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Appunti e note redazionali

Fonti

Gr 19:30

Sommario

In primo Piano Incominciamo questo spazio informativo andando a vedere le notizie di cui ci occuperemo questa sera. Per quanto riguarda l'Italia sentiremo i compagni della rete no tav che ci aggiorneranno su il presidio previsto per questo pomeriggio a Torino contro l'apertura di una nuovo sito di sondaggio ed esplorazione in città. E' di pochi minuti fà invece la decisione del tribunale di Napoli di condannare a due anni e otto mesi due agenti della polizia di stato per i fatti avvenuti al global forum di napoli nel 2001. Passeremo poi alla decisione del csm di espellere dall'ordine giudiziario il giudice che non voleva celebrare udienze in aule con la presenza del crocefisso. Per quanto riguarda gli esteri andremmo in Grecia dove si è celebrata questo oggi la seconda udienza del processo contro l'agente che uccise l'anno scorso Alexis. Ci sposteremo poi in Uganda dove l'eni multinazionale dell'imperialismo italiano ha appena ottenuto la concessione per lo sfruttamento di nuovi siti petroliferi.

Editoriale

NOTIZIE BREVI

ESTERI Grecia si è tenuta oggi la seconda udienza del Processo per la morte di Alexis La madre della vittima, nel corso della sua testimonianza, non ha esitato a parlare di ‘'assassinio, eppure è l'avvocato difensore, Alexis Koughias, che cattura - nuovamente - l'attenzione per la linea di difesa scelta, quella che vuole spostare l'attenzione della corte dai fatti di quel spaventosa sera del 2008, al carattere della vittima. Una tattica per nulla originale, che si colora, però, di pseudo - dilemmi e facili conformismi per cui è lecito chiedersi se, davvero, ci sia qualcuno che possa cadere nella tela intessuta da Koughias. Arrivato con mezz'ora di ritardo al tribunale di Amfissa, ove si tiene il processo, Alexis Koughias ha prodotto un video, risalente al giorno prima dell'omicidio del ragazzo, in cui viene ripresa una rissa durante una partita di polo, per poi chiedere l'esame di testimoni che possono confermare la partecipazione, nei tafferugli, della vittima dell'omicidio oggetto del procedimento in corso. Com'è naturale, uno degli avvocati della famiglia di Alexandros Grigoropoulos ha chiesto, allora, se il processo riguarda la colpevolezza di Grigoropoulos ai fatti dello stadio. Alexis Koughias, però, non è uomo da lasciarsi intimorire dal rigore logico e giuridico dell'avversario, rincarando la dose con una conclusione allarmante e significativa di quello che seguirà nel corso del procedimento: ‘'l'accusato sostiene di non aver ucciso nessuno. Quella fu una terribile fatalità. Trovatosi ad affrontare una situazione pericolosa, l'accusato sparò in aria. Fra coloro che lo stavano assalendo c'era ... la vittima e siccome questi sedicenni non sono come i vostri e nostri figli bisogna esaminare le caratteristiche qualitative. Virgina Tsalikian, la madre di Alexandros, si è allora alzata, gridando nel porre due semplici domande: ‘'come conoscete mio figlio, cosa state dicendo?. La sensazione è che spesso, Virginia ed i suoi avvocati, saranno costretti a richiamare all'ordine logico e morale, l'avvocato della difesa, Alexis Koughias .

Uganda, accettata l'offerta di Eni per i pozzi sotto il lago Albert Il ministro dell'Energia, Hillary Onek ha reso noto ufficialmente che il governo ha deciso di avallare l'offerta di Eni per l'acquisto dei diritti dei pozzi di Heritage Oil sul lago Albert. L'affare sulla vendita dei lotti 1 e 3A alla società di San Donato milanese era stato messo a repentaglio dal gruppo irlandese Tullow Oil che aveva cercato di impedire la manovra subito dopo un acquisto preliminare costato agli italiani 1,5 miliardi di euro. L'ipotesi che l'investimento potesse naufragare si era fatta sempre più probabile dopo che Tullow Oil aveva avanzato i diritti di prelazione sull'area. L'ultima parola spettava al governo di Kampala all'interno del quale c'erano parecchie correnti contrarie a lasciare alla Tullow Oil - che già possiede il 50 percento dei pozzi - il monopolio sul petrolio nazionale. Dopo il viaggio del ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, sono aumentate le possibilità sulla vittoria finale di Eni nell'intero processo di acquisizione. Il capo della Farnesina aveva infatti giudicato positive le offerte della società col "Cane a sei zampe" e proposto all'establishment ugandese una cooperazione militare che prevedesse l'addestramento dei militari in forza alla Amisom (le truppe dell'Unione Africana in Somalia) da parte di reparti scelti dei carabinieri. Oggi la conferma che la Spa di piazzale Mattei ha ottenuto il tanto atteso veto governativo sul diritto di prelazione di Tullow.

