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'''LIBIA'''

Se i paesi occidentali decideranno di imporre la no-fly zone, i libici «prenderanno le armi e combatteranno». È quanto avverte il ledaer libico Muammar Gheddafi in un'intervista alla tv di stato turca Trt. Un'eventuale decisione sulla no-fly zone, secondo il colonnello, dimostrerebbe «cosa questi Paesi vogliono veramente, e cioè prendere il petrolio». Gheddafi ha infine ribadito che non lascerà il paese, ricordano nuovamente che «dal 1977 è il popolo libico che comanda»

I carri armati delle brigate fedeli a Muammar Gheddafi si stanno avvicinando alla piazza al-Shuhada, nel centro di al-Zawiyah, in mano ai ribelli. Lo riferisce la tv araba 'al-Jazeerà. Dopo giorni di cannoneggiamenti e raid aerei, le truppe di Gheddafi potrebbero tentare oggi di conquistare definitivamente la città

'''CISGIORDANIA'''

Misure di contenimento da adottare di fronte ad una eventuale sollevazione popolare non violenta in Cisgiordania vengono riesaminate in queste settimane dai vertici militari israeliani, anche alla luce delle rivolte esplose in diversi paesi arabi. Lo afferma oggi il quotidiano Haaretz secondo cui i servizi di intelligence hanno già registrato una prima lezione pratica: ossia che d'ora in poi dovranno monitorare da vicino non solo gli attivisti politici ma anche le reti sociali su internet. Nei giorni scorsi il presidente dell'Anp Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha affermato che la situazione in Cisgiordania è stabile e che non sono prevedibili sollevazioni. Al tempo stesso ieri, in una conferenza stampa a Londra, ha anche lasciato trapelare la possibilità che abbandoni la sua carica - e lasci dunque un vuoto di potere - se entro settembre non sarà stata decisa la proclamazione di uno stato palestinese indipendente. Haaretz spiega che di fronte a manifestazioni popolari palestinesi all'interno delle zone autonome l'esercito israeliano resterebbe inerte. Ma se le dimostrazioni si rivolgessero contro le colonie ebraiche o contro la Barriera di sicurezza l'intervento militare sarebbe molto determinato. Nel frattempo agli ufficiali israeliani vengono comunque chiarite le regole di comportamento di fronte a proteste di massa non violente

'''TUNISIA''
 Il tribunale di Tunisi ha sciolto con una sentenza di primo grado l'Rcd (Raggruppamento Costituzionale Democratico), il partito dell'ex rais tunisino Zine El Abidine Ben Ali. Secondo quanto riferisce la tv araba 'al-Jazeerà, la corte ha stabilito anche la liquidazione dei fondi del partito. Lo scorso febbraio il ministero dell'Interno tunisino aveva già sospeso le attività del partito dell'ex presidente Ben Ali.
Con il via libera dato dal Ministero dell'Interno ad altri dieci movimenti politici, sono ormai 31 i partiti ufficialmente riconosciuti in Tunisia. Gli ultimi ad ottenere l'autorizzazione a svolgere le loro attività: Al-Watan, Echaab, il Partito dei liberali tunisini, Al Wifak, il Partito per la libertà e lo sviluppo, il Partito della libertà per la gistizia e lo sviluppo, il Movimento unionista progressista, il Movimento della gioventù libera della Tunisia, il Movimento di Unità popolare, il Congresso per la Repubblica

'''EGITTO'''

Il ministero della Sanità del Cairo ha fatto inoltre sapere che negli scontri avvenuti ieri sera nel quartiere di Moqattem al Cairo sono rimaste ferite anche 110 persone. Ieri i copti si sono ritrovati per il terzo giorno consecutivo davanti alla sede della radiotelevisione pubblica egiziana. Contemporaneamente, un gruppo di salafiti inscenava una protesta sotto gli uffici del governo nel centro del Cairo, tirando in ballo il caso di una giovane cristiana, sposata con un religioso copto, che sarebbe sparita dopo essersi convertita all'Islam.

