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NUCLEARE: GIAPPONE RAFFORZA SICUREZZA CONTRO ATTI TERRORISMO
Il Giappone lavora al rafforzamento della sicurezza delle centrali nucleari contro possibili atti di terrorismo secondo le raccomandazioni fornite dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica . Lo ha detto il ministro dell'Industria , che ha menzionato un'ordinanza ministeriale entro fine marzo, seguendo i pareri Aiea a tutela dei materiali nucleari nel febbraio 2011. Con la nuova ordinanza, gli operatori delle centrali saranno tenuti a raddoppiare le strutture di sicurezza primarie, a rafforzate le misure contro la carenza di alimentazione e ad adottare altre accorgimenti agli edifici dei reattori. Nel Sol Levante ci sono 54 reattori a uso civile, di cui solo due ancora in servizio, visto che gli altri - ad eccezione di quelli danneggiati e irrecuperabili della centrale di Fukushima n.1 - sono stati fermati per manutenzione ordinaria e non più riattivati per i timori delle popolazioni locali dopo lo scoppio della peggiore crisi atomica da quella di Cernobyl del 1986. In un sondaggio condotto dalla Nuclear Threat Initiative che ha esaminato la sicurezza atomica in 32 paesi con materiali nucleari 'vulnerabilì, il Giappone si attesta al 23/mo posto, contro il 13/mo degli Usa e il 27/mo della Cina.



MALI: SCONTRI TRA ESERCITO E RIBELLI TUAREG, OLTRE 120MILA SFOLLATI
Sono oltre 120mila gli sfollati del conflitto tra le forze governative e i ribelli tuareg che combattono nel nord del Mali. Lo ha riferito in una nota l'Alto commissariato Onu per i rifugiati , secondo cui 63mila persone sono sfollate all'interno del Mali e il resto è fuggito nei Paesi limitrofi, in particolare Niger e Burkina Faso. I tuareg del nord del Mali, l'Azawad in lingua tamashek, sono in lotta con le autorità maliane e rivendicano più autonomia e più investimenti a favore dello sviluppo della regione. Dopo gli accordi di pace di Algeri del 2006, disattesi dal governo di Bamako, la ribellione tuareg si è compattata formando nel 2010 il Mnla, nel quale sono confluiti anche molti ufficiali dell'esercito di Gheddafi, rientrati in patria dopo la caduta del colonnello. A metà gennaio, il movimento ha ripreso le armi sferrando attacchi contro le forze del presidente Amadou Toumani Tourè in varie località della regione.






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LIBERAZIONE IMMEDIATA PER COMPAGNI E COMPAGNE DI OSTIA.
DIFENDIAMO LE LOTTE SOCIALI DALLE AGGRESSIONI FASCISTE.

A Ostia in questi giorni sono in programma una serie di iniziative che,
a partire dall'occupazione del Teatro del Lido, lanciano la
mobilitazione per la difesa degli spazi sociali e culturali autogestiti,
contro le devastazioni dei territori a fini speculativi, per la
riappropriazione di tempi, spazi e beni da parte di chi subisce le
misure anti-crisi del governo.
Proprio mentre affiggevano manifesti per propagnadare tali iniziative, i
nostri compagni e compagne sono stati aggrediti/e in modo premeditato
con spranghe e caschi dai fascisti di Casapound.
Casapound: braccio pseudo-ribelle della destra di governo, la stessa
organizzazione da cui proveniva Casseri, l'autore della strage di
Firenze del 13 dicembre scorso che ha visto due lavoratori senegalesi
uccisi, purtroppo non solo finanziata dalla giunta Alemanno e dal PDL,
ma anche vezzeggiata da alcuni intellettualoidi sedicenti "di sinistra".
Alcuni compagni sono finiti all'ospedale con contusioni e braccia
fratturate.
Come se non bastasse, le forze dell'ordine sono intervenute arrestando
diversi compagni e compagne che sono tuttora in stato di fermo in attesa
delle decisioni dell'autorità giudiziaria. Già cominciano a circolare i
dispacci che parlano di "rissa" e che mettono sullo stesso piano
aggrediti ed aggressori.
In attesa di eventuali altri appuntamenti, invitiamo tutti e tutte ad
essere presentiad Ostia in questi giorni, a cominciare dall'iniziativa
già prevista per stasera al Teatro del Lido alle ore 20.
In particolare ribadiamo l'importanza della partecipazione al corteo di
domani pomeriggio alle ore 15. Ci auguriamo che i nostri compagni e
compagne vengano rilasciati molto prima, ma prepariamoci ad esigerne con
determinazione la liberazione immediata.

Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa

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Tentarono irruzione al Senato
indagati 19 universitari

Il pm Tescaroli ha trasmesso alla Digos gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Per protesta sul voto di fiducia al decreto Gelmini il 24 novembre del 2010 decine di studenti dell'area antagonista provarono a varcare il portone di Palazzo Madama
Sono 19 le persone indagate nell'ambito delle indagini sugli scontri avvenuti il 24 novembre 2010 tra manifestanti e forze dell'ordine, durante un corteo di protesta organizzato dai collettivi universitari nel giorno della discussione e del voto di fiducia, poi slittato, del decreto Gelmini.
La magistratura ha disposto la chiusura delle indagini condotte dalla Digos della Questura di Roma, coordinata da Lamberto Giannini.
I 19 sono stati identificati in base anche alle immagini realizzate dagli agenti della polizia scientifica.



FERISCE A COLTELLATE FIDANZATA E SIMULA RAPINA, ARRESTATO
Dopo un litigio, sembra per motivi di gelosia, ha afferrato un coltello e ha ferito al petto, alle braccia e al dorso la fidanzata di 24 anni. Poi ha simulato una rapina ma è stato scoperto. L'uomo, un ventiseienne di Carrara (Massa Carrara), è stato arrestato . La lite era scoppiata la scorsa notte nell'abitazione della coppia. La giovane donna era stata trasportata dal 118 al pronto soccorso. All'ospedale c'era anche lo stesso aggressore che raccontava che la fidanzata era stata vittima di una rapina da parte di alcuni extracomunitari .Dopo un sopralluogo nell'abitazione dell'uomo è stata riscontrata la presenza di macchie di sangue sul pavimento e sulle pareti e è stato trovato nascosto sotto il materasso un coltello a serramanico con tracce di sangue utilizzato per aggredire la ragazza. Dopo l'esatta ricostruzione della dinamica da parte dei medici dell'ospedale di Carrara, l'uomo è stato arrestato e trasferito al carcere di Massa. Stamani il gip ha confermato la custodia cautelare in carcere con l'accusa di lesioni aggravate.


PRECARI DELLA SCUOLA PROTESTANO
I lavoratori precari della scuola hanno manifestato oggi sotto al Ministero dell'Istruzione per rilanciare la lotta in difesa dell'istruzione pubblica. Il Governo Monti non ha predisposto nessun piano di rifinanziamento dell'istruzione pubblica e anzi con provvedimenti come l'innalzamento dell'età pensionabile si è addirittura aggravata la situazione dei precari del mondo della scuola. Il Ministro Profumo ha poi proposto l'idea di bandire un nuovo concorso, che però potrebbe mettere in discussione i diritti acquisiti dai precari presenti nelle graduatorie. I precari della scuola chiedono risposte certe sul loro futuro. Non sono ammissibili ulteriori tagli alla scuola pubblica, che è un diritto di tutti e va difeso».

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Continua in Italia e in Tunisia la mobilitazione delle mamme e delle famiglie dei migranti tunisini dispersi.

La loro richiesta alle istituzioni italiane e tunisine rimane invariata: uno scambio delle impronte digitali dei loro figli, per sapere se siano arrivati in Italia.
E’ da circa un anno, ormai, che le famiglie chiedono di conoscere qualcosa sulla sorte dei loto figli, partiti verso l’Europa subito dopo la rivoluzione, e da tre mesi che si rivolgono a entrambi i paesi per chiedere lo scambio delle impronte, unico modo per sapere se siano arrivati in Italia e se siano all’interno di un sistema detentivo previsto dalle politiche di governo delle migrazioni dell’Italia e dell’Unione Europea. Lanciano appelli, scrivono lettere ai ministri, chiedono incontri, organizzano sit-in e portano ovunque le fotografie dei loro figli; ma mentre anche in Italia si sta rompendo in parte il silenzio stampa su questa vicenda, i tempi delle diplomazie continuano a reagire con le loro lentezze e le loro indifferenze.
Chiediamo a tutti e tutte di far sentire la propria solidarietà e di partecipare alle mobilitazioni, ribadendo con forza che nessuno possa più scomparire così, in mare come nei Cie.