ITALIA Presidio a Torino dei no tav contro il posizionamento di una trivella in vai Fermi angolo Via Reis Romoli Dopo le prime due settimane di mobilitazione in val di susa contro il riavvio della campagna di esplorazione e sondaggio dei terreni le trivelle tornano a colpire. Questa volta pero a Torino dove i manifestanti della rete no Tav hanno indetto per quest'oggi alle 16:30 un presidio di fronte al sito. Ci colleghiamo con un compagno della rete che ci aggiornerà sullo stato del presidio.Corrispondenza

Processo Global forum, poliziotti condannati per sequestro di persona La sentenza emessa dal tribunale di Napoli Due anni e otto mesi per due funzionari Il tribunale di Napoli ha riconosciuto colpevoli di sequestro di persona aggravato, condannandoli a 2 anni e 8 mesi, i funzionari di polizia Carlo Solimene e Fabio Ciccimarra al termine del processo sulle violenze avvenute nella caserma Raniero Virgilio durante i giorni del Global forum, nel marzo 2001.Accolta la richiesta del pm Marco Del Gaudio. Condanne anche per altri poliziotti imputati. La sentenza è stata emessa al termine di una camera di consiglio durata circa sei ore.

E' stato rimosso dall'ordine giudiziario il giudice Tosti che non teneva udienze nelle aule in cui era presente il crocefisso Tosti è stato rimosso dall'ordine giudiziario per non aver tenuto udienza in tutto il periodo compreso dal maggio del 2005 al gennaio del 2006. Il magistrato si era difeso spiegando di averlo fatto per la presenza del crocifisso nell'aula giudiziaria, che lui contestava. E aveva anche spiegato che finché il crocifisso non fosse stato rimosso avrebbe continuato con questo comportamento. Una posizione che ha convinto la sezione disciplinare del Csm a ricorrere al più drastico provvedimento, perché configurava il rifiuto di compiere atti connessi all'attività giudiziaria. In sede penale Tosti era stato assolto per questa stessa vicenda dall'accusa di omissione di atti d'ufficio, ma solo perché il magistrato era stato sostituito e dunque le udienze erano state regolarmente celebrate. Lungi bene dal ritenerci solidali con il giudice in questione, rappresentante di quella magistratura che proprio in questi giorni ancora una volta si è dimostrata serva di quel potere, che per creare paura e timore continua a inventare assurdi teoremi e fantomatiche associazioni a scopo eversivo. Quello che ci preme sottolineare è che, ancora una volta di più, l'ingerenza del vaticano nella vita dello stato italiano colpisce nel segno reprimendo le istanze laiciste che emergono dalla società. Siparietto


Gr 13:00

In primo Piano

NOTIZIE BREVI

ESTERI

Muore giovane, banlieue Woippy in fiamme

Nuove fiamme di rabbia in Francia. Ieri notte la banlieue di Woippy, sobborgo di Metz, città situata nella Francia nord-orientale, nella regione della Lorena, è stata teatro di incidenti e scontri. Sei veicoli, un autobus e diversi cassonetti sono state incendiati, sassaiole contro le forze dell'ordine.

Gli scontri tra giovani e polizia sono esplosi dopo che mercoledi mattina, all'una e trenta, tre ragazzi a bordo di uno scooter sono rimasti vittima di un incidente in coda ad un inseguimento della polizia. Uno di loro, Malek Souchi, di soli 19 anni, è morto sul colpo, mentre gli altri due, di 20 anni, sono stati portati in ospedale in gravissime condizioni.

