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ESTERI

ITALIA

Condanne per la evasione dal CIE di Torino

Sono stati colpiti da condanne dai 5 ai 10 mesi di detenzione, per resistenza e lesioni, 10 dei 22 evsai dal CIe di Torino nel mese di settembre scorso, arrestati dopo pochi giorni. Intanto ieri, dopo un partecipato presidio davanti al CIE, diversi reclusi sono entrati in sciopero della fame.

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Siparietto


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ESTERI

Brasile: la resistenza di Pinheirinho

Circa 9000 persone senza casa della comunità di Pinheirinho, a San Paolo, sono state sorprese la notte scorsa dalla polizia militare che le sta sfrattando dal terreno che occupano (già di proprietà di una società fallita da otto anni). Alle ore 6 locali circa duemila soldati hanno invaso il terreno con elicotteri, gas irritanti e lacrimogeni e proiettili di gomma. La zona è sotto assedio e non è possibile quindi conoscere il numero di feriti o uccisi, anche se un giornale locale parla di 7 morti e 100 feriti. Gli abitanti dei quartieri vicini stanno solidarizzando con gli sfrattati, in diverse zone della città ci sono stati scontri con la polizia e sono state bruciate auto. Delle 9000 persone che vivono a Pinhirinho, almeno 2600 sono bambini e l’occupazione, negli anni, si è sviluppata con case di fortuna. Le duemila famiglie ritengono illegale lo sfratto dopo che era stato sospeso temporaneamente dal governo statale e da quelli locali all’indomani della richiesta dei nuovi proprietari di tornare in possesso dell'area. L’avvocato dei residenti, Antonio Ferreira, che è stato ferito alla schiena e in altre parti del corpo da pallottole di gomma mentre si avvicinava per parlare con la polizia militare, ha dichiarato che è stato presentato ricorso per la sospensione permanente dello sfratto. Ferreira ha detto che i residenti non rinunceranno mai all’obiettivo di veder riconosciuto il loro diritto a una casa. Nei giorni scorsi la situazione era già molto tesa e le famiglie si erano armate di bastoni e avevano eretto barricate per fronteggiare l’intervento della polizia, decisi a non abbandonare la terra che i vecchi proprietari avevano lasciato anni fa, ma non si aspettavano un attacco così violento e feroce.

COLOMBIA

ITALIA

Protesta Servirail, Giuseppe Gison scende dalla torre

Giuseppe Gison, uno degli 800 lavoratori licenziati da Servirail, è sceso dalla torre faro della stazione centrale di Milano. Lo ha fatto a quarantaquattro giorni di distanza da quando, con Oliviero Cassini e Carmine Rotatore, aveva deciso di salire sul traliccio ferroviario per protestare contro la decisione di Trenitalia di abolire i treni notte e dare il via ai licenziamenti in tutta Italia.

“Fisicamente sto bene – ha detto al telefono Gison – ho avuto qualche piccolo problema di deambulazione, ma sono sceso soprattutto per problemi di comunicazione con i colleghi che stanno alla base del presidio”.

Il lavoratore licenziato lo scorso dicembre ha anche confermato la sua volontà di proseguire nella protesta dal presidio permanente ai piedi della torre dove continuano a stare Cassini e Rotatore.

Fallimenti in forte aumento in Italia: + 7,4 percento secondo i dati Cerved

La crisi morde e le statistiche sui fallimenti registrati l’anno scorso in Italia portano a quota 12.094 (+7,4 percento rispetto al 2010), il massimo da quando è stata riformata la disciplina. Lo affermano dati Cerved, agenzia di rating, secondo i quali per crack aziendali dal 2009 si sono persi oltre 300mila posti di lavoro.

Gli oltre 12mila fallimenti complessivi del 2011 rappresentano il massimo registrato in un singolo anno da quando nel 2006 è stata riformata la disciplina fallimentare. “Un dato – afferma Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved Group – che sebbene non superi in termini assoluti il record toccato nel 2005, quando ancora potevano accedere alle procedure anche le microimprese, evidenzia ripercussioni più gravi rispetto al passato vista la maggiore dimensione media delle imprese coinvolte, i costi in termini di posti di lavoro persi e la ricchezza non prodotta, significativamente maggiore”.

NAVE AFFONDATA: CLINI, CONTAMINAZIONE GIA' IN ATTO

La contaminazione ambientale determinata dall'incidente all'Isola del Giglio e' gia' in atto. Lo ha affermato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, a margine di un convegno a Milano. 'Stiamo cercando di impedire - ha detto il ministro - che ci sia una fuoriuscita di carburante, con un impatto devastante sull'ambiente. Le operazioni sono gestite dal capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, io non sono in grado di fare previsioni sui tempi' .

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