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In Primo Piano

SVOLTE NELLE INDAGINI PER LO STUPRO NELL'AQUILANO: ARRESTATO MILITARE Svolta nell'inchiesta sullo stupro ai danni di una giovane studentessa in una discoteca dell'Aquilano nella notte tra l'11 e il 12 febbraio scorsi. I carabinieri hanno arrestato, nella caserma Campomizzi dell'Aquila, Francesco Tuccia, il 21enne militare della Provincia di Avellino, il principale sospettato. «Parlano le ferite gravissime». È questa l'affermazione che fonti interne alla Procura hanno espresso dopo l'arresto del giovane militare della provincia di Avellino accusato di aver abusato sessualmente e del tentato omicidio della giovane studentessa laziale in una discoteca dell'Aquilano. Sulle ferite gravissime, probabilmente invalidanti, insieme ad altri riscontri testimoniali e legati agli esami dei Ris di Roma, la Procura ha ricostruito «con chiarezza» la vicenda.L'accusa di tentato omicidio è staccata perchè non ci sono tra le testimonianze, prove sul fatto che il giovane militare abbia soccorso la giovane dopo che la stessa era svenuta in mezzo alla neve con una grave emorragia e con una temperatura di almeno dieci gradi sotto lo zero. Secondo la ricostruzione fatta dalla procura, avvalorata dal giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Romano Gargarella, che ha firmato l'udienza di custodia cautelare in carcere, se la giovane non fosse stata soccorsa dal gestore del locale e dagli addetti alla sicurezza che casualmente sono passati in quello spazio esterno al locale, la studentessa laziale che frequenta l'Università dell'Aquila, sarebbe morta per ipotermia.

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Italia

Altri 6 mesi cassa di integrazione per le lavoratrici Omsa

Altri sei mesi di cassa integrazione in deroga per le lavoratrici della Omsa. La decisione è arrivata al termine di un incontro oggi al ministero del Lavoro tra le parti sociali e alla presenza del ministero dello Sviluppo Economico. “L’oggetto dell’incontro aveva come obiettivo sia quello del superamento della procedura di mobilità che il 27 dicembre scorso la proprietà aveva avviato per le 239 lavoratrici e sia quello di concretizzare la disponibilità di prorogare la cassa integrazione in deroga da parte del ministero, a fronte di alcuni progetti di reindustrializzazione e di ricollocazione delle lavoratrici ‘Omsa’ nel territorio faentino”,

Strasburgo, l'Italia condannata per i respingimenti verso la Libia

Stop ai respingimenti in mare. Bocciate le espulsioni collettive. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato all'unanimità l'Italia per i respingimenti verso la Libia. Nel cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 persone nel 2009, è stato violato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura. Strasburgo ha così posto un freno ai respingimenti indiscriminati in mare e ha stabilito che l'Italia ha violato il divieto alle espulsioni collettive, oltre al diritto effettivo per le vittime di fare ricorso presso i tribunali italiani.  L'Italia è stata condannata a versare un risarcimento di 15mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime, in quanto due ricorsi non sono stati giudicati ammissibili.

Borghezio copia Wilders: sito anti-immigrati

“Come chi denuncia gli evasori fiscali, uguale” La Lega Nord lancerà un sito di denunce contro “fatti e comportamenti di rilievo degli immigrati extracomunitari”, sull’esempio di quanto fatto dal partito olandese Pvv guidato dallo xenofobo Gert Wilders. Lo ha annunciato l’eurodeputato leghista Mario Borghezio, precisando che l’iniziativa è stata promossa dai Volontari Verdi in collaborazione con il consigliere comunale di Milano, Max Bastoni. Secondo l’eurodeputato l’iniziativa è alla stregua del portale che invita a denunciare gli evasori fiscali. “Una cosa simile, con la differenza però che la Guardia di Finanza, una volta segnalato l’evasore, cerca di accertare e andare a fondo con le indagini; mentre con gli immigrati clandestini e quello che combinano nessuno dice niente per non avere problemi”, aggiunge Borghezio. E porta come esempio quanto avviene sui mezzi pubblici: “I controllori invece di multare gli immigrati trovati senza biglietto li fanno più gentilmente scendere”. Da qui l’idea del sito pensato come “uno spazio di libertà aperto alla collaborazione di tutti, uomini e donne delle forze dell’ordine ovviamente compresi, ai quali garantiremo l’anonimato”.

Acqua bene comune

Questa mattina il coordinamento acqua bene comune ha occupato il ministero dell'ambiente in seguito alla mancate esecuzione delle norme votate nel referendum del 13 giugno.

AUDIO


Esteri

Nuovo attacco degli hacker di Anonymous al Ministero di Giustizia greco Per la seconda volta questo mese, gli hacker che affermano di essere dalla rete internazionale di Anonymous hanno attaccato il sito web del ministero greco della giustizia nelle prime ore di Mercoledì scorso.

In un testo caricato sul sito si chiedeva il rilascio del 18enne arrestato lunedì e il ritiro delle accuse nei confronti di altri due liceali, di 16 e 17 anni, accusati di essere coinvolti in precedenti azioni di hackeraggio contro diversi siti istituzionali.Nel testo si dichiara anche che i tre ragazzi non hanno nulla a che fare con i reati loro contestati."I ragazzini non c’entrano nulla con questo sito. Liberateli, state facendo un grosso errore, Gli attacchi sono opera di Anonymous e non di questi ragazzi”.Il comunicato si rivolge poi ai cittadini greci, dicendo che sono stati privati di ogni diritto alla dignità, con la consegna del paese al FMI e ai banchieri, che la democrazia in Grecia è morta nel momento in cui un governo che non era stato eletto dal popolo ha assunto il governo del paese, e ha avvertito che per ogni articolo del vergognoso disegno di legge così etto dell’ austerità che sarà votato, Anonymous spegnerà il sistema dell’ ufficio delle imposte e cancellerà i debiti dei cittadini che vi sono registrati.

La legalità dell’Acta sarà verificata dalla corte di giustizia europea

La Commissione Ue ha intenzione di adire la Corte di Giustizia europea per verificare se l’accordo contro la contraffazione Acta, che ha suscitato proteste in tutto il mondo, non violi i diritti fondamentali. Lo ha annunciato il commissario Ue al Commercio Karel De Gucht. «Abbiamo l’intenzione di chiedere alla più alta Corte in Europa se Acta è in un modo o nell’altro incompatibile con i diritti e le libertà fondamentali dell’Ue, come la libertà di espressione, d’informazione o la protezione dei dati personali», ha affermato il commissario. L’accordo internazionale anticontraffazione e pirateria informatica, dopo l’adozione da parte dell’Ue, è ora in via di ratifica negli Stati membri, ma nelle ultime settimane è scoppiato un intenso dibattito sulle misure in questo contenute, anche con azioni di protesta che hanno bloccato diversi siti web istituzionali. L’esecutivo di Bruxelles è stato poi accusato di mancanza di trasparenza nella conduzione dei negoziati con i partner internazionali, tenutisi tra il 2008 e il 2010. Da qui la decisione del Collegio dei commissari di oggi di rivolgersi alla Corte di Lussemburgo, «La tutela del copyright non può mai essere una giustificazione per eliminare la libertà di espressione o la libertà di informazione. Per questo motivo, l’opzione di bloccare internet non è mai da prendere in considerazione». Lo ha indicato il Commissario Ue per la giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, Viviane Reding, commentando la decisione della Commissione europea di adire la Corte di giustizia sull’accordo commerciale contro la contraffazione Acta.

TUNISI L'ex presidente della repubblica algerina Ahmed Ben Bella e' morto la scorsa notte in un ospedale militare della capitale dove era ricoverato da martedi' sera. Lo riferisce il sito di el Watan, citando fonti vicine alla famiglia. Ben Bella aveva compiuto 95 anni il 25 dicembre. Ben Bella e' stato un eroe della guerra di liberazione algerina contro il colonialismo francese e poi il primo capo di Stato della Repubblica.

Tunisia, docenti università sospendono lezioni contro i salafiti

I docenti delle facoltà umanistiche dell’università La Manouba hanno sospeso le lezioni in segno di protesta per il moltiplicarsi di “aggressioni fisiche e verbali da parte di un gruppo di studenti”. Si tratta di studenti salafiti che, da settimane, cercano di rimuovere il divieto – disposto dal regolamento vigente in tutti gli atenei – alle ragazze che indossano il velo integrale di frequentare le lezioni ed affrontare esami. La sospensione delle lezioni è stata decisa, d’intesa con il sindacato degli insegnanti, dai docenti della facoltà di Lettere, Arti e Scienze umanistiche, dopo che proteste erano venute anche da quelli delle facoltà scientifiche. I salafiti, il cui comportamento aggressivo era stato ripetutamente denunciato da docenti e sindacati, nei giorni scorsi avevano ottenuto un primo successo, con l’autorizzazione a realizzare, in un’aula del Dipartimento di Lingua Araba, una ‘sala di preghierè, che è stata attrezzata con i tappeti che i credenti usano quotidianamente per le loro invocazioni.

gror120223 (last edited 2012-02-23 18:37:42 by anonymous)