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LEGGE CIRAMI - Le opposizioni hanno presentato fra gli 800 e i 900 emendamenti alla legge Cirami che andrà all'esame del Senato il 23 ottobre. Fra queste proposte di modifica nuovi sono circa 400 mentre i restanti sono gli stessi già presentati in Commissione. In Commissione Giustizia, intanto, l'esame riprenderà lunedì e ci sono ancora da discutere 400 emendamenti. L'esame in Aula richiederà circa sette ore e il voto di Palazzo Madama è stato calendarizzato per la serata di giovedì 24 o, al più tardi nella mattinata di venerdì 25.

Aperto da Paula alle ore 15.30 - Un saluto a tutt@


Gr serale di venerdi 18 ottbre - ore 19.30

SOMMARIO

Dall'Italia

SCIOPERO GENERALE - Centinaia di migliaia di persone sono scese questa mattina in piazza in 120 città italiane per dar voce alla protesta di quanti hanno aderito allo sciopero generale. Purtroppo a Palermo, mantre sfilava il corteo un disoccupato si è suicidato. Ascolteremo una corrispondenza dalla Sicilia.

FIRENZE - E' Stato occupato questo pomeriggio un cantiere dell'alta velocità a Sesto fiorentino.

Dal Mondo

SVIZZERA - Alle 6:45 di questa mattina è stato sgomberato il centro sociale di Lugano "il Molino". Ascolteremo una corrispondenza.

IRAQ - Dovrebbe venire escluso l'uso automatico della forza nella prima risoluzione sull'Iraq votata dall'ONU. Questa dovrebbe essere la linea privilegiata secondo il ministro della difesa russo.

PALESTINA - Un militante palestinese si è fatto esplodere nei pressi di un insediamento ebraico. Si tratterebbe di un'azione di risposta per il bombardamento di ieri sul campo profughi di Rafah, in cui sono morti 8 palestinesi tra cui due bambini.

OGM - Entrerà in vigore presto la nuova direttiva europea sulle regole per l'etichettatura e la vendita di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati.

DALL'ITALIA

SCIOPERO GENERALE - Centinaia di migliaia di persone sono scese questa mattina in piazza in 120 città italiane per dar voce alla protesta di quanti hanno aderito allo sciopero generale proclamato dalla Cgil contro le modifiche alle norme dello Statuto dei lavoratori sul licenziamento e la politica economica del governo. Questo mentre Cisl e Uil hanno firmato nei mesi scorsi il "Patto per l'Italia" proposto dal governo e respinto dalla Cgil. La Cgil ha cantato vittoria. Epifani, il segretario generale che ha partecipato alla manifestazione principale organizzata a Torino, ha parlato prima di un milione, poi di "milioni" di persone in piazza. Quanto allo sciopero i dati forniti da Cgil parlano di una adesione "mediamente superiore a quella del 16 aprile scorso". E oggi in piazza in diverse città italiane c'erano anche le realtà autorganizzate, i Cobas, e molti studenti. A ROma le cifre uffciali davano un concentramento di 30.000 persone. A Palermo, mentre sfilava il corteo dei lavoratori e delle lavoratrici, un disoccupato si è suicidato. Ce ne parla Gaia del centro sociale Ex carcere.

FIRENZE - E' Stato occupato questo pomeriggio un cantiere dell'alta velocità a Sesto fiorentino. Un'invasione che, nelle intenzioni dei manifestanti, vorrebbe diventare prassi quotidiana per porre delle domande fondamentali alla regione toscana su chi pagherà i danni fatti da questo progetto. La tratta dell'Alta Velocità è oramai arrivata quasi a Firenze ed è oramai completata nel resto d'Italia, e anche se i comitati non sono riusciti a fermare i lavori, in anni di battaglie resta da risolvere un problema fondamentale :chi pagherà i danni fatti e soprattutto come funzionerà la distribuzione di soldi che pioveranno per i risarcimenti. Dopo l'occupazione a Sesto FIorentino si è snodato un corteo per le vie della zona fino al comune dove sono state poste alcune questioni.