In memoria di Malek ieri sera centinaia di persone si sono radunate sul luogo dell'incidente, al termine della commemorazione è esplosa la rabbia dei giovani, che hanno dato alle fiamme quel che hanno incontrato sulla loro strada e intrapreso scontri con gli agenti di polizia. Woippy è una delle zone urbane dove le tensioni sociali, come in tante altre banlieues, sono quotidiane. Anche Woippy, nel 2005, si incendiò come le molte altre perif

Usa, marijuana per uso medico senza limiti La Corte della California dice no a quantitativi imposti per uso personale dei malati

LOS ANGELES - La Corte Suprema della California ha respinto i limiti alla marijuana medica imposti dai parlamentari dello stato, affermando che le persone con prescrizioni per l'"erba" possono detenere e coltivare tutta quella che serve loro per uso personale. L'alta corte ha stabilito che i parlamentari hanno impropriamente emendato la legge che depenalizzava il possesso di marijuana ai "californiani seriamente malati" che avevano una prescrizione medica, imponendo ai pazienti un limite di otto once (227 grammi) di marijuana seccata e sei piantine. La Legge sull'uso compassionevole, approvata dagli elettori della California nel 1996, non aveva messo limiti a quanta marijuana i pazienti potevano possedere e coltivare, affermando solo che doveva essere per uso personale. La Corte Suprema statale ha stabilito che i limiti imposti non devono "intralciare" la capacità di una persona di affermare, sulla base della Legge sull'uso compassionevole, che la marijuana posseduta o coltivata è per uso personale.

ITALIA

Licenziato perché marocchino Il giudice: reintegrate quel professore Il caso: "Non si può discriminare un insegnante perché non italiano". Un docente marocchino era stato congedato dalla scuola media Volta-Gramsci di Genova. Ora dovrà anche essere risarcito

LICENZIATO due anni fa dalla scuola media Volta-Gramsci di Cornigliano perché straniero, un giovane insegnante di origine marocchina si è rivolto al Tribunale del Lavoro di Genova. Ieri mattina i giudici gli hanno dato ragione: la scuola – e di conseguenza il ministero della Pubblica Istruzione – lo hanno «discriminato», il professore nordafricano ha diritto ad insegnare, e a tornare in graduatoria. Il ministero gli deve un risarcimento materiale – per il periodo in cui è stato messo alla porta – ed uno morale. Per un curioso gioco di omonimie, il giudice che ha pronunciato l´ordinanza si chiama Bossi. Margherita Bossi.

E il giovane marocchino, Simohamed Kaabour, 28 anni, nel frattempo è diventato cittadino italiano. Avrebbe comunque acquisito il diritto ad insegnare. «Ma ho continuato a chiedere giustizia per una questione di principio. E perché altri stranieri come me abbiano la possibilità di insegnare nelle scuole italiane, contribuendo alla crescita culturale di tutti».

Simohamed Kaabour lavora attualmente come mediatore culturale. E´ un italiano di seconda generazione, cresciuto nel nostro paese – dove ha raggiunto i genitori quando aveva solo dieci anni – e laureatosi all´Università di Genova in lingua araba e francese. Ma come i seicentomila figli di immigrati, dopo tanti anni e il raggiungimento della maggiore età non gli sono stati riconosciuti i diritti dei coetanei italiani. Una storia esemplare. Straniero nel suo paese, dopo la laurea il giovane professor Kaabour cerca lavoro. «Ho compilato il modulo per la graduatoria, convinto che non fosse essenziale il requisito della cittadinanza italiana. Quando mi hanno chiamato non ho pensato di aver aggirato l´ostacolo mentendo, ma di essere stato scelto per quello che sono: un insegnante qualificato». La scuola Volta-Gramsci di Cornigliano gli fa sottoscrivere un contratto a tempo determinato. Supplente di lingua francese. Ma dopo un mese, dall´istituto parte un contrordine: hanno ‘scoperto´ che Simohamed Kaabour non è italiano. Scatta il licenziamento, e la cancellazione dalla graduatoria per insegnanti. Con una spiegazione ufficiale: «Il signor Kaabour aveva presentato la domanda per la graduatoria in un altro istituto, non ci eravamo accorti che era privo di cittadinanza. Purtroppo noi non possiamo fare niente: il regolamento parla chiaro e la scuola automaticamente ha dovuto emettere un decreto di decadenza».

«Ero fiducioso, ho sempre creduto nella giustizia italiana», sorride Simohamed Kaabour. «Sono contento di passare alla storia di questo Paese, che è anche il mio Paese. In un periodo che non è certo dei migliori». Il professore spera che l´ordinanza del tribunale sia di stimolo per tutti. «Anche per quelli che vorrebbero non più del trenta per cento di studenti stranieri nelle classi. Io ho avuto la fortuna di essere ‘contaminato´ da due culture straordinarie - marocchina ed italiana -, e credo mi abbia permesso di essere una persona migliore. Conoscersi, comunicare: non c´è lezione migliore per qualsiasi studente, e di qualsiasi età».

Siparietto


Gr 9:30

ESTERI

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gror100122 (last edited 2010-01-22 18:24:34 by anonymous)