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Fonti

GR 19:30

SOMMARIO

IN PRIMO PIANO

ESTERI

NUCLEARE: GIAPPONE RAFFORZA SICUREZZA CONTRO ATTI TERRORISMO Il Giappone lavora al rafforzamento della sicurezza delle centrali nucleari contro possibili atti di terrorismo secondo le raccomandazioni fornite dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica . Lo ha detto il ministro dell'Industria , che ha menzionato un'ordinanza ministeriale entro fine marzo, seguendo i pareri Aiea a tutela dei materiali nucleari nel febbraio 2011. Con la nuova ordinanza, gli operatori delle centrali saranno tenuti a raddoppiare le strutture di sicurezza primarie, a rafforzate le misure contro la carenza di alimentazione e ad adottare altre accorgimenti agli edifici dei reattori. Nel Sol Levante ci sono 54 reattori a uso civile, di cui solo due ancora in servizio, visto che gli altri - ad eccezione di quelli danneggiati e irrecuperabili della centrale di Fukushima n.1 - sono stati fermati per manutenzione ordinaria e non più riattivati per i timori delle popolazioni locali dopo lo scoppio della peggiore crisi atomica da quella di Cernobyl del 1986. In un sondaggio condotto dalla Nuclear Threat Initiative che ha esaminato la sicurezza atomica in 32 paesi con materiali nucleari 'vulnerabilì, il Giappone si attesta al 23/mo posto, contro il 13/mo degli Usa e il 27/mo della Cina.

MALI: SCONTRI TRA ESERCITO E RIBELLI TUAREG, OLTRE 120MILA SFOLLATI Sono oltre 120mila gli sfollati del conflitto tra le forze governative e i ribelli tuareg che combattono nel nord del Mali. Lo ha riferito in una nota l'Alto commissariato Onu per i rifugiati , secondo cui 63mila persone sono sfollate all'interno del Mali e il resto è fuggito nei Paesi limitrofi, in particolare Niger e Burkina Faso. I tuareg del nord del Mali, l'Azawad in lingua tamashek, sono in lotta con le autorità maliane e rivendicano più autonomia e più investimenti a favore dello sviluppo della regione. Dopo gli accordi di pace di Algeri del 2006, disattesi dal governo di Bamako, la ribellione tuareg si è compattata formando nel 2010 il Mnla, nel quale sono confluiti anche molti ufficiali dell'esercito di Gheddafi, rientrati in patria dopo la caduta del colonnello. A metà gennaio, il movimento ha ripreso le armi sferrando attacchi contro le forze del presidente Amadou Toumani Tourè in varie località della regione.

ITALIA

Aggressione dei fascisti di Casapound a Ostia

LIBERAZIONE IMMEDIATA PER COMPAGNI E COMPAGNE DI OSTIA. DIFENDIAMO LE LOTTE SOCIALI DALLE AGGRESSIONI FASCISTE.

A Ostia in questi giorni sono in programma una serie di iniziative che, a partire dall'occupazione del Teatro del Lido, lanciano la mobilitazione per la difesa degli spazi sociali e culturali autogestiti, contro le devastazioni dei territori a fini speculativi, per la riappropriazione di tempi, spazi e beni da parte di chi subisce le misure anti-crisi del governo. Proprio mentre affiggevano manifesti per propagnadare tali iniziative, i nostri compagni e compagne sono stati aggrediti/e in modo premeditato con spranghe e caschi dai fascisti di Casapound. Casapound: braccio pseudo-ribelle della destra di governo, la stessa organizzazione da cui proveniva Casseri, l'autore della strage di Firenze del 13 dicembre scorso che ha visto due lavoratori senegalesi uccisi, purtroppo non solo finanziata dalla giunta Alemanno e dal PDL, ma anche vezzeggiata da alcuni intellettualoidi sedicenti "di sinistra". Alcuni compagni sono finiti all'ospedale con contusioni e braccia fratturate. Come se non bastasse, le forze dell'ordine sono intervenute arrestando diversi compagni e compagne che sono tuttora in stato di fermo in attesa delle decisioni dell'autorità giudiziaria. Già cominciano a circolare i dispacci che parlano di "rissa" e che mettono sullo stesso piano aggrediti ed aggressori. In attesa di eventuali altri appuntamenti, invitiamo tutti e tutte ad essere presentiad Ostia in questi giorni, a cominciare dall'iniziativa già prevista per stasera al Teatro del Lido alle ore 20. In particolare ribadiamo l'importanza della partecipazione al corteo di domani pomeriggio alle ore 15. Ci auguriamo che i nostri compagni e compagne vengano rilasciati molto prima, ma prepariamoci ad esigerne con determinazione la liberazione immediata.

Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa

si può sentire Claudio (numero sta in rubrica rossa grande) Manifestazione domani, dal teatro del lido..orario.....

Tentarono irruzione al Senato indagati 19 universitari

Il pm Tescaroli ha trasmesso alla Digos gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Per protesta sul voto di fiducia al decreto Gelmini il 24 novembre del 2010 decine di studenti dell'area antagonista provarono a varcare il portone di Palazzo Madama Sono 19 le persone indagate nell'ambito delle indagini sugli scontri avvenuti il 24 novembre 2010 tra manifestanti e forze dell'ordine, durante un corteo di protesta organizzato dai collettivi universitari nel giorno della discussione e del voto di fiducia, poi slittato, del decreto Gelmini. La magistratura ha disposto la chiusura delle indagini condotte dalla Digos della Questura di Roma, coordinata da Lamberto Giannini. I 19 sono stati identificati in base anche alle immagini realizzate dagli agenti della polizia scientifica.

FERISCE A COLTELLATE FIDANZATA E SIMULA RAPINA, ARRESTATO Dopo un litigio, sembra per motivi di gelosia, ha afferrato un coltello e ha ferito al petto, alle braccia e al dorso la fidanzata di 24 anni. Poi ha simulato una rapina ma è stato scoperto. L'uomo, un ventiseienne di Carrara (Massa Carrara), è stato arrestato . La lite era scoppiata la scorsa notte nell'abitazione della coppia. La giovane donna era stata trasportata dal 118 al pronto soccorso. All'ospedale c'era anche lo stesso aggressore che raccontava che la fidanzata era stata vittima di una rapina da parte di alcuni extracomunitari .Dopo un sopralluogo nell'abitazione dell'uomo è stata riscontrata la presenza di macchie di sangue sul pavimento e sulle pareti e è stato trovato nascosto sotto il materasso un coltello a serramanico con tracce di sangue utilizzato per aggredire la ragazza. Dopo l'esatta ricostruzione della dinamica da parte dei medici dell'ospedale di Carrara, l'uomo è stato arrestato e trasferito al carcere di Massa. Stamani il gip ha confermato la custodia cautelare in carcere con l'accusa di lesioni aggravate.

PRECARI DELLA SCUOLA PROTESTANO I lavoratori precari della scuola hanno manifestato oggi sotto al Ministero dell'Istruzione per rilanciare la lotta in difesa dell'istruzione pubblica. Il Governo Monti non ha predisposto nessun piano di rifinanziamento dell'istruzione pubblica e anzi con provvedimenti come l'innalzamento dell'età pensionabile si è addirittura aggravata la situazione dei precari del mondo della scuola. Il Ministro Profumo ha poi proposto l'idea di bandire un nuovo concorso, che però potrebbe mettere in discussione i diritti acquisiti dai precari presenti nelle graduatorie. I precari della scuola chiedono risposte certe sul loro futuro. Non sono ammissibili ulteriori tagli alla scuola pubblica, che è un diritto di tutti e va difeso».

25 FEBBRAIO NO TAV

Domani manifestazione no tav con partenza da Bussoleno alle ore 13:00. Questa sera iniziative a Bussoleno per lanciare lagiornata di mobilitazione e per ricordare i militanti no tav ancora detenuti/e.

Si può sentire Nicoletta (numero in rubrica rossa grande, o alla T di torino, o alla N o alla V...non mi ricordo)

Lavoratori RFI che hanno occupato la fabbrica a Casalbertone

Oggi facevano una iniziativa nel pomeriggio...dario dovrebbe avere i contatti. Per il numero di Dario potete chiamarmi ce l'ho io.

Continua in Italia e in Tunisia la mobilitazione delle mamme e delle famiglie dei migranti tunisini dispersi.