LEGGE CIRAMI - Le opposizioni hanno presentato fra gli 800 e i 900 emendamenti alla legge Cirami che andrà all'esame del Senato il 23 ottobre. Fra queste proposte di modifica nuovi sono circa 400 mentre i restanti sono gli stessi già presentati in Commissione. In Commissione Giustizia, intanto, l'esame riprenderà lunedì e ci sono ancora da discutere 400 emendamenti. L'esame in Aula richiederà circa sette ore e il voto di Palazzo Madama è stato calendarizzato per la serata di giovedì 24 o, al più tardi nella mattinata di venerdì 25.

DAL MONDO

SVIZZERA - Alle 6:45 di questa mattina è stato sgomberato il centro sociale di Lugano "il Molino". Con alcune camionette della polizia cantonale le forze dell´ordine sono intervenute per sgomberare il maglio. Il consiglio di stato in corpore ha optato per un´azione di forza. Sono stati 30 i compagni fermati e portati nel centro della protezione civile di Cadro, mentre alcuni ecuadoriani, che viveno nel centro, ora rischiano l´espulsione. Intervistato dalla radio svizzera il consigliere di stato Luigi Pedrazini, (capo dicastero delle istituzioni) parla di una "intollerabile indisponibilità al dialogo da parte degli autogestiti" e di una improbabile nuova sede per l´autogestione, visto che questa, deve dipendere dalla volontà dei comuni che sembra mancare. Intollerabile risulta invece, per il Molino, l´atteggiamento del consiglio di stato, che dapprima ha cercato di bloccare tutte le attività del CSOA con il ricatto, non permettendo lo svolgersi delle attività. Il consiglio di stato sta disconoscendo tutte le commisioni che consideravano la presenza di un centro socioculturale come un bisogno reale. Ma ascoltiamo una corrispondenza registrata con Lugano questo pomeriggio.

IRAQ - "Solo il Consiglio di sicurezza dell'Onu" potrà autorizzare legittimamente un eventuale uso della forza in Iraq e comunque non subito, ma "solo dopo aver ottenuto i risultati del lavoro degli ispettori" incaricati di controllare gli arsenali di Baghdad. Lo ha ribadito oggi il ministro della difesa russo, Serghiei Ivanov, inserendo evidentemente dentro questo quadro la disponibilità di Mosca a votare una risoluzione di compromesso al Palazzo di Vetro di New York. Le affermazioni di Ivanov confermano l'apertura russa ad approvare una nuova risoluzione "forte" sulla crisi irachena, che non autorizzi però l'uso automatico della forza: tema, questo, per il quale il ministro della difesa sembra ritenere tra l'altro necessaria una seconda risoluzione formale e non una semplice ulteriore consultazione in sede Onu. Mosca in ogni caso, ha sottolineato Serghiei Ivanov, ritiene che "gli strumenti e i metodi politico-diplomatici non abbiano esaurito il loro potenziale di efficacia" per disinnescare la crisi.

Sempre riguardo all'Iraq, l'altroieri alla Casa Bianca in un colloquio con Ariel Sharin, George W. Bush si è impegnato a fornire a Israele l'assistenza e la protezione degli Stati Uniti contro eventuali attacchi missilistici iracheni nel caso di un'effettiva offensiva militare Usa contro il popolo iracheno.