Arabia Saudita

'''Le autorità saudite hanno rilasciato 25 sciiti arrestati la scorsa settimana dopo alcune proteste. Lo hanno riferito attivisti citati dalla stampa locale. «Sappiamo che i prigionieri sono stati rilasciati oggi» ha affermato Ibrahim al-Mugaiteeb, capo di Human Rights First Society. «Credo che alcuni di loro siano già a casa dalle loro famiglie» ha aggiunto. L'apertura di Riad fa seguto all'incontro di alcuni giorni fa tra i leader sciiti nel paese e re Abdullah. Membri della comunità sciita hanno organizzato delle timide manifestazioni cira due settimane fa per chiedere la liberazione dei prigionieri detenuti senza un processo. La minoranza religiosa lamenta inoltre discriminazioni da parte della monarchia sunnita, in termini di posti di lavoro e benefici. Il governo saudita, una monarchia assoluta senza un Parlamento democraticamente eletto che di norma non tollera forme di dissenso pubblico, ha sempre respinto al mittente le accuse.

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'''ROMA'''

"la polizia spara ad altezza uomo. Il quotidiano Liberazioni ha nelle sue mani un video che dimostra come le forze dell'ordine hanno agito in via degli Astalli il 14 dicembre 2010. Il video con un audio inequivocabile, mostra agenti dei carabinieri sparare due colpi d'arma da fuoco contro i manifestanti, ad altezza uomo. Nei prossimi giorni uscirà l'intero video, di cui alcuni fotogrammi sono stati riportati sul giornale di oggi

 Un barbone è stato trovato morto questa mattina verso le 7.30 a piazza dei Cinquecento, a Roma, a pochi passi dalla stazione Termini. Il clochard era a terra sul marciapiede dove dormiva abitualmente, secondo quanto riferito da alcune persone che lo conoscevano, e addosso aveva una coperta. Sul corpo non sono stati individuati segni di violenza.

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ESTERI

LIBIA

Se i paesi occidentali decideranno di imporre la no-fly zone, i libici «prenderanno le armi e combatteranno». È quanto avverte il ledaer libico Muammar Gheddafi in un'intervista alla tv di stato turca Trt. Un'eventuale decisione sulla no-fly zone, secondo il colonnello, dimostrerebbe «cosa questi Paesi vogliono veramente, e cioè prendere il petrolio». Gheddafi ha infine ribadito che non lascerà il paese, ricordano nuovamente che «dal 1977 è il popolo libico che comanda»

I carri armati delle brigate fedeli a Muammar Gheddafi si stanno avvicinando alla piazza al-Shuhada, nel centro di al-Zawiyah, in mano ai ribelli. Lo riferisce la tv araba 'al-Jazeerà. Dopo giorni di cannoneggiamenti e raid aerei, le truppe di Gheddafi potrebbero tentare oggi di conquistare definitivamente la città

CISGIORDANIA

Misure di contenimento da adottare di fronte ad una eventuale sollevazione popolare non violenta in Cisgiordania vengono riesaminate in queste settimane dai vertici militari israeliani, anche alla luce delle rivolte esplose in diversi paesi arabi. Lo afferma oggi il quotidiano Haaretz secondo cui i servizi di intelligence hanno già registrato una prima lezione pratica: ossia che d'ora in poi dovranno monitorare da vicino non solo gli attivisti politici ma anche le reti sociali su internet. Nei giorni scorsi il presidente dell'Anp Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha affermato che la situazione in Cisgiordania è stabile e che non sono prevedibili sollevazioni. Al tempo stesso ieri, in una conferenza stampa a Londra, ha anche lasciato trapelare la possibilità che abbandoni la sua carica - e lasci dunque un vuoto di potere - se entro settembre non sarà stata decisa la proclamazione di uno stato palestinese indipendente. Haaretz spiega che di fronte a manifestazioni popolari palestinesi all'interno delle zone autonome l'esercito israeliano resterebbe inerte. Ma se le dimostrazioni si rivolgessero contro le colonie ebraiche o contro la Barriera di sicurezza l'intervento militare sarebbe molto determinato. Nel frattempo agli ufficiali israeliani vengono comunque chiarite le regole di comportamento di fronte a proteste di massa non violente

TUNISIA

  • Il tribunale di Tunisi ha sciolto con una sentenza di primo grado l'Rcd (Raggruppamento Costituzionale Democratico), il partito dell'ex rais tunisino Zine El Abidine Ben Ali. Secondo quanto riferisce la tv araba 'al-Jazeerà, la corte ha stabilito anche la liquidazione dei fondi del partito. Lo scorso febbraio il ministero dell'Interno tunisino aveva già sospeso le attività del partito dell'ex presidente Ben Ali.

Con il via libera dato dal Ministero dell'Interno ad altri dieci movimenti politici, sono ormai 31 i partiti ufficialmente riconosciuti in Tunisia. Gli ultimi ad ottenere l'autorizzazione a svolgere le loro attività: Al-Watan, Echaab, il Partito dei liberali tunisini, Al Wifak, il Partito per la libertà e lo sviluppo, il Partito della libertà per la gistizia e lo sviluppo, il Movimento unionista progressista, il Movimento della gioventù libera della Tunisia, il Movimento di Unità popolare, il Congresso per la Repubblica

EGITTO

Il ministero della Sanità del Cairo ha fatto inoltre sapere che negli scontri avvenuti ieri sera nel quartiere di Moqattem al Cairo sono rimaste ferite anche 110 persone. Ieri i copti si sono ritrovati per il terzo giorno consecutivo davanti alla sede della radiotelevisione pubblica egiziana. Contemporaneamente, un gruppo di salafiti inscenava una protesta sotto gli uffici del governo nel centro del Cairo, tirando in ballo il caso di una giovane cristiana, sposata con un religioso copto, che sarebbe sparita dopo essersi convertita all'Islam.

Arabia Saudita

Le autorità saudite hanno rilasciato 25 sciiti arrestati la scorsa settimana dopo alcune proteste. Lo hanno riferito attivisti citati dalla stampa locale. «Sappiamo che i prigionieri sono stati rilasciati oggi» ha affermato Ibrahim al-Mugaiteeb, capo di Human Rights First Society. «Credo che alcuni di loro siano già a casa dalle loro famiglie» ha aggiunto. L'apertura di Riad fa seguto all'incontro di alcuni giorni fa tra i leader sciiti nel paese e re Abdullah. Membri della comunità sciita hanno organizzato delle timide manifestazioni cira due settimane fa per chiedere la liberazione dei prigionieri detenuti senza un processo. La minoranza religiosa lamenta inoltre discriminazioni da parte della monarchia sunnita, in termini di posti di lavoro e benefici. Il governo saudita, una monarchia assoluta senza un Parlamento democraticamente eletto che di norma non tollera forme di dissenso pubblico, ha sempre respinto al mittente le accuse.

ITALIA

ROMA

"la polizia spara ad altezza uomo. Il quotidiano Liberazioni ha nelle sue mani un video che dimostra come le forze dell'ordine hanno agito in via degli Astalli il 14 dicembre 2010. Il video con un audio inequivocabile, mostra agenti dei carabinieri sparare due colpi d'arma da fuoco contro i manifestanti, ad altezza uomo. Nei prossimi giorni uscirà l'intero video, di cui alcuni fotogrammi sono stati riportati sul giornale di oggi

  • Un barbone è stato trovato morto questa mattina verso le 7.30 a piazza dei Cinquecento, a Roma, a pochi passi dalla stazione Termini. Il clochard era a terra sul marciapiede dove dormiva abitualmente, secondo quanto riferito da alcune persone che lo conoscevano, e addosso aveva una coperta. Sul corpo non sono stati individuati segni di violenza.


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