La loro richiesta alle istituzioni italiane e tunisine rimane invariata: uno scambio delle impronte digitali dei loro figli, per sapere se siano arrivati in Italia. E’ da circa un anno, ormai, che le famiglie chiedono di conoscere qualcosa sulla sorte dei loto figli, partiti verso l’Europa subito dopo la rivoluzione, e da tre mesi che si rivolgono a entrambi i paesi per chiedere lo scambio delle impronte, unico modo per sapere se siano arrivati in Italia e se siano all’interno di un sistema detentivo previsto dalle politiche di governo delle migrazioni dell’Italia e dell’Unione Europea. Lanciano appelli, scrivono lettere ai ministri, chiedono incontri, organizzano sit-in e portano ovunque le fotografie dei loro figli; ma mentre anche in Italia si sta rompendo in parte il silenzio stampa su questa vicenda, i tempi delle diplomazie continuano a reagire con le loro lentezze e le loro indifferenze. Chiediamo a tutti e tutte di far sentire la propria solidarietà e di partecipare alle mobilitazioni, ribadendo con forza che nessuno possa più scomparire così, in mare come nei Cie.

GR 13:00

ESTERI

ITALIA

RESPINGIMENTI, ITALIA CONDANNATA “MA PER ALCUNI MIGRANTI E’ TARDI”

“Una sentenza che abbiamo dovuto aspettare, che è arrivata tardi, ma che alla fine è arrivata e questo è positivo” dice il presidente dell’Agenzia Habeshia per la cooperazione allo sviluppo, aveva seguito il caso di 24 cittadini somali ed eritrei rimandati in Libia il 6 maggio 2009. Non può dunque che essere soddisfatto della sentenza della Corte Europea per i diritti dell’uomo che ieri ha condannato l’Italia per violazione della Convenzione europea sui diritti umani respingendo in mare aperto centinaia di migranti.

Il caso riguardava la prima operazione di respingimento in mare effettuata dalla Marina italiana a 35 migliaia sud dell’isola di Lampedusa, in acque internazionali. Circa 200 somali ed eritrei, tra i quali bambini e donne in stato di gravidanza, furono fatti salire a bordo di un’imbarcazione della Marina e consegnati alle autorità libiche a Tripoli contro la loro volontà.

“In 24 tra somali ed eritrei avviarono poi la causa contro l’Italia, ma alcuni di loro sono morti tentando nuovamente la traversata durante il conflitto libico, agli altri stiamo cercando di fare arrivare la notizia della sentenza e del risarcimento che l’Italia è tenuta a pagare”.

“Questa sentenza – ha detto ieri Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati, Cir – prova che nelle operazioni di respingimento sono stati sistematicamente violati i diritti dei rifugiati, l’Italia ha infatti negato la possibilità di chiedere protezione e ha così respinto in Libia più di mille persone che avevano il diritto di essere accolte in Italia. Vogliamo che questo messaggio arrivi in maniera inequivocabile al governo Monti: nel ricontrattare gli accordi di cooperazione con il Governo di Transizione Libico, i diritti dei rifugiati non possono essere negoziati”.

Binario 21: Oliviero scende dalla torre

Oliviero Cassini, uno dei lavoratori degli ex wagon lits delle Ferrovie dello Stato italiane, che da quasi tre mesi protestano su una torre faro della stazione Centrale di Milano, nei pressi del binario 21, dopo la decisione del taglio dei treni notte delle Fs, e i conseguenti esuberi di personale, ha interrotto stamani la sua protesta.

Era sulla torre dall’8 dicembre scorso. Due suoi colleghi erano gia’scesi. Sulla struttura resta ora un altro lavoratore che era aggiunto in un secondo momento, il 3 febbraio scorso.

Non lo pagano per lavori eseguiti, artigiano blocca la Milano-Bologna

L'uomo che questa mattina è salito su un traliccio sulla linea alta velovità a Reggio Emilia è sceso ed è stato portato in ospedale. E' un 40enne originario di Scandale e residente a Reggio Emilia, titolare di un'impresa edile. Lamenta di non essere stato pagato per i lavori eseguiti. Sul posto era arrivata anche la moglie.

Dopo l'abbraccio con la donna, l'artigiano, in buone condizioni di salute, è salito in ambulanza diretto all'ospedale.

La linea ad alta velocità tra Bologna e Milano è stata riattivata attorno alle 11, in entrambe le direzioni. Per bypassare il blocco fra Castelfranco Emilia e Fidenza (o Piacenza) sono stati deviati sulla linea ordinaria dieci convogli, che ora hanno ritardi medi attorno ai 30 minuti.

Foggia, 36enne suicida in carcere, è l’undicesimo caso dall’inizio dell’anno

Nuovo suicidio in un carcere italiano. A Foggia, si è tolto la vita impiccandosi con il cordoncino della tuta che indossava, un 36enne . Sono undici in totale i casi di detenuti che si sono tolti la vita dietro le sbarre. L’uomo da qualche giorno era stato trasferito in una cella singola visti i problemi che aveva avuto con altri detenuti. L’ultimo suicidio nel penitenziario pugliese risale al novembre del 2011, quando un 41enne la fece finita trasformando i lembi dei suoi pantaloni in un cappio.

Nel carcere di Foggia sono attualmente detenute 744 persone a fronte di una capienza di 371. Una situazione “insostenibile”. Così come è insostenibile la situazione di gran parte delle carceri italiane.

Sempre meno studenti di religione ormai uno su dieci lascia l'aula

NON SI ARRESTA la fuga dall'ora di religione nelle scuole italiane. L'ultimo rapporto del Servizio nazionale della Conferenza episcopale italiana per l'insegnamento della religione cattolica conferma un trend che sembra ormai ormai inarrestabile. Per la prima volta dal 1993/1994, quando venne fatta la prima rilevazione, la quota di alunni che preferiscono uscire dalle classi quando entra l'insegnante di religione scende sotto il 90 per cento: l'89,8, per la precisione. E la pattuglia di coloro che, mentre il prof di religione parla di Gesù e di fede, si dedicano ad altro sfiora le 800 mila unità.

Ma l'annuale dossier della Cei, relativo all'anno scolastico 2010/2011, conferma un altro trend: gli specialisti di religione - coloro che insegnano esclusivamente questa materia, designati dai vescovi delle 226 diocesi italiane - sono in costante in aumento. Con sacerdoti, religiosi e religiose in "via d'estinzione". L'ordine di scuola dove le defezioni sono più consistenti è la scuola superiore, con poco più di 16 ragazzi su 100 che escono dalle aule durante l'ora di religione.

Un fenomeno concentrato soprattutto nelle regioni settentrionali e dell'Italia centrale. Al Nord le "fughe" sfiorano il 27 per cento e il 19 al Centro. Al Sud invece cambia tutto: appena 2,4 diserzioni su cento. Ma rispetto all'anno scolastico 2009/2010, a livello nazionale, al superiore si registra un'inversione di tendenza. Due anni fa, la quota di genitori o alunni che hanno sottoscritto l'apposito modulo per evitare le discussioni dell'ora di religione è stata del 16,5 per cento. In tutti gli altri segmenti della scuola pubblica italiana, probabilmente a causa della forte componente di immigrati che professano altre religioni, si registrano incrementi.

Con un record, più uno per cento secco, alla materna: che passa dal 7,5 all'8,5 per cento di forfait in appena 12 mesi. Al superiore i meno avvezzi a "prediche" e discorsi intorno alla morale o ai problemi dei giovani sono gli studenti dei licei artistici (individuati nel dossier come "altre" tipologie di scuole): 21,2 per cento. Seguono i ragazzi dei professionali, che disertano l'ora di religione in 20,7 su cento, e i compagni dei tecnici. La maggior parte di questi, il 57,3 per cento, esce dalla scuola. La restante parte si dedica ad "attività didattiche e formative alternative" oppure ad attività di "studio: assistito o non assistito".

E anche quest'anno il complesso universo degli insegnanti reclutati dallo stato per impartire le lezioni di religione si arricchisce di qualche centinaio di unità. Gli specialisti, infatti, passano dai 12.894 del 2009/2010 ai 13.166 dell'anno successivo, facendo segnare un più 2 per cento. Unica "materia" della scuola italiana che negli ultimi anni contrassegnato da tagli sopra tagli può vantare un trend positivo. Ma che, per effetto del calo delle vocazioni, viene sempre più affidata a laici: ormai 88 su cento.

gror120224 (last edited 2012-02-24 18:44:10 by anonymous)