PALESTINA - Un militante palestinese si è fatto esplodere nei pressi dell'insediamento ebraico di Dugit, nella striscia di Gaza, ferendo lievemente due militari israeliani. Si tratta probabilmente di un'azione di rispostia per il bombardamento di ieri sul campo profughi di Rafah, in cui sono morti 8 palestinesi tra cui due bambini di 4 e 12 anni. E Hamas ha promesso vendetta per i morti di Rafa. L'attacco di Rafah è stato condannato anche dal segretario generale dell'Onu Kofi Annan, che in un comunicato si è detto "particolarmente turbato" dall'uso di artiglieria pesante da parte di Israele contro due scuole, una delle quali era gestita dalle Nazioni Unite. Il numero uno del Palazzo di vetro ha invitato ancora una volta il governo israeliano "a porre fine alle azioni militari su aree densamente popolate", rispettando "gli obblighi del diritto umanitario internazionale per quanto riguarda la protezione dei civili". Intanto l'esercito israeliano ha arrestato 11 palestinesi ricercati in una serie di retate effettuate nella notte in varie località della Cisgiordania. Fonti militari hanno riferito che sette militanti di Hamas sono stati arrestati nella zona di Ramallah e un ottavo palestinese è finito in manette a Jatta, nel distretto di Hebron. Non sono stati forniti particolari sull'arresto degli altri tre palestinesi.

PETROLIO - Proteggere le riserve petrolifere mediorientali, attraverso un imponente apparato militare, pagato soprattutto dagli Usa, costa all'occidente qualcosa come un dollaro per ogni gallone di petrolio, cioè 15-25 dollari per ogni barile. Il petrolio, dunque, in realtà costa quasi il doppio rispetto al prezzo internazionale di riferimento. Le cifre sono state fornite da Peter Hain, ministro del governo Blair per le relazioni con l'Europa. Hain, parlando durante un convengo dedicato all'energia, ha dichiarato che obiettivo di lungo periodo per l'Europa dovrebbe essere la differenziazione delle fonti di approvvigionamento petrolifero, ma anche lo sviluppo su scala industriale di tecnologie in grado di ridurre l'uso del petrolio. In prospettiva di lungo-medio periodo, il costo militare del petrolio potrebbe infatti diventare insostenibile.

TUNISIA - L'Organizzazione mondiale contro la tortura (Omct) chiede al presidente della Tunisia Zine el Abidine Ben Ali di concedere una amnistia generale a favore delle centinaia di prigionieri politici che si trovano nelle carceri del Paese nordafricano. Lo spunto per l'appello viene offerto dall'inizio di uno sciopero della fame ad oltranza da parte di due di questi detenuti per reati di opinione, Abdeljabbar Maddouri e Ammar Amroussia, che chiedono la propria liberazione. I due militanti del Partito comunista degli operai di Tunisia (Pcot) sono usciti dalla clandestinità nel febbraio scorso per assistere a un processo a loro carico che ha destato vivaci reazioni da parte delle organizzazioni per la difesa dei diritti civili. Sono stati condannati a pene detentive pesanti insieme ad altri due oppositori del governo di Tunisi, Hamma Hammami e Samir Tammalah. Questi ultimi due, anche grazie alle pressioni da parte della comunità internazionale, sono stati rilasciati all'inizio di settembre per motivi di salute ma non hanno ottenuto la cancellazione della loro condanna. L'Omct chiede ora che le autorità politiche tunisine concedano a loro e ai loro compagni di partito la libertà incondizionata e soprattutto consentano alle istituzioni giudiziarie del Paese di godere dell'indipendenza prevista dalla costituzione.

INDONESIA - Il governo indonesiano ha ottenuto l'appoggio del parlamento per approvare urgentemente nuove leggi d'emergenza contro il terrorismo di ispirazione islamica. È il primo passo della presidente del più grande stato musulmano del mondo, Megawati Sukarnoputri, per cercare di allentare la pressione degli Usa e di altri paesi occidentali, che hanno chiesto mano dura contro i movimenti islamici nel paese. Inoltre, il governo ne approfitterà per cercare di stroncare anche quei movimenti di liberazione, come il Movimento Aceh Libera, che pur essendo di ispirazione religiosa, non hanno nulla a che vedere con la presunta jihad contro l'occidente, ma si battono da molti anni per l'indipendenza da Jakarta e contro la presenza delle multinazionali occidentali sul proprio territorio.

gror181002 (last edited 2008-06-26 09:55:48 by anonymous)