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INCURSIONI ISRAELIANE A GAZA, A TEL AVIV RIUNIONE SU PROPOSTA DI TREGUA

L’aviazione israeliana ha bombardato, questa mattina presto, due località nel sud della Striscia di Gaza nei pressi di Rafah e a nord di Khan Younis. Lo ha annunciato un portavoce militare precisando che l’attacco aveva come obiettivi una postazione di Hamas e sette tunnel sotterranei utilizzati per il contrabbando, al confine tra il territorio palestinese e l’Egitto. Secondo l’agenzia palestinese ‘Maan’, i bombardamenti non avrebbero provocato feriti ma solo danni materiali; fonti mediche hanno precisato tuttavia che un anziano è morto nell’ospedale Abu Yussuf al Najjar in seguito ad un attacco di cuore provocato dall’incursione. Intanto a Tel Aviv il primo ministro Ehud Olmert ha convocato una riunione del gabinetto di sicurezza per discutere di un accordo relativo al rilascio di prigionieri in cambio della liberazione del soldato rapito Gilad Shalit. Da Damasco, il capo politico di Hamas, Khaled Meshaal, ha accusato Israele di dettare sempre nuove condizioni nel tentativo di far naufragare gli sforzi egiziani per il raggiungimento di una tregua. “Non potrà esserci una tregua se il blocco imposto a Gaza non sarà sollevato e le frontiere aperte" ha detto Meshaal dopo aver incontrato il segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa, aggiungendo che i negoziati non possono essere legali alla questione della liberazione di Shalit.

Gaza, gli sfollati di Piombo Fuso sono almeno 100mila

Sono centinaia di migliaia i palestinesi rimasti senza abitazione in seguito all'offensiva militare israeliana effettuata nella Striscia di Gaza iniziata con i bombardamenti aerei il 27 dicembre 2008 e proseguita poi con l'offensiva di terra a partire dal 3 gennaio 2009. Stando a un rapporto pubblicato ieri da Save the Children "almeno 100mila persone, inclusi 56mila bambini, si ritrovano a essere sfollati, a vivere nelle tende o in abitazioni sovraffollate, a un mese dalla dichiarazione del cessate il fuoco a Gaza". Almeno 500mila persone, tra le quali 280mila bambini, sarebbero stati costretti ad abbandonare le proprie case durante il conflitto. Nelle zone distrutte durante l'offensiva, nel corso della quale sono stati rasi al suolo interi quartieri, si stanno formando dei veri e propri accampamenti.Sarebbero almeno 4mila le case distrutte e 17mila quelle seriamente danneggiate.

Raid Usa in Afghanistan: sedici morti civili

Almeno sedici persone, tra cui otto donne e due bambini, sono morti in un raid aereo delle forze internazionali nell'ovest dell'Afghanistan. Lo ha riferito la polizia afghana. I cadaveri di sei donne e due bambini sono stati ritrovati poco dopo un bombardamento aereo, lunedì sera, vicino Herat. Secondo le forze della coalizione internazionale sotto il comando Usa, il raid avrebbe avuto come obiettivo un capo dei ribelli, Gholam Yahya Akbari. Circa 15 ribelli potrebbero essere stati uccisi nel bombardamento, ha fatto sapere la coalizione in un comunicato, senza fare accenno alle vittime civili. Ieri, in serata, il presidente statunitense Barack Obama ha, intanto, approvato l'aumento del contingente Usa in Afghanistan di 17mila uomini. Il presidente Ahmid Karzai ha commentato positivamente l'invio di nuove truppe nel Paese, auspicandone il dispiego lungo il confine con il Pakistan.

Secondo l'Aiea, l'Iran non collabora sul nucleare

Teheran in questo momento non fornisce alcun accesso o chiarimento alle ricerche con una possibile dimensione nucleare. Non sono ovviamente felice del livello di cooperazione. Hanno bloccato qualsiasi cooperazione con l'agenzia negli ultimi mesi. Con queste parole Mohamed El Baradei, direttore generale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (Aiea) ha criticato l'Iran incontrando ieri la stampa a Parigi. El Baradei ha, però, sottolineato come secondo le informazioni dell'Aiea il numero di centrifughe per l'arricchimento dell'uranio non siano aumentate. Le dichiarazioni di El Baradei riaccendono le polemiche sul programma nucleare iraniano, alle quali si aggiunge il contenuto di un articolo pubblicato ieri sul quotidiano britannico Daily Telegraph secondo cui lo stato d'Israele sarebbe coinvolto in una guerra segreta di sabotaggi all'interno dell'Iran per ostacolare i tentativi di Teheran di sviluppare un'arma nucleare. Il governo israeliano non ha commentato.

Messico, centinaia in piazza contro i metodi dell'esercito e della polizia

Centinaia di persone sono scese ieri sera in piazza nelle città di Ciudad Juarez, Nuevo Laredo e Reynosa. in Messico, lungo il confine con gli Stati Uniti, per protestare contro gli abusi commessi dai militari e dalla polizia messicani contro i civili, con la scusa della lotta ai narcotrafficanti. Alcuni posti di frontiera tra Messico e Usa sono stati bloccati dai manifestanti, caricati più volte dalla polizia. I manifestanti denunciano la violazione sistematica dei diritti civili della popolazione dopo il 2006, quando il governo messicano ha dislocato unità militari nella zona un piano ufficiale contro il traffico di droghe. Sono stati 5mila i morti della 'guerra della droga' tra narcotrafficanti e militari, ma gran parte delle vittime sono civili. Il governo del Messico ha commentato le manifestazioni, affermando che sarebbero gli stessi cartelli della droga a organizzare le manifestazioni.

PRESIDENTE GUATEMALA CHIEDE SCUSA PER ‘BAIA DEI PORCI’ “Voglio chiedere oggi scusa a Cuba per aver prestato il nostro territorio per preparare l’invasione”. Così il presidente guatemalteco Alvaro Colom si è rivolto a una folla radunata nell’aula magna dell’Università dell’Avana riferendosi al fallito tentativo di invasione organizzato dalla Cia americana nel 1961; il 17 aprile di quell’anno la ‘Brigata 2506’, composta da 1500 esiliati e mercenari cubani finanziati e addestrati in Guatemala e Nicaragua dalla Casa Bianca, sbarcò nella cosiddetta ‘Baia dei Porci’, meglio conosciuta a Cuba come ‘Playa Girón’ (sulla costa meridionale), e fu sconfitta due giorni più tardi. “Non siamo stati noi, ma è stato il nostro territorio e mi scuso ufficialmente come presidente, capo di stato e comandante in capo dell’esercito del Guatemala” ha aggiunto Colom, salutato da un’ovazione. Il presidente guatemalteco ha pronunciato il suo discorso nel secondo giorno di visita nell’isola, al rientro da Cienfuegos, 250 chilometri a sud-est della capitale, dove ha visitato la raffineria intitolata al comandante guerrigliero Camilo Cienfuegos, un progetto promosso nell’ambito dell’Alba, l’Alternativa bolivariana delle Americhe di cui fanno parte Cuba, Venezuela, Nicaragua, Honduras e Dominica (da non confondere con la Repubblica Dominicana). Sebbene il suo paese non appartenga all’Alba, Colom ha espresso apprezzamento per il funzionamento dell’impianto dove si producono tra l’altro le ‘petrocasas’, abitazioni a basso costo costruite in policloruro di vinile (pvc), che – ha detto – “sarebbero una buona alternativa anche per il Guatemala”. L’agenda di Colom ha incluso anche una visita al Centro di ingegneria genetica e biotecnologica dell’Avana, dato l’interesse del Guatemala ad acquistare vaccini di produzione cubana.

Demolizione monumento a Primo de Rivera

E' cominciata a Barcellona la demolizione di un monumento dedicato a José Antonio Primo de Rivera, fondatore della Falange spagnola, eretto nel 1969 durante il regime del dittatore Francisco Franco. Il sindaco della città catalana, Jordi Heru, ha detto che si tratta di "un atto di normalizzazione democratica". La Falange, movimento nazionalista che si ispirava al fascismo, partecipò alla guerra civile che portò al potere Franco.

ITALIA

Morto sul lavoro

Un uomo, del quale non sono state rese note le generalità, è morto nella giornata di ieri a Gorizia sul posto di lavoro. La vittima è Stanislao Primozic, di 55 anni, agricoltore di Gorizia. L'uomo e' morto mentre era impegnato in un intervento di potatura, quando la sua estirpatrice ha agganciato un albero, che lo ha colpito. Primozic è morto sul colpo.

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gror090218 (last edited 2009-02-18 11:49:49 by anonymous)