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'''FEMMINICI''' #131 - QUARTIERE PINDEMONTE - Italiano uccide la convivente a martellate. Pierluigi Petit, 58 anni, ha massacrato Daniela Bertolazzi, 60, nella notte tra martedì e mercoledì |
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pagina del GR dell'MFLA per i nostri contributi da remoto!!!
GR del 20 dicembre 2011
FEMMINICI
#131 - QUARTIERE PINDEMONTE - Italiano uccide la convivente a martellate. Pierluigi Petit, 58 anni, ha massacrato Daniela Bertolazzi, 60, nella notte tra martedì e mercoledì
ITALIA
Torino - Un uomo sul tetto del Cie
Alle dieci di ieri sera, ai microfoni di Radio Blackout, una voce dal Cie di Torino. È di un recluso dell’area bianca del Centro che racconta di come il suo compagno di cella Adil se ne stia appollaiato sul tetto dalle tre del pomeriggio. Proprio da quando i funzionari dell’Ufficio immigrazione gli hanno detto di prepararsi per il viaggio. Lui, che con tutti i parenti e tutta la vita in Italia non ne vuol sapere proprio di andarsene in Marocco, sul tetto prima ci è salito disperato per buttarsi: ma poi ci è rimasto per resistere. I poliziotti hanno fatto finta di niente e han fatto partire l’aereo senza di lui, sperando di vederlo ritornare veloce dentro alle gabbie. Ma lui è rimasto là in cima, armato solo delle coperte e del cibo che gli han passato i suoi compagni di prigionia, determinato a resistere ancora.
Attorno all’una di notte, dentro al Centro sono arrivati i pompieri e hanno provato a fare scendere Adel. Lui ha spinto via la scala ed è rimasto dov’era, nonostante il freddo e tutto. Dopo una mezz’oretta un gruppone di solidali è andato a salutarlo rumorosamente di là dalle mura.
Ricordiamo che nel fine settimana nel Cie di Bologna ci sono state ore di vera e propria battaglia. Venerdì sera quattro detenuti sono riusciti a scavalcare il muro del Lager,mentre altri cinque sono stati bloccati dagli agenti di guardia. Il giorno dopo, è iniziato lo sciopero della fame: nella notte una ventina di reclusi ha iniziato a lanciare bottiglie contro gli agenti. Domenica, infine, sono stati utilizzati gli idranti verso chi cercava la fuga scavalcando il muro del CIE.
Carcere - Proteste a Regina Coeli e Velletri
Dopo Ancona, Parma e Bologna, anche a Regina Coeli e Velletri i detenuti hanno scelto di attuare forme di pressione e ammutinamento. Un ministero della giustizia che credeva di aver risolto il problema carcerario con qualche promessa e un po' di aritmetica, si trova a dover gestire quella che sembrerebbe una nuova ondata spontanea di protesta. Il 18 dicembre, in entrambe le carceri laziali, hanno effettuato le "battiture" concentrandole negli orari di pranzo e cena. A Regina Coeli, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa, si é anche registrato il caso del lancio di una bomboletta di gas accesa contro un secondino che sarebbe riuscito a schivarla.
Occupy Green Hill, lager per animali
Occupy Green Hill , fino alla chiusura di questo lager. Non demordono gli attivisti animalisti che ormai dal 2 dicembre scorso sono in presidio permanente, prima davanti al municipio di Montichiari, ora a ridosso dei capannoni di Green Hill , la fabbrica di cuccioli di cani beagle destinati ai laboratori di vivisezione di tutta Europa.
Il presidio è stato autorizzato fino al prossimo 23 dicembre giorno in cui il Coordinamento Fermare Green Hill ha promosso una manifestazione a Milano alla sede della Regione Lombardia.
ESTERI
Gaza: rilasciati i tre ragazzi sequestrati dai militari. Tre bambini feriti nell'esplosione di un ordigno
Sono stati rilasciati dopo qualche ora i tre ragazzi palestinesi rapiti ieri dai militari israeliani nel campo profughi di al-Breji, ad est di Gaza. I tre palestinesi sono stati liberati nei pressi della frontiera. I ragazzi potrebbero aver avuto l'intenzione di passare in territorio israeliano per cercare lavoro quando, giunti i veicoli corazzati israeliani insieme ai carri armati, li hanno fermati e sequestrati per un tempo breve prima di rilasciarli.
A sud intanto, l'artiglieria penetrava da Khan Younes, aprendo il fuoco all'impazzata contro abitazioni civili palestinesi. Non ci sono stati feriti.
Sempre ieri, a Rafah, nella zona di al-Muharrarat, tre bambini palestinesi sono rimasti feriti in modo lieve nell'epslosione di un ordigno lasciato dagli israeliani. I bambini si trovavano in compagnia del padre è stavano raccogliendo rottami quando c'è stata l'esplosione.
Resta alta a tensione a sud della Striscia di Gaza, ancora stamattina, l'aviazione israeliana sorvola i cieli di Gaza.
????Aborti selettivi dei feti femmina
Nei Paesi del Caucaso del sud, i bambini maschi sono oltre il 10% in più delle bambine alla nascita. La pratica dell’aborto selettivo, di cui si è molto parlato nei casi di Cina e India, è alla base di questo fenomeno. Una realtà che mostra quanto le discriminazioni di genere continuino a essere diffuse nel mondo.
Uno studio realizzato su dati relativi al periodo 1997-1999 in Georgia ha mostrato la preferenza per figli maschi. Si registrava, per esempio, che donne che hanno avuto due figlie femmine e partorito un terzo figlio maschio avessero alle spalle un maggior numero di aborti. Inoltre, se i primi due figli erano femmina, nel 42% dei casi si sarebbe avuto un terzo figlio. Se almeno uno dei primi due figli era maschio, questa percentuale si dimezzava.
Anche le indagini dei servizi demografici e di salute condotte in Armenia, Azerbaijan e Georgia nel 2005-2006 confermano questa tendenza preoccupante, in particolare per quanto riguarda il terzo nato. Per i terzogeniti, infatti, in tutti e tre i Paesi il rapporto stava sopra i 150 figli maschi per ogni 100 femmine.
Anche n Albania l’aborto selettivo è una pratica diffusa. Secondo il Consiglio d’Europa in Albania nascono 112 maschi per 100 femmine, un dato in notevole squilibrio rispetto al rapporto di crescita demografica naturale.
Nel sistema patriarcale tradizionale le figlie femmine sono considerate come nate per essere date al marito, quindi sono in qualche modo estranee alla famiglia. E per tradizione non tramandano il cognome. Se una famiglia ha solo figlie femmine si usa dire che quella famiglia si estinguerà.
Francia: un Comune vince la prima battaglia contro la Royal Bank of Scotland
Il 24 novembre la Corte di Prima Istanza di Parigi (TGI) ha negato alla Royal Bank of Scotland l’ordinanza restrittiva che aveva chiesto per costringere il Comune di Saint-Etienne in Francia a riprendere il pagamento dei debiti che aveva sospeso. Anche se la Corte avrà bisogno di più tempo prima di deliberare nella causa intentata dal Comune contro la Royal Bank of Scotland (RBS), ha già deliberato che la sospensione dei pagamenti era legittima, perché l’interesse sui prestiti era basato su “strumenti speculativi ad alto rischio”.
Il 70% del debito di Saint-Etienne era tossico, ed il Comune ha sporto denuncia anche contro la Dexia Bank e la Deutsche Bank, oltre alla RBS.
Nel 2006 e 2007, Saint-Etienne rifinanziò alcuni dei crediti che aveva aperto con la Natixis Bank, acquisendo quelli che riteneva crediti a più basso costo dalla RBS. Tuttavia, questi ultimi si erano rivelati essere "crediti tossici", cioè ad altro rischio di insolvenza.
Ecco che cosa è successo ai prestiti concessi a Saint-Etienne. Quindi un grave problema finanziario per il Comune si è trasformato in una catastrofe. La situazione era così grave che il Comune di Saint-Etienne ha sporto denuncia contro la banca ed ha sospeso tutti i pagamenti sul prestito. La RBS, a sua volta, ha sporto denuncia contro il Comune per aver violato il contratto con una procedura sommaria in cui esigeva il pagamento, ma la denuncia è stata respinta.