generale Ban Ki-Moon è contrario: sostiene che la Somalia sia troppo pericolosa. Mentre il lungo serpentone di carri blindati e di tank iniziava ad attraversare il Paese, nuovi scontri armati, con lanci di razzi e colpi di mortaio, scoppiavano a Gurael, nel cuore della Somalia. In tre giorni di combattimenti di registrano altri 50 morti. Questa volta tra le milizie degli "al Shabaab" e un altro gruppo islamico moderato, gli "Ahlu Sunna Waljamaca".
ITALIA Uranio impoverito, governo condannato a pagare risarcimento di mezzo milione Sentenza di un tribunale di Firenze a favore di un ex militare malato di tumore dopo una missione in Somalia
FIRENZE - Maxi risarcimento per un ex militare italiano malato di tumore per presunta contaminazione da uranio impoverito: lo ha deciso il tribunale di Firenze che ha condannato il ministero della Difesa a un risarcimento di oltre mezzo milione di euro viene riportato il parere di un consulente tecnico che afferma l'esistenza di un nesso di causalità tra il Linfoma di Hodgkin (la malattia riportata dal militare, ora in fase di «remissione definitiva») e l'esposizione all'uranio impoverito. Ad avviso dell'esperto designato dal tribunale, le conclusioni dell'indagine scientifica compiuta dalla Commissione Mandelli, secondo cui tale nesso non può essere accertato, «sono destituite di fondamento per l'erronea procedura di ricerca utilizzata» deguate misure protettive per i partecipanti alla missione in Somalia, nonostante fosse «sotto gli occhi dell'opinione pubblica internazionale - si legge nella sentenza - la pericolosità specifica di quel teatro di guerra, sotto il profilo eziopatogenetico che qui interessa, e nonostante l'adozione da parte di altri contingenti di misure di prevenzione particolari». Secondo i giudici, «al di là delle raccomandazioni che erano o dovevano essere note al ministero, il fatto che ai militari americani fosse imposta l'adozione di particolari protezioni, anche in mancanza di ulteriori conoscenze, doveva allertare le autorità italiane». CAUTELE IGNORATE - C'è stato dunque «un atteggiamento non ispirato ai principi di cautela e responsabilità da parte del ministero della Difesa, consistito nell'aver ignorato le informazioni in suo possesso, già da lungo tempo, circa la presenza di uranio impoverito nelle aree interessate dalla missione e i pericoli per la salute dei soldati collegati all'utilizzo di tale metallo.
TREVISO un uomo uccide la moglie in camera da letto soffocandola dopo un litigio, poi tenta di suicidarsi impiccandosi in cucina, ma viene salvato dal tempestivo intervento di una volante della polizia. Il tutto mentre nella stanza affianco dorme, ignaro di tutto, il figlio di undici anni. La vittima è Cristina Prior, 45 anni, casalinga. I due, sposati da 25 anni, vivevano in un appartamento La tragedia è scoppiata nel cuore della notte tra domenica e lunedì. L’omicidio sarebbe avvenuto poco dopo le due. Poi Daniele, sarebbe stato vicino al corpo della moglie per molto tempo. Verso le sei, chiama i cognati. Al telefono L’uomo dice poche parole con tono calmo: «Ho ucciso tua sorella, lascio le chiavi fuori dalla porta», poi riappende. I cognati danno subito l’allarme e avvisano il 113. Gli agenti trovano la porta dell’appartamento numero 12 aperta. Entrano e scoprono il corpo senza vita di Cristina disteso sul letto. In cucina invece Daniele è inginocchiato, privo di sensi e agonizzante, con un cappio al collo fissato sulla parete ad un bocchettone per l’areazione. Un agente taglia subito la corda di fortuna e gli salva la vita. Il collega invece si prende cura del bambino, svegliato dal trambusto e lo porta alla sorella di ventiquattro anni sopraggiunta